27 dicembre 2011

AFFAIRE MORO E IL NODO MARKEVITCH/CAETANI

Una premessa
Il lungo viaggio sulla strada della verità procede sempre a tentoni e con pause e inevitabili cedimenti ed errori che ognuno di noi, umanamente soggetto alla possibilità di errare, può incorrere.
Come ogni scritto che si rispetti – in tema di vicende che hanno molto a che fare con le lotte di potere, i misteri più nascosti e i crimini di alto bordo – non pretende di contenere la verità e neanche quelle chiavi interpretative per afferrare in maniera definitive la verità in tutte le sue complesse sfaccettature. 
Chi scrive – umano, troppo e dannatamente umano – cerca di offrire una sua interpretazione per quanto parziale e suscettibile di rilievi e discussioni al lettore che voglia cimentarsi con la materia. Soprattutto il sottoscritto vorrebbe offrire un contributo in termini di informazione e metterlo a disposizione del lettore perché possa giudicare e, con le sue forze e le sue capacità intellettive, procedere per conto suo nell’approfondimento. Mi prostro e mi flagello per le eventuali omissioni e mancanze di cui sono il solo responsabile. D’altronde che saremmo senza la ragione e la memoria ?

23 dicembre 2011

L’UE è il regno della irresponsabilità politica

Il 12 dicembre si è tenuta a Roma l'Assemblea di Alternativa Lazio. In quell'assemblea ho proposto che l'Assemblea Nazionale potesse esprimersi su un ordine del giorno, che allego, con il quale ho cercato di dimostrare ai militanti e ai simpatizzanti di Alternativa ancora contrari all'uscita dalla UE, che essi da quasi tre anni si stanno impegnando per redigere un programma che non può essere attuato rimanendo all'interno dell'Unione europea. In parte, per mancanza di competenze e poteri normativi, trasferiti ad organi europei. In parte, perché, nei casi in cui Parlamento e Governo conservano il potere di introdurre nell'ordinamento italiano le norme giuridiche desiderate, per evitare conseguenze deleterie sarebbe necessario emanare altre norme giuridiche, che invece la UE ci impedisce di emanare. All'unanimità, l'ordine del giorno è stato ammesso alla discussione dell'Assemblea Nazionale, nella convinzione che fosse meritevole di essere discusso, pur senza aver avuto il consenso maggioritario dell'assemblea di Alternativa Lazio.
Di Stefano D'Andrea
Appello Al Popolo

22 dicembre 2011

IL CIRCO ROMANO DEL BILDERBERG

CON GRANDE EFFICACIA LA GIUNTA ITALIANA METTE AL BANDO IL CONTANTE 
Quando quasi tre settimane fa l’“uomo del Bilderberg”, Mario Monti, si è promosso reggente d’Italia, l’aria era pesante di moniti da Valchirie, che il grande stregone non sarebbe per nulla riuscito a far quadrare i bilanci in misura opportunamente veloce, quindi non solo l’Italia sarebbe sprofondata, ma che avrebbe trascinato con sé l’euro e l’intero apparato dell’Unione europea. Questa era una sciocchezza allora, e lo rimane ancora oggi. Non c’è nessuna crisi dell’euro, la fine del mondo come lo conosciamo non è imminente - a meno che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy mettano a segno il loro sinistro schema per una completa unione fiscale europea, sullo sfondo di ciò che non è altro che una crisi, frutto di macchinazioni, del tutto artificiosa. Se Monti pensava di fare la sua apparizione sulla scena mondiale e vincere l’Oscar per la probità fiscale, poi è stato brutalmente deluso.
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21 dicembre 2011

IL PANICO FINANZIARIO SI DIFFONDE IN EUROPA

…mentre il capo del Fondo Monetario Internazionale mette in guardia su una "depressione come quella degli anni '30"
Siamo sull'orlo di un'altra Grande Depressione? Christian Lagarde, il capo del FMI, ha detto questa settimana che se non viene intrapresa subito un'azione drammatica potremmo davvero assistere a situazioni che "ricordano la depressione degli anni '30" e che nessun paese al mondo "sarà immune dalla crisi". In questo momento, il panico finanziario si sta diffondendo in tutta Europa, ma la maggior parte degli americani non sono troppo preoccupati semplicemente perché non capiscono quanto sia importante l'UE. La verità è che l'UE ha una popolazione molto più grande degli Stati Uniti. L'UE ha un'economia che è grande quasi quanto le economie degli Stati Uniti e Cina messe insieme.  

L'UE ha più aziende Fortune 500 che gli Stati Uniti, e il sistema bancario d'Europa è sostanzialmente più grande del sistema bancario degli Stati Uniti. Chiunque creda che un  imponente crollo finanziario in Europa non influenzerà notevolmente il resto del globo sta delirando. La crisi del debito europeo è una delle più grandi storie mai viste in un lungo, lungo tempo e il conseguente tracollo finanziario sta per cambiare definitivamente l'economia globale.
Finora, i politici in Europa hanno tenuto 19 incontri ad alto livello di emergenza, nel tentativo di risolvere questa crisi.
Tutti i loro sforzi sono falliti.
In questo momento, questa è la situazione in Europa ....

TROJAN DELLA POLIZIA TEDESCA IN SKYPE

Lo spyware reso pubblico dalla Chaos Computer Club ha come obiettivo principale Skype, ma anche altri programmi per il trasferimento di dati criptati, come "https". Il Trojan è in grado di estrarre tutte le password. L'analisi che gli hacker del Chaos Computer Club (CCC) hanno realizzato del trojan della polizia tedesca "catturato" produce risultati che non sono poi così stupefacenti. Com’è successo con la pubblicazione da Wikileaks di documenti segreti statunitensi, ciò che è venuto alla luce è qualcosa che si supponeva da molto tempo. Ciò che fa la differenza è che ora è stato provato, accendendo i riflettori sulle autorità tedesche. 

Wolfgang Schäuble, il suo promotore
La legalizzazione di questo "strumento" fu promossa dall'ex ministro degli Interni Wolfgang Schäuble, e dal presidente del Bundeskriminalamt (Polizia criminale federale), Jörg Ziercke, e promosso dal 2007 con i soliti argomenti.
Uno di questi argomenti diceva che le autorità dovrebbero essere in grado di agire sullo stesso terreno degli jihadisti, per impedire il loro reclutamento attraverso la rete. 

Ingannare l'opinione pubblica
Sotto il fuorviante termine di "registrazione online" furono stabilite analogie altrettanto ingannevoli e ridefinirono i principi tecnici quando non si adattavano al piano.

20 dicembre 2011

Crisi economica globale: Gli Stati Uniti, un paese insolvente e ingovernabile

Come annunciato nel precedente bolletino GEAB, in questo numero il nostro team presenta le sue anticipazioni sui cambiamenti negli Stati Uniti per il periodo 2012-2016. Questo paese, epicentro della crisi sistemica globale e pilastro del sistema internazionale dal 1945, verrà sottoposto a una fase particolarmente tragica della sua storia nel corso di questi cinque anni. Già insolvente diventerà ingovernabile determinando, per gli americani e coloro che dipendono dai violenti e distruttivi shock economici, finanziari, monetari, geopolitici e sociali, degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti oggi sono già molto diversi dalla "super-potenza" del 2006, l'anno in cui è stato pubblicato il primo rapporto GEAB, che annunciava la crisi sistemica globale e la fine degli onnipotenti Stati Uniti, i cambiamenti che ci aspettiamo per il periodo 2012-2016 sono ancora più importanti, e trasformeranno radicalmente il sistema istituzionale del Paese, il suo tessuto sociale e il suo peso economico e finanziario.

Allo stesso tempo, ogni dicembre, valutiamo le nostre anticipazioni per l'anno appena concluso. Questo esercizio, praticato  troppo raramente dai think tank, dagli esperti e dai media (1) è uno strumento che permette ai nostri abbonati (2) così come ai nostri ricercatori, di verificare che il nostro lavoro mantiene un alto valore aggiunto e ed è in contatto diretto con la realtà . Quest'anno il nostro punteggio è leggermente migliorato e LEAP/E2020 ha raggiunto un tasso di successo dell'82% nelle sue anticipazioni per il 2011.

18 dicembre 2011

Rapina in banca, stile Italiano: I FASCISTI SONO TORNATI E SONO AFFAMATI DEI VOSTRI SOLDI!

Nulla è mai veramente nuovo, sia in economia che in politica. Così, il nuovo Duce d’Italia Mario Monti sta ripercorrendo le orme di un uomo che probabilmente venera come uno dei suoi santi eroi. Quasi 90 anni fa, il primo Duce, Benito Mussolini, insediava un certo Alberto De Stefani, uno statistico piuttosto incolore e acerbo, a dare una sistemazione all’economia italiana.

Oggi diremmo che De Stefani, come Mario Monti, era un “uomo di Friedman”. Vale a dire uno dei discepoli della scuola di economia di Chicago, distruttrice di nazioni, da associare al suo progenitore, l’azzannatore dai denti di squalo, il defunto Milton Friedman.
La “Scuola di Chicago” è un buco nero di capitalismo sfrenato, esplorato fino ai limiti estremi, che sta inghiottendo intere nazioni, e nel contempo alimenta le forze del neofascismo.
Non vi è alcuna traccia di una dimostrazione di una sola buona riuscita del friedmanismo, a meno che non si metta in conto, come una sorta di successo in un lugubre rovesciamento di senso, l’assassinio di Salvador Allende, Primo ministro del Cile, eletto democraticamente dai Cileni, e la distruzione sia dell’economia che della democrazia in Cile negli anni ’70. 

17 dicembre 2011

L’interferenza degli Stati Uniti nella crisi elettorale in Russia

Le autorità russe non si sono esentate dal puntare il dito contro le interferenze statunitensi nel controverso processo elettorale in Russia. Dopo aver denunciato le dichiarazioni fuori luogo di Hillary Clinton, hanno sottolineato il finanziamento da parte dell’agenzia governativa USAID all’organizzazione “Golos”, responsabile del monitoraggio delle elezioni e che ha evidenziato un’intensa attività da diverse settimane, per dimostrare il carattere fraudolento delle elezioni legislative del 4 dicembre 2011.
Di Jean-Marie Chauvier
Mondialisation 
Questo legame tra “Golos” e USAID è stato “rivelato” dalla rivista americana “Life”, ma si poteva fare a meno di ciò: i documenti dell’USAID ne fanno periodicamente menzione, le “elezioni democratiche” in Russia erano una delle maggiori preoccupazioni del governo degli Stati Uniti.

L’associazione “Golos”, presieduta da Gregory Melkoyants ha diversi uffici regionali e figura anche nelle liste delle ONG assistite dal NED (National Endowment for Democracy), la fondazione di stampo conservatore creata nel 1983 da Ronald Reagan per combattere la Russia e il comunismo e che lavora dal 1991 per estendere l’influenza e i clienti di Washington in tutta l’area ex sovietica.

15 dicembre 2011

BILDERBERG RIABILITATO E DICHIARATO IDONEO A GOVERNARE IL MONDO

“Eccoci qua, nati per essere re
Siamo i signori dell’universo.” Freddy Mercury 
Una delle società più segrete al mondo sta venendo allo scoperto, sbattendo le palpebre alla lampeggiante e violenta luce del giorno, come Dracula che inaspettatamente decidesse di sentirsi più al sicuro emergendo dalla sua cripta fredda e umida al sorgere del sole. Sorgere del sole”, è la parola giusta. Mai le prospettive di un unico ordine mondiale sono sembrate più rosee, o più a portata di mano.

Così, non può essere affatto una coincidenza che il Gruppo Bilderberg, e la sua conventicola sorella, la Commissione Trilaterale, stiano improvvisamente a crogiolarsi sulle sedie a sdraio sui prati della rispettabilità pubblica.
È mia sincera convinzione che stiamo assistendo ad azioni di “riscaldamento” idonee a preparare noi tutti ad un unico ordine mondiale, nel momento in cui l’orchestrato smantellamento dell’intera economia globale comincia a mordere e a lasciare i segni.

14 dicembre 2011

Gli Stati Uniti e gli stati client hanno utilizzato armi di distruzione di massa in Libia

Di Peter Eyre 
Abbiamo sentito Cameron e Hague dichiarare con fermezza che l'azione che aveva avuto luogo e le ragioni dietro quell'azione avevano principalmente motivi umanitari! Quello che non abbiamo capito in Gran Bretagna è il fatto che il risultato finale non aveva nulla a che fare con il salvataggio di vite umane, ma piuttosto col mettere le mani sulle vaste proficue risorse naturali della Libia. L'intera campagna è diventata un bagno di sangue totale che avrebbe provocato più di 50.000  morti e molte molte migliaia di civili libici innocenti contaminati da radiazioni derivanti dalle armi usate dalle forze della coalizione. L'uso attivo di armi di distruzione di massa (ADM) ha praticamente ucciso la genetica della Libia, dei paesi limitrofi e oltre a causa dell'uso eccessivo di armi all'uranio impoverito.

Ho perso il conto di quanti missili da crociera hanno lanciato fino ad oggi ma so che nelle fasi iniziali della guerra superavano i 300. Ad un certo punto, mentre osservavo questo atto malvagio di aggressione, ho contato 18 missili cruise lanciati in una sola notte. L'obiettivo era una base militare che guarda caso si trovava proprio accanto ad un quartiere densamente popolato di Tripoli.

13 dicembre 2011

Il Generale Bouchard ammette che gli informatori della NATO in Libia erano giornalisti

“Le informazioni provenivano da molte fonti, compresi i media a terra, che ci passavano numerose notizie circa le intenzioni e la posizione delle forze di terra”. (Generale di Corpo d’Armata Charles Bouchard)
In un’intervista rilasciata il 31 ottobre 2011 a Radio Canada, il Generale di Corpo d’Armata Charles Buochard, che è a capo dell’Operazione “Unified Protector” in Libia, ha rivelato che una cellula di analisi era stata istallata presso il Quartier Generale della Nato a Napoli. Essa aveva come scopo di studiare e comprendere cosa avveniva in terra, cioè sia i movimenti dell’esercito libico che dei “ribelli”.

STATO DEL DEBITO ETICA DELLA COLPA

La missione impossibile del salvataggio dell'euro, la frana della de-europeizzazione, il cataclisma geopolitico che ne può derivare. Ma con l'austerità non si esce dalla crisi, si produce recessione e depressione. Intervista a Christian Marazzi sulla penitenza dopo l'abbuffata neoliberale e sull'antidoto del comune. (foto di Francesco Cascioli http://www.ilpalo.com/)
L'andamento della crisi ha dato ragione alle tue analisi. Nel giro di due anni l'epicentro si è spostato dagli Stati uniti all'Europa, e nel giro di poche settimane siamo passati dal rischio di default di alcuni paesi, Italia compresa, al rischio del crollo dell'intera eurozona, che equivale al crollo dell'Unione per come è stata fin qui (malamente) realizzata. Secondo te come può evolvere la situazione?
Gli indizi della cronaca sono eloquenti. In Europa cresce l'astio nei confronti della Germania e della rigidità di Angela Merkel, che non dà segni di cedimento sulle due proposte che ormai tutti considerano indispensabili per evitare il cataclisma di Eurolandia: la monetizzazione dei debiti sovrani da parte della Bce, e l'emissione di eurobond per ridurre il peso dei tassi d'interesse sui buoni del tesoro dei paesi più esposti alla speculazione dei mercati finanziari.
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SIAMO IN PIENA SHOCK ECONOMY: "Abbiamo bisogno delle crisi!"



Questo è un passaggio di un discorso di Mario Monti, molto tempo prima della sua investitura alla presidenza del Consiglio:
« Nei momenti di crisi più acuta: progressi più sensibili. Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. […] Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti, ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perché si sono messi in opera istituzioni, leggi eccetera per cui non è pienamente reversibile. »

12 dicembre 2011

L’assassino di Robert Kennedy afferma di esser stato sotto controllo mentale

Abbiamo visto nei precedenti articoli (in particolare in Origini e Tecniche del controllo mentale Monarch) che ci sono diversi tipi di programmazione per il condizionamento mentale tra cui la Programmazione Delta, che viene anche chiamata “programmazione killer”. Sirhan Sirhan, il “folle solitario” che uccise RFK afferma di esser stato sotto il controllo mentale quando commise l’omicidio.
Questi fantocci purtroppo vengono usati molto più spesso di quanto si pensi nel portare a termine, senza fiatare, missioni di alto livello e programmati addirittura, per confessare tutto. Se qualcosa va storto, il suicidio fa parte della loro programmazione. Ecco un articolo proveniente da Yahoo News sul caso di Sirhan Sirhan.
L’assassino di RFK, Sirhan Sirhan sostiene la teoria del complotto, cerca la scarcerazione.
Gli avvocati di Sirhan Sirhan, l’uomo che ha assassinato Robert Kennedy nel 1968, hanno chiesto che venisse rilasciato dalla prigione, sostenendo il fatto che fosse stato vittima del “controllo mentale”.

11 dicembre 2011

DEPRIVAZIONE DI SENSO E IL SENSO DELLA DEPRIVAZIONE

Per quanto l’uomo moderno si sforzi di esplorare lo spazio e gli abissi, di ricercare nuovi mondi e di estendere i suoi confini esteriori, è l’Uomo stesso a costituire il vero, autentico Mistero, insondato e, per buona parte, insondabile. Le neuroscienze ce lo ripetono da molti anni, solo il 20 per cento delle nostre risorse cerebrali viene sfruttato a dovere, mentre il rimanente 80 sonnecchia, in attesa di venire utilizzato in qualche modo. 
Di HS

Eppure, nella nostra insuperata presunzione, abbiamo pensato di aver raggiunto lo stadio massimo della scienza e del benessere umano, abbiamo aderito ad un dogma che, a conti fatti, ha rivelato di essere largamente inconsistente. Se l’uomo è progredito dal punto di vista scientifico e tecnologico, quanto di sé è stato sacrificato sull’altare dei nuovi miti? Non dobbiamo mai dimenticare che la storia segue un unico filo che deve essere costantemente ripercorso ed interpretato per avere una chiara consapevolezza della nostra identità.

LA MORTE DELLA POLITICA PER MANO DEI MERCATI

LA VERA NATURA DEL SISTEMA DEMOCRATICO
Va da sé che ho sentimenti contrastanti su questo problema e penso che ci sono molte sfumature al momento di trattarlo, ma senza dubbio gli avvenimenti degli ultimi giorni mi hanno fatto dubitare della vera natura dei sistemi democratici che presumibilmente governano i paesi europei, nella misura in cui questi sono stati alterati in modo straordinariamente grave dall'interferenza di fattori esterni che non sono considerati veri agenti democratici, né tanto meno come parte della sovranità popolare su cui poggia la democrazia.
Di Francisco Quevedo  
Revista Siempre

In primo luogo riconosciamo l'ovvio: chi ci presta i soldi ha, tutto il diritto del mondo, o almeno abbastanza diritto di stabilire le condizioni alle quali esso presta.
Quando uno stato va dai mercati finanziari sa che ci possono essere situazioni di rischio che li portano a chiedere tassi di interesse più elevati come conseguenza del rischio che corrono, anche se questa situazione può trasformarsi in un serpente che si morde la coda, perché maggiore è il volume di interesse così aumenta anche la possibilità che il mutuatario non può soddisfare il pagamento ed è necessario andare dai mercati finanziari e così via all'infinito.

10 dicembre 2011

Attivisti a Gaza con l'ISM

L'International Solidarity Movement lancia un appello perchè nuovi attivisti si uniscano al nostro gruppo nella striscia di Gaza assediata.
Dopo avere lasciato la striscia nel 2003 in seguito agli omicidi di Rachel Corrie e Tom Hurndall, l'ISM Gaza è rinato nel mese di agosto 2008 quando attivisti ISM ed altri volontari hanno compiuto lo storico viaggio per rompere l'assedio di Gaza a bordo della prima free-gaza boat. Da allora e per oltre 3 anni di assedio, l'ISM ha mantenuto una presenza costante a Gaza.

Gli attivisti ISM hanno rifiutato di andarsene quando Israele ha iniziato a bombardare Gaza nel dicembre 2008. Durante i 23 giorni di devastanti attacchi, essi hanno accompagnato le ambulanze e fornito essenziali testimonianze.
La vita quotidiana a Gaza è un'atroce lotta. In palese violazione del diritto internazionale, Israele impone il limite di tre miglia marine ai pescatori. La “buffer zone”, unilateralmente imposta da Israele, divora oltre un terzo delle aree agricole della striscia, quelle che si trovano lungo il confine. Regolarmente viene sparato ai contadini e talvolta vengono uccisi con la sola colpa di coltivare la propria terra all'interno dei confini di Gaza.

09 dicembre 2011

LA CELAC E LO SMISURATO SOGNO BOLIVARIANO

Il vertice costitutivo della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CEPAL), tenutosi a Caracas il 2 e 3 dicembre, è un fatto di indiscutibile dimensione storica. In questo caso il termine può essere utilizzato senza esagerazione. D'ora in poi l'America Latina e Caraibi parleranno con voce propria sulla scena internazionale e multipolare delle nazioni, accelerata dalla débâcle del capitalismo neoliberista e dal fallimento delle guerre di aggressione da parte di Washington. "Il prossimo secolo, [per l'America Latina], è il secolo della speranza, è il nostro secolo, è il secolo della risurrezione del sogno bolivariano, il sogno di Martí, il sogno dell'America Latina."

Bolivar, Germán Tessarollo, 1996,
Pittura (olio su  tela) 104 x 75,4 centimetri,

  Museo Bolivariano d'Arte Contemporanea,

Santa Marta, Magdalena, in Colombia.
Il vertice costitutivo della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CEPAL), tenutosi a Caracas il 2 e 3 dicembre, è un fatto di indiscutibile dimensione storica. In questo caso il termine può essere utilizzato senza esagerazione. L'incontro ha superato le aspettative più ottimistiche per lo spirito democratico con cui è stato preparato dai padroni di casa venezuelani in stretta consultazione con gli altri governi, per l'atmosfera di fratellanza con cui è stato sviluppato, per il contenuto dei suoi documenti fondanti che traspirano di uno spirito e lessico emancipatore, indipendente e latino-americanista. D'ora in poi l'America Latina e i Caraibi parleranno con voce propria sulla scena internazionale e multipolare delle nazioni, accelerata dalla débâcle del capitalismo neoliberista e dal fallimento delle guerre di aggressione da parte di Washington.
Anche se nella CELAC ci sono nazioni con politiche neoliberiste ed altre che le mettono in discussione a testa alta, il vertice segna la rottura della regione con la Dottrina Monroe. 

DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI

Molti commentatori hanno notato che la presenza di esponenti di Banca Intesa San Paolo nel governo Monti configura alcuni evidenti conflitti d'interessi, in particolare nel settore delle infrastrutture, data la partecipazione della banca al business dell'alta velocità. Un aspetto che invece è stato poco messo in evidenza concerne la riforma pensionistica, poiché da tempo le banche offrono ai clienti una serie di opzioni di previdenza integrativa privata, costituendo così una concorrenza alla previdenza pubblica. Intesa San Paolo non fa eccezione a riguardo, anzi è una delle banche più presenti nel settore della previdenza integrativa.[1] 
C'è da osservare però che in Italia la previdenza integrativa privata non ha mai riscosso particolare successo: solo il 23% di media, contro il 91% all'estero. La constatazione è stata fatta, con rammarico, dal presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua, il quale qualche giorno fa ha invitato bruscamente i lavoratori italiani ad adeguarsi alla previdenza integrativa privata, da ritenersi, secondo lui, ormai "obbligatoria".[2] Che il presidente dell'ente pubblico INPS abbia assunto una posizione così sfacciata a favore della privatizzazione della previdenza, non risulta poi tanto sorprendente, poiché Antonio Mastrapasqua è anche vicepresidente esecutivo di Equitalia SpA, l'agenzia di esazione e di recupero crediti. In questa unione di cariche, così apparentemente incompatibili, c'è in effetti un messaggio molto evidente.[3]  

08 dicembre 2011

Utilizzare terra arabile per i bio-combustibili: I carbon credits nella 'Valle della Morte'

I brutti effetti dello 'sviluppo pulito' sostenuto dalle Nazioni Unite in Honduras.
Di Jeremy Kryt
VALLE di Aguan, HONDURAS- 3.000 chilometri quadrati, la valle del fiume Aguan nel nord-est dell'Honduras ha circa le stesse dimensioni della Death Valley in California. Ma pur essendo verde e fertile, il bacino dell'Aguan sta diventando famoso come "valle della morte." Dal gennaio 2010, almeno 45 contadini sfollati sono stati uccisi negli scontri per i diritti fondiari ad Aguan, e "il numero effettivo di omicidi è probabilmente molto più alto", secondo Annie Bird, co-direttore del gruppo di difesa dei diritti umani Rights Action (RA), che ha visitato l'Honduras nel mese di settembre.
Bird e altri critici dicono che la violenza ad Aguan è determinata dalla competizione per le risorse tra gli agricoltori locali e gli impianti di produzione di biocarburanti su larga scala. La valle è la patria di più di una dozzina di piantagioni di palma africana che forniscono energia "verde" in Europa e in Asia, così come di  un paio di impianti a biogas che funzionano come parte di una delle iniziative delle Nazioni Unite per la politica dei carbon credits.

07 dicembre 2011

Opposizione sociale nell’era di Internet: militanti “desktop” e intellettuali pubblici

Introduzione. La relazione della tecnologia dell’informazione (IT), e più specificatamente di Internet, con la politica è una questione centrale che interessa i movimenti sociali contemporanei. Come molti progressi scientifici precedenti, le innovazioni nelle tecnologie dell’informazione hanno un duplice effetto: da un lato, hanno accelerato il flusso globale di capitali, soprattutto del capitale finanziario, e hanno facilitato la “globalizzazione” imperialista; d’altra parte Internet è servita a fornire fonti alternative di analisi critica, e per una facile e rapida comunicazione in grado di mobilitare i movimenti popolari. L’industria della tecnologia dell’informazione ha creato una nuova classe di miliardari, dalla Silicon Valley in California a Bangalore, in India. Costoro hanno svolto un ruolo centrale nell’espansione del colonialismo economico tramite il loro controllo monopolistico nelle diverse sfere dei flussi informativi e dell’intrattenimento.
Di James Petras

Per parafrasare Marx, “Internet è diventato l’oppio dei popoli”.
Giovani e vecchi, occupati e disoccupati, allo stesso modo passano ore a guardare ad occhi fissi e passivamente spettacoli, pornografia, videogiochi, vendite consumistiche on-line e anche “news” in completo isolamento dagli altri cittadini, dai compagni di lavoro e di occupazione.
In molti casi il “troppo pieno” di “notizie” su Internet ha saturato Internet, assorbendo tempo ed energie e deviando gli “spettatori” dalla riflessione e dall’azione.
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06 dicembre 2011

L'OCCUPAZIONE MILITARE DELL'AMERICA DA PARTE DEI TRADITORI AL SEVIZIO DEI BANCHIERI

di Saman Mohammadi
The Excavator
"Se la Tirannia e l'Oppressione verranno in questa terra, sarà in veste di lotta contro un nemico straniero". - James Madison.
"Le istituzioni militari cresciute a dismisura sotto qualsiasi forma di governo sono nefaste per la libertà, e devono essere considerate come particolarmente ostili alla libertà repubblicana". - George Washington.

"Nei consigli di governo, dobbiamo vigilare contro l'acquisizione di influenza indebita, palese o occulta, da parte del complesso militare-industriale. La possibilità di una crescita disastrosa di potere fuori luogo esiste e persisterà". - Dwight D. Eisenhower. Non dite che l'America non è stata avvertita.

Come Alex Jones ha detto per tutto il decennio, nel suo eroico programma radiofonico, l'occupazione militare dell'Iraq e dell'Afghanistan sono state un test per quello che sta arrivando: l'occupazione militare dell'America. 
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Giustizia per Thomas Sankara Giustizia per l’Africa

Buongiorno a tutti, ad oggi, all'appello di giustizia per Thomas Sankara e per l'Africa abbiamo raggiunto 7.569 firme.   Vi chiediamo di aiutarci ad arrivare ad 8.000 firme entro il 21 dicembre 2011, giorno dell'anniversario della sua nascita che sarà ricordato a Ouagadougou il 20 e 21 dicembre con la 3° EDIZIONE del Thomas SANKARA REVIVAL (segue programma).
Vi ricordiamo che per firmare l’appello dovete riempire il formulario che trovate al link http://thomassankara.net/spip.php?article878&lang=it. Il vostro indirizzo e-mail non sarà pubblicato Riceverete però una mail in cui vi sarà indicato un link sul quale dovrete cliccare perchè la vostra firma sia resa valida.

Condividete alla vostra mailinglist
Grazie

Comitato SankaraXX

05 dicembre 2011

IL DEBITO PUBBLICO, UN MECCANISMO DI REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA DAI POVERI AI RICCHI

"L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che fa realmente e veramente parte della proprietà collettiva dei popoli è …. Il debito pubblico". Da Il Capitale, Karl Marx (1867)
Iván Gordillo
La Directa

Gli ultimi fatti economici e politici stanno succedendo a velocità vertiginosa. Lo sprofondamento dei governi della Grecia e dell’Italia in appena dieci giorni è stato un colpo durissimo dei cosiddetti mercati alle deboli democrazie parlamentari come le abbiamo concepite finora. Il colpo di stato dei finanzieri iniziato con il piano di salvataggio pubblico del capitale finanziario privato ha preso la sua forma letterale: i tecnocrati provenienti dalla banca internazionale, da Goldman Sachs quale massimo esponente della Banca Centrale Europea (BCE), occupano le posizioni di controllo degli Stati greco e italiano. Le porte girevoli adesso girano al contrario: non solo i politici ritirati occupano i posti nei consigli di amministrazione delle grandi società ma i tecnici del capitale privato occupano i portafogli pubblici di alcuni governi a cui non resta nulla di legittimo. 

LEZIONI ECUADORIANE: SE IL DEBITO E' ILLEGITTIMO NON SI PAGA!

Come accaduto in Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l'ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare. Un'altra lezione di cui tenere conto. 
di Andrea Degl'Innocenti
Il Cambiamento

Parliamo di vulcani. E di eruzioni. Tempo fa, in Islanda, l'impronunciabile vulcano Eyjafjallajökull sbuffava nubi di ceneri bianche mandando in tilt i collegamenti aerei di mezzo mondo; allo stesso tempo il popolo islandese decideva di sollevarsi contro i poteri forti della finanza globale. Nell'altro emisfero, in Ecuador, da qualche anno si è risvegliato il potente Tungurahua - appena più facile da pronunciare, ma neanche poi tanto – proprio nel periodo in cui il presidente Rafael Correa dichiarava il debito estero che gravava sulle spalle dei suoi cittadini “illegittimo ed illegale”.

04 dicembre 2011

22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa

Il 2012 sarà l’anno in cui assisteremo al collasso economico dell’ Europa? Prima di licenziare il titolo di questo articolo come “allarmista”, leggete prima le informazioni elencate nel resto di questo articolo.

Nel corso degli ultimi mesi, vi è stata una sorprendente perdita di fiducia nel sistema finanziario europeo. In questo momento, effettivamente nessuno vuole prestare denaro alle nazioni europee in difficoltà finanziaria, e praticamente nessuno vuole prestare denaro alle grandi banche europee.
Ricordate, una delle ragioni principali della crisi finanziaria del 2008 è stata la pesante stretta creditizia che si è verificata qui, negli Stati Uniti. Questa strozzatura creditizia che sta fiorendo ora in Europa è solo un elemento della “tempesta perfetta” che si sta rapidamente avvicinando mentre ci apprestiamo ad entrare nel 2012. I segnali delle difficoltà sono ovunque.

03 dicembre 2011

LA SVALUTAZIONE DEI GOVERNI NAZIONALI

LA STRATEGIA DI POTERE DEI VERDI
Di Peter Helmes*
Horizons et débats
Non lasciamoci ingannare! L’ideologia corruttrice dei Verdi non si lascia dimostrare facilmente a causa della loro lotta contro l’energia nucleare e in favore dei pipistrelli d’Europa. Questa è, per così dire, l’ovatta in cui è avvolta la verità. Senza alcun riguardo verso le commissioni di controllo parlamentari, i politici verdi alternativi e i loro istigatori sviluppano determinate strategie oltre ogni governo nazionale, per imporre direttamente obiettivi che schivano i parlamenti nazionali […]. 
Si tratta di “governo mondiale” per sovvertimento dei governi nazionali, già da tempo privati, un passo dopo l’altro, della loro capacità di agire! Come raggiungere tale obiettivo? Ecco la ricetta strategica: bisogna vincolare buona parte della spesa pubblica di ogni Stato, costringendo le nazioni di tutto il mondo a pagare somme e tasse immense (cosiddette necessarie per la salvaguardia del nostro ambiente o della nostra salute) a istituzioni o organizzazioni che operano a livello mondiale.

02 dicembre 2011

BOMBE, PROIETTILI E… TANTO INCHIOSTRO

Morte di un commissario scomodo
Correva l’anno 1972 quando, il 17 maggio, immediatamente dopo le tormentate elezioni politiche, il commissario Luigi Calabresi della Squadra Politica della Questura di Milano venne assassinato da ignoti killer davanti alla sua abitazione in via Cherubini. Se inizialmente le indagini si concentrarono sulla pista "nera" e dei traffici di armi, e specificamente su Gianni Nardi delle SAM (Squadre d’Azione Mussolini) che sarebbe successivamente salito alla ribalta delle cronache per la presenza del suo nominativo in una lista di elementi "reclutabili" nell’organizzazione paramilitare atlantica GLADIO e per la riesumazione del suo cadavere quando vennero avanzati dubbi e sospetti sull’incidente stradale a Malaga in Spagna in cui presumibilmente perì nel 1976.
Di HS
La vicenda giudiziaria ed investigativa del caso Calabresi si è invece conclusa con la condanna di alcuni ex militanti della più rilevante e prestigiosa organizzazione extraparlamentare di estrema sinistra, Lotta Continua con condanne comminate ad Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino, quest’ultimo con pena ridotta poiché l’inchiesta venne originata nel 1988 dalla sua "confessione" e dal suo "pentimento" offerti ai carabinieri. Al di là della annosa disputa circa l’innocenza o la colpevolezza degli ex "lottacontinuisti" e, soprattutto, del leader del gruppo, Adriano Sofri con la consueta demarcazione fra "destrorsi" e "sinistrorsi", l’assassinio del commissario rimane per larga parte avvolta nella nebbia più fitta a partire dai moventi dei killer e dei loro mandanti.

01 dicembre 2011

Discorso di Thomas Sankara del 4 agosto 1985

Compagni della Rivoluzione democratica e popolare
Prima di tutto, vorrei chiedere a ciascuno di noi di osservare un minuto di silenzio, minuto di silenzio in omaggio, alla memoria dei nostri cari scomparsi, di tutti quelli che, conosciuti o sconosciuti, hanno pagato con il loro sangue affinché oggi potessimo festeggiare il II° anno della RDP. Vi ringrazio.
Onorevoli invitati del Burkina Faso, Rappresentanti del governo della Repubblica del Mali, Rappresentanti del governo della Repubblica francese, Rappresentanti della Jamahiriya araba libica popolare, Rappresentanti della Repubblica del Ghana
Cari amici,
Compagni militanti e militanti della RDP.

Giusto un anno fa mi rivolgevo a voi, popolo burkinabè, per portarvi il saluto militante della RDP, ripercorrevo la strada percorsa in un anno, come voi apprezzavo la determinazione e la fermezza rivoluzionaria nell’entusiasmo del Consiglio Nazionale della Rivoluzione (CNR) per annunciare nuovi approdi davanti al vasto oceano di minacce e di sforzi. Allora, io non ero che convinto della giustezza della nostra causa. In quel momento io ero solo certo che lo scopo della nostra rivoluzione era la rivoluzione stessa e cioè, questa ricerca costante della felicità del nostro popolo, questo crescere della vita, questa creazione continua di forme colorate, di limpidi paesaggi sulle rovine delle mura che ci tenevano prigionieri.
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La più grande ingiustizia al mondo

Se vi hanno raccontato che quello del professorissimo Mario Monti sarebbe dovuto essere il governo del futuro e del cambiamento, ma Openpolis vi ha svelato che è il più vecchio della storia della repubblica italiana e dei Paesi dell’UE; se avete creduto che sarebbe stato il governo del miracolo e della rinascita e che ci avrebbe salvati dalla crisi economica, ma sfogliando i curricula del nuovo esecutivo vi siete accorti che è composto in gran parte da insigni accademici e grandi scienziati della finanza che non hanno mai detto una parola sul rischio di questo scriteriato sistema economico globale, salvo poi accreditarsi per risolvere i guai che esso ha creato; se sognavate che avrebbe marcato una frattura rispetto alla squallida politica degli ultimi vent’anni, ma avete sciaguratamente appreso che nomina ministri in pieno conflitto d’interessi e sottosegretari condannati e plurinquisiti; se, insomma, cominciate ad avvertire una leggerissima puzza di fregatura, allora è il caso che anche voi vi convinciate dell’assurdità di questo consenso sperticato ed unanime che si tributa al "sempre sobrio" Monti. 
Di  Valerio Valentini

MARCHIONNE FIGLIO DI PUTIN

Mentre da settimane si susseguono le voci più o meno ufficiali su un intervento del Fondo Monetario Internazionale "a favore" dell'Italia, in pochi hanno fatto caso ad un intervento autorevole a sostegno di questa macabra prospettiva, quello di Vladimir Putin, lo scorso 11 novembre. Putin ed il suo socio Medvedev si sono divisi il lavoro: mentre il primo avallava l'improbabile immagine di un FMI "salvatore" dell'Europa, il secondo incontrava il capo dello stesso FMI, Christine Lagarde.[1]
Comidad
Pare che la Russia abbia grosse riserve finanziarie, perciò in questa circostanza potrebbe agire addirittura da "banca" del FMI; e questo sarebbe l'oggetto dei colloqui fra Lagarde e Medvedev. Ma se la Russia ha davvero tutti questi soldi, perché non pensa di tagliare fuori il FMI, entrando direttamente nelle economie europee con propri acquisti di titoli del Tesoro?
Bella domanda, ma prima di azzardare una risposta, forse è il caso di mettere in rassegna altri fatti.
Nell'agosto del 2010 il primo ministro ungherese, Orban, aveva cacciato il FMI dal proprio Paese, ma ora, a poco più di un anno, deve tornare a testa bassa dal FMI a chiedere un prestito. [2]