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25 ottobre 2013

ESPAÑISTAN (sub Ita): Come è iniziata la crisi finanziaria...

15 ottobre 2013

FMI: PRELIEVO DEL 10% SU TUTTI I CONTI €UROPEI!

Prelievo forzoso: dopo il precedente di Cipro,
tutta l'Europa è a rischio.
E ora l'Fmi apre anche a questa possibilità.
L’idea è sorprendente, ma ciononostante è passata pressoché inosservata, celata tra le righe di un lungo rapporto di economia. Per porre rimedio all’esperimento fallimentare della moneta unica, il Fondo Monetario Internazionale ha aperto alla possibilità che le autorità europee impongano un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di 15 paesi dell’area euro. Tanto ci vorrebbe, secondo i calcoli degli economisti, per riportare il debito sovrano del blocco ai livelli pre crisi.
L’idea "brillante" viene enunciata in uno dei capitoli del report semestrale "Monitor delle finanze pubbliche" preparato dagli economisti del Fondo. Quello proposto e riportato dai quotidiani, tra cui un giornale greco, sarebbe un provvedimento suicida, in quanto scatenerebbe una fuga di capitali dalle banche europee.

Quanto espresso dall’istituto di Washington è certamente stato preso in considerazione anche dalle autorità politiche. Il concetto è semplice: piuttosto che appesantire il carico fiscale delle imprese e far scendere ancora di più le buste paga, perché non andare a toccare i capitali "dormienti"?

12 luglio 2013

25 verità sul caso Evo Morales / Edward Snowden

Il caso Edward Snowden è stato all'origine di un grave incidente diplomatico tra la Bolivia e diversi paesi europei. A seguito di un ordine da Washington, Francia, Italia, Spagna e Portogallo hanno proibito all'aereo presidenziale di Evo Morales di sorvolare sul loro territorio.
  1. Dopo una visita ufficiale in Russia per partecipare a un vertice dei paesi produttori di gas, il presidente Evo Morales ha preso il suo aereo per tornare in Bolivia.
  2. Gli Stati Uniti, pensando che Edward Snowden, ex agente CIA e della NSA, autore delle rivelazioni sulle operazioni di spionaggio del suo paese, fosse sull'aereo presidenziale, ha ordinato a quattro paesi europei, Francia, Italia, Spagna e Portogallo, di proibire il sorvolare del loro spazio aereo a Evo Morales.
  3. Parigi ha immediatamente soddisfatto l'ordine proveniente da Washington e ha annullato l'autorizzazione di sorvolo del proprio territorio che era stato concessa alla Bolivia il 27 giugno 2013, mentre l'aereo presidenziale si trovava a pochi chilometri dal confine francese.
  4. Così, Parigi ha messo in pericolo la vita del Presidente boliviano, il quale è dovuto atterrare in emergenza in Austria, per mancanza di carburante.
  5. Dal 1945, nessuna nazione al mondo ha impedito a un aereo presidenziale il sorvolo del proprio territorio.
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01 luglio 2013

JP MORGAN: "Il problema dell'euro sono le Costituzioni antifasciste"

Ho trovato su questo blog una notizia molto interessante: JP Morgan ha emesso un documento, nel quale viene presentata un'analisi del processo di aggiustamento degli squilibri macro-economici dei paesi del sud. Ma il documento non si limita a parlare di inflazione o di partite correnti. Entra nel merito dei "difetti" dei paesi del sud. A proposito dei limiti tipici di questi paesi, si dice:

Quando la crisi è iniziata era diffusa l'idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico.
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24 marzo 2013

UNGHERIA: BATTESIMO DI FUOCO PER L'U€

L’Ungheria è una nazione dell’Unione Europea composta da circa dieci milioni di abitanti ed ha un PIL di circa 200 miliardi di dollari. Rispettivamente rappresenta il 2% della popolazione e circa 1,2% del PIL dell’Unione; è stata recentemente declassata a BB, la disoccupazione sfiora il 12%, l’agricoltura è in calo di oltre il 25%, l’edilizia scende del 6% e la produzione industriale del 4%. Il debito pubblico rimane molto elevato e si attesta intorno all’80% e il deficit al 3,4%. La crescita economica arranca e per il 2013 il paese potrebbe entrare definitivamente in recessione, spinto dalla fuga di capitali dovuta all’accerchiamento finanziario attorno al presidente Orban che ha scelto di sfidare l’Eurocrazia.
Hescaton
 
Con un’enorme maggioranza del 52% , il partito del premier, il Fidesz è riuscito a varare una serie di riforme costituzionali che hanno fatto infuriare Bruxelles e le opposizioni  ungheresi. Tra queste ci sono forti limitazioni alla Corte Costituzionale, limitazioni alla libertà di espressione, divieto di dormire in luoghi pubblici, riconferma della famiglia tradizionale, illegalità del Partito Comunista ma soprattutto la messa sotto tutela governativa della Banca Centrale Ungherese e l’allontanamento dell’adesione del paese all’Euro. A nostro avviso sono questi i due punti principali invisi agli eurocrati e agli usurai internazionali.

25 febbraio 2013

Evo Morales: « La Bolivia ha il diritto di espropriare una società che deruba il paese »

Nel corso di una conferenza stampa al palazzo del governo di La Paz, il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha deplorato la reazione del governo spagnolo alla nazionalizzazione della società aeroportuale SABSA, una filiale della società spagnola Abertis e Aena e ha riferito che, "Se non ci sono legami con la Spagna, ci saranno con i suoi movimenti sociali." Morales ha criticato la dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione della Spagna, che ha sostenuto che il governo spagnolo procederà, "a malincuore" a "ripensare l'insieme delle relazioni bilaterali".
"Non avevo sentito che ci fossero problemi con le relazioni bilaterali. Sicuramente è un loro diritto e noi lo rispetteremo. La Bolivia manterrà relazioni diplomatiche con tutto il mondo, se non possiamo averne con il governo spagnolo, avremo rapporti con i movimenti sociali in Spagna", ha detto Morales.
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22 febbraio 2013

SPAGNA AD UN PASSO DALLA GRECIA

LA SPAGNA E' AD UN PASSO DALL'IMPLOSIONE DELLE ISTITUZIONI DEL MODELLO DEMOCRATICO ATTUALE
«I diversi ricatti che pesano sui politici e le istituzioni minacciano di provocare una paralisi del sistema politico e un’implosione delle istituzioni, che potrebbe portare alla fine del modello democratico attuale
«Malefatte che hanno trasformato la Spagna in un’immensa cloaca inondata dalla corruzione».
«La fogna in cui si è trasformato lo stato spagnolo conta più astri di una costellazione» 
Sono anni che andiamo ripetendo queste affermazioni, invero con audience ben scarsa. Fa quindi una certa quale impressione leggerle su organi a vasta diffusione. Due concetti dovrebbero essere valutati con la massima attenzione.

1. «Implosione delle istituzioni»
L’ostinarsi nel non voler vedere, considerare e rimediare una lunga serie di problemi porta inevitabilmente alla loro putrefazione. Esattamente quello che é successo per l’Unione Sovietica: nel disperato tentativo di mantenere in vita un sistema marcio i russi arrivarono al crollo, all’implosione. Repentina ed inaspettata solo per gli sprovvidi accecati dai paraocchi delle ideologie.
Quando un corpo di regole non rappresenta più la realtà e presenta evidenti contraddizioni dovrebbe essere abbandonato, ed in tutta fretta. Le teorie economiche e politiche non dovrebbero essere vissute come dogmi di fede. Non sono verità eterne.

04 dicembre 2012

NO A QUESTA €UROPA!

Vi è una diffusa percezione che la crisi economica e finanziaria nell'Unione europea (UE) in generale, e della zona euro, in particolare, stanno mostrando la necessità di avere "più Europa", espressione ampiamente utilizzata in ambienti politici e mediatici di diversa sensibilità politica per definire la necessità di un sistema federale in cui l'UE avrebbe alcune analogie con il governo federale degli Stati Uniti (USA). La cancelliera tedesca, la signora Merkel, riluttante a tale possibilità in passato, ha cambiato idea ed è in prima linea nella creazione di un governo europeo che abbia un carattere federale. 
Di Vicenç Navarro  

Conseguenza di questa posizione è che il governo Merkel ha spinto perché gli Stati membri dell'UE approvino nelle loro Costituzioni il Patto Fiscale (formalmente conosciuto come Trattato sulla Stabilità, Coordinamento e Governance nell'Unione Economica e Monetaria) in base al quale gli Stati non potrebbero avere un disavanzo strutturale superiore allo 0,5% del PIL. Il Patto di Stabilità e Crescita sollecita gli Stati ad avere un deficit pubblico inferiore al 3% del PIL. Tale Patto Fiscale va oltre ed è un enorme, ripeto, un enorme attacco al settore pubblico di qualunque Stato

13 novembre 2012

BILDERBERG: "Riunione straordinaria per decidere le sorti dell'€uropa"

Per decidere l'€uro, il commissariamento di Italia, Spagna e Grecia, i grembiulini del gruppo Bilderberg, quasi come se fosse una provocazione, domani (oggi, N.d.E) sbarcano in gran segreto a Roma ma scelgono il posto sbagliato: l'hotel De Russie. In pieno centro, l'hotel è invaso nelle stesse ore da toupe a caccia di starlette, attrici, papponi e veline venuti a smignotteggiare per il festival del cinema. Requisiti i musei capitolini per una cenetta da 1000 euro a cranio per 80 persone.
Dagospia
Nel momento politico più drammatico per l'Italia e per l'Europa il gruppo Bilderberg, quasi come se fosse una provocazione, ha scelto proprio Roma per tenere da domani la sua 61° sessione di lavori che si concentrerà soprattutto sul commissariamento dei paesi euro più a rischio Italia, Spagna e Grecia. Della riunione non c'è' traccia neppure sul sito ufficiale della più potente e misteriosa organizzazione mondiale che raccoglie manager, banchieri e imprenditori da tutto il mondo.

07 novembre 2012

L'UNIONE €UROPEA GENERA GUERRE CIVILI

L’Unione europea instaura un regime di guerra permanente. Dapprima concorrenza tra imprese non mediata dagli Stati. Poi guerra di classe necessaria per l’esigenza di ricorrere alla deflazione salariale. Poi guerra ideologica contro lo Stato, accusato ingiustamente di essere il responsabile della crisi; poi guerre civili all’interno degli stati, minati nella loro unitarietà dal venir meno della coesione sociale e territoriale generato dal mercatismo unionista. E non è impossibile che alla resa dei conti, una volta implosa l’Unione europea, restino gravi conflitti politici tra nazioni, in ragione dei debiti esteri, privati e pubblici.
Di Stefano D'andrea
Appello Al Popolo
In Spagna, in settembre, le vendite al dettaglio sono crollate del 10,9% annuale destagionalizzato. Un crollo enorme. Tra le cause c’è certamente la recessione che dura da oltre due anni ma c’è anche la “cura” suggerita dall’Unione europea. In particolare l’aumento dell’IVA: l’aliquota ordinaria è aumentata dal 18% al 21%; quella speciale dall’8% al 10%;ed è stata prevista l’applicazione dell’aliquota ordinaria, anziché di quella speciale, come in precedenza, per molti beni e servizi.
Ma la causa principale del crollo delle vendite al dettaglio è che la Spagna si è auto-dissolta come Stato, aderendo all’Unione europea. La moneta spagnola non si svaluta, anzi non esiste.

05 novembre 2012

ABBANDONARE L'€URO

Di  Vicenç Navarro
Vista l'enorme crisi finanziaria ed economica vigente in Spagna, ci sono tre alternative. Una è quella di continuare le politiche di austerità del governo del Partito popolare, seguendo le istruzioni del Consiglio europeo (dominato da conservatori e liberali), della Commissione Europea (di chiaro orientamento conservatore neoliberista) e della Banca Centrale Europea (sotto l'enorme influenza della Bundesbank, la banca centrale tedesca, che è stata definita ironicamente e con ragionevole certezza, come il Vaticano del neoliberismo), massima esponente del sistema bancario tedesco. Queste politiche conducono inevitabilmente ad una situazione di recessione, rasentando la depressione per molti anni. Il suo fulcro è un attacco frontale al mondo del lavoro, allo stato sociale e alla democrazia. 

L'evidenza di ciò è forte e sconvolgente. La sua massima espressione è ciò che sta accadendo in Grecia. Dietro questa strategia c'è il capitale finanziariario (che oggi domina il comportamento, non solo finanziario, ma anche economico, nell'area dell'euro) e il capitale delle grandi aziende. Questa opzione è, senza dubbio la peggiore. Aspettarsi che le politiche di quella che viene chiamata "austerità espansiva" siano efficaci nello stimolare l'economia e uscire dalla recessione, appartiene all’ambito del dogma neoliberista, accettato per molto tempo dalle sinistre al governo che stanno portando la Spagna, l'Europa e il mondo al disastro.

03 ottobre 2012

L'ECONOMIA MONDIALE SI STA INDEBOLENDO, ECCO I 14 SEGNALI...

"Se non riesci a leggere questo,
stiamo prendendo a calci la tua testa!
Gli Stati Uniti non sono gli unici ad avere enormi problemi economici in questo momento. La verità è che quasi ovunque si guardi nel mondo le cose stanno peggiorando. La Cina sta vivendo un notevole rallentamento economico, e il Giappone ha fatto ricorso di nuovo alla stampa di denaro nel tentativo di mantenere l'economia giapponese in movimento. La disoccupazione in Europa continua a peggiorare, e gli scontri di questa settimana in Spagna e in Grecia sono stati assolutamente spaventosi, in alcuni momenti. Negli Stati Uniti ci sono tutta una serie di segnali che una nuova recessione si sta avvicinando, e il numero di amministratori delegati americani che dicono che hanno intenzione di eliminare posti di lavoro nei prossimi mesi è in rapido aumento. 

L'economia mondiale oggi è più interconnessa che mai, e questo significa che siamo tutti sulla stessa barca. Basta ricordare quello che è successo nel 2008 e nel 2009. La sofferenza economica  iniziata a Wall Street è stata avvertita in ogni angolo del pianeta. Dunque, chiunque crede che gli Stati Uniti (o, se è per questo, qualsiasi altra nazione importante) eviterà la prossima ondata della crisi economica non è assolutamente realista. Perché pensate che le banche centrali di tutto il mondo sono in "modalità panico" in questo momento? Stanno sparando tutte le loro munizioni e stampando denaro come se non ci fosse un domani, nel tentativo di tenere insieme il sistema. Purtroppo, non funzionerà.
Se i poteri forti avessero un "easy button", per sistemare tutto rapidamente, l'avrebbero già premuto. 

30 agosto 2012

IL REGNO DI SPAGNA DISSANGUA LA SUA POPOLAZIONE PER SALVARE LE BANCHE

"Tutti questi tagli di bilancio ci hanno lasciati nudi"
Il salvataggio di BFA-Bankia attraverso la nazionalizzazione delle sue perdite e dei suoi attivi tossici, seguito da una richiesta storica di aiuti pubblici per 19 miliardi di euro (23,5 miliardi complessivi, contando gli aiuti già ricevuti), ha fatto precipitare la Spagna in un’isteria politica ritmata dalla pressione finanziaria delle scadenze fissate dai creditori. L’annuncio del governo Rajoy, il 9 giugno scorso, di un piano di salvataggio che potrebbe toccare i 100 miliardi di euro (circa il 10% del PIL) destinato a risanare l’intero settore finanziario spagnolo, in precedenza rifiutato, mette i mercati e le istituzioni finanziarie internazionali sotto pressione. A Roma, Washington, Parigi e Bruxelles si susseguono riunioni dell’Eurogruppo, del G20 o videoconferenze incapaci di placare la frenesia degli speculatori che si scatenano sul mercato del debito. Nel frattempo la popolazione subisce nuove misure antisociali che le impongono una precarietà sempre più severa.
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06 agosto 2012

LA SPAGNA IN SEGRETO NEGOZIA CON LA GERMANIA LE CONDIZIONI DEL SALVATAGGIO

Per la prima volta, Rajoy non esclude la possibilità che la Spagna chieda aiuto: "Non ho preso alcuna decisione, farò ciò che è meglio", ha detto il presidente.
La parola "salvataggio" ha smesso di essere un anatema per il governo. Mariano Rajoy, che fino ad ora aveva respinto categoricamente la possibilità di chiedere assistenza finanziaria dall' Europa - oltre a quello già richiesto per il settore bancario - ieri ha cambiato direzione in modo sostanziale.
Per la prima volta dal suo arrivo a La Moncloa, non ha negato la possibilità che il paese possa aver bisogno di un intervento, ma ha detto, enigmaticamente, che non ha ancora preso una decisione e che in ogni caso, farà ciò che considera "più conveniente per gli interessi degli spagnoli" .
Questa svolta di 180 gradi nella posizione del presidente ha una spiegazione: l'esecutivo, come rivelato a elEconomista da fonti vicine alla Moncloa, da settimane sta negoziando segretamente con la Germania i termini degli aiuti, e le "misure non convenzionali" con cui la BCE sosterrebbe la Spagna una volta richiesta l'assistenza e le condizioni che dovrebbe soddisfare per essere degna di questo speciale supporto.
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17 luglio 2012

L'ASSE SPAGNA-ITALIA CI COSTERA' LA SOVRANITA'

Trattato di Münster (1648), pezzo 
fondamentale della pace di Westfalia
Il fallimento a Bruxelles significava la pericolosa fine del Governo Monti. Andalusia, Bankia ..., Rajoy è riuscito a rompere a Bruxelles un trimestre fatidico. Il processo si inverte, per salvare l' euro i popoli devono dare potere all'Impero

La Vanguardia 
Il magnifico episodio della Battaglia di Waterloo in La Certosa di Parma, il secondo grande romanzo di Stendhal, ci è servito la scorsa settimana per descrivere una sensazione sempre più comune di fronte alla vertiginosa spirale della crisi: tutti noi riconosciamo l'interno di una grande macchia, per quanto leggiamo di esperti, abbiamo difficoltà a comprendere il significato e la portata dei movimenti che si susseguono intorno a noi. Non abbiamo alcuna comunicazione diretta con lo stato e abbiamo il sospetto che questo non ha nessuna visione conclusiva degli eventi. Caos digitalizzato. Siamo tutti Fabrizio del Dongo, il giovane italiano che partecipò alla battaglia di Waterloo senza sapere cosa fosse Waterloo.

Questa settimana è più luminosa. Le notizie di venerdì a Bruxelles hanno dato un senso alla grande confusione che ha prevalso dopo le drammatiche elezioni greche, di cui non ci ricordiamo più perché la memoria mediatica è quella di un rettile. Italia e Spagna sono state piantate davanti la Germania, costringendo l'adozione di tre provvedimenti che, in linea di principio, allontanano dai peggiori calvari. Spagna e Italia hanno stretto un'alleanza dell'ultimo minuto - senza precedenti nello scacchiere europeo - al fine di evitare l'umiliazione di gravi conseguenze nelle loro politiche interne. Entrambi i paesi hanno scoperto che, insieme, pesano in Europa.
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29 giugno 2012

Crisi europea: Dopo la Spagna toccherà all'Italia

La Spagna ha conosciuto oggi una crisi bancaria senza precedenti, che è la conseguenza diretta e indiretta della sua appartenenza all'euro. L'euro ha accelerato il fenomeno della de-industrializzazione dell'economia spagnola, che si è ripiegata verso il settore dei servizi e immobiliare. Le banche hanno ampiamente finanziato il settore immobiliare, fornendo ad esso sia agenti immobiliari e imprenditori, sia famiglie. I professionisti del settore sono stati i primi ad essere toccati dalla crisi, incapaci di vendere le case sia ai turisti, ad eccezione della Spagna - salvo i più ricchi - per i costi interni e il tasso di cambio dell'euro, sia alla popolazione.
Di Jacques Sapir
Marianne2.fr

La dinamica delle costruzioni si è brutalmente invertita. Si è passati dalla costruzione di 1 milione di abitazioni all'anno, alle circa 80.000 di oggi, una divisione per un fattore 12! Da qui l'esplosione della disoccupazione. La rapida contrazione delle costruzioni ha trascinato nella sua caduta l'intera economia, ed ha avuto importanti conseguenze per solvibilità globale del paese.  
Le famiglie colpite dalla crescente disoccupazione che raggiunge il 24,4% della forza lavoro, non potevano far fronte agli interessi dei propri debiti e gli arretrati si sono accumulati. Ciò ha portato ad un tasso d'insolvenza pari all' 8,3% degli attivi bancari.

26 giugno 2012

La banca tedesca beneficiaria del "salvataggio" spagnolo

Una delle cause dell'attuale crisi in Spagna è lo scoppio della bolla immobiliare. Il matrimonio tra il capitale finanziario (banche, casse di risparmio, compagnie di assicurazione ed altri istituti finanziari) e il settore immobiliare ha creato tale bolla. Negli ultimi dieci anni sono state costruite più case nel nostro paese che in tutta la Francia, la Gran Bretagna e la Germania. E nonostante questa enorme costruzione che ha rappresentato quasi il 9% del PIL spagnolo, i prezzi sono saliti del 150%, crescendo molto più velocemente dei salari, e questo come risultato di speculazioni improprie.
Vnavarro.org
Non c'è dubbio che le banche, le casse di risparmio, la Banca di Spagna e le autorità pubbliche, sia spagnole che europee, ne erano a conoscenza. Bastava vedere un grafico in cui si confronta l'evoluzione dei prezzi delle abitazioni e dei salari (la stragrande maggioranza di compratori traggono il loro denaro dal reddito da lavoro) per vedere che i primi sono cresciuti molto più velocemente dei secondi. Si cerca di colmare con il credito la distanza tra i due prezzi. E quindi l'indebitamento delle famiglie è enorme.
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20 giugno 2012

E' DA PAGARE IL DEBITO ?

Il debito è ormai una questione centrale nell'agenda politica e sociale. E' nel suo nome che si effettuano privatizzazioni, misure di austerità e, infine, il trasferimento del costo della crisi sulle spalle della maggioranza della popolazione. Bisogna in primo luogo porsi queste domande: chi beneficia del debito? Chi l'ha contratto? A cosa è servito? Chi dovrebbe pagarlo? E' a queste domande che cercano di rispondere coloro che, all'interno del movimento degli Indignati, evidenziano la necessità di un'audit (revisione, N.d.T.) cittadino dei debiti.
Di
Esther Vivas

Nei decenni degli anni '80, '90 e 2000, abbiamo visto l'impatto del debito estero sui popoli del Sud del pianeta, attraverso l'applicazione sistematica di programmi di adeguamento strutturale e di misure di austerità nella spesa sociale che era presentata come "necessaria" per garantire il rimborso.

Dal 2010, con l'esplosione della crisi del debito sovrano, quest'ultimo è diventato un tema centrale anche nei paesi dell'Unione Europea, e in particolare tra quelli della sua periferia, dove si condensano le contraddizioni dell'attuale crisi.
 
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13 giugno 2012

NIGEL FARAGE: "Col salvataggio della Spagna fallisce l'Italia!"



Nigel Farage è intervenuto oggi a Strasburgo, al Parlamento Europeo, per commentare il prestito di 100 miliardi al sistema bancario spagnolo. Il pacchetto prevede che l'Italia contribuisca al 20% e che il prestito venga erogato al 3%. Ma l'Italia, per trovare i soldi da conferire, deve indebitarsi sul mercato al 7%: un vero e proprio colpo di genio, non c'è che dire!