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12 dicembre 2013

QUESTA E' LA MARCIA.... (inno nichilista d’Italia)

Riceviamo e pubblichiamo...
Questa è la marcia (perepepe) di Berlusconi con tutti quanti i suoi coglioni ladri, mafiosi e piduisti e i più simpatici. Ma chi ? Beh ! I fascisti.
Questa è la marcia (perepepe) dei berlusconizzati
contenti, allegri e abbindolati
che se gli spieghi: vota diverso
poi t’accorgi ch’è tempo perso.

Questa è la marcia (perepepe) dell’altra parte
senza più parte e neanche l’arte
perchè ha deciso di esser più trendy
col comunismo firmato Fendi.

09 dicembre 2013

I POTERI FORTI HANNO TROVATO IL NUOVO BERLUSCONI

Renzusconi
Mentre scrivo queste note si svolgono le primarie del Pd. Un fenomeno solo italiano. Voteranno per i tre candidati in corsa tutti coloro che vorranno, dopo aver versato una piccola somma. È la prima volta nella storia mondiale dei partiti in cui un segretario di partito viene eletto da iscritti e non iscritti, financo da persone che non condividono le idee dei candidati. Ciò nonostante votano, certi di dare in questo modo un contributo alla visione che hanno della dislocazione delle forze politiche in campo a livello nazionale. È il voto non per qualcuno ma contro qualcun altro. Fenomeno che di solito accade nelle votazioni politiche, ma che non è mai avvenuto nella dinamica interna alla definizione delle cariche  di un partito. Altro primato italiano.

Naturalmente questo fenomeno disvela qualcosa del rapporto tra istituzioni e macchina dei partiti. La scienza politica classica, ossia quella che inizia con Vilfredo Pareto e Gaetano Mosca e raggiunge poi i suoi vertici con i lavori di Roberto Michels e di Moisei Ostrogorsky, poneva al centro della delineazione del sistema e della società politica le macchine dei partiti. Per comprendere il funzionamento sia della partecipazione politica sia dei meccanismi decisionali, secondo questa scuola bisognava e bisogna partire dai partiti. La politologia che invece si è affermata dopo gli anni Cinquanta del Novecento, con poche eccezioni, tra cui ricordo il compianto Paolo Farneti, Theodor Lowy e Mauro Calise, pone invece al centro i sistemi elettorali. Sono questi ultimi a determinare la meccanica dei sistemi istituzionali e della stessa partecipazione politica. 

08 novembre 2013

UN PAESE DI RETI UNIFICATE

Scrive Hannah Arendt che in certe forme pervertite di agire politico attraverso pressioni, influenze e trucchi di cricche, può succedere che vengano alla ribalta persone che non sanno di nulla e non s’intendono di nulla. E’ una pagina della famosa Vita Activa, testo capitale della filosofia politica del Novecento. Siamo nel lontano 1958 quando la filosofa ebrea traccia queste pagine: eppure somigliano tanto all’Italia di oggi: quella che si aggira, come un gigantesco vampiro, nei salotti televisivi. Una cricca di psicologi, criminologi, politici , imprenditori e giornalisti recita una sorta di rosario a testo unico. Un messaggio ripetuto a reti unificate compone a tamburo battente una sorta di Grande Opinione. Sottrarsene è mera illusione. 
La Grande opinione si forma secondo un meccanismo semplice: ripetere ovunque si può lo stesso identico messaggio. Ecco allora la Santanchè deplorare la sentenza contro la vistosa condotta morale di Berlusconi a Rai 1, 2 e 3. Poi riapparire da Santoro, sgusciare dalla Gruber, ululare da Formigli, baccagliare da Floris. 

28 agosto 2013

Elezioni anticipate? Si se si verificano una decina di condizioni

Molti pensano che ci saranno elezioni anticipate. Quindi sostengono:
  • a) che, grazie al voto segreto, Berlusconi non sarà salvato, in forza di un "patto d'onore";
  • b) che, nel caso non venisse salvato, il PD non troverà un numero sufficiente di senatori del M5S, sicuri di non essere rieletti e magari nemmeno ricandidati, disposti a sostenere un governo del PD. Basterebbe che il PD e SEL promettessero una legge con collegi uninominali e la ricandidatura degli ex pentastellati nei loro collegi, con voti (anche) del PD e di SEL, per trasformare parecchi pentastellati in ex pentastellati. Ovviamente sarebbero promesse anche un paio di leggine simboliche. Per il PD e SEL si tratterebbe di rinunciare semplicemente una ventina di collegi senatoriali. Una volta che gli ex pentastellati avranno accettato il patto e saranno usciti dal M5S, saranno vincolati a sostenere il PD (e SEL) fino a fine legislatura, perché altrimenti saranno politicamente (ed economicamente) morti;

06 giugno 2013

TUTTI I PROSTITUTI DI BERLUSCONI...

Il problema non sono le ragazze di Arcore. Donne che concedono prestazioni sessuali in cambio di denaro e di favori da parte di uomini potenti ce ne sono sempre state. Fatta eccezione per le minorenni, una qualunque ragazza che faccia una scelta di questo tipo lo fa in modo libero e indipendente. Nessuno la obbliga ad andare ad Arcore con la forza, quindi se ci va vuol dire che avrà deciso che ciò che sta per ricevere vale più di ciò che dovrà dare in cambio. 
Anche in questo campo valgono le regole del libero mercato.
Qui non stiamo parlando di prostitute da strada, che vivono una vita di schiavitù vera e propria, nella quale non hanno nessuna possibilità di scelta. Qui stiamo parlando di prostituzione d'alto bordo, dove una ragazza porta a casa 1000 euro per fare una visita con lo stetoscopio al presidente del consiglio travestita da infermiera.
Nel caso di Arcore quindi il problema non sono le prostitute, ma casomai i prostituti, cioè tutti coloro che sono invece obbligati a svolgere il loro ruolo di comprimario pur di non perdere la loro posizione privilegiata alla corte di re Artù.

29 maggio 2013

UNO, CENTO, MILLE COLPI DI STATO

Malaparte: "L'arte di difendere uno Stato è governata dagli stessi principii che regolano l'arte di conquistarlo".

Nessuno dei padri fondatori di questo sistema, la liberaldemocrazia, quindi né Locke, né Stuart Mill Tocqueville fanno mai accenno ai partiti e nota come, fino al 1920, i partiti non fossero neanche nominati in Costituzione, perché? C’è una ragione precisa, il pensiero liberale vuole valorizzare meriti e capacità, potenzialità, del singolo individuo.

27 febbraio 2013

IL GUASTAFESTE...

Di Marco Cedolin
La maggior parte degli addetti ai lavori parla di una grande sorpresa, di fronte ai risultati della tornata elettorale che si è appena conclusa, e con tutta probabilità un poco sorpresi sono rimasti sicuramente tutti coloro che già nelle passate settimane avevano "venduto" alle banche ed ai mercati un nuovo governo di continuità con l'agenda Monti, disposto a servire in tavola il cibo dietetico dispensato dalla BCE.

Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sbanca tutto ciò che era umanamente sbancabile, supera il 25% dei consensi e s'incorona primo partito italiano, mettendosi alle spalle sia il PD che il PDL ed apprestandosi a portare nelle stanze dei bottoni circa 160 fra deputati e senatori.

Bersani attraverso una campagna elettorale assai sbiadita, condotta sullo sfondo dello scandalo MPS e della corruzione dilagante nel partito, riesce a dissipare tutti i punti percentuali di vantaggio sul PDL attribuitigli nelle settimane scorse dai sondaggi e con tutta la coalizione non riesce a superare il 30%.

Berlusconi raccoglie una coalizione in fase di disfacimento, ma con una grinta da venditore porta a porta e qualche spot elettorale di sicuro effetto, la rianima come per magia, fino a portarla al pareggio con quella di centrosinistra.....

07 febbraio 2013

DESTABILIZZAZIONE GLOBALE: UNICA SALVEZZA DEI BOMBANCHIERI DELLA NATO

In molti si sono domandati il motivo per cui Mario Monti ha scelto di sottoporsi alle umiliazioni ed alle figuracce di una campagna elettorale, quando invece il Partito Democratico aveva già ritagliato per lui un ruolo di "padre nobile" super partes, al culmine del quale era prevista la sua elezione alla Presidenza della Repubblica. Da quella comoda posizione, Monti avrebbe potuto etero-dirigere l'azione di governo di Bersani, sia con il vincolo costituzionale del pareggio di bilancio, sia con il ricatto costante della fazione veltroniana di ultra-destra interna al PD. La lista Monti ha persino funzionato per Bersani da utile bidone della spazzatura, consentendogli di disfarsi senza traumi di quella spina nel fianco che era per lui il sedicente giuslavorista Pietro Ichino, che rischiava di alienargli i voti di molti iscritti della CGIL.
Comidad 
 
Se Monti è stato costretto ad umiliarsi in questo modo, non è stato probabilmente per scelta personale, ma per ordine dei suoi mandanti del Consiglio Atlantico della NATO. Evidentemente, si è arrivati ad un punto tale per cui il sistema di dominio coloniale non può più permettersi neppure una finzione di normalità. Il creare confusione e destabilizzazione diventa quindi uno schema obbligato, e le drammatizzazioni artificiose di una campagna elettorale servono anche a mistificare i drammi reali e la loro vera origine. Nel maggio dello scorso anno arrivava la notizia della perdita di una cifra dai due ai tre miliardi di dollari da parte della banca JP Morgan; manco a dirlo, per operazioni sui titoli derivati. E qui nessuno ha potuto scaricare la colpa sull'ingerenza dei partiti politici.

04 febbraio 2013

LA PROPOSTA SCIOCCA DI BERLUSCONI

Mentre ci accingiamo a vivere le ultime settimane della campagna elettorale per le elezioni più inutili della storia repubblicana, ci piove in testa la proposta sciocca di Berlusconi, secondo la quale, in caso di vittoria del centro destra, verrà eliminata l'IMU sulla prima casa e, ancor più scioccante, verranno rimborsati gli importi dell'imposta,  sempre sulla prima casa,  pagati nell'anno 2012.
Perché si tratta di una proposta sciocca?
Punto primo: uno Stato in bancarotta, i soldi non te li dà, ma te li prende. A meno che non si faccia il gioco delle tre carte e ti rimettano nella tasca sinistra, ad esempio, 100 euro, salvo poi prendertene 150 dalla destra.
Punto secondo: la crisi economica che si sta esprimendo in tutta la sua drammaticità, colpendo in maniera sistematica famiglie e imprese, ha subito un notevole salto di qualità.

29 gennaio 2013

Lo strano caso della Banca d’Italia e del Monte dei Paschi di Siena

Abbiamo già pubblicato degli articoli in merito alla vicenda che vede come protagonista la banca Monte dei Paschi di Siena. E’ oramai di dominio pubblico il legame tra il Partito Democratico e la storica banca senese, nonchè appurati i favoritismi della oligarchia politico-finaziaria dei Monti&co. capace di versare nelle casse della MpS 3,9 miliardi di euro, ottenuti dissanguando le masse meno abbienti, per risanare, con scarsi risultati visto la bufera dei derivata e il conseguente buco di bilancio, i conti in rosso della stessa. Già nel recente passato (2010) la MpS, dopo l’oneroso (10mld) e fallimentare acquisto di Banca Antonveneta,  face una richiesta di liquiditá allo Stato Italiano per 3,4 miliardi di euro, elargita poi tramite i famosi Tremonti Bond.
Di Italo Romano
Oltre la Coltre 

Fu una “manovra di riconoscenza” da parte di Re Silvio, difatti vi rammento che la MpS fu l’unica banca a concedere prestiti al rampante imprenditore Silvio Berlusconi per la costruzione di Milano2 e Milano3.
Il legame tra il mondo politico e l’élite bancaria, nonostante il divorzio tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia avvenuto nel 1981, è sempre stato solido e indissolubile, al motto socializziamo i debiti e privatizziamo i crediti. Hanno ceduto la sovranità monetaria ad enti privati in cambio del sogno ultraliberista, e questi sono i risultati.
L’ultimo in ordine di tempo a commentare la vicenda è stato l’ex Ministro dell’Economia del governo Monti-Bersani-Berlusconi-Casini-Fini e uomo di punta della tecnocrazia europea, Vittorio Grilli:

19 dicembre 2012

LA GABBANELLA E LA SFIGA DEI MAYA

Nei prossimi due mesi, sorbiti gli effetti del natale&capodanno, si scatenerà una bagarre elettorale da memoriale storico. In sostanza vi sono due partiti Monti e Grillo. O forse meglio ancora: Grillo contro Tutti (che si nascondono dietro Monti). Il vituperato Berlusconi si è fatto sotto, consigliato da chi e perché resta un mistero, perché probabilmente sa benissimo che corre verso la debacle.

Vuole concludere la sua ‘carriera’ di ricchi premi e cotillons con una sonora batosta? Infatti, pare averci ripensato; ma cosa voglia, non si comprende. Invece ciò che si comprende è che partendo così si gioca le ultime carte. Sarà colpa di Flavio Briatore? Il tipico esempio di ‘grande imprenditorialità italiana’. Che poi cosa riguardi la sua imprenditorialità, non si sa bene, ma nell’Itaglietta dei lacchè e delle puttane, è meglio continuare a non saperlo. In compenso, a tenere alto il morale a Silviolo I° Berluskaiser di Brianza, ci pensano i tanti cialtroni e buffoni che aveva assunto nel suo partito-azienda: bimbaminkia Meloni, pensionato Fede e Samorì-chì? che non combineranno nulla, sperabilmente, ma in compenso le loro spese inutili faranno la felicità natalizia della nobile categoria dei tipografi e stampatori. Sì, ci sarà qualcuno che, nel natale 2012, vedrà accrescersi il reddito.

15 dicembre 2012

ECCO PERCHE' L'ITALIA USCIRA' DALL'€URO

Le elezioni prossime e il nostro futuro visto da un economista inglese

Di Ambrose Evans-Pritchard*

L'opposizione della Cgil al governo Monti
Un aglosassone fuori dal coro. Mentre Financial Times e Wall Street Journal, hanno fatto un endorsement per un Monti-Bis, Evans-Pritchard la pensa all'opposto, spiegando perché l'Italia dovrebbe applicare una terapia opposta a quella suicida di Monti.
In termini pro capite l'Italia è una nazione più ricca della Germania , con circa 9 trilioni (9mila miliardi) di ricchezza privata. Ha il più grande avanzo primario di bilancio del blocco G7. Il suo debito combinato pubblico e privato ammonta al 265% del PIL, inferiore a quello in Francia, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone.
Per l'indice del Fondo monetario internazionale il punteggio dell'Italia è il migliore per "sostenibilità a lungo termine del debito" tra i principali paesi industrializzati, proprio perché, sotto Berlusconi, ha riformato per tempo la struttura del sistema pensionistico. «Hanno un vivace settore delle esportazioni, e un avanzo primario. Se c'è un paese dell'eurozona che potrebbe trarre beneficio dall'abbandonare l'euro e ripristinare la competitività, è ovviamente l'Italia», ha detto Andrew Roberts di RBS.
«I numeri parlano da soli. Pensiamo che nel 2013, non si tratterà di sapere quali paesi saranno costretti a lasciare l'euro, ma chi sceglierà di andarsene». 

10 dicembre 2012

BERLUSKATOR

A questo punto inizio provare simpatia per lui. Avevamo appena finito di seppellirlo, e lui già si ripresenta con lo stesso entusiasmo di un ragazzino che si affaccia per la prima volta sulla scena politica, convinto di poter cambiare il mondo solo perché lui ha capito tutto della vita. A questo punto non importa più chi c'è dietro e chi c'è davanti, chi c'è sotto e chi c'è sopra, con chi finirà per allearsi e chi invece farà combutta contro di lui: tutta quella è politica, la solita vecchia politica inutile che finirà nel solito vecchio modo inutile.

Ma a questo punto qui c'è l'uomo che prevale su tutto. Qui c'è un uomo che ha saputo capire la profonda natura degli italiani, ed ha saputo approfittarne proprio per il fatto di essere italiano come loro.

Una cosa è dire "gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, me ne vado da questo paese dei fichi secchi", detto con la evve moscia mentre ci si sistema l'orologio d'oro sul polsino della camicia. Un'altra è dire"gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, adesso me li inchiappetto tutti perchè sono fatti esattamente come me."

10 settembre 2012

IL BUNKER SEGRETO DI BERLUSCONI A VILLA CERTOSA

La residenza estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna nell’esclusiva Costa Smeralda, che ha guadagnato notorietà per le feste con le modelle in topless, dispone di una grotta sotterranea, completa di una via di fuga di emergenza per il mare. L’esistenza della grotta presso la proprietà immobiliare di Villa Certosa dell’ex premier italiano era diffusa come voce da anni, ma le prime fotografie sono emerse Venerdì scorso. Esse sono state ottenute da Antonello Zappadu, un fotografo italiano che si è fatto il nome nel 2009, riprendendo col teleobiettivo foto di veline discinte presso la residenza di Berlusconi.
The Telegraph

La grotta, che sembra uscita direttamente da un film di James Bond, dispone di piscina, pavimento decorato con mosaico di Poseidone, il dio del mare, in possesso di tridente. Essa è collegata ad un breve tunnel e cancello che conduce direttamente al mare. La grotta è collegata al resto della villa da scale e un passaggio, che sono illuminati da luci collocate con discrezione nel pavimento.
Il complesso sotterraneo si ritiene sia stato costruito nel 2004, ma non è mai stato visto in pubblico.
Sono stati i servizi segreti, che mi hanno chiesto di svolgere il lavoro, dopo aver ricevuto 38 minacce di morte”, ha spiegato Berlusconi, al momento.

31 agosto 2012

IL CONTROLLO INFORMATICO DELLA "JVSTITIA" ITALIANA

Anm e Csm attaccano i pm ma dimenticano i rischi di abusi informatici nelle procure Mentre il Csm apre un un’inchiesta sulla “questione Ciancimino”, vanno avanti le indagini sull’illecita aggiudicazione degli appalti per la gestione delle intercettazioni. Per Silvio Berlusconi i magistrati che indagano sui poteri “forti” sono un cancro. Daniela Santanchè li definisce addirittura come delle metastasi. Luca Palamara chiede che si faccia chiarezza sul lavoro dei pm antimafia in merito alla collaborazione di Ciancimino e il CSM ha aperto un’inchiesta su tale questione.
Abbiamo dunque, in ordine, il Presidente del Consiglio, un sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e l’organo costituzionale di autogoverno della magistratura che, in vario modo, puntano il dito sui magistrati che stanno conducendo indagini importantissime sui cosiddetti poteri forti e sui rapporti fra Stato e mafia.
L’attacco di Berlusconi e della Santanchè è ovviamente inaccettabile e dovrebbe portare alle immediate dimissioni di entrambi.

26 luglio 2012

MONTI ALLA CORTE DI PUTIN, PUTIN ALLA CORTE DEL FMI

Mentre allo spread ed alle borse succedeva di tutto, un Mario Monti sempre più patetico volava in Russia per svolgere il ruolo di procuratore d'affari per conto dell'ENI, come già i suoi due predecessori alla Presidenza del Consiglio. Ma si tratta ormai di affari parecchio ridimensionati, poiché si sta parlando di un ENI azzoppato dalla perdita della Libia, che ha comportato non solo la chiusura del principale rubinetto di petrolio, ma anche della cassaforte finanziaria di tutte le multinazionali italiane.
Sino ad un anno e mezzo fa, Libia e Italia erano più che soci d'affari, costituivano un unico sistema economico-finanziario; e gli effetti della mutilazione oggi si avvertono. E pensare che appena nel febbraio dello scorso anno, l'ENI poteva permettersi di fare da guida e mallevadore per gli affari della multinazionale russa Gazprom in Libia. Chi trovasse in queste reminiscenze dei motivi per rimpiangere il governo precedente, si chieda anche perché mentre il Buffone di Arcore baciava la mano a Gheddafi, intanto i suoi giornali lo chiamavano beduino. [1] Nel marzo dello scorso anno appariva ancora realistico ipotizzare per la crisi libica uno scenario di tipo kosovaro, con la secessione della Cirenaica. In effetti poi la NATO ha potuto avere in Libia un margine di manovra praticamente illimitato, che ha condotto ad uno scenario di tipo congolese, con uno Stato ed un governo puramente fittizi, e con il territorio direttamente spartito tra le principali multinazionali angloamericane.

21 luglio 2012

LA MERKEL MARIONETTA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

La settimana scorsa era l'agenzia di rating Moody's, adesso sarebbero le dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel a minacciare lo spread dei BTP italiani. Mario Monti dice che dovrebbero premiarci perché siamo diventati "virtuosi", ma gli ingrati invece ci puniscono. Anche, se come ci dice la Merkel, facciamo i "compiti a casa", poi ci bocciano lo stesso. Monti però è un uomo di mondo, e quindi dovrebbe sapere che quando i "mercati" (cioè le banche multinazionali) hanno trovato un pollo da spennare, allora sarà molto difficile che ci rinuncino solo perché il pollo è diventato "virtuoso". Anzi, più il pollo è "virtuoso", tanto più accentua le sue caratteristiche di pollo.
COMIDAD
In passato, quando non c'erano ancora i "vincoli di Maastricht", se uno Stato si trovava nelle attuali condizioni dell'Italia non faceva altro che rinunciare ad emettere altri titoli, oppure li utilizzava solo per i prestiti forzosi al proprio interno, attuando una parte dei suoi pagamenti in buoni del tesoro. L'alternativa al mercato dei titoli era il cercare di accedere ad un prestito diretto da parte di un altro Stato, offrendo ovviamente delle garanzie auree o patrimoniali. Oggi si parla invece di dismissione del patrimonio pubblico, mentre le riserve auree dell'Italia sono diventate per la stampa un argomento tabù (altro che articolo 18!), tanto che a molti comincia a venire il sospetto che anche su quel versante l'attuale governo abbia qualcosa da nascondere. Del resto, il governo Monti si regge più sulla fiducia dei media che sulla fiducia parlamentare. Un governo retto da un advisor della NATO come Monti, si avvale oggi, nella sua aggressione al popolo italiano, della stessa compatta connivenza mediatica fornita alle aggressioni NATO contro la Libia e la Siria. 

06 luglio 2012

IL RUOLO DELLA NATO NELLA FINTA VITTORIA DI MONTI

Il governo Monti sino a dieci giorni fa appariva in agonia, e già i fans del Buffone di Arcore pregustavano l'ora della rivincita. Invece il vertice europeo di Bruxelles, concluso giovedì scorso, ha conferito addirittura un alone eroico al Presidente del Consiglio, che sarebbe riuscito ad avere la meglio sulle obiezioni della cancelliera Merkel sullo "scudo salva-Stati". Sono fioccati i paragoni giornalistici con l'altro Mario, a sua volta trionfatore della partita contro la Germania; ma, ovviamente, ciò avveniva prima della finale contro la Spagna. Purtroppo gli attuali giornalisti sono quasi tutti laureati alla Luiss, perciò nessuno di loro ha potuto ricorrere a qualche reminiscenza classica, magari ricordandosi del console romano Gaio Mario, che nel 101 a.C. sconfisse le tribù germaniche dei Cimbri e dei Teutoni. Del resto neanche Gaio Mario scherzava con le tasse, dato che pare sia stato l'inventore della tassa Una Tantum.

In realtà da più parti si è levato il sospetto che l'esito del vertice di Bruxelles fosse già scontato in partenza, e che i media abbiano psicodrammatizzato delle questioni di dettaglio per dare l'impressione di uno scontro fra Titani, da cui Monti sarebbe uscito vincitore. Il sospetto che si sia trattato di una fiaba mediatica, è confermato da un documento sull'euro presentato al Consiglio Atlantico della NATO del 4 giugno scorso, un mese prima del vertice UE di Bruxelles. Sarà il caso di ricordare, per inciso, che anche Mario Monti era un advisor del Consiglio Atlantico sino a pochi mesi fa, come ci segnala il suo curriculum sul sito dello stesso Consiglio Atlantico.[1]

Il documento sull'euro a cui ci si riferisce, è una relazione del banchiere Josef Ackermann, appena dimessosi da Chief Executive Officer di Deutsche Bank. Forse a causa delle noie giudiziarie che ha in Germania, Ackermann se n'è tornato nella natia Svizzera a dirigere un'altra multinazionale, il Gruppo Assicurativo Zurigo, uno dei maggiori del mondo. Inoltre Ackermann è tuttora in forza al Consiglio Atlantico, perciò ha ancora tutte le carte in regola per continuare a far danni.

30 maggio 2012

IL CONTESTO O QUEL CHE POTREBBE ACCADERE NEL PAESE DEL GOLPE PERMANENTE

Viviamo tempi sciagurati e miserabili sotto molteplici punti di vista, tempi in cui, non solo le normali aspirazioni di verità, trasparenza e giustizia vengono tradite e vilipese da chi si è assunto la presumibile responsabilità di traghettare il paese fuori dalle secche di questa interminabile e devastante crisi globale, continentale e nazionale, ma nei quali perfino il semplice sentimento della decenza è andato smarrito e forse perduto per sempre. Dopo anni di egemonia (sub)culturale berlusconiana ci si aspettava qualcosa di meglio e di più incoraggiante per le sorti della traballante Repubblica. E poi siamo veramente sicuri che i cosiddetti tempi bui della ribalta del Cavaliere sono veramente terminati ?  
Di HS
Quel che non posso più tacere è la mia indignazione di cittadino e le ferite che quotidianamente mi vengono inferte nella mia dignità di semplice uomo civile. Disgraziatamente in questo 2012 ancora così lungo e dolente si susseguono i ventennali, trentennali, quarantennali delle celebrazioni dei “sacrifici” di solerti e coraggiosi servitori dello Stato assassinati per aver anche solo sfiorato quei famosi fili che non lasciano scampo. Non solo Falcone e Borsellino, ma anche il generale Dalla Chiesa e l’onorevole Pio La Torre, come il commissario Calabresi, per tacere di quella lista fin troppo lunga di politici, magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti… Uomini che hanno creduto in uno Stato il quale per la sua metà ha quantomeno favorito incoraggiato e coperto gli assassini mentre l’altra è rimasta a guardare impassibile per non disturbare troppo. 

16 aprile 2012

LO "SCANDALO LEGA": ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA PER NASCONDERE....

Di Curzio Bettio 
Soccorso Popolare di Padova 
Sono ormai settimane che siamo oppressi da trasmissioni televisive, dibattiti pubblici, pagine e pagine di giornali, che trattano dello “scandalo Lega”, dello scontro “Maroni - cerchio magico”, delle appropriazioni indebite di denaro pubblico da parte dei massimi dirigenti della Lega Nord per uso personale, per speculazioni finanziarie, per riciclaggio di valuta, per costruzioni di patrimoni immobiliari.
Sembra che i motivi dello scandalo siano spuntati come per magia, ad illustrare all’opinione pubblica come questo movimento “duro e puro” non sia altro che un assembramento di fanatici che non si accorgono del grande imbroglio che da vent’anni viene loro spacciato come “movimento di liberazione della Padania dal Sud-Italia parassita e sfruttatore”.
Eppure, prima di questo momento, tante sono state le inchieste, le dettagliate denunce e i documenti che ricostruiscono gli inganni, la spartizione dei posti di potere, e la mania dei doppi incarichi di cui si rende protagonista il partito di Bossi.
Un esempio per tutti: già alla fine del 2010, il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, Massimo Donadi, pubblica un vero e proprio dossier anti-Lega intitolato “Le contraddizioni della Lega Nord“, costruito dall’Ufficio legislativo del partito di Di Pietro in data 28 settembre. Vale la pena considerarlo a grandi linee.