24 dicembre 2012

LA COCACOLA PROVOCA IL CANCRO

Divieto di vendita in Bolivia e modifica obbligatoria in California ASPARTAME E CANCRO...
Alcuni studi dimostrano che l’aspartame produce formaldeide e può provocare linfomi di leucemia. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare intanto loda l’Aspartame. E noi, chi ci difende? La California ha dichiarato cancerogeno un elemento del colorante.
Di Francesco Tamburini
Coca-Cola cambia colore per evitare l’obbligo di segnalare elementi cancerogeni all’interno delle lattine. La California ha infatti aggiunto l’anno scorso il composto 4-methylimidazole, presente nel colorante utilizzato dalla società, alla lista delle sostanze che rischiano di provocare il cancro. Coca-Cola ha modificato così la formula segreta, riducendo la presenza del composto incriminato e modificando leggermente il colore della bevanda. L’intervento della corporation è avvenuto anche in seguito alle pressioni dell’associazione a tutela dei consumatori Center for Science in the Public Interest, che ha avviato una petizione rivolta alla Food and Drug Administration per vietare alcuni coloranti presenti nelle lattine di Coca-Cola e Pepsi. Ma l’agenzia federale non è d’accordo. “E’ importante sapere che una persona dovrebbe bere oltre mille lattine al giorno per raggiungere il livello cancerogeno segnalato nelle ricerche”. E’ della stessa opinione l’American Beverage Association, che ha avvertito: “Sono accuse scandalose, la scienza non dimostra che il composto 4-methylimidazole è dannoso alla salute”.
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22 dicembre 2012

LA DOPPIA MORALE DEI "DIRITTI UMANI"

In molti, nelle ultime ore, si stanno domandando provocatoriamente se siano più democratici i governi dei Paesi che si dicono democratici per principio, oppure i governi dei Paesi oggi ritenuti parzialmente o totalmente al di fuori della democrazia. Le manifestazioni di piazza che stanno andando in scena in moltissime città del continente europeo, mostrano per l’ennesima volta che la violenza dello Stato in Occidente esiste ancora. Quanto giunge direttamente dalle piazze di Torino, Roma, Madrid, Lisbona e Atene è non solo l’evidente indice che le classi subalterne dei cosiddetti PIGS non accettano le politiche antipopolari di austerità e di predazione della ricchezza nazionale nel nome della stabilizzazione finanziaria e della rassicurazione dei cosiddetti “mercati”, ma anche la dimostrazione dell’inconsistenza sostanziale della retorica utilizzata da quasi tutte le classi dirigenti di quei Paesi che da sessant’anni cercano di distinguersi nello scenario internazionale in funzione del principio della presunta superiorità occidentale, per quanto concerne la democrazia e i diritti della persona. 
Stato & Potenza 

Ma la democrazia, in realtà, non esiste e non è mai esistita, per lo meno nei termini in cui questa viene posta all’interno della società occidentale dai politici e dagli intellettuali di punta. Ogni potere costituito nasce su basi di violenza (guerre civili) e si impone attraverso una progressiva costruzione normativa che regolarizzi il proprio impianto istituzionale, abituando la popolazione a considerarne inviolabili i principi secondo parametri più o meno corrispondenti alle necessità sociali. Questo non significa che i “diritti” siano una semplice invenzione giuridica ma che la loro espressione politica sia, di volta in volta, la risultante di precisi rapporti di forza e dell’evoluzione sociale ed economica del pianeta.
Quando i nostri politici o i nostri giornali hanno la presunzione di considerare questa parte del mondo come la “migliore possibile”, la “più libera” e la “più equa” non va dimenticato che la società occidentale nasce come prodotto della rivoluzione industriale e dell’ordine coloniale, e che il primato tecnologico acquisito negli ultimi duecento anni è pur sempre un dato relativo e temporaneo.

21 dicembre 2012

LA SOCIETA' SENZA CONTANTI E' ALLE PORTE E CON DELLE MACABRE IMPLICAZIONI

Nella lunga lista di soggetti riuniti da venditori di realtà prestabilite sotto lo slogan “teorie cospiratorie”, si trova un mondo senza contanti – dove i tecnocrati regnano sulla plebe, e tutto è scambiato via plastica e chip RFID. In questa sterile e controllata società Hi-Tech Orwelliana, l’idea del cash scambiato da mano a mano sarebbe arcaica come l’idea di andare in giro oggigiorno con dei tally sticks (preistorici bastoni da conteggio).
Però, nonostante l’incredibile espansione delle transazioni con carta di credito o di debito nel mondo economico e il boom dell’internet shopping, in pochi ammetterebbero in tranquillità che una società senza contanti incombe su di noi. E’ un naturale diniego di molti alimentato dall’idea che la nostra società sia in effetti in rotta di collisione con una sorta di futuro impersonale distopico come quello dipinto nel classico sci-fi anni ’70 ‘Logan’s Run’ [La Fuga Di Logan] (1).

Il denaro “cashless” (privo di contanti) è qui, e in rapida crescita.
Negli anni, analisti e commentatori son sembrati d’accordo sul fatto che una società senza contanti si sarebbe infiltrata lentamente, e si sarebbe assestata da sé semplicemente in virtù del volume di transazioni elettroniche che avrebbero reso gradualmente il contante meno disponibile e più costoso da redimere e scambiare. In gran parte ciò è ancora vero. Tuttavia quello su cui contavano in pochi, era il come e il perché ci sarebbe stata la spinta finale. Certi saranno sorpresi da questi nuovi meccanismi emergenti, e dalle loro macabre conseguenze politiche.

20 dicembre 2012

PERCHE' IL DEBITO PUBBLICO CON MONTI E' AUMENTATO?

Da più di un anno si è affermata la vulgata secondo cui l'aumento del debito pubblico porta alla crescita degli interessi sul debito pubblico e dello spread, il differenziale con i tassi tedeschi. A questo concetto è connessa l'idea che una politica di rigore, riconducendo sotto controllo il debito, può ridurre spread e interessi. Il Presidente Napolitano, proprio allo scopo di risolvere la situazione di crescita del debito e salvare l'Italia dall'insolvenza e dal baratro, ha nominato Monti che ha applicato una politica di rigore. 
Di Domenico Moro 
Resistenze
Ora, però, a distanza di una anno dal suo insediamento accade una cosa strana: il debito pubblico è aumentato ancora. E di molto: la soglia psicologica dei 2mila miliardi è stata sfondata, raggiungendo i 2.014.693 miliardi di euro. La cosa più bizzarra, però, è che nell'anno montiano, tra novembre 2011 e ottobre 2012, il debito è aumentato del 5,3%, mentre tra novembre 2010 e ottobre 2011, Berlusconi presidente, il debito era cresciuto del solo 2%. In assoluto con Monti il debito è aumentato di quasi 102 miliardi, mentre nell'anno precedente l'aumento fu di 38 miliardi.

Altro fenomeno, apparentemente inspiegabile secondo la logica imperante, è il fatto che lo spread sia diminuito.

LA GRECIA SULL’ORLO DELLA GUERRA CIVILE

“Mi chiedo quanto ancora potrà sopportare questa società prima di esplodere” ha detto Georg Pieper, uno psicoterapista tedesco specializzato nella cura dei disordini post-traumatici a seguito di catastrofi, grandi incidenti (incluso quello tremendo verificatosi in Germania), atti di violenza, sequestri di persona; questa volta, però, parlava della Grecia. Aveva trascorso diversi giorni ad Atene, dando gratis dei corsi in terapie post-traumatiche a psicologi, psichiatri e medici, essendo questo un paese in profonda crisi. Era accompagnato da Melanie Mühl, giornalista del quotidiano Frankfurter Allgemeine. E nel suo rapporto (1), la Muhl denuncia il modo in cui la crisi greca è stata descritta ai “consumatori di notizie” in Germania.

Non era che “una lontana minaccia che si profilava all’orizzonte”, definita in termini poco comprensibili, come stretta bancaria, taglio di spese, buchi di miliardi di euro, cattiva gestione, Troike, rifinanziamento di debiti… "Invece di riuscire a comprendere qual è il contesto generale, non vediamo altro che la faccia scura di Angela Merkel che sbuca dalle limousine nere a Berlino, Bruxelles ed altre città, avanti e indietro tra un summit e l’altro, dove si sta elaborando, pezzo dopo pezzo, la grande “manovra di salvataggio” della Grecia e dell’Europa". (Si legga anche: La Maledizione dell’Euro “Irreversibile”). (2)

19 dicembre 2012

PERCHE' GLI STATI UNITI CERCANO DI DISARMARE LA POPOLAZIONE?

Questo articolo non vuole essere un incitamento alla violenza o alla guerra, è semplicemente un’analisi su ciò che è accaduto in America dopo le recenti tragedie. Dopo l’ennesima sparatoria in una scuola sempre più americani protestano e manifestano per togliere alla popolazione la possibilità di acquistare armi da fuoco. A molti, anche al sottoscritto, potrebbe sembrare una cosa sensata, giusta, socialmente utile.
Ma perchè l’America spinge per il disarmo della popolazione?

LA GABBANELLA E LA SFIGA DEI MAYA

Nei prossimi due mesi, sorbiti gli effetti del natale&capodanno, si scatenerà una bagarre elettorale da memoriale storico. In sostanza vi sono due partiti Monti e Grillo. O forse meglio ancora: Grillo contro Tutti (che si nascondono dietro Monti). Il vituperato Berlusconi si è fatto sotto, consigliato da chi e perché resta un mistero, perché probabilmente sa benissimo che corre verso la debacle.

Vuole concludere la sua ‘carriera’ di ricchi premi e cotillons con una sonora batosta? Infatti, pare averci ripensato; ma cosa voglia, non si comprende. Invece ciò che si comprende è che partendo così si gioca le ultime carte. Sarà colpa di Flavio Briatore? Il tipico esempio di ‘grande imprenditorialità italiana’. Che poi cosa riguardi la sua imprenditorialità, non si sa bene, ma nell’Itaglietta dei lacchè e delle puttane, è meglio continuare a non saperlo. In compenso, a tenere alto il morale a Silviolo I° Berluskaiser di Brianza, ci pensano i tanti cialtroni e buffoni che aveva assunto nel suo partito-azienda: bimbaminkia Meloni, pensionato Fede e Samorì-chì? che non combineranno nulla, sperabilmente, ma in compenso le loro spese inutili faranno la felicità natalizia della nobile categoria dei tipografi e stampatori. Sì, ci sarà qualcuno che, nel natale 2012, vedrà accrescersi il reddito.

18 dicembre 2012

XENOFOBIA E NAZIONALISMO: UN MURO AL CONFINE TRA GRECIA E TURCHIA

E' finito il primo tratto di un muro di cemento e filo spinato che dividerà presto la Grecia dalla Turchia. Un muro contro gli immigrati. O forse anche una 'protezione' dalla sempre più potente Turchia?
Di Luca Fiore

Contropiano
Sembra incredibile che un paese che non ha i soldi per pagare le medicine ai pazienti assistiti dal suo sistema sanitario pubblico – perché li ha regalati alle banche – stia spendendo milioni di euro per costruire un muro al confine con la Turchia. Ma è proprio così. Ieri media ed esponenti politici di Atene hanno annunciato in pompa magna che è stata ultimata la costruzione del primo tratto della barriera di fossati e di filo spinato lungo 10,3 km e del costo di oltre tre milioni di euro che farà parte di una vera e propria muraglia anti-immigranti eretta sul confine greco-turco lungo il fiume Evros. La costruzione della barriera, alta quattro metri, e la presenza sul posto di 2.000 agenti di polizia “hanno già contribuito notevolmente alla riduzione dell'ingresso di clandestini provenienti dalla Turchia”. Almeno così dice il governo tripartito composto da socialisti, conservatori ed ex sinistra radicale. Che sorvola sul fatto che, negli ultimi mesi, sono state decine di migliaia gli immigrati fuggiti dal paese per paura delle continue aggressioni da parte dei neonazisti di Alba Dorata, o della polizia.

LA PIU' GRAVE VIOLAZIONE DELLA SOVRANITA' NAZIONALE

Urla di giubilo si sono levate al lieto annuncio: l’Unione Bancaria Europea è finalmente cosa fatta. Dopo 17 ore di parto, lo strumento – l’ultimo di una lunga serie – miracoloso che contribuirà a scacciare la crisi è stato partorito a Bruxelles. “Si tratta di un passo fondamentale per bloccare la spirale dei debiti”, ha annunciato entusiasta Van Rompuy, seguito a ruota dalla Merkel, secondo la quale si tratta di “un accordo dal valore inestimabile”.
Di Valerio Valentini

Byoblu.com
In realtà quello che è stato approvato dall’Ecofin è soltanto il primo, e più basilare, passo verso una reale unione bancaria. E a frenare gli entusiasmi non siamo solo noi, populisti e nazionalisti, ma addirittura Wolfgang Schauble, il ministro dell’economia tedesco. Il quale, evidentemente senza prima avvisare il capo del suo stesso governo, ha affermato al termine delle riunioni: 

“Ancora una volta abbiamo creato intorno a noi aspettative che non potremo soddisfare, e questo è pericolosissimo”.
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17 dicembre 2012

IL NOBEL PER LA PACE ALL'€URO

Ieri, Van Rompuy, Barroso e Schulz, rispettivamente il presidente del Consiglio europeo, il presidente della Commissione Europea e il presidente del Parlamento europeo, hanno ricevute per conto dell'Unione Europea, il Nobel per la Pace dal Primo Ministro norvegese. Curiosamente, la Norvegia, il paese che conferito il premio non appartiene all'UE, ma va bene. Ha colpito anche l'assenza di sei capi di governo dei 27, tra cui quella significativa di David Cameron, primo ministro britannico.
Di Gorka Larrabeiti
 
Il discorso congiunto di Van Rompuy e Barroso era intitolato: "Dalla pace alla guerra: Una storia europea". Van Rompuy ha sottolineato che l'idea di Europa, ha sviluppato un' "arte del compromesso", Barroso, da parte sua, ha rilasciato due dichiarazioni utili da raccogliere: "[L'UE] è un nuovo ordine giuridico, che non si basa sul rapporto di forza tra le nazioni, ma sul libero consenso degli Stati di condividere la sovranità". E un po' più tardi, parlando della necessità di un'Unione più grande, rivela una chiave di lettura importante dell'atto: "Oggi uno dei simboli più evidenti della nostra unione è nelle mani di tutti. E' l'euro, la moneta della nostra Unione Europea". Già, l'euro. L'Euro e il suo salvataggio, grande mito magistralmente rivelato da Escif.

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15 dicembre 2012

ECCO PERCHE' L'ITALIA USCIRA' DALL'€URO

Le elezioni prossime e il nostro futuro visto da un economista inglese

Di Ambrose Evans-Pritchard*

L'opposizione della Cgil al governo Monti
Un aglosassone fuori dal coro. Mentre Financial Times e Wall Street Journal, hanno fatto un endorsement per un Monti-Bis, Evans-Pritchard la pensa all'opposto, spiegando perché l'Italia dovrebbe applicare una terapia opposta a quella suicida di Monti.
In termini pro capite l'Italia è una nazione più ricca della Germania , con circa 9 trilioni (9mila miliardi) di ricchezza privata. Ha il più grande avanzo primario di bilancio del blocco G7. Il suo debito combinato pubblico e privato ammonta al 265% del PIL, inferiore a quello in Francia, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone.
Per l'indice del Fondo monetario internazionale il punteggio dell'Italia è il migliore per "sostenibilità a lungo termine del debito" tra i principali paesi industrializzati, proprio perché, sotto Berlusconi, ha riformato per tempo la struttura del sistema pensionistico. «Hanno un vivace settore delle esportazioni, e un avanzo primario. Se c'è un paese dell'eurozona che potrebbe trarre beneficio dall'abbandonare l'euro e ripristinare la competitività, è ovviamente l'Italia», ha detto Andrew Roberts di RBS.
«I numeri parlano da soli. Pensiamo che nel 2013, non si tratterà di sapere quali paesi saranno costretti a lasciare l'euro, ma chi sceglierà di andarsene». 

14 dicembre 2012

L'importanza di Chávez

Terminata positivamente l'operazione chirurgica durata 6 ore
Di Tito Pulsinelli 
Selvas blog
Perchè le elites finanziarie lo detestano tanto? E' lo statista che ha anticipato di un decennio il cammino per mettere a salvo il suo Paese. Ha rimesso all'ordine del giorno valori come la sovranità, preliminare per recidere gli artigli con cui l'oligarchia finanziaria si appropriò delle risorse strategiche di tutti venezuelani. Nel 1989,  il Venezuela ebbe la sventura di subire l'equivalente dell'assalto frontale di cui è vittima oggi l'Europa meridionale. 
La depredazione era motivata dalle medesime ideologie onnivore, confiscatorie, finalizzate a trasferire a "controllori esterni" beni, risorse, autonomia e poteri istituzionali, propri delle nazioni e delle democrazie.
Chávez è il prodotto della sintesi tra le sollevazioni popolari spontanee del febbraio del 1989, dilagate in tutte le principali città venezuelane -debellate con il fuoco delle armi dal governo-protesi del FMI e USA- e la ribellione del 1992 di quei militari utilizzati come cecchini contro i cittadini. Altro che golpe! Presero il controllo pieno delle cinque maggiori regioni, con la partecipazione di almeno 8000 soldati. Il movimento bolivariano è la ricomposizione della forza tellurica dei saccheggi, della sommossa popolare e della ribellione organizzata dei sottufficiali. In esso confluiscono le energie dell'equità sociale e quelle della sovranità,

13 dicembre 2012

LA DITTATURA DELLO SPREAD E IL PROGRAMMA DELLA SHOCK ECONOMY IN ITALIA

Ieri è stata una giornata di fibrillazione e passione in Italia: tutti gli occhi degli analisti, degli opinionisti e degli organi di informazione erano puntati sull’andamento dello spread, che dopo essere sceso nei giorni scorsi intorno ai 300 punti base, è risalito sopra quota 350 punti base. L’indice di Piazza Affari è crollato di -2,21%. I titoli bancari sono andati a picco. L’Italia si è avvicinata di nuovo pericolosamente al cosiddetto baratro. Visi preoccupati dappertutto, catastrofismo a fiotti, paura sparsa a piene mani e raffiche di dati allarmanti. Persino il Vaticano ha ritenuto opportuno pronunciarsi, per bocca del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Bagnasco: “La casa brucia. Irresponsabile chi pensa a sé. Non si possono mandare in malora i sacrifici di un anno. Monti? Errore non avvalersene in futuro”.  
Di Piero Valerio
 
Ma cosa è accaduto di così straordinariamente minaccioso per l’Italia? Come mai la propaganda di regime italiana si è mossa all’unisono con tanta aggressività e compattezza? E’ accaduto un fatto normalissimo. Uno dei partiti di maggioranza, il PDL, che appoggiava il governo dei banchieri guidato da Monti ha avuto l’insolenza di dire la verità: tutti i dati economici, dal PIL, all’occupazione, alla produzione industriale, ai consumi, ai risparmi, al debito pubblico, alla pressione fiscale sono peggiorati dopo un anno di governo Monti, e quindi il PDL ha preferito non garantire più il suo sostegno incondizionato. Cosa c’è di tanto strano in tutto questo?

12 dicembre 2012

E IL NOSTRO SAREBBE "NAZIONALISMO"?

Le parole d'ordine sono "no ai populismi", "no ai nuovi nazionalismi". Lo ripetono tutti, a pappagallo, dal presidente del Consiglio uscente al Pd, fino a tutti i Pigi Battista dell'italica carta inchiostrata. Chiamano populismo e nazionalismo tutto ciò che non rientra nei loro piani, nel loro diktat di progressivo impoverimento e di spillaggio della sovranità. L'asse PD-SPD, la nuova "internazionale" del "Ce lo chiede l'Europa", non ha dubbi e agisce in modo fascista sulle idee diverse. Cominciamo allora a mettere i puntini sulle "i". Non è l'Europa che ce lo chiede: ce lo chiedono loro. 

Il che non suona esattamente allo stesso modo, right? L'Europa non esiste, dunque non ha un pensiero, un volto, e soprattutto non parla. Facendola assurgere a divinità, a oracolo che si esprime attraverso teoremi e parametri (e si è visto come li stabiliscono), si tenta di annichilire ogni obiezione, ogni possibilità di critica, esattamente come nessun fedele contesterebbe un messaggio spirituale ricevuto dalla Madonna in persona e pervenuto attraverso le labbra di una veggente.

THOMAS SANKARA, IL PRESIDENTE DEL FUTURO

IO NON SONO EUROPEO (E MAI LO SARO')

Suddetta frase farà storcere il naso a molta molta gente, ne sono sicuro ma non mi importa, anzi, mi rivolgo soprattutto a coloro i quali vedono nella bandiera blu con le stelline la salvezza dei nostri mali. Lotta di classe internazionale, unione di popoli, moneta forte,unico modo per mettersi a confronto con le altre potenze mondiali (ed altri mantra dei salottini tv), perdonate la mia volgarità, sono solo e soltanto cazzate.
Siete stati ingannati dalla stampa, dalla tv e persino dalla scuola che ha indottrinato in tempi non sospetti futuri uomini che credono in qualcosa di estremamente sbagliato.
L'europa è stata voluta da esseri che bramavano il potere e il dominio, massoni in un sol termine. Chi progetta nell'ombra desidera il successo personale a scapito della collettività, se cosi non fosse esporrebbe i propri progetti alla luce del sole. Se questa unione fosse cosa buona e giusta perchè non spiegarci nel dettaglio cos'è?

11 dicembre 2012

IL TRAGICO RITORNO DELLA CROCE UNCINATA SUL TRONO D’EUROPA

Se gli italiani non si desteranno immediatamente dal cupo torpore che li paralizza, il sofisticato piano di sterminio neo-nazista in atto trionferà definitivamente spargendo miseria e dolore per i prossimi cento anni. La democrazia è già di fatto svuotata. Se i candidati, belli o brutti che siano, non sono graditi alla speculazione finanziaria internazionale, parte subito il ricatto dello spread. I mostri governano con la paura. Milionari a pancia piena e senza scrupoli che chiedono impunemente sacrifici a pensionati al minimo, a disoccupati invecchiati, a famiglie al collasso. I nostri leader la credibilità in Europa se la giocano sul sangue degli ultimi. Per essere riconosciuti dall’Europa che conta bisogna dare prova di avere gettato nella disperazione un buon numero di allocchi pronti a difendere “l’onorabilità” dell’Italia.
Il Moralista

 
Viviamo all’interno di un contesto socio-culturale palesemente mafioso. I boss di stanza a Bruxelles osservano imperturbabili i picciotti di periferia pronti a scalare la gerarchia criminale a suon di manovre recessive e “fucilazioni” mirate. La scala dei valori è invertita. Chi lavora per il benessere sociale del proprio popolo è un “irresponsabile”, “un pericolo per i mercati”, “un populista demagogo”.

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10 dicembre 2012

L'U€ E' ILLEGALE E ANTIDEMOCRATICA

Due autorevoli voci si sono nuovamente levate a denunciare l'illegalità e il carattere antidemocratico dell'Unione Europea: il prof. Karl Albert Schachtschneider in Germania e il prof. Giuseppe Guarino in Italia. Guarino ha denunciato non solo la dannosità del Fiscal Compact, ma anche la sua inapplicabilità. La denuncia dell'illustre giurista, anticipata in occasione della conferenza internazionale dello Schiller Institute e pubblicata successivamente su Milano Finanza del 28 novembre, "ha subito generato moltissime reazioni in ambito accademico e in Senato", dove si è discussa la legge di Stabilità, scrive il quotidiano milanese.
Movisol

 
Nell'articolo, che riassume uno scritto più corposo, Guarino dimostra che la Commissione Europea e non la Germania è stata la forza trainante dietro tutte le iniziative e le leggi di pareggio di bilancio, e che il regime imposto dal Fiscal Pact è inapplicabile. Viene sottolineato il fatto incontrovertibile che lo stesso Trattato del Fiscal Compact stabilisce (Art. 2,1 e 2) che "il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati su cui si fonda l'Unione europea e con il diritto dell'Unione europea". Poiché il diritto vigente dell'UE è l'Art. 126 del Trattato di Lisbona, che stabilisce la legittimità del deficit al 3%, la regola del Fiscal Compact non è applicabile.

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BERLUSKATOR

A questo punto inizio provare simpatia per lui. Avevamo appena finito di seppellirlo, e lui già si ripresenta con lo stesso entusiasmo di un ragazzino che si affaccia per la prima volta sulla scena politica, convinto di poter cambiare il mondo solo perché lui ha capito tutto della vita. A questo punto non importa più chi c'è dietro e chi c'è davanti, chi c'è sotto e chi c'è sopra, con chi finirà per allearsi e chi invece farà combutta contro di lui: tutta quella è politica, la solita vecchia politica inutile che finirà nel solito vecchio modo inutile.

Ma a questo punto qui c'è l'uomo che prevale su tutto. Qui c'è un uomo che ha saputo capire la profonda natura degli italiani, ed ha saputo approfittarne proprio per il fatto di essere italiano come loro.

Una cosa è dire "gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, me ne vado da questo paese dei fichi secchi", detto con la evve moscia mentre ci si sistema l'orologio d'oro sul polsino della camicia. Un'altra è dire"gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, adesso me li inchiappetto tutti perchè sono fatti esattamente come me."

« I Palestinesi sono solo degli animali che camminano su due gambe »

"Qui lo affermo, sono a mala pena uomini!"
Quando, nel 1982, Menahem Begin pronunciò queste atroci parole alla Knesset, il parlamento di Israele, i suoi colleghi deputati calorosamente applaudirono alla perspicacia del suo giudizio. Non era il primo, anzi era in larga compagnia, a dimostrare il suo disprezzo per gli esseri umani originari dei paesi conquistati. Era già una buona cinquantina d’anni che i dirigenti sionisti consideravano i Palestinesi come dei “subumani”. Chaim Weizmann, primo presidente di Israele, non aveva esitato, per esempio, a dichiarare:
“I Britannici ci hanno detto che qui ci sono centinaia di migliaia di negri privi di qualsiasi principio e valore”
Yizhak Shamir, da primo ministro, allo stesso modo proclamava la sua più alta considerazione dell’essere umano: “I Palestinesi saranno schiacciati come cavallette ... le loro teste mandate in frantumi contro i massi e i muri!”
Dal canto suo, già dieci anni fa, Ehud Barak metteva in guardia la popolazione israeliana che “I Palestinesi sono come i coccodrilli, più dài loro carne, più costoro ne vogliono” (Jerusalem Post del 30/8/2000)

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09 dicembre 2012

Finanz-capitalismo e geopolitica

I centomila greci che avevano occupato piazza Syntagma davanti al Parlamento non sono riusciti ad impedire l’approvazione dell’ennesima manovra “lacrime e sangue” imposta alla Grecia dalla cosiddetta “troika” (Ue, Bce e Fmi). Si tratta di un pacchetto di misure di austerità che, in cambio di 31,5 miliardi di euro, «abolisce tutti i bonus extra per pensionati e dipendenti statali, introduce nuovi tagli sino al 25% alle pensioni e allo stesso tempo riduce sino al 27% i cosiddetti “stipendi speciali” (polizia, magistratura, forze armate, personale medico degli ospedali statali, docenti universitari, diplomatici) fino al 27%, mentre spiana la strada per il licenziamento di 2.000 statali e l’abolizione della previdenza sociale fornita dallo Stato»(1). 
Stato&Potenza 
 
Come possa il piccolo Paese europeo imboccare la strada del risanamento e della crescita sprofondando nell’abisso della recessione e della miseria non si riesce a capire. Ma quello che più stupisce è che ancora non ci si renda conto che si è in presenza non di una crisi congiunturale, bensì strutturale, tanto che forse non si può neppure definire ciclica se ci si riferisce a Paesi che corrono seriamente il rischio di vedere scomparire il proprio apparato produttivo e con esso qualunque forma di sovranità.

07 dicembre 2012

€UROPA VERSO LA DEPRESSIONE ECONOMICA

L'Europa non si sta dirigendo solo verso un'altra recessione. La verità è che l'Europa si sta dirigendo verso una devastante depressione. L'economia dell'UE è in realtà più grande dell'economia degli Stati Uniti, e sta crollando davanti ai nostri occhi. Le cose continuano a peggiorare in Europa, eppure in qualche modo le autorità europee continuano ad insistere sul fatto che tutto andrà "bene". Beh, niente va "bene" in Europa in questo momento. La disoccupazione nella zona euro ha appena raggiunto un altro nuovo livello record. In alcune nazioni d'Europa, il tasso di disoccupazione è già nettamente superiore a qualsiasi cosa gli Stati Uniti abbiano sperimentato durante la Grande Depressione del 1930. 

I funzionari in tutta Europa stanno cercando di tenere insieme il sistema finanziario europeo con del nastro adesivo e la preghiera, ma potrebbe cadere a pezzi da un momento all'altro. L'Europa ha un sistema bancario molto più grande di quello degli Stati Uniti, per cui quando si verificherà un crollo finanziario in Europa, interesserà l'intero globo. Purtroppo, la maggior parte degli americani non prestano molta attenzione a gran parte di tutto quello che sta accadendo in Europa. Tendono a pensare che gli Stati Uniti sono il centro dell'universo e che fino a quando staremo bene  noi tutto andrà bene. Beh, tutte quelle persone che non stanno prestando attenzione devono svegliarsi. Tanto per cominciare, l'economia degli Stati Uniti è sicuramente in declino.

06 dicembre 2012

TORNARE AD ESSERE BUONI

Dopo l'11 09 2001 (autoattentato o no) nei media cambia qualcosa, si passa dallo sfoggio dell'assoluta libertà e spensieratezza all'oscurantismo dei costumi dove un tripudio di luoghi comuni bombarderanno la mente di miliardi di cittadini ; la paura del diverso, il timore delle armi di distruzione di massa fanno accettare alla gente la perdita della privacy fino a creare il grande fratello orwelliano che tutti noi viviamo quotidianamente.
 
Il 2008, natale della recessione sistemica programmata globale, preannuncia anni difficili da digerire per le fasce deboli della società ; la stampa ripeterà come un mantra la dottrina del contenimento dei costi, dell'abbattimento delle tutele lavorative e dell'insostenibilità della previdenza sociale (quest'ultimo elemento è molto ma molto gradito ai big della finanza speculatrice & scommettitrice delle altrui esistenze).

Come una macchia d'olio si espande nelle "eSSoteriche" menti il think tank dell'economia non più serva dell'essere umano ma dell'esatto opposto, ovvero, si pone come unico obiettivo il riparare errori (commessi da altri) anche a costo di sacrificare il proprio prossimo.
Ai più potrà sembrare strana o errata la mia ultima tesi ed a Voi farò una domanda:

04 dicembre 2012

OLANDA: « Chi vuole lasci l'€uro »

Il governo olandese vuole consentire l’abbandono dell’euro ai paesi in crisi con le regole dell’unione monetaria ed economica. Una svolta annunciata da un’intervista del premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte, a “Süddeutsche Zeitung” e “Financial Times”, la prima effettuata dal leader dei liberali dopo la formazione del nuovo governo. L’esecutivo olandese, scrive il blog di Gad Lerner, si è contraddistinto finora per essere uno dei più fedeli alleati di Angela Merkel nella difesa dell’austerity come politica economica per risolvere la crisi dei debiti sovrani. E nonostante il recente cambio di maggioranza – al posto del centrodestra ora i Paesi Bassi sono governati da un’alleanza tra liberali e sinistra riformista – questa posizione non cambierà, almeno secondo Rutte. I paesi dell’eurozona che sono in difficoltà con i programmi di austerità però potrebbero lasciare la moneta unica, se lo volessero.
LibreIdee

 
Introdurre una “clausola di rescissione” nel Trattato di Maastricht, che in realtà vincola in eterno gli euro-ostaggi? La possibilità di creare una via d’uscita dall’euro, secondo Lerner, è la proposta più importante dell’intervista del premier olandese, che ha chiesto una modifica dei trattati europei al fine di consentire questa facoltà. 

« Un’idea che pare fatta su misura per rendere meno traumatico l’addio alla Grecia, visto che i governi del “fronte del rigore” – Germania, Paesi Bassi e Finlandia – sono consapevoli che un taglio del debito produrrà una ricaduta negativa sui loro conti pubblici, visti i crediti concessi ad Atene ».
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NO A QUESTA €UROPA!

Vi è una diffusa percezione che la crisi economica e finanziaria nell'Unione europea (UE) in generale, e della zona euro, in particolare, stanno mostrando la necessità di avere "più Europa", espressione ampiamente utilizzata in ambienti politici e mediatici di diversa sensibilità politica per definire la necessità di un sistema federale in cui l'UE avrebbe alcune analogie con il governo federale degli Stati Uniti (USA). La cancelliera tedesca, la signora Merkel, riluttante a tale possibilità in passato, ha cambiato idea ed è in prima linea nella creazione di un governo europeo che abbia un carattere federale. 
Di Vicenç Navarro  

Conseguenza di questa posizione è che il governo Merkel ha spinto perché gli Stati membri dell'UE approvino nelle loro Costituzioni il Patto Fiscale (formalmente conosciuto come Trattato sulla Stabilità, Coordinamento e Governance nell'Unione Economica e Monetaria) in base al quale gli Stati non potrebbero avere un disavanzo strutturale superiore allo 0,5% del PIL. Il Patto di Stabilità e Crescita sollecita gli Stati ad avere un deficit pubblico inferiore al 3% del PIL. Tale Patto Fiscale va oltre ed è un enorme, ripeto, un enorme attacco al settore pubblico di qualunque Stato

03 dicembre 2012

VERRANNO A PRENDERCI CON LA FORZA

Il Rapimento di Europa
Mercoledì la Commissione Europea ha pubblicato un lungo rapporto in cui ha dichiarato il totale fallimento delle politiche economiche comunitarie: l’Europa non è stata in grado di reagire con coerenza alla crisi, ha lasciato che banche e finanza facessero i loro comodi ed ha permesso che alcuni Paesi guadagnassero sulla pelle di altri Paesi. Perché mai la Commissione Europea si è lanciata in quest’accorata ammissione di colpa? La motivazione appare subito chiara, sfogliando il rapporto: l’incapacità di reagire alla crisi viene imputata alla “mancanza di organismi direttivi al livello europeo” che possano agire indipendentemente dalle “decisioni prese a livello nazionale” e “sulla base di interessi esclusivamente nazionali”. Se siamo alla canna del gas, insomma, è perché l’Europa è ancora eccessivamente debole rispetto ai vari governi nazionali, che costituiscono un ostacolo all’attuazione delle politiche di Bruxelles. L’unica soluzione, dunque, è che a prendere le decisioni in tema di economia e bilanci non siano più i parlamenti, ma direttamente loro. Quelli che hanno appena ammesso di avere fallito. 

DIGITALE? NO, GRAZIE

Da qualche giorno sul web gira un articolo apparentemente innocuo e ottimista ma che nasconde delle previsioni tutt'altro che positive...Si parla di un crollo della moneta unica e successivamente di una nuova Lira, nuova in quanto digitale. Molti subito obietteranno : "cosa c'è di strano?" A loro io rispondo : non solo è un qualcosa di "strano" ma di decisamente pericoloso!
Mi spiego : fin da tempi non sospetti l'uso della moneta digitale viene sponsorizzato come status simbol mentre l'uso del contante viene etichettato come metodo antiquato, rischioso per un eventuale furto, anti - igienico ed infine "sospetto" in quanto si associa la moneta fisica ad evasione fiscale - riciclaggio ecc.
Un individuo senza denaro è scollegato dalla società e non può assolutamente far parte di essa dato che un semplice strumento di scambio come la moneta è diventato una vera e propria merce.
Nel mondo occidentale la privatizzazione dell'emissione monetaria rende il 99% della popolazione succube del potere bancario ormai insediatosi nei punti nevralgici dei massimi sistemi governativi, un potere che può spostare (meglio dire "prestare") con un click miliardi in qualsiasi parte del mondo appropriandosi della patria potestà delle masse ignoranti.

02 dicembre 2012

ARAFAT UCCISO CON POLONIO 210?

Nei giorni scorsi è stata riesumata la salma di Yasser Arafat, per permettere ad un gruppo di esperti internazionali (francesi, svizzeri e russi) il prelievo di alcuni campioni biologici sui quali svolgere una serie di esami molto particolari. Si sospetta infatti che Arafat non sia morto per cause naturali, ma sia stato in qualche modo "avvelenato" - dagli israeliani, si presume - per liberarsi una volta per tutte di questo ingombrante personaggio politico.
Ufficialmente, Arafat è morto per le conseguenze di una "coagulazione intravascolare disseminata", o DIC, una grave patologia del sangue che risulta quasi sempre letale. Arafat aveva iniziato a sentirsi male dopo aver consumato la sua cena, la sera del 12 ottobre 2004, all'interno della sua residenza di Ramallah, dove gli israeliani lo avevano tenuto prigioniero per oltre tre anni. Nelle settimane seguenti Arafat continuava a vomitare, aveva forti dolori addominali e diarrea, senza però avere febbre. Ma i dottori palestinesi, egiziani e giordani che lo visitarono non riuscirono a scoprire la causa del suo male. [...]