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24 dicembre 2013

GAZA: Le pattuglie israeliane sparano contro i contadini



22.12.2013 “Questa mattina, accompagnando i contadini nel villaggio di Khuza’a. E’ il tempo della semina. Un hummer and una jeep israeliani si sono fermati dietro la barriera di separazione. Un soldato è sceso. Poi gli spari. Noi eravamo a circa 100 metri di distanza dalla barriera di separazione. Eravamo sette internazionali, ci eravamo schierati in fila a protezione dei contadini alle nostre spalle. Due trattori stavano arando la terra. I soldati, non curanti della nostra presenza, hanno iniziato a sparare. Ho gridato che ci trovavamo a 100 metri di distanza

05 dicembre 2013

CONTRO I MIGRANTI ARRIVA IL DRONE €UROPEO

Accordo tra 7 Paesi UE per la produzione di aerei senza pilota che competano con Israele e USA. Obiettivo: gli immigrati clandestini. Intanto Tel Aviv bombarda Gaza.
Mentre Israele bombarda una Gaza allo stremo, l'Europa si mette in proprio e pensa a costruire droni made in Bruxelles, così da far concorrenza agli SpyLite di Tel Aviv e ai Predator di Washington. Una notizia che arriva mentre l'aviazione israeliana sganciava bombe a Sud della Striscia, a Khan Younis: quattro i target israeliani, contro due fattore nel quartiere di al-Manara e contro un tunnel controllato dalle Brigate Al-Qassam e un presunto sito di addestramento della Jihad Islamica. Secondo il portavoce dell'esercito israeliano, l'attacco sarebbe partito in risposta al lancio di un missile verso il confine Sud di Israele. I bombardamenti di ieri notte giungono mentre a Gaza la crisi cronica ha subito un drammatico peggioramento: la distruzione dei tunnel verso l'Egitto e la nuova politica restrittiva del Cairo stanno mettendo in ginocchio la Striscia. Scarsità di medicinali e carburante, solo 6-8 ore di elettricità al giorno e quartieri interi alle prese con le acque reflue che invadono le strade per il mal funzionamento degli impianti di pompaggio (a causa della mancanza di corrente).

22 novembre 2013

Appello da Gaza per la manifestazione del 30 Novembre a Torino



In questo breve video, cinque attivisti di Gaza invitano, ciascuno con le sue motivazioni, a partecipare alla manifestazione del 30 novembre a Torino contro il vertice Letta-Netanyahu.

16 novembre 2013

BEIRUT

Dall’alto dell’aereo della Mea, Beirut ti accoglie con due scintillanti faraglioni bianchi. Sono il simbolo della città, quasi le valve di una conchiglia che si schiude per rivelartene velatamente l’essenza. O forse dei bastioni posti in sua difesa: distrutta più volte Beirut è stata ricostruita dallo strenuo coraggio dei libanesi. Mentre il bianco scintillio dei faraglioni ti annuncia la città, ecco che la vedi tutta: palazzi giganteschi che toccano il cielo e si inerpicano sulle aspre colline per poi digradare verso il mare. Blu, mosso, bellissimo. Beirut rapisce chiunque nella magia particolare di una composizione sociale e religiosa complessa. 
Di Stefania Pavone
CogitoErgoSum

Nel centro come nella parte commerciale della Amra, si passa dalle donne tappate rigorosamente in chador neri lungi, attenti a nascondere ogni cenno di bellezza, a focose giovani libanesi con gonne così corte da far invidia alle femministe degli anni Settanta. A Beirut, città dei giovani, tutti ridono. Ad ogni passo, la voce “taxi, taxi” risuona dietro la schiena e in qualunque locale si entri “you are the welcome”. La guerra del 2006 ancora segna il volto della città: non è difficile incontrare palazzi diroccati o in via di costruzione. Un signore di Hezbollah, gentile, che mi accompagna verso il Sud del paese dice orgoglioso: “ci hanno massacrato, ma la nostra tenacia è più forte della forza militare degli israeliani. Guarda: abbiamo ricostruito la zona Sud della città, la più colpita dal conflitto. Abbiamo creato pure il migliore ospedale per le malattie del cuore che ci sia in Medio Oriente”. Vedere negli abissi di Beirut e il Libano è una impresa difficile. Dietro lo scintillio di questa grande allegria collettiva, si celano le ferite della guerra civile e di quella del 2006, vinta dai resistenti di Hetzbollah. 

07 novembre 2013

ISRAELE SPOSTA IL "MURO DI SICUREZZA" PER RUBARE IL PETROLIO PALESTINESE

La scoperta di riserve petrolifere più grandi del previsto nel campo israeliano Meged 5 genera una serie di questioni difficili da risolvere, prima di tutte quante di queste ricchezze appena scoperte appartiene ad Israele e quante ai palestinesi.
Come riferito da Al Jazeera il mese scorso sono apparse in diversi media informazioni circa la scoperta di nuovi giacimenti di idrocarburi nel giacimento Meged 5. La società di esplorazione di petrolio israeliana, Givot Olam, dice di aver già guadagnato 40 milioni di dollari dalla vendita del petrolio estratto da Meged 5 da quando nel 2011 ha iniziato la produzione lì. La società stima che attualmente il campo si trova su riserve estraibili valutate in 3.530 milioni di barili, pari a circa un settimo delle riserve di petrolio del Qatar.

La situazione è complicata dal fatto che i depositi sono nella cosiddetta Linea Verde: la linea di demarcazione dell'armistizio arabo-israeliano del 1949, che ora separa formalmente Israele dai territori abitati dai palestinesi.

26 ottobre 2013

LA PALESTINA STA SCOMPARENDO!

Due recenti immagini ritraggono il messaggio che sta dietro alle secche statistiche contenute nella relazione della scorsa settimana della Banca mondiale sullo stato dell'economia palestinese. Il primo é un poster del gruppo della campagna Visualizing Palestine, che mostra un'immagine modificata di Central Park, stranamente vuota. Tra i grattacieli di New York, il parco é stato privato dei suoi alberi dalle ruspe. Una didascalia rivela che da quando é iniziata l'occupazione nel 1967, Israele ha sradicato 800.000 alberi di ulivo appartenenti ai palestinesi, abbastanza da riempire 33 diversi Central Park. La seconda, una fotografia ampiamente pubblicata in Israele il mese scorso, é di una diplomatica francese sdraiata per terra, fissando i soldati israeliani che la circondano, con le loro armi puntate verso di lei. Marion Castaing era stata maltrattata quando lei e un piccolo gruppo di colleghi diplomatici hanno tentato di fornire aiuti di emergenza, tra cui tende, a contadini palestinesi le cui case erano state appena rase al suolo.
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12 settembre 2013

ONU, Ris. 3379/1975: "Il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale"

La Risoluzione 3379 adottata il 10 novembre, 1975 con 72 contro35 voti (32 astensioni), dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite decretava che: "il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale" E' stata revocata il 16 dicembre 1991 e sostituita con la Risoluzione 46/86! 
Video

04 settembre 2013

Roger Waters ai suoi colleghi musicisti: "Rifiutatevi di esibirvi in Israele!"

Ai miei colleghi musicisti nel Rock'n'Roll...
All'alba della tragica sparatoria che ha visto la morte dell'adolescente disarmato Tayvon Martin e il proscioglimento del suo assassino Zimmerman, Stevie Wonder ha dichiarato in uno spettacolo che non si esibirà nello stato della Florida finchè questo non ritirerà la sua legge “Stand your ground”. [1] In pratica, ha dichiarato un vero e proprio boicottaggio basandosi sulla sua coscienza. Io ho applaudito la sua posizione e l'ho sostenuto: ciò mi riportato indietro ad una dichiarazione che ho fatto in una lettera che ho scritto lo scorso 14 Febbraio, alla quale mi sono spesso riferito ma che non ho mai pubblicato.
E' giunto il momento, quindi eccola qui.


Questa lettera ha ribollito in un angolino della mia coscienza e della mia consapevolezza per un po' di tempo.
E' da sette anni che mi sono unito al BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), un movimento non violento in opposizione all'occupazione israeliana della Cisgiordania e delle violazioni israeliane delle leggi internazionali e dei diritti umani del popolo Palestinese. L'obiettivo del BDS è quello di portare all'attenzione della comunità internazionale queste politiche israeliane e, si spera, di aiutare a porvi fine. Tutte le persone della regione mediorentale meritano di meglio di tutto questo.

04 luglio 2013

ONU: 7000 bimbi palestinesi torturati e violentati da Israele

 
La colpa di questi bimbi? aver lanciato sassi contro i blindati dei soldati.
Un dossier a dir poco shock è stato diffuso in queste ore dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel dossier in questione, si legge che dal 2000 ad oggi più di 7000 bambini palestinesi sono stati torturati, picchiati e talvolta anche violentati da parte delle Forze dell’Ordine israeliane.
Migliaia i bambini che sono stati processati e rinchiusi in carcere, in un regime di totale isolamento. Insomma, una situazione davvero disumana e a dir poco vergognosa, di fronte alla quale il mondo intero non può restare in silenzio.
Spesso, questi bambini venivano strappati dalle loro famiglie senza alcun tipo di avviso e rinchiusi o in carcere oppure in centri “di riabilitazione”. E la cosa più grave è che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di bambini adolscenti, che non avevano ancora raggiunto la maggiore età.

30 marzo 2013

BAMBINI PALESTINESI NELLE CARCERI MILITARI ISRAELIANE



Un rapporto dell'Unicef denuncia i maltrattamenti "molto diffusi, sistematici e istituzionalizzati" cui sono sottoposti i minori palestinesi rinchiusi delle carceri israeliane. A differenza dei loro omologhi israeliani, i bambini palestinesi non hanno il diritto di essere accompagnati dai genitori durante un interrogatorio e sono raramente informati dei loro diritti. 

"Il test di una democrazia sta nel trattamento riservato ai detenuti, alle persone in carcere, e in modo particolare ai minori", dichiarava nel gennaio 2012 Mark Regev, Portavoce del Primo Ministro israeliano, Benyamin Netanyahu[1].Un recentissimo rapporto dell'Unicef, basato su oltre 400 casi documentati di detenzioni e maltrattamenti di giovani detenuti, mette in dubbio il livello di democrazia esistente in Israele[2].

21 gennaio 2013

Se la NATO è Terrore contro l'Umanità, Dissolverla è un Dovere

L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (North Atlantic Treaty Organization, NATO) è un'alleanza militare istituita dal trattato di Bruxelles del 1948, firmata da Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ed altri paesi dell'Europa occidentale come Danimarca, Italia, Islanda, Norvegia, Spagna e Portogallo, ed è attualmente una macchina da guerra criminale che coinvolge anche i paesi dell'Europa orientale. Se la NATO è l'arma dell'impero e dei suoi alleati per difendere i loro interessi e minacciare la vita e la pace di tutti i popoli del mondo, è un obbligo resistere pacificamente e lottare fino alla dissoluzione totale. Nel 1949, gli alleati occidentali che hanno combattuto il nazifascismo tedesco, con l'Unione Sovietica che ha avuto il peso maggiore della Seconda Guerra Mondiale, hanno deciso di creare una potente alleanza militare per "fermare la diffusione del comunismo internazionale".
CEPRID

Sin dalla sua fondazione, quest'alleanza militare è stata guidata dagli Stati Uniti che si sono rafforzati durante e dopo la guerra, e diventatI, iL leader dell' "Occidente", con il pensiero e la guida di Churchill, decisero che la NATO sarebbe dovuta essere la difesa del cosiddetto "blocco libero dell'Europa capitalista" contro "il comunismo aggressivo dell'Est". Se questa fosse stata la ragione dell'esistenza della NATO, è logico che sarebbe dovuta sparire dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia nel 1991, il crollo dell'Unione Sovietica e la fine del socialismo reale nei paesi dell'Europa Est.
 
La Guerra Fredda è finita, ma la NATO è stata consolidata con una serie di azioni illegali e clandestine sviluppate con la CIA: 
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06 gennaio 2013

NICOLAS SARKOZY HA ORDINATO L’ASSASSINIO DI HUGO CHAVEZ

Il Ministro dei servizi correzionali venezuelano, Iris Varela, ha annunciato sul suo account Twitter l’espulsione di un cittadino francese noto come Frédéric Laurent Bouquet, il 29 dicembre 2012. Bouquet (foto) è stato arrestato a Caracas il 18 giugno 2009, assieme a tre cittadini dominicani in possesso di un arsenale. La polizia scientifica aveva sequestrato nell’appartamento che aveva acquistato: 500 grammi di esplosivo C4, 14 fucili d’assalto di cui 5 con mirino telescopico, 5 con puntatore laser e uno con silenziatore, cavi speciali, 11 detonatori elettronici, 19.721 cartucce di diversi calibri, 3 pistole, 4 fucili di calibro diverso, 11 apparecchi radio, tre walkie talkie e una radio base, 5 fucili da caccia calibro 12, due giubbotti antiproiettile, 7 divise militari, 8 granate, una maschera antigas, 1 coltello da combattimento e 9 bossoli d’artiglieria.

Durante il processo, Bouquet ha ammesso di essersi addestrato in Israele e di essere un agente del servizio d’intelligence militare francese (DGSE). Ha ammesso di aver progettato un attentato per assassinare il presidente costituzionale Hugo Chavez.


10 dicembre 2012

« I Palestinesi sono solo degli animali che camminano su due gambe »

"Qui lo affermo, sono a mala pena uomini!"
Quando, nel 1982, Menahem Begin pronunciò queste atroci parole alla Knesset, il parlamento di Israele, i suoi colleghi deputati calorosamente applaudirono alla perspicacia del suo giudizio. Non era il primo, anzi era in larga compagnia, a dimostrare il suo disprezzo per gli esseri umani originari dei paesi conquistati. Era già una buona cinquantina d’anni che i dirigenti sionisti consideravano i Palestinesi come dei “subumani”. Chaim Weizmann, primo presidente di Israele, non aveva esitato, per esempio, a dichiarare:
“I Britannici ci hanno detto che qui ci sono centinaia di migliaia di negri privi di qualsiasi principio e valore”
Yizhak Shamir, da primo ministro, allo stesso modo proclamava la sua più alta considerazione dell’essere umano: “I Palestinesi saranno schiacciati come cavallette ... le loro teste mandate in frantumi contro i massi e i muri!”
Dal canto suo, già dieci anni fa, Ehud Barak metteva in guardia la popolazione israeliana che “I Palestinesi sono come i coccodrilli, più dài loro carne, più costoro ne vogliono” (Jerusalem Post del 30/8/2000)

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02 dicembre 2012

ARAFAT UCCISO CON POLONIO 210?

Nei giorni scorsi è stata riesumata la salma di Yasser Arafat, per permettere ad un gruppo di esperti internazionali (francesi, svizzeri e russi) il prelievo di alcuni campioni biologici sui quali svolgere una serie di esami molto particolari. Si sospetta infatti che Arafat non sia morto per cause naturali, ma sia stato in qualche modo "avvelenato" - dagli israeliani, si presume - per liberarsi una volta per tutte di questo ingombrante personaggio politico.
Ufficialmente, Arafat è morto per le conseguenze di una "coagulazione intravascolare disseminata", o DIC, una grave patologia del sangue che risulta quasi sempre letale. Arafat aveva iniziato a sentirsi male dopo aver consumato la sua cena, la sera del 12 ottobre 2004, all'interno della sua residenza di Ramallah, dove gli israeliani lo avevano tenuto prigioniero per oltre tre anni. Nelle settimane seguenti Arafat continuava a vomitare, aveva forti dolori addominali e diarrea, senza però avere febbre. Ma i dottori palestinesi, egiziani e giordani che lo visitarono non riuscirono a scoprire la causa del suo male. [...]

27 novembre 2012

GAZA: Israele rompe la Tregua, nel Silenzio dei Media

A quattro giorni dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Hamas e Israele, ieri le forze militari israeliane hanno nuovamente riaperto il fuoco al confine Sud, a Khan Younis, ferendo un giovane palestinese. Secondo l'esercito israeliano, un gruppo di palestinesi si è avvicinato alla rete di separazione tra Gaza e Israele. Venerdì mattina, i militari di Tel Aviv avevano sparato ad un gruppo di contadini palestinesi, di nuovo a Khan Younis: Anwar Abdul Hadi Qudaih, 20 anni, è stato ucciso; diciannove i feriti.
Nena News

Una rottura della tregua, secondo l'OLP. Un incidente, secondo Tel Aviv. Immediatamente le forze di polizia di Hamas sono state schierate al confine per evitare che altri eventi simili possano mettere in discussione la tregua raggiunta al Cairo mercoledì scorso. Israele controlla una linea di terra larga 300 metri al confine della Striscia, la cosiddetta "buffer zone", teatro in passato di aggressioni armate da parte dell'esercito israeliano: il 35% degli appezzamenti agricoli si trovano nella lingua di terra militarizzata, dove i contadini palestinesi sono costretti a lavorare le proprie terre sotto la costante minaccia del fuoco israeliano.

17 novembre 2012

Civili sotto attacco nella Striscia di Gaza

Siamo al terzo giorno degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Scriviamo questo comunicato nel mezzo del suono incessante dei bombardamenti, che sono proseguiti per tutto il giorno di ieri, nel corso della notte e oggi. L’escalation militare portata avanti dall’esercito israeliano continua su tutta la Striscia. Da Gaza City, sentiamo il rumore incessante dei droni e dei caccia F16 che irrompono nel cielo sulle nostre teste. Le bombe ci cadono ripetutamente attorno, colpendo aree densamente popolate.
ISM
Finora le forze aeree israeliane hanno condotto più di 500 bombardamenti, portando a 29 il numero dei morti. Più di 255 persone sono state ferite dagli attacchi, la gran parte dei quali civili, tra cui 100 bambini. 30 sono le persone in condizioni critiche. Le aree colpite includono Beit Hanoun, il campo rifugiati Jabalia, i quartieri di Sheikh Radwan e al-Nasser a Gaza City, il campo rifugiati di Maghazi, Deir El Balah, Khan Younis, e l’area dei tunnel a Rafah.
Nella giornata di ieri, 15 novembre, abbiamo visitato l’ospedale Al Shifa a Gaza City, dove è stata portata la maggior parte dei feriti. Abbiamo parlato con i dottori, i pazienti e i loro parenti, vittime degli attacchi in corso nella Striscia di Gaza. Condividiamo alcune delle storie delle persone che abbiamo incontrato.

15 novembre 2012

ISRAELE: BAMBINI E GIORNALISTI ARRESTATI

 
Una ragazza palestinese chiede soldati ai israeliani di liberare il fratello (15 anni), che è stato arrestato il giorno prima: le forze israeliane hanno arrestato cinque giornalisti stranieri, oltre al bambino!

23 ottobre 2012

FREEDOM FLOTILLA: USATE PISTOLE TASER CONTRO I PACIFISTI

Questa mattina alle 6 l’unità di crisi della Farnesina ha contattato la moglie di Marco Ramazzotti Stockel , sequestrato ieri mattina dalla Marina Israeliana in acque internazionali mentre navigava a bordo di Estelle diretto a Gaza. Ore di angoscia ieri dovute a nessuna notizia su Marco e gli altri passeggeri di Estelle dal momento del sequestro fino a questa mattina in cui è stato comunicato l’arrivo imminente di Marco a Fiumicino. Denunciamo che Israele, dopo aver “rapito” Marco non ha mai comunicato notizie dirette al console italiano, ai familiari o alla nostra organizzazione per rassicurare sullo suo stato di salute. 
ISM
L’unità di crisi della Farnesina in contatto con la moglie di Marco non ha saputo dare informazioni precise su di lui fino a questa mattina. Israele ha solo emesso agenzie stampa in cui parlava di abbordaggio pacifico,

22 ottobre 2012

CHI COMANDA A BRUXELLES?

Domanda da 10 Milioni di Euro – “Chi comanda a Brussel?” Di certo non Van Rompuy e nemmeno Barroso, dato che questi due pupazzi non sanno nemmeno muovere un dito o alzare la voce nei confronti del governo Israeliano, specialmente in direzione di Liebermann o Netanjahu. Questi due spocchioselli si son presi la licenza di prendere per il fondello tutti i cittadini Europei grazie ai loro lecca fondelli messi a gestire quella che doveva essere una Europa Unita, in Democrazia, libertà, uguaglianza e fraternità, cosa che nemmeno la Francia è stata capace di mantenere nonostante queste parole sono scritte a GRANDI caratteri nella loro costituzione.

Comunque sia, di certo al Parlamento Europeo non mancano persone oneste che hanno al cuore l’Europa dei cittadini, l’Europa che vuole essere all’altezza di quello che è stato promesso ai suoi cittadini, una Europa capace di aiutare altri popoli in difficoltà e specialmente il Popolo Palestinese che da anni è sotto barbaro attacco da parte del governo israeliano, che invece di non essere tale e quale a quelli che loro definirono “Assassini” compiendo il loro Olocausto, stanno facendo ancor di peggio, lo stesso sistema, stessi metodi di tortura e uccisioni, stesso modo di disinformare chi vuol sapere la verità, c’è da chiedersi se questi non sono i figli di coloro che loro stessi hanno da decenni incolpato di genocidio e di aver attuato il tanto sbandierato Olocausto sulla pelle dei cittadini con religione Ebraica? Qualcosa non quadra con quello che viene ancor oggi scritto e diffuso e con quello che il governo Israeliano sta attuando contro i Palestinesi e contro chi cerca di aiutarli.