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21 dicembre 2013

L'ANNO ORRIBILE CHE ATTENDE LE BANCHE ITALIANE

Dunque, vediamo sommariamente quel che potrebbe riservarci il 2014, che è ormai alle porte, tanto per capire contro quale iceberg potremmo sbattere.
Le sofferenze bancarie sono a livelli record. E secondo gli indicatori di qualità del credito   elaborati lo scorso  giugno da Bankitalia, pubblicati nel Rapporto sulla Stabilità Finanziaria dello scorso novembre,  aumentano significativamente  le probabilità di ingresso -nei prossimi dodici mesi- di crediti in sofferenza, rispetto ai dodici mesi precedenti, cioè da giugno 2012. Quindi, ipotizzando che le sofferenze crescano allo stesso ritmo con cui sono cresciute nei dodici mesi appena trascorsi (ma non c'è ragione per ritenere che la performance non  possa essere addirittura peggiore), a fine 2014 le sofferenze bancarie potrebbero superare i 180 miliardi di euro. Una cifra astronomica che determinerebbe effetti negativi su molti istituti. Effetti che difficilmente potrebbero essere gestiti  in assenza di  cuscinetti aggiuntivi di capitale; ammesso che, nel frattempo, l'esplosione delle sofferenze non faccia saltare qualche banca.

13 dicembre 2013

SOVRANISMO: ARMA ANTILIBERISMO E ANTIEGEMONICA

Blocco europeo sovrano ostacolato dagli "euroatlantisti" e dall'incapacità tedesca di trasformare il primato economico in egemonia geostrategica

La sovranità è l'arma concettuale che ha orientato il Sudamerica ad uscire dalle sabbie mobili in cui lo sprofondò il neoliberismo, dai tempi del suo moderno progenitore Pinochet. La resistenza contro la “globalizzazione”, venduta come superiore e ineluttabilile modernità, generò poderosi e diversificati movimenti sociali. Questi, cacciarono dalla scena pubblica partiti moribondi, e si trasformarono in vettori diventati poi governi. All'insegna della revisione o sospensione del pagamento del debito estero (Ecuador); rifiuto unilaterale delle esazioni e confische del FMI (Argentina) nazionalizzazione degli idrocarburi (Bolivia e Venezuela); delle telecomunicazioni e banche (Venezuela) o priorità della crescita con redistribuzione sul dogmatismo monetarista (Brasile). Dove vi furono assemblee costituenti e si riscrissero le costituzioni, legittimate dal voto popolare come in Venezuela, Ecuador e Bolivia, il cambiamento fu più profondo e prolungato. Il recupero della sovranità iniziò dal potere politico e si estese a quello monetario, banca centrale e difesa.

La tenaglia del potere politico+movimenti da un lato, e la crescente unione civico-militare dall'altro, riuscirono a stritolare l'ALCA (1), progetto di annessione agli Stati Uniti delle economie a sud del Messico. Fu l'apogeo del sovranismo che -a partire dalla protezione della produzione endogena- recuperò l'iniziativa geopolitica per conformare il “grande spazio” del blocco sudamericano. La Patria Grande si inoltrò negli spazi aperti dalla lucidità multipolare di Chàvez con la Russia, Cina e Iran.

11 dicembre 2013

VIA L'€URO...SE VOGLIAMO DEMOCRAZIA IN EUROPA!

Monete sovrane svalutabili, o sarà la fine: dobbiamo uscire immediatamente dall’euro, per salvare la nostra economia e ripristinare la democrazia in Europa. Lo sostiene l’economista italo-danese Bruno Amoroso: l’euro non è che un dogma smentito dai fatti, mentre in realtà rappresenta un fattore devastante di disgregazione. Prima ha spaccato l’Europa in due, opponendo i 17 paesi dell’Eurozona ai 10 rimasti fuori, e ora ha diviso la stessa Eurozona, scavando un solco incolmabile tra nord e sud. La disastrosa moneta della Bce? Con la sua rigidità «è la causa prima dell’attuale situazione di crisi del progetto europeo». Un piano oligarchico, i cui gestori oggi hanno “gettato la maschera”: il rigore promosso dalla Troika formata da Bce, Fmi e Ue non è altro che l’esecuzione, in Europa, dell’ideologia neoliberista imposta dalla globalizzazione, che comprime i diritti del lavoro e mortifica lo Stato sovrano, disabilitandolo come garante dei cittadini. Fiscal Compact, Patto di Stabilità: sono gli strumenti con cui l’oligarchia finanziaria ha deciso di metterci in crisi.
O ci teniamo l’euro, ripetono gli eurocrati, o precipiteremo in una devastante crisi economica e sociale. E’ ridicolo: «Noi siamo già dentro la più grave crisi economica e sociale del dopoguerra», innescata proprio dalla moneta della Bce.

03 dicembre 2013

ISLANDA: LIBERA E SOVRANA FUORI DALL'U€

Il governo islandese vuole ridurre i mutui delle famiglie. Gli islandesi sono orgoglisi del fatto che il loro paese sia libero e sovrano e per questo motivo hanno deciso di rimanere fuori dall'Unione Europea. Tale decisione permette ai politci islandesi un margine di manovra che in Italia possiamo solo sognare e grazie al fatto di essere fuori dalla UE il governo islandese ha deciso di varare un piano per cancellare parte dei mutui che le famiglie hanno contratto con le banche e di conseguenza ogni famiglia vedra' il suo mutuo ridotto per un valore massimo di 24 mila euro.

La crisi finanziaria che ha colpito l'Islanda qualche anno fa ha fatto crollare il valore della corona islandese e fatto esplodere il debito delle famiglie che, al 108% del PIL e' piuttosto alto e quindi il governo ha preso questa decisione per aiutare le famiglie e far aumentare il tasso di risparmio.
Questa riduzione del debito inizierà il prossimo anno e durerà quattro anni per un costo di circa due miliardi di euro.

22 novembre 2013

BANCOCRAZIA: DALLA REPUBBLICA DI VENEZIA A MARIO DRAGHI E GOLDMAN SACHS

Dal dodicesimo secolo fino all’inizio del quattordicesimo secolo, l’Ordine dei Templari, presente in gran parte d’Europa, diventò il banchiere dei potenti. Contribuì a finanziare varie crociate. All’inizio del quattordicesimo secolo, era diventato il principale creditore del re di Francia Filippo il Bello. Di fronte al debito che gravava sulle sue risorse, Filippo il Bello si liberò dei suoi creditori e del suo debito, demonizzando l’Ordine dei Templari accusandolo di molteplici crimini (2). L’Ordine fu proibito, i suoi capi giustiziati e i suoi beni confiscati. All’Ordine dei Templari mancava uno stato e un territorio per affrontare il re di Francia. Il suo esercito, (15000 uomini di cui 1500 cavalieri), il suo patrimonio e i suoi crediti con i dirigenti non lo protessero dalla potenza di uno stato deciso ad eliminare i suoi creditori.

Nella stessa epoca (XV e XVI secolo), i banchieri veneziano finanziavano anche loro le crociate e prestavano soldi ai potenti d’Europa, però si mossero molto più abilmente rispetto all’Ordine dei Templari. A Venezia, si appropriarono della testa dello Stato, dandogli forma di una repubblica. Finanziarono la trasformazione di Venezia, città-stato, in un vero impero che comprendeva Cipro, Eubea (Negroponte) e Creta. Adottarono una strategia inarrestabile per arricchirsi in maniera duratura e assicurare il rimborso dei loro crediti: furono loro a decidere di far indebitare lo stato veneziano con le banche che possedevano. I termini dei contratti di prestito furono definiti da loro stessi dato che erano allo stesso tempo proprietari delle banche e dirigenti dello Stato.

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17 novembre 2013

L'EUROPA VERSO IL FASCISMO

Le oligarchie finanziarie si baloccano con governi compiacenti o direttamente imposti da loro. Infatti la BCE ha ormai il potere di influenzare la composizione dei governi nazionali. Questi alchimisti dello spread evocano una nuova guerra santa contro i "populismi" rei di mettere in discussione un'architettura economica costruita sopra le teste dei cittadini, un atto profondamente anti democratico. La povertà e la disoccupazione dilagano ovunque in Europa insieme a un'emigrazione incontrollata dall'Africa e dall'Est dell'area Schenghen, a cui non aderisce la Gran Bretagna che sta studiando nuove limitazioni agli ingressi e sospesa in Danimarca, ennesimo fallimento della UE. 

La Grecia è stata lasciata morire dai "fratelli" europei, sacrificata sull'altare delle banche tedesche e francesi che volevano indietro la loro "libbra di carne". Questa Europa non è basata sulla solidarietà, chi sbaglia paga e paga fino in fondo. Fino alla spoliazione dei beni dello Stato, con la distruzione del tessuto sociale, dei servizi di prima necessità, come la sanità. E' quello che sta avvenendo ai greci abbandonati alla loro sorte come degli appestati. L'Europa sta diventando un lazzaretto. Chi si ammala è lasciato alla sua sorte. Che razza di Europa è questa? Assomiglia a quelle riunioni di mafiosi in cui chi sgarra viene assassinato. Solidarietà doveva essere la prima parola, il primo mattone dell'edificio europeo. Non è stato così. Non è così. I garanti dello status quo ormai insopportabili, in Italia la coppia al comando è Napolitano - Letta, continuano imperturbabili nelle loro convinzioni ignorando il mondo che gli sta crollando intorno. 

02 novembre 2013

ROMA: SEPARAZIONE BANCARIA VIENI A FIRMARE!

A tutti i residenti del comune di Roma:
Mancano 15 giorni alla chiusura della raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare per reintrodurre la legge sulla separazione bancaria organizzata da Movisol e Comitato di Liberazione Nazionale. Andate a firmare numerosi!

Cos’è la separazione bancaria
Per separazione bancaria si intende una netta distinzione tra le banche commerciali (quelle dove tutti noi abbiamo un conto corrente) e banche d’affari (che operano sui mercati finanziari internazionali). Con questo sistema le banche commerciali possono operare unicamente elargendo prestiti alle imprese, mutui alle famiglie e tutelando il risparmio, senza cercare guadagni facili in borsa mettendo a rischio i soldi dei correntisti. Analogamente le banche d’affari possono operare unicamente in borsa prendendosi direttamente le responsabilità delle eventuali perdite. Conosciuta come Glass Steagal Act, questa legge introdotta in tutto il modo a seguito della grande crisi del 29’ per evitare l’attività finanziaria fuori controllo da parte delle banche, venne abolita nel 92’ da Clinton negli Stati uniti e dalla legge Draghi in Italia nel 96’. Da allora sono state aperte le porte per la deregulation finanziaria con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Perché firmare
Se vuoi che le banche ritornino ad essere al servizio dell’economia reale ed esercitare esclusivamente l’attività di credito nei confronti di lavoratori, famiglie ed imprese, vieni a firmare la proposta di legge di iniziativa popolare.

31 ottobre 2013

ECCO PERCHE' IL GOVERNO VUOLE ELIMINARE IL CONTANTE!

Secondo quanto riportato da Reuters, il Ministro Saccomanni avrebbe espresso la volontà da parte dell'esecutivo di ridurre ulteriormente i limiti di utilizzo del contante. Nell'agenzia si legge:
Il governo intende ridurre la soglia massima di pagamento in contanti, attualmente posta a 1.000 euro."Questo è un punto su cui l'Italia resta indietro ed è un punto su cui vogliamo intervenire", ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, durante un'audizione in Parlamento sulla legge di Stabilità.
Di seguito vi propongo alcune riflessioni, in parte già ospitate su numerosi articoli presenti sul blog.
Nella vita comune, l'utilizzo del denaro contante è una delle cose più normali che esista. La possibilità di utilizzare denaro contante per compensare transazioni commerciali, costituisce elemento di libertà di ogni essere umano, oltre che motore di sviluppo alla crescita economica e al benessere collettivo.
Quotidianamente, avvengono milioni e milioni di transazioni che hanno come contropartita l'utilizzo del denaro contate, senza il quale, con ogni probabilità, parte di queste non avverrebbero mai, o avverrebbero in maniera sensibilmente ridotta.

L'utilizzo del denaro contante è semplice, è pratico, è efficace, è veloce e non è costoso.

13 ottobre 2013

QUANTO SONO PROTETTI I DEPOSITI BANCARI?

Come è noto, in Italia, l'organismo deputato a garantire la tutela del depositi è il Fondo Interbancario di tutela dei depositi. Al FIDT, per obbligo di legge, aderiscono tutte le banche residenti in italia, eccezion fatta per le banche di credito cooperativo che, a loro volta, aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. Senza addentrarci troppo sulle modalità e sulle forme di garanzia prestate dal Fondo (che potete trovare QUI ), quel che preme segnalare è l'assoluta inadeguatezza del fondo, rispetto ai fondi classificati come "Rimborsabili",cioè rispetto ai volumi dei depositi bancari rimborsabili.

Per comprendere di cosa stiamo parlando, osserviamo la  tabella di seguito riportata,  tratta dalla Relazione Annuale del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, riferita all'anno 2012.

Nelle tabella proposta si evincono i volumi di fondi rimborsabili suddivisi per livello di rischiosità degli istituti di credito considerati (254), analizzati secondo gli standard previsti dal FIDT. Da notare che, complessivamente, secondo l'analisi proposta dal FIDT, per le 254 banche considerate, i fondi rimborsabili ammontano a 476 miliardi di euro. Dei 476 miliardi di Euro, oltre la metà sono allocati in banche che lo stesso FIDT considera con un rischio superiore a quello medio,  con il grosso della fetta (197 mld di euro) allocata presso istituti con  "Rischio Medio Alto", e addirittura oltre 50 miliardi allocati presso istituti con "Rischio Alto" (43 mld) o "Escudibile" (3.04 mld). Nella stessa relazione, a pagina 37, si legge che i fondi a disposizione del FIDT da utilizzare per far fronte ad eventuali dissesti bancari e da poter rimborsare ai depositanti ammontano ad appena 1,9 miliardi di euro: ossia appena lo 0,4% del totale dei fondi rimborsabili. Da ciò se ne deduce che i fondi disponibili in caso di dissesto bancario,  non sarebbero neanche sufficienti per coprire i rimborsi di una banca di piccola dimensione.

01 ottobre 2013

LE "TROPPO GRANDI PER FALLIRE" ORA SONO PIÙ GRANDI CHE MAI

Le banche "troppo grandi per fallire" sono ora molto, molto più grandi di quanto non fossero l'ultima volta che hanno causato così tanti problemi. Negli ultimi cinque anni le sei maggiori banche degli USA sono cresciute del 37%. Nel frattempo, 1.400 banche più piccole sono scomparse nello stesso periodo.  Ciò significa che la salute di JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley è più critica per l'economia degli Stati Uniti rispetto al passato. Se nel 2008 erano "troppo grandi per fallire", ora devono essere "troppo colossali per crollare". Senza queste banche, non abbiamo un'economia. 
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25 settembre 2013

« CON L'UNIONE BANCARIA, L'€UROZONA STA SCAVANDO LA SUA TOMBA»

"Invece di costruire l'economia europea, l'unione bancaria finirà per distruggerla", ha detto Lars Seier Christensen direttore generale della banca danese Saxo Bank, in un'intervista esclusiva a RT.comDurante l'intervista, Christensen non solo ha criticato il meccanismo comune della vigilanza bancaria, ma ha anche avvertito che il risultato della sua applicazione potrebbe essere simile a quello dell'euro, vale a dire un fallimento. 
La Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, sarà ufficialmente responsabile della supervisione più di 6.000 banche dell'Eurozona da ottobre 2014. L'unione bancaria vuole essere il motore principale per il recupero e l'espansione dell' economia in Europa. Tuttavia, per il direttore generale della Saxo Bank, non è esattamente la ricetta ideale per la crescita economica. A suo parere, "le banche forti si indeboliranno per sostenere le banche deboli. Non solo non è molto saggio, ma è anche antidemocratico, perché, in sostanza, è quello che la gente ha già rifiutato", ha detto.
Christensen sostiene che questa nuova unione bancaria sarebbe come un prolungamento dell'esperimento fallito dell'euro.

"L'euro è un ostacolo notevole alla crescita, distrugge le economie e continuerà a farlo", ha detto. Secondo il direttore generale di Saxo Bank, l'euro non dovrebbe essere smantellato in 17 valute diverse, ma forse due, tre o dieci differenti.

"Non vedremo una crescita in Europa fino a quando affronteremo questo problema. Grecia, Portogallo e Germania non possono condividere la stessa moneta, semplicemente non funziona", ha detto Christensen.

24 settembre 2013

LARRY SUMMERS, L'AGENTE DI GOLDMAN SACHS

Joseph Stiglitz non poteva credere alle sue orecchie. Eccoli alla Casa Bianca, con il presidente Clinton che chiedeva consiglio ai capi del Tesoro sulla vita e la morte dell’economia americana, quando Larry Summers, vice segretario del Ministero del Tesoro, si gira verso il suo capo, il segretario Robert Rubin, e dice: “Cosa ne penserà Goldman?” Come? Poi, a un altro incontro, Summers ha ripetuto: cosa ne penserebbe Goldman? Scioccato, Stiglitz, allora presidente del Consiglio dei Consulenti Economici, mi ha raccontato di essersi girato verso Summers e di avergli chiesto se pensasse appropriato decidere della politica economica degli Stati Uniti in base a quello che “avrebbe pensato Goldman”. Invece di dire, i fatti, o meglio, i bisogni degli americani, sapete, tutta quella roba che si sente negli incontri di Gabinetto nell’Ala Ovest. Summers ha guardato Stiglitz come se fosse un ingenuo pazzo che aveva letto troppi libri di educazione civica.
R.I.P. Larry Summers
Larry Summers – probabile scelta per la presidenza della Federal Reserve – domenica ha rimosso il suo nome da quelli presi in considerazione 
Domenica pomeriggio, nell’affrontare la rivolta dei senatori del suo stesso partito, Obama ha scartato Larry Summers come probabile sostituto di Ben Bernanke alla presidenza della Fed. Prima che arrivasse la notizia che la fiaccola di Summers era stata spenta, stavo per scrivere un altro articolo su di lui, il Mutant Zero dell’economia. (Il mio primo pezzo su The Guardian, di 15 anni fa, avvertiva che “Summers è, di fatto, un colono alieno mandato sulla Terra per trasformare gli umani in fonti di proteine”). Tuttavia, il fatto che Obama abbia provato a sbattere Summers nelle profondità terrestri ci dice molto più sul primo che sul secondo, soprattutto per chi lavora. Indizio: non sei uno di loro.
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03 settembre 2013

DENARO, SUDDITI E SOVRANI: DECIDE TUTTO UNA LOBBY

Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, durante la recente presentazione a Napoli del suo nuovo libro “La Repubblica delle stragi impunite”, ha affermato: «Il Gruppo Bilderberg è uno dei responsabili della strategia della tensione, e quindi anche delle stragi». Imposimato riferisce di aver trovato per la prima volta menzione della parola Bilderberg nelle carte delle indagini del giudice Emilio Alessandrini, che «venne assassinato durante gli anni di piombo da un “commando” del gruppo terroristico Prima Linea». 
Tra gli italiani componenti del Gruppo Bildenberg e della Trilateral Commission compaiano Mario Monti, ex presidente del Consiglio, John Elkann, presidente del gruppo Fiat, Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente di Finmeccanica, Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito democratico e attuale presidente del Consiglio.
E’ da notare che gli ultimi due presidenti del consiglio in Italia sono il frutto di una raffinatissima strategia del “golpe morbido”, che comporta anche un dispiegamento allineato dei maggiori media italiani sulla linea “Euro fino alla morte!”, che comporta la dissuasione violenta del pubblico italiano con argomenti che poco o niente avrebbero a che fare con l’economia reale di un paese cosciente del suo diritto nativo alla sovranità economico-monetaria.

28 agosto 2013

CAPITALISMO DI SINISTRA

Piero Fassino
In questi giorni di fine estate sta spopolando la notizia secondo la quale, il sindaco di Torino ed esponente di spicco del Partito Democratico Piero Fassino, nei giorni scorsi, avrebbe  veleggiato nel mar Egeo, in compagnia di Giovanni Bazoli (numero uno di Banca Intesa), a bordo di uno yacht molto lussuoso. Electa, questo il nome del natante battente bandiera britannica e iscritto al prestigioso Yacht Club del Principato di Monaco, è una barca a vela lunga poco meno di 40 metri, che una ristretta cerchia di miliardari può permettersi. Fassino, per chi non lo ricordasse, è colui che gridava “abbiamo una banca!” in occasione della tenta scalata a BNL da parte di Unipol. Passano gli anni, ma le manie restano sempre le stesse, si direbbe. 

Che poi, verrebbe da chiedersi a cosa servisse, a FASSINO &Co, avere una banca. Io, forse da fesso che sono, non mi sono mai sognato di avere una banca. E che cosa dovrebbe farci un comune mortale con una banca? Semmai, eventualmente, vorrei avere una bella casa, o una bella auto, o cose di questo genere. Cose di cui, peraltro, non mi importa neanche granché.  Ma FASSINO, che voleva una banca tutta per se, oltrepassava i limiti del desiderio cosmico. Cosa mai avrebbe potuto farci, un partito, in questo caso il PD (tanto per cambiare), con una banca come la BNL, poi finita in mani francesi? Semplice rispondere. Avere una banca (ossia, un’altra banca) sarebbe servito a comprare consensi popolari e ad arricchire gli amici degli amici, come è già avvenuto  in altre innumerevoli occasioni.

26 agosto 2013

UN ALTRO CROLLO ECONOMICO E' INEVITABILE

Il crollo economico del 2008 ha lasciato, in tutto il mondo, milioni di persone disorientate e sconvolte dalla catastrofe e dalla devastazione inflitta alle loro vite: la disperazione dei giovani disoccupati di fronte a un futuro incerto e desolante, i pensionati che lottano per sopravvivere con pensioni che hanno perso il loro potere d'acquisto, il povero impiegato che accetta un taglio del suo orario e del suo salario per evitare di perdere il posto di lavoro, i più poveri, i malati e i disabili che cercano di sopravvivere ai tagli alla rete di sicurezza sociale. Le persone trovano difficile comprendere come alcuni banchieri potenti possano causare tanti danni e tanta miseria nelle vite di milioni di persone.
Di
Adnan Al-Daini عدنان الدايني 
Dissident Voice 
 
Due anni fa, in un precedente articolo (1), scrivevo:


Come si è arrivati a questo? Che tipo di sistema abbiamo creato, che dà così tanto potere a queste persone? Come è possibile che questa gente, a cui è stato affidato il denaro guadagnato dai lavoratori, finisca per inghiottirsi il denaro per il quale le persone hanno lavorato così duramente? Come mai gli è stato permesso di avere una tale morsa sulla vita di milioni di individui? Dov'erano le persone che abbiamo eletto perché si prendessero cura di noi, quando una tale forma distorta e corrotta di capitalismo è stato elaborata? Erano così incompetenti, o sono diventati parte di una oligarchia che li arricchisce proprio come fa con i giocatori d'azzardo del mercato?

23 agosto 2013

GRECIA: La Troika trasforma la recessione in depressione. Salvataggio o annegamento?

Sei anni di recessione, un drastico calo del PIL da 231 miliardi nel 2009 a 193 miliardi di euro nel 2012, un tasso di disoccupazione del 27% (si passa dal 7,5% al ​​26,9% tra il secondo trimestre del 2008 e aprile 2013), del 57% per i giovani al di sotto di 25 anni e un'esplosione dei casi di suicidi... Il panorama della Grecia è catastrofico e allarmante per il resto d'Europa. Come in Argentina nel 2001, i bambini svengono a scuola per mancanza di cibo. Si accerta un aumento dei casi di sieropositività (HIV), mentre la spesa sanitaria è scesa di oltre il 20% in 2 anni (passando dal 7,1% del PIL nel 2010 al 5,8% nel 2012).  Nel frattempo, il partito nazista Alba Dorata, che siede in Parlamento, approfitta del degrado sociale per diffondere il suo odio.  I creditori hanno trasformato la recessione in una depressione e la Troika (UE - FMI - BCE) non fa che offuscare ogni volta di più il quadro. 

La nuova soluzione del FMI per salvare il proprio programma

Tutti i lavori della Troika giacciono oramai su un tasso di debito pubblico del 124% del PIL per l'anno 2020.  Credendo che tutto giri intorno a questo obiettivo fantasioso, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si impegna ogni volta a rettificare il tiro e puntare meglio questo bersaglio. La popolazione greca dovrebbe essere soddisfatta di un tale orizzonte macroeconomico che assolutamente non tiene conto del suo benessere?

25 luglio 2013

"L’ULTIMA PAROLA" INTERVISTA UN’ECONOMISTA INDIPENDENTE DELLA CITY DI LONDRA E LA RAI CHIUDE L’INTERA TRASMISSIONE!


Riceviamo e pubblichiamo...
Il fatto molto grave, avvenuto appena a fine giugno 2013, riguarda il programma di Gianluigi Paragone su RAI DUE e, nonostante il talk-show in onda in tarda serata di venerdi’ abbia registrato ottimi ascolti considerando lo slot assegnato al palinsesto, avviene coincidentemente non appena la trasmissione manda in onda un servizio dettagliato ed esplicativo su quali sarebbero le cause della crisi-truffa che ci sta travolgendo tutti in Italia e in Europa ed altresi’ coloro che ne sarebbero i responsabili o burattinai.    

Durante l’ultima puntata di L’Ultima Parola del 13 giugno 2013, la trasmissione ha mandato in onda un’intervista con l’economista Mariarita Iannone; esperta del settore finanziario e investimenti; la quale ha lunga esperienza professionale nella City di Londra. L’economista ha spiegato al pubblico che mentre lavorava in Goldman Sachs Intl., nella sede di Fleet Street a Londra, questa si ritrovo’ vittima di gravi abusi e violazioni da parte del broker suo datore di lavoro poiche’ si era accorta di operazioni irregolari che andavano contro il regolamento di mercato e quindi la legge. Pertanto, riferisce Mariarita Iannone, lei vi pose rimedio come era suo dovere fare e informando appunto i suoi diretti superiori delle anomalie.

24 luglio 2013

DETROIT, E LA BANCAROTTA DEL PATTO SOCIALE AMERICANO

C’è un modo di vedere la bancarotta di Detroit – la più grande bancarotta tra tutte le città americane – ed è quello del fallimento delle trattative politiche sulla suddivisione dei sacrifici finanziari tra creditori, lavoratori e pensionati di una città, e la conseguente necessità di far ricorso a una decisione della magistratura. Oppure può essere interpretata come il risultato inevitabile di decenni di accordi sindacali che offrivano ai lavoratori della città pensioni e servizi sanitari inadeguati e inaccettabili.

Ma c’è un altra storia di fondo qui, e si replica su tutto il territorio Americano: è sempre più ampio tra gli americani il divario tra fasce di reddito. Quarant’anni fa, la maggior parte delle città (Detroit compresa) presentavano un mix bilanciato tra benestanti, classe media e non abbienti. Ora, ogni gruppo tende ad isolarsi sempre più, ognuno nella propria città — ognuno nel proprio regime fiscale che consente, da una parte, scuole eccellenti, parchi curatissimi, sicurezza affidabile, trasporti efficienti ed altri servizi ineccepibili, e dall’altro scuole orrende, parchi semi-distrutti, alto tasso di criminalità e servizi pubblici scadenti.
La divisione geo-politica è diventata così marcata che essere ricco oggi in America significa poter fare del tutto a meno di incontrare o frequentare chi non lo è.

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03 luglio 2013

IL FMI E' GIA' A CASA NOSTRA

Di "spedizioni" della troika abbiamo scritto praticamente ogni settimana in merito alla Grecia, ma anche alla Spagna e al Portogallo. Senza grosso clamore mediatico, ora, è la volta di una nuova tornata di "controlli". E questa volta riguardano l'Italia. Il Fondo Monetario Internazionale è a Roma, e i suoi emissari si muovono tra il Tesoro, la Banca d'Italia, Palazzo Chigi e varie authority di vigilanza. Passano in rassegna i nostri compiti, come gli ispettori del Ministero dell'Istruzione di volta in volta nelle scuole pubbliche. Solo che questa volta si parla in lingua anglofona, cioè straniera.
Il Ribelle
Ci apriamo al nemico insomma. O meglio, ci lasciamo invadere, occupare e controllare da chi di fatto è all'origine della crisi nella quale siamo. L'Fmi viene a verificare che dopo i proclami di Letta, in merito a Imu, Iva e Lavoro, in ogni caso non si sgarri da quanto a suo tempo prescritto. E noi non solo li facciamo entrare, ma gli stendiamo il tappeto rosso dinnanzi a ogni passo.
Il punto di attualità, al centro di questo viaggio d'ispezione dell'Fmi, è chiaro: vuole vedere da dove prendiamo la copertura per le manovrine rilanciate dal Governo Letta. Anche gli italiani vorrebbero saperlo, ma mentre noi ce ne stiamo calmi ad aspettare Godot, l'Fmi invece non perde tempo, pretende di vedere i libri contabili e ci fa le pulci.