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14 dicembre 2013

NELSON MANDELA: Discorso a Cuba del 26 Luglio 1991

Discorso di Nelson Mandela pronunciato il 26 Luglio 1991 all'evento per il 38° anniversario dell'assalto alla caserma Moncada, inizio della Rivoluzione Cubana, tenutosi in provincia di Matanzas.
Primo Segretario del Partito Comunista, Presidente del Consiglio di Stato e del governo di Cuba, Presidente della Repubblica Socialista di Cuba, Comandante in Capo Fidel Castro, Internazionalisti cubani che tanto hanno fatto per la liberazione del nostro continente, Popolo cubano, compagni e amici:
Per me è un grande piacere e un onore essere qui oggi, soprattutto in un giorno così importante nella storia rivoluzionaria del popolo cubano. Oggi Cuba commemora il 38° anniversario dell'assalto alla caserma Moncada. Senza la Moncada, la spedizione del Granma, la lotta nella Sierra Maestra e la straordinaria vittoria del 1 gennaio 1959 non avrebbero avuto luogo.
Oggi è questa la Cuba rivoluzionaria, la Cuba internazionalista, il paese che tanto ha fatto per i popoli dell'Africa.
Da molto tempo volevamo visitare il vostro paese ed esprimere i nostri sentimenti verso la Rivoluzione cubana e il ruolo svolto da Cuba in Africa, nel Sudafrica e nel mondo.
Il popolo cubano occupa un posto speciale nei cuori dei popoli dell'Africa. Gli internazionalisti cubani hanno contribuito all'indipendenza, alla libertà e alla giustizia in Africa in un modo che non ha eguali per il loro carattere di principi e altruismo.

06 novembre 2013

IL NEMICO NON E' LO STRANIERO MA IL CAPITALE

E' di queste ore la notizia diffusa dalla stampa dell'uccisione di un giovane italiano massacrato di botte in Gran Bretagna accusato di "rubare il lavoro agli inglesi"; stava lavorando da qualche giorno come cameriere in un ristorante. L'ennesima dimostrazione di dove ci vogliono condurre.

Nell'ultimo periodo sono ripresi con forza i flussi migratori nelle coste siciliane con numerosi "eventi tragici" (per usare la terminologia mediatica) che hanno colpito la sensibilità delle masse popolari siciliane e nazionali su cui i politicanti borghesi e media hanno acceso il loro teatrino, con opinioni e posizioni espresse che variano dal pietismo "finto-umano" allo sprezzante populismo: abbiamo assistito così alle passerelle di soggetti del governo nazionale e dell'UE a Lampedusa (dopo quella di Papa Francesco con le sue preghiere, carezze e santini), che con le loro facce di bronzo hanno promesso "aiuti e interventi" e degli ipocriti "funerali di stato" che non ci sono mai stati, così come i lampedusani sanno non ci saranno mai neanche gli "aiuti e interventi" che loro si aspettano.
La borghesia e la politica borghese nazionale e europea, non darà mai risposte soddisfacenti gli interessi popolari poiché la loro necessità e quella di utilizzare l'"immigrazione", sia come "strumento elettorale" e sia soprattutto come "esercito industriale di riserva", orientando con un uso ad hoc dei mezzi di comunicazione la rabbia e il disagio sociale delle masse lavoratrici e popolari italiane contro l' "immigrato" per scatenare la "guerra tra poveri". 

17 ottobre 2013

LAMPEDUSA: PERSEGUITARE I VIVI E PREMIARE I MORTI

Parlando della tragedia di Lampedusa, c’è poco da aggiungere ai lamenti ipocriti delle autorità europee e alle giustissime denunce degli attivisti, delle organizzazioni e dei migranti. Anni fa, il teologo costaricano di origine tedesca,  Franz Hinkelammert, riassunse in due parole questa routinaria abbondanza di cadaveri raccolti nei mari e nei deserti nelle frontiere d’occidente: “genocidio strutturale”. L’idea di “genocidio strutturale”, certamente implica un’accusa: le strutture non si impongono da sole, bensì necessitano di decisioni politiche che le facciano funzionare; decisioni politiche che, eventualmente, potrebbero disattivare. Quando una struttura alla propria fonte è incompatibile con la Dichiarazione dei Diritti Umani e con la più elementare dignità umana, le decisioni che vengono prese per tenerla in attività acquisiscono un’aura necessariamente truculenta, un’ aria di ludica crudeltà infantile, la forma di un grande sbadiglio nichilista. Penso che Barroso e Letta non avranno gradito di venire ricevuti a Lampedusa al grido di “assassini”. Non si sentono “assassini”e, probabilmente, la pila di cadaveri accumulati ai loro piedi gli trasmette un orrore sincero. Ma devono ingoiare gli insulti e i rimorsi di coscienza rispondendo in modo responsabile ai propri compromessi con la “struttura”. Compromessi da cui, in certa misura, dipendono anche i voti dei loro elettori. 

06 ottobre 2013

La strage di Lampedusa, l’Europa di Schengen, l’Italia di Alfano

Ancora una volta, di fronte all’ennesima strage del proibizionismo, questa volta di proporzioni agghiaccianti, si prova ad additare come unici responsabili gli “scafisti”. Arrestare qualche povero disgraziato, di solito egli stesso esule o migrante, vale a tacitare le nerissime coscienze dei tanti che concorrono a perpetuare e moltiplicare l’ecatombe mediterranea. Serve ad additare un capro espiatorio per occultare le responsabilità dei decisori europei e dei ceti politici nostrani, di ogni tendenza, che del proibizionismo e della politica dei “respingimenti” hanno fatto un dogma da rispettare ad ogni costo umano.

Solo una quindicina di giorni fa Angelino Alfano, feroce “colomba”, dichiarava che “va potenziata la frontiera europea nel Mediterraneo e il ruolo di Frontex, anche perché in questi flussi si annidano cellule terroristiche”. Ecco la chiave, utile ormai non solo a reprimere ogni dissenso (la vicenda NoTav lo dimostra) ma pure a coprire ogni nefandezza: anche la tranquilla messa in conto che la strategia che esternalizza le frontiere, finanzia i centri di detenzione, pattuglia e respinge, ha sempre più quale effetto “secondario” la morte di bambini e di donne, perfino gestanti.
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12 settembre 2013

ONU, Ris. 3379/1975: "Il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale"

La Risoluzione 3379 adottata il 10 novembre, 1975 con 72 contro35 voti (32 astensioni), dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decretava che: "il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale" E' stata revocata il 16 dicembre 1991 e sostituita con la Risoluzione 46/86! 
Video

30 agosto 2013

COME L’OCCIDENTE OFFENDE LA MEMORIA DI MARTIN LUTHER KING

Le differenze tra il Dr. Martin Luther King Jr. e l’attuale presidente americano Barack Obama non potevano essere più evidenti. Infatti, l’unica cosa che hanno in comune è il colore della pelle. Eppure, in qualche maniera. i canali d’informazione occidentali sono riusciti a tracciare delle linee di congiunzione tra queste due figure diametralmente opposte – forse proprio perchè entrambi sono neri. Recentemente l'Associated Press ha pubblicato un articolo dal titolo “Obama incarna il Sogno e la lotta di King” (1) , sostenendo che: 
“Con la sua programmata apparizione di mercoledì sera, Barack Obama era certo di rappresentare la realizzazione del sogno di centinaia di migliaia di persone che manifestarono lì nel lontano 1963.”
Perchè? Solo perchè Obama è nero? O perchè Obama rappresenta davvero quegli ideali di giustizia, uguaglianza e pace per cui Martin Luther King Jr. si è battuto durante tutta la sua vita e per i quali è morto?

Non esiste modo peggiore di offendere la memoria di Martin Luther King Jr. di quello di paragonarlo al Presidente Obama – servo di un meccanismo che produce le più gravi disuguaglianze ed ingiustizie sulla Terra, alimentato proprio da quegli “interessi corporativi” (2) tanto avversati da King in tutta la sua vita e a causa dei quali probabilmente fu ucciso.

08 marzo 2013

USA: MILITARIZZAZIONE DELLA POLIZIA SOTTO INCHIESTA

L'Unione americana per le Libertà Civili (ACLU) chiede che si indaghi sulla tendenza a collocare unità di polizia militarizzate nelle città e in tutto il paese.
Associazioni aderenti all'ACLU in 23 stati hanno presentato questa settimana più di 255 richieste, basandosi sul Freedom of Information Act, per ottenere tutto il materiale possibile relativo alla continua trasformazione delle unità di polizia in piccole squadre di soldati fortemente armati.

RT.com

"E' tempo di capire la reale portata della militarizzazione della polizia negli Stati Uniti e l'impatto che sta avendo sui nostri quartieri ", dice un comunicato dell'ACLU.
L'associazione sostiene che è sempre più frequente vedere le squadre speciali (unità di armi e tattiche speciali) armate fino ai denti sul territorio degli Stati Uniti, che spesso entrano nelle case di persone innocenti.

31 gennaio 2013

VEDERE CAMMELLO, PAGARE MONETA

Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa che potrebbe servire da esempio a chi si appresta a votare in Italia. Si tratta del brusco voltafaccia - quasi comico, viene da dire - che il partito repubblicano ha dovuto fare negli ultimi giorni, riguardo alla riforma sulla legge dell'immigrazione. Com'è noto, il partito repubblicano ha sempre tenuto una linea dura contro l'immigrazione facile e contro gli immigrati clandestini. Si tratta in gran parte di messicani che hanno attraversato di nascosto la frontiera, nel corso dei decenni, e che poi hanno continuato a vivere in America, soprattutto negli stati lungo il confine (Arizona, Texas, New Mexico, California).

Si calcola che siano circa 11 milioni i "latinos" senza documenti che vivono negli Stati Uniti ormai da diverse generazioni. Molti di loro trovano lavoro, e pagano comunque le tasse, anche se non possono lasciare il paese perché non potrebbero mai più rientrare. Costoro devono anche fare dei numeri da circo per riuscire ad avere la patente, per riuscire a farsi intestare la bolletta del telefono, o per avere accesso alla pubblica sanità. Il problema è ormai diventato enorme, e va affrontato in maniera radicale. I democratici vanno proponendo da tempo una riforma universale, che condoni il reato di immigrazione illegale ed offra a queste persone il cosiddetto "path to citizenship", ovvero un percorso graduale che li porti prima a regolarizzare la loro posizione ("green card", ovvero permesso di residenza e di lavoro) e poi eventualmente ad offrirgli la cittadinanza.

18 dicembre 2012

XENOFOBIA E NAZIONALISMO: UN MURO AL CONFINE TRA GRECIA E TURCHIA

E' finito il primo tratto di un muro di cemento e filo spinato che dividerà presto la Grecia dalla Turchia. Un muro contro gli immigrati. O forse anche una 'protezione' dalla sempre più potente Turchia?
Di Luca Fiore

Contropiano
Sembra incredibile che un paese che non ha i soldi per pagare le medicine ai pazienti assistiti dal suo sistema sanitario pubblico – perché li ha regalati alle banche – stia spendendo milioni di euro per costruire un muro al confine con la Turchia. Ma è proprio così. Ieri media ed esponenti politici di Atene hanno annunciato in pompa magna che è stata ultimata la costruzione del primo tratto della barriera di fossati e di filo spinato lungo 10,3 km e del costo di oltre tre milioni di euro che farà parte di una vera e propria muraglia anti-immigranti eretta sul confine greco-turco lungo il fiume Evros. La costruzione della barriera, alta quattro metri, e la presenza sul posto di 2.000 agenti di polizia “hanno già contribuito notevolmente alla riduzione dell'ingresso di clandestini provenienti dalla Turchia”. Almeno così dice il governo tripartito composto da socialisti, conservatori ed ex sinistra radicale. Che sorvola sul fatto che, negli ultimi mesi, sono state decine di migliaia gli immigrati fuggiti dal paese per paura delle continue aggressioni da parte dei neonazisti di Alba Dorata, o della polizia.

10 dicembre 2012

« I Palestinesi sono solo degli animali che camminano su due gambe »

"Qui lo affermo, sono a mala pena uomini!"
Quando, nel 1982, Menahem Begin pronunciò queste atroci parole alla Knesset, il parlamento di Israele, i suoi colleghi deputati calorosamente applaudirono alla perspicacia del suo giudizio. Non era il primo, anzi era in larga compagnia, a dimostrare il suo disprezzo per gli esseri umani originari dei paesi conquistati. Era già una buona cinquantina d’anni che i dirigenti sionisti consideravano i Palestinesi come dei “subumani”. Chaim Weizmann, primo presidente di Israele, non aveva esitato, per esempio, a dichiarare:
“I Britannici ci hanno detto che qui ci sono centinaia di migliaia di negri privi di qualsiasi principio e valore”
Yizhak Shamir, da primo ministro, allo stesso modo proclamava la sua più alta considerazione dell’essere umano: “I Palestinesi saranno schiacciati come cavallette ... le loro teste mandate in frantumi contro i massi e i muri!”
Dal canto suo, già dieci anni fa, Ehud Barak metteva in guardia la popolazione israeliana che “I Palestinesi sono come i coccodrilli, più dài loro carne, più costoro ne vogliono” (Jerusalem Post del 30/8/2000)

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20 novembre 2012

MALCOM X, LE ELEZIONI E LA POLITICA IMPERIALISTA

"Essere nero negli Stati Uniti d’America è abbastanza per essere considerato “non-USAmericano”, ma essere nero e musulmano equivale a “anti-USAmericano"
Con Guantanamo ancora aperta, droni che continuano ad uccidere, e un sentimento anti-musulmano come brontolio di sottofondo dell’Impero, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno ancora una volta sollevato lo spettro dell’Islam e del terzo mondo musulmano come minaccia alla sicurezza nazionale degli USA e ai loro interessi. E con Obama, uno dei due candidati in corsa, la questione della “negritudine” entra in campo come l’elefante nella cristalleria.
Mentre molti pretendono ancora una volta di stigmatizzare Obama come “Musulmano segreto” e come il “Candidato arabo” del 21° secolo, altri imputano alla sua negritudine il tentativo di riplasmare l’immagine dell’America e di contribuire a promuovere gli interessi degli Stati Uniti nel terzo mondo musulmano attraverso una nuova e benevolente maschera di facciata “post –razziale”.
Ma, come di recente ho esposto dettagliatamente in un mio libro, queste relazioni e vicende tra negritudine, Islam e terzo mondo musulmano non sono una novità negli Stati Uniti.
In realtà, è Malcolm X che è arrivato a definire convergenti queste storie, ed è la sua eredità che per molti versi sta causando tanta inquietudine nazionale negli Stati Uniti post-11/settembre, con un presidente nero il cui secondo nome è Hussein.
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11 agosto 2012

GRECIA: FASCISMO ALLO STATO PURO!

Pochi giorni fa, il 7 agosto, c'è stata in Grecia la maggiore retata mai compiuta dalla polizia greca contro l'immigrazione clandestina nel Paese, sono stati fermati ad Atene circa 6.000 cittadini stranieri nel giro di 24 ore, perche' sospettati di essere entrati in Grecia illegalmente. Molto probabilmente il fascismo non ha mai smesso di avere potere. Per decenni ha evitato le immagini che ricordassero alla gente il nazismo, ma ora che la crisi lo ha smascherato agisce impunemente a prescindere da telecamere o da che cosa la gente possa pensare.
 
Quello che possiamo vedere in questo breve video conferma che la polizia greca ha iniziato un giro di vite sull'immigrazione ordinata da Antonis Samaras (il suo governo è composto dal Partito Conservatore e dai due partiti socialdemocratici), sotto il nome di operazione "Zeus Xenios" (Giove straniero, facendo un macabro riferimento a Zeus, il patrono dell'ospitalità). All'operazione hanno preso parte circa 4.500 agenti di polizia, in quella che e' di fatto la maggiore retata mai compiuta dalla polizia greca contro l'immigrazione clandestina nel Paese (07.08.2012), circa 6.000 cittadini stranieri sono stati fermati nel giro di 24 ore ad Atene perche' sospettati di essere entrati in Grecia illegalmente. 
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02 agosto 2012

LA POLIZIA TEDESCA IN UNA CELLULA DEL KU KLUX KLAN

Il gruppo razzista si è diffuso in Germania e ha reclutato agenti delle forze dell'ordine.
Investigando su 10 omicidi perpetrati da un gruppo neo-nazista in Germania, la polizia ha scoperto che due dei suoi agenti erano coinvolti nelle attività di una cellula locale del Ku Klux Klan. Dopo che le informazioni diffuse martedì scorso sulla creazione in Germania di un nuovo partito nazista chiamato I diritti, anche questo mercoledì gli estremisti tedeschi hanno fatto notizia. E' successo che tra gli agenti della polizia hanno trovato due ex membri del Ku Klux Klan, nello svolgimento di indagini su 10 omicidi commessi da estremisti di destra, secondo un giornale locale.

Xenofobia 
Il gruppo terroristico neo-nazista Segretezza Nazional-socialista (NSU, il suo acronimo in lingua tedesca) ha agito impunemente tra il 1998 e il 2011. Le sue attività sono state scoperte nel novembre del 2011, ma aveva già provocato la morte di dieci persone. La xenofobia è stato il motivo per cui il trio di terroristi Beate Zschäpe, Uwe Mundlos e Uwe Böhnhardt "giustiziavano" le loro vittime a sangue freddo.

06 gennaio 2012

Razzismo: i nostri figli impareranno a conoscersi e saranno migliori di noi

E’ sceso dalla macchina trafelato è corso verso di me e mi ha gridato a 2 cm dal mio naso: “Sei un extracomunitario di m...!”. Spiegare la discriminazione a chi non l’ha mai subita, a chi non l’ha mai provata sulla propria pelle apparentemente è semplice, ma in realtà non è così, è complicato. Ma è bene parlarne, mai come di questi tempi è bene parlarne. Senza vittimismi, ma con realismo e concretezza, oggi più che mai c’è bisogno di costruire una base comune, un luogo di incontro dove cercare di costruire le fondamenta di una società migliore per i nostri figli.

Dicevo, spiegare la discriminazione far capire cosa si prova ad essere discriminati è difficile, nella migliore delle ipotesi, per chi ha tratti somatici evidentemente differenti è come rinascere ogni giorno, è come dover ricominciare da capo ogni volta che sorge il sole, ogni giorno della tua vita.

E' cioè, nella migliore delle ipotesi, nell'ambiente dove uno vive, nel vicinato conosciuto o in un piccolo paese dove ci si conosce tutti la gente ti rispetta anche se si è diversi.

24 maggio 2011

LA CRESCENTE IMPOPOLARITA' DELL'UNIONE EUROPEA

Di Vincenç Navarro
http://www.vnavarro.org/ 
L'Unione europea ha un problema serio. Stanno emergendo movimenti popolari anti-Unione Europea (UE) in quasi tutti i paesi membri di quest'entità politico-amministrativa. E' vero che l'UE non è mai stata un concetto popolare. In realtà, nacque per iniziativa di alcune élite che volevano creare un mercato comune per il quale c'era bisogno di una moneta, l'euro, che andò a sostituire le monete nazionali della maggior parte dei paesi dell'UE.  
Solo nel Sud Europa quei paesi che hanno sofferto dittature fasciste o fascistoidi (Spagna, Grecia e Portogallo), l'UE ha generato un certo entusiasmo, poichè l'Europa rappresentava per la popolazione di questi paesi la speranza di sfuggire alle odiate dittature e realizzare il sogno democratico comune assunto nel resto d'Europa.  Ancora oggi, l'UE è il sogno di alcuni movimenti secessionisti, come il movimento indipendentista catalano, che vede nell'Europa il modo di rendersi indipendente dallo stato spagnolo. Ma, del resto, l'UE non è mai stata molto popolare e ora è fortemente contestata da vasti settori delle classi popolari. Perché?

23 maggio 2011

UN'EUROPA PER I RICCHI E I BIANCHI

Sarkozy e Berlusconi mettono le  basi e segnano l’agenda europea per modificare l’accordo comune sulla libera circolazione dei cittadini.
Di Philippe Nadouce 
Cosa succede quando in un summit quasi improvvisato si riuniscono i capi di Stato più controversi dell’UE? Che le loro decisioni riflettono lo stato della democrazia nei loro paesi. Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy il 26 aprile inviarono una lettera al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e al presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, con la proposta per rivedere il trattato di Schengen firmato nel 1985 e che garantisce la libera circolazione di tutti i cittadini europei dentro l’Unione.

Sarkozy e Berlusconi hanno dimostrato varie volte che gli affari esteri dell’Unione e i diritti umani vengono dopo i loro problemi elettorali. Il contenuto della lettera riflette lo stato d’animo del presidente francese, la cui popolarità si sta sciogliendo di fronte ad un’estrema destra (FN) più forte che mai. Secondo gli ultimi sondaggi Nicolas Sarkozy si troverebbe al terzo posto dopo Dominique Strauss-Kahn (PS) e Marine Le Pen (FN) per le prossime elezioni generali del 2012. Per quanto riguarda Silvio Berlusconi ed i suoi alleati dell’estrema destra, hanno sempre manifestato il loro desiderio di modificare la legislazione europea in materia di immigrazione.

13 maggio 2011

FRONTIERE NELLA FORTEZZA

SCHENGEN POTRA' ESSERE SOSPESO IN CASI ECCEZIONALI
Di Gorka Larrabeiti
E' ufficiale: la Commissione europea ha accettato la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli limitati alle frontiere interne dello spazio di Schengen, come proposto da Italia e Francia. La Commissione avverte che sarà necessario il consenso della Commissione per applicare tali controlli, che potrà avvenire solo in "circostanze eccezionali", ma senza dubbio un simbolo fondante dell'Unione europea quale la libera circolazione delle persone è abbastanza malmesso. La Commissione, debole e contraddittoria, ha ricevuto molte critiche per questa decisione.

Quant'è fragile la Fortezza Europa. Sono bastate 20.000 persone scivolate attraverso la porta sud perché due paesi del G8 come Italia e Francia, non solo non riescono a risolvere il problema, ma spingono la stessa Commissione Europea a rivedere un pilastro dell'Unione europea. Se si guarda il fiume Evros, la porta sud-est, frontiera greco-turca, vediamo la stessa paranoia. Nel 2010 c'erano 47.000 persone arrestate nel tentativo di attraversare la frontiera. L'Unione europea crede che assumendo di 175 agenti di polizia, e costruendo un muro di 12,5 km ha raggiunto un successo: ridurre a 1600 il numero dei detenuti, grazie all'Operazione "Rabbit" fatta da Frontex. Nulla è più lontano dalla verità.

29 aprile 2011

TRA RIVOLUZIONI E CATASTROFI...LA CRISI CONTINUA

Le rivoluzioni arabe e il disastro nucleare di Fukushima hanno deviato l'attenzione dalla crisi degli Stati europei dall'inizio dell'anno. Tuttavia la situazione continua a deteriorarsi. Nonostante le riforme drastiche, il Portogallo è caduto sotto la tutela del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria e del FMI. In Spagna, la situazione economica peggiora ogni giorno di più e la maggior parte degli analisti prevedono che il paese si ritrovi ad affrontare il fallimento al più tardi entro il prossimo autunno.
Clovis Casadue
Flashmagazine.fr 

Nonostante l'aiuto del Fondo Europeo e il FMI concesso nel giugno scorso, la Grecia è ben lungi dal trovare un bilancio in pareggio. Nella raffica di relazioni che hanno scandito gli incontri organizzati dal FMI e il G20 a Washington lo scorso fine settimana (1), uno di questi punta gravemente il dito su Atene. Il documento menziona anche una possibile ristrutturazione del debito greco. Chiaramente, ciò significa che il paese è di nuovo molto vicino al default. Uno scenario da incubo per le banche che detengono obbligazioni della Grecia, in primo luogo Germania e Francia. Sono possibili due soluzioni per evitare il peggio: inasprire le condizioni del piano di aiuto e far contribuire la popolazione greca con nuove misure di austerità, con il rischio di provocare una grave crisi sociale,

21 gennaio 2011

GRECIA: UN NUOVO MURO EUROPEO

Il governo greco ha annunciato che costruirà, alla frontiera con la Turchia, un muro di circa 13 km e 3 m di altezza per evitare l’entrata di immigranti clandestini. Le posizioni dell’UE al riguardo sono ambigue.
Atene assicura che la cooperazione con gli Stati membri dell’UE “va bene”sulla questione e la Turchia ha già espresso il proprio disaccordo. Il modello che le autorità greche hanno copiato è quello costruito tra la California e il Messico.
Il muro di Berlino è caduto più di 20 anni fa, ma la sua metodologia non è morta ed è stata adottata sempre di più nel mondo. Il muro della Corea, il muro che il Marocco impone al Sahara Occidentale, il muro degli USA e Messico, il muro della Cisgiordania, il muro di Israele alla frontiera con l’Egitto, il muro eretto tra il Pakistan e l’Afghanistan ed ora si aggiunge quello tra la Grecia e la Turchia. Sarà il secondo a separare le zone d’influenze tra di due paesi tenendo conto di quello che esiste a Cipro.

11 dicembre 2010

I prigionieri politici e la persecuzione dei leaders palestinesi, cittadini di Israele

Introduzione
In primo luogo permettete che mi presenti e che vi spieghi il mio speciale rapporto con Ameer Makhoul. Sono un cittadino palestinese di Israele e un medico della sanità pubblica in pensione. Nel 1970, dopo aver ottenuto il mio dottorato ad Harvard, sono tornato al mio villaggio, Arrabeh, in Galilea, dove ho lavorato e vissuto fino ad oggi.
Nel corso del tempo ho capito che la mia comunità aveva bisogno di un' organizzazione per la società civile nel settore della salute pubblica ed ho fondato la Società di Galilea per la Ricerca Medica e di Servizi, che oggi è ancora una ONG leader attiva e focalizzata sulla salute e lo sviluppo della comunità degli abitanti arabi di Israele. Durante il mio pensionamento mi tengo occupato scrivendo, curando il mio giardino e viaggiando.
Una trentina di anni fa, ho iniziato un progetto con il patrocinio della Società di Galilea e con un finanziamento della Fondazione Ford, per stabilire un collegamento tra le organizzazioni dedicate ai servizi sociali che lavorano nelle città ed i paesini arabi in Israele. A questo progetto abbiamo dato il nome di ITTIJAH. Per dirigere il progetto abbiamo assunto un attivista della comunità di nome Ameer Makhoul Haifa. Ameer ha preso il suo compito molto seriamente, e questo progetto è diventato una ONG indipendente. Durante il suo lavoro sociale è diventato un difensore molto importante dei diritti umani e della società civile e ha appoggiato la nostra causa per l'uguaglianza come cittadini di Israele.