29 settembre 2011

Oliva attaccata (ancora, sì, di nuovo..)

Per uscire con Oliva si parte piuttosto presto al mattino. Il 28 settembre alle sette di mattina non c'è quasi nessuno per strada; al porto, invece, c'è gran fermento ed attività: alcuni tra i pescatori escono quando è ancora buio e alle sette già si affaccendano per vendere il pesce, portando casse troppo vuote sulle spalle. Molti però sono ancora in mare. Il mare è calmo, il sole picchia forte ed Oliva, con a bordo un'attivista tedesca, il capitano, me e due giornalisti parte dirigendosi direttamente verso le barchette pescatori palestinesi, a 2.5 miglia marine dalla costa. Il mare coi sui pesci e la terra coi suoi frutti sono le principali fonti di cibo tradizionali per le popolazioni di quest'area. 
Silvia Todeschini da Gaza
Libera Palestina

Israele, con le sue limitazioni di movimento (imposte unilateralmente agli abitanti della striscia di Gaza), impedisce l'accesso al 35% delle terre arabili di Gaza e all'85% di quelle che secondo Oslo dovrebbero essere acque territoriali palestinesi. Così i pescatori, sotto minaccia di armi da fuoco, devono rimanere all'interno delle 3 miglia marine, dove ormai quasi tutto il pesce è stato pescato (quando gli accordi di Oslo prevedevano potessero allontanrsi fino alle 20).

Le navi da guerra israeliane si trovano inizialmente alle 3 miglia, mentre quelle palestinesi sono costrette a fermarsi alle 2,5 miglia, sanno che se andassero più in la verrebbero attaccate.
A un certo punto la nave da guerra israeliana si dirige chiaramente verso di noi.

28 settembre 2011

IL DECLASSAMENTO DELLE BANCHE

Di Barry Grey
19 settembre 2011
L’agenzia di rating Moody’s ha declassato mercoledì due delle banche più importanti di Francia, accentuando così la pressione sui governi di tutta Europa per imporre misure di austerità contro la classe operaia.

Moody’s ha declassato il rating della seconda banca di Francia, la Société Générale, da Aa2 a Aa3 e ha declassato quello della terza banca, il Crédit Agricole, da Aa1 a Aa2, a causa della loro esposizione ai beni in obbligazioni del governo greco. L’agenzia ha lasciato invariato il rating di BPN Paribas, la maggiore banca della Francia, ad Aa2, mantenendo il suo watch negativo.
La decisione, che era stata ampiamente anticipata, si è verificata tra la crescente preoccupazione per il mancato pagamento della Grecia e per un conseguente crollo di fiducia nelle banche francesi e in altre banche europee che detengono beni significativi in titoli greci.

ITALIA: No al fondamentalismo della BCE

L'Europa ridotta a semplice "espressione monetaria" verso il crollo dei consumi e chiusura delle imprese che alimentano il mercato interno -
Di Tito Pulsinelli

Selvas Blog
E' un'urgenza strattonare le radici della millenarista utopia liberista allignata in Europa, che si è fatta "mercato & moneta" alla faccia e sulle spalle di tutti i ceti laboriosi. Bisogna sparigliare il gioco, ora, altrimenti il discorso si chiude definitivamente per un'altra generazione. Il giogo del governo-ombra continentale della BCE, lo si incrina se si assesta un primo colpo al loro giocattolo monetario preferito.
L'euro Moloch dei popoli ed alibi d'una oligarchia che sta cancellando tutti gli altri poteri che emanano dalla volonta popolare e dal voto. La BCE, genuflessa al FMI,  è in corresponsione d'amorosi sensi con la casta delle 12 banche mondiali, ed agisce in perfetta sintonia con la dittatura globalista, persino nella fase in cui è già cominciata da tempo la de-globalizzazione.

BCE e "commissione di Bruxelles" -che fino all'anno scorso osavano negare persino  l'esistenza di qualsivoglia crisi- ora vanno all'arrembaggio piratesco con politiche che falcidiano il potere d'acquisto dell'85% della popolazione. Aprono la strada al crollo generalizzato dei consumi e chiusura di tutte le imprese che alimentano il mercato nazionale.

27 settembre 2011

HAARP puo' generare Terremoti, Cicloni e forte riscaldamento localizzato. Parola di scienziato

Nonostante qualcuno pensi ancora che la pericolosità di HAARP sia solo una fantasia dei "complottisti", gli scienziati stanno studiando questa struttura. Lo scienziato Fran De Aquino, Dipartimento di Fisica dell'Università di Stato di Maranhao, S.Luis/MA, Brasile, ha condotto uno studio su HAARP che è comparso in rete in Luglio ed è stato ripreso dal sito Before it's news.

Lo studio si intitola: High-power ELF radiation generated by modulated HF heating of the ionosphere can cause Earthquakes, Cyclones and localized heating (Copyright © 2011 by Fran De Aquino. All Rights Reserved)

Questa è l'introduzione:

25 settembre 2011

SACCHEGGIO O RIVOLUZIONE MONDIALE

1- I paesi egemonici hanno avuto, hanno, e avranno un altro metodo che non sia l’intervento militare per affrontare la loro stessa crisi e dei paesi periferici? La costruzione di armi muove l’industria. Il reclutamento di mercenari occupa e allontana i marginali. La distruzione dei paesi per dividersi le risorse anima l’assalto finanziario. 
Di Luis Britto García
2- Sarà sufficiente la guerra infinita per salvare l’imperialismo? La spesa in armi spezza le economie. Il deficit si mischia con tagli della spesa sociale che fomentano la sollevazione interna. L’economia dei casinò delle borse conduce da una crisi all’altra. La continua aggressione esterna impantana gli imperi in guerre che non possono vincere contro culture che non capiscono. Il saccheggio e spreco di idrocarburi finirà una volta esauriti. L’attuale stile della civiltà non sopravviverà all'esaurimento della fonte del più del 90% del consumo energetico. La corsa per il petrolio, acqua e biodiversità porta allo scontro tra le grandi potenze e alla Guerra Mondiale.

LA SCELTA STRATEGICA E' L'USCITA DALL'EURO O IL DEFAULT?

Riflessioni in forma di lettera agli iscritti e ai simpatizzanti di Alternativa nonché ai sostenitori dell’appello “Dobbiamo fermarli”
di Stefano D’Andrea
http://www.appelloalpopolo.it/

Cari amici, ho letto la bozza del programma di Alternativa, nella quale si propone una “ristrutturazione del debito” , con garanzia di pagamento integrale soltanto del debito detenuto dalle famiglie (1). E so che, come ho fatto io, molti iscritti ad Alternativa hanno sottoscritto l’appello “Dobbiamo fermarli”, contenente cinque proposte per un fronte comune contro il governo unico delle banche (2). Nell’appello si propone, con maggiore radicalità rispetto alla bozza del programma di Alternativa, di “Non pagare il debito”.

Né la bozza del programma di Alternativa né l’appello “Dobbiamo fermarli” propongono l’uscita dall’euro (3). Si vorrebbe un default senza ritorno alla moneta sovrana e conseguente svalutazione, più o meno moderata. Non essendo un economista, non so dire con certezza se una simile opzione sia percorribile. I precedenti storici mostrano che si è sempre ricorsi alla svalutazione. L’Argentina ha dichiarato default e ha svalutato al cambio di 2 a 1, abbandonando la moneta austral, legata al dollaro, per tornare al vecchio “peso” (4).

24 settembre 2011

OLIVA ED ALTRI AGGIORNAMENTI

L'altro ieri qui a Gaza c'è stata la seconda seduta del processo ai presunti assassini di Vittorio. Non c'era molta gente, quasi non c'erano giornalisti, solo una ventina di amici di Vik e qualche famigliare degli imputati. Trovate qui il resoconto.
Ieri è stato ucciso dai coloni un palestinese nel distretto di Nablus, ed altri sono stati feriti. I soldati, sempre compiacenti agli occupanti, hanno cominciato ad arrestare palestinesi. Da ricordare che nell'ultimo periodo c'è stato un consistente afflusso di sionisti da tutta europa e dall'occidente nelle colonie, per poter organizzare una rivolta dopo il voto all'ONU.
Silvia Todeschini da Gaza

A parte questo, ci sono due buone notizie.

La prima è un po' datata, e parla di boicottaggio, ma, visto che è un po' che non aggiorno il blog, vale la pena riportarla... L'AGREXCO È IN LIQUIDAZIONE!!!
Come sicuramente saprete, la Carmel-Agrexco è la principale esportatrice di prodotti agricoli israeliani, soprattutto provenienti dalle colonie della valle del giordano, che spesso vendono come «biologici»..strana concezione del biologico, per un'azienda che anche ammesso che non distrugga l'ambiente sicuramente distrugge la vita di tantissimi palestinesi...

21 settembre 2011

A COSA SERVE UNO STATO PALESTINESE SENZA SOVRANITA' PALESTINESE?

L'Express intervista Julien Salinge
Mahmud Abbas giurò che sarebbe arrivato fino alla Fine. Sarà il 23 settembre all’ONU al momento della presentazione della domanda di riconoscimento di uno stato palestinese.
Professore e dottore in Scienze Politiche, specializzato sulla situazione palestinese, Julien Salinge ha appena pubblicato “A la recherce de la Palestine, au-delà du mirage d’Oslo”. E spiega il suo pensiero sulla richiesta d’incorporare la Palestina all’ONU. Cosa che secondo lui non avverrà. 

Perché l’Autorità Palestinese chiederà all’ONU l'adesione a tale organismo la settimana prossima?

La richiede all’ONU perché ha la sensazione che tutto ciò che ha intrapreso finora non è riuscito. I negoziati sono in stallo da più di 10 anni, e il tentativo di costruire uno Stato "dal basso", che era la linea del governo Fayyad, ha in gran parte fallito.
L’idea alla base di questa originale dottrina era questa: nonostante la continua occupazione costruiamo l'infrastruttura che di fatto diventa uno Stato che la comunità internazionale può riconoscere immediatamente come tale. Non è la fine dell'occupazione, che permette la creazione dello stato, ma la fondazione dello stato che finisce l'occupazione. Ma lo Stato, anche di fatto, non c'è ancora.

19 settembre 2011

In Messico: nelle foreste la ribellione alla mafia

Quando i taglialegna illegali, dotati di armi automatiche, hanno invaso le montagne, e iniziato ad abbattere le foreste secolari, il governo non ha fatto nulla, allora la città ha detto basta. Ora le vie di accesso a Cheran sono controllate da barricate fatte di tronchi, sorvegliate da uomini dal volto coperto: è la milizia delle comunità della regione che protegge le proprie foreste. Le  pattuglie attraversano il sottobosco, segnalando la propria presenza con richiami di uccelli. E' la guerra degli alberi. La criminalità organizzata si è estesa dai settori tradizionali (estensione, contrabbando di droga, traffico di migranti, sequestro di persona, pirateria del software) al furto di legname. A Cheran, gli abitanti si sono organizzati per battere il crimine e la collusione delle autorità.

L'amministrazione annuncia grandi operazioni contro il traffico di legno illegale, ma nello stato di Michoacan non ha che arrestato due pesci piccoli. ma hanno fatto solo due arresti minori. "Senza alberi non c'è acqua, il suolo si erode e nessuno può vivere dalla terra. Per questo abbiamo deciso di proteggerci" dichiara uno dei leader della città al Washingtonpost Post.

18 settembre 2011

PURITANI E LA FONDAZIONE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

Quanti conoscono la vera storia della nascita degli Stati Uniti d’America? Non mi riferisco alla propaganda ufficiale, in cui il galeone Myflower salpato il 6 settembre 1620 dall’Inghilterra, con a bordo 100 o 101 o 102 (a seconda delle versioni) Pilgrim Fathers, Padri Pellegrini, sarebbe giunto nel Nuovo Continente dopo due mesi di navigazione. Intendo la vera storia, sconosciuta agli stessi americani, che aiuta a comprendere il passato e il presente dell’impero coloniale americano, dedito a liberalizzare i mercati del mondo, ad arraffare e conquistare risorse di altri paesi, invadere Stati sovrani per esportare la democrazia.
E’ necessario fare un salto nel passato partendo dal Medioevo. 

Il  Medioevo europeo
I romani vedevano la società in termini di collettivo; ognuno di loro si sentiva una parte del tutto. Di qui l’organizzazione statale che si diede, altamente collettivista, burocratizzata, militarizzata. Al vertice dell’organizzazione non stava un Parlamento, ma un uomo solo. Le decisioni prese dai Parlamenti sono il frutto di compromessi e mediazioni fra interessi diversi.
L’Impero Romano scoraggiò l’iniziativa privata, perché tutto era regolato dallo Stato! In particolare l’Impero annullò quasi del tutto i traffici commerciali privati, sia per terra che per mare e la figura del commerciante era sempre mal tollerata anche nella Roma repubblicana, divenne sempre più rara in tutto l’impero, sino a scomparire pressoché totalmente.
Il modo di interpretare i rapporti umani in termine di collettivo fu una delle chiavi del clamoroso successo romano: la creazione dell’unico impero mondiale della Storia. 

17 settembre 2011

Le Banche dall'Inferno stanno distruggendo la civiltà occidentale

Hanno creato la crisi economica globale apposta per creare il caos globale e un'apertura politica globale per far entrare la loro schiacciasassi globale chiamata governo mondiale.
Di Saman Mohammadi
The Excavator
Mentre ci dirigiamo verso il crollo del 2011, il collasso economico e politico di ogni nazione in Occidente sta avvenendo esattamente secondo i piani. Il destino dell'Occidente viene determinato nelle ombre della storia da parte delle banche dall'inferno che gestiscono l'America e l'Unione europea.
Una volta che la verità sulla crisi economica globale sarà pienamente compresa dai popoli delle nazioni, ci saranno non solo rivolte per le strade e i negozi saranno bruciati, ma anche catastrofi politiche, rivoluzioni, impiccagioni pubbliche dei leader politici, e una sofferenza insopportabile.


La verità è che i paesi in Europa e altrove non vengono salvati, essi vengono ridotti in schiavitù attraverso il debito da una classe internazionale di banchieri ladri e banditi protetti dai governi che controllano il FMI, la Banca Mondiale, la Federal Reserve Bank, ed altre banche a gestione privata.

Hanno creato la crisi economica globale apposta per creare il caos globale e un'apertura politica globale per far entrare la loro schiacciasassi globale chiamata governo mondiale.

15 settembre 2011

L'UNIONE EUROPEA, NEMICA DEI POPOLI!

UE: Il grande inganno
L'Unione europea è stata voluta dai monopoli e dai loro Stati per creare uno strumento di sfruttamento capitalista a dimensione del continente e di conquista dei mercati di molti paesi. Essa ha avuto bisogno di campagne mediatiche e ideologiche miranti a influenzare in profondità i lavoratori attraverso la demagogia di massa degli "Euro-bugiardi" 
Ricordiamo Jacques Delors, in occasione del referendum sul Trattato di Maastricht, che prometteva "un periodo di prosperità". Quasi 20 anni dopo, la povertà, la disoccupazione, l'austerità salariale, le privatizzazioni (che dovevano "abbassare i prezzi"!), le preoccupazioni per il futuro, sono la sorte quotidiana di molti. 

I dirigenti della UE avevano promesso una "Europa democratica".
La realtà dimostra la menzogna. Ad ogni vittoria del NO in Francia, Paesi Bassi, Irlanda, la sovranità popolare è stata violata, facendo votare dei parlamenti nelle mani di conservatori e socialdemocratici venduti alla difesa di questo cartello imperialista.
Gli stessi dirigenti borghesi avevano sottolineato che grazie alla UE, la pace sarebbe stata salvaguardata in Europa. Si dimenticano la guerra contro la Jugoslavia, gli attacchi delle potenze imperialiste europee, tra cui la Francia, all'Afghanistan e alla Libia. "L'Euro ci ha risparmiato dalla crisi finanziaria", ha affermato Sarkozy. Eppure, uno spettro si aggira per tutta l'Europa: la minaccia di un crac e del fallimento del sistema bancario.

14 settembre 2011

PARAGUAY: Dichiarazione del Forum per la Sovranità Alimentare

DICHIARAZIONE DEL FORUM PER LA SOVRANITA' ALIMENTARE
Circa 200 delegati delle organizzazioni membri del Coordinamento Latinoamericano delle Organizzazioni Rurali (CLOC) e La Via Campesina, del Paraguay, ci siamo incontrati ad Asunción, dal 31 agosto al 2 settembre, in occasione del Forum per la Sovranità Alimentare, organizzato in collaborazione con la Base Investigaciones Sociales.
Analizziamo la portata del termine Sovranità Alimentare dal quotidiano fino alle più alte sfere delle decisioni internazionali che riguardano la nostra alimentazione, il nostro modo di essere e di stare al mondo. Sappiamo che la Sovranità Alimentare come una proposta di contadini e indigeni è un concetto in costante arricchimento per le riflessioni del popolo in lotta per una vita dignitosa e s'incarna nelle nostre pratiche quotidiane, nelle politiche agricole autonome, in un rapporto armonioso degli esseri umani con la natura.

13 settembre 2011

ANIMALERIA ECONOMICA

Maggioranze non piu' rappresentate - Chi rappresenta chi? - Abdicazione al governo-ombra del racket internazionale finanzanziario - Contratto sociale da riscrivere - Liquidazione dei poteri nazionali che emanano dal voto dei cittadini
Tito Pulsinelli
 
Appare morale, e impossibile da contraddire, chi afferma che piú importante della vita sono “i Mercati”. Si sprecano in genuflessioni e salamelecchi verso questa nuova divinitá che traccia i destini delle nazioni e delle genti. E’ l’oggettivitá pura, il domineddio reincarnato in tre SpA (1), tutte anglosassoni e di stanza negli Stati Uniti, con ampia versatilitá: arbitri, croupier, gendarme, giudici e giocatori d’azzardo globale. La fede prezzolata ne “i mercati” equivale alla confessione pubblica di sudditanza totale ai voleri e strapoteri di questa “sacra triade” che parla anglo-sassone e yddish. 
La musica suonata a Madrid, Londra, Roma, Atene e Washington é la medesima. Letta sullo spartito scritto dal governo-ombra della finanza. Gli interscambiabili e prescindibili “leader”, con i loro seriali ed omologati partiti mediatici, si alternano ai governi senza che si notino differenze. Con un’unica funzione: allestire l’avanspettacolo e “fare l’arrangiamento”, adattando la colonna sonora alle idionsicrasie delle varie cittadinanze ed elettorati locali. Laburista, conservatore, popolare, liberali -buoni questi!- centro-qualcosa o qualcos-altro, sono complici del potere de facto, sovranazionale che – dal primato dell’economia di qualche tempo fa - oggi in pieno delirio onnivoro, proclama la dittatura economica.

Quando l’economia statunitense va al collasso, prende forma uno stato di polizia per una “nuova normalizzazione”

Dimenticate i vostri diritti! Quando i grandi feudatari delle imprese multinazionali hanno impadronirsi anche di quel poco che resta della rete di protezione sociale ormai ridotta a brandelli (adieu Servizio Sanitario Statale per la cura degli anziani e per i meno abbienti! Previdenza Sociale? Au revoir!), l’amministrazione Obama si sta muovendo a rotta di collo per espandere ed intensificare i programmi di stato di polizia in precedenza impostati dal governo Bush.

Dopo tutto, con le quotazioni azionarie preda di vortici selvaggi, occupazione e salari in una spirale mortale, e fondi pensione e patrimoni pubblici inghiottiti completamente dagli speculatori e dalla feccia dei possessori di rendite e dei grandi patrimoni, lo Stato rispolvera, migliorandoli, i piani di emergenza, per paura che il “contagio” dalla Grecia, Spagna o Gran Bretagna si estenda dai mitici lidi della “vecchia Europa” e vada ad infettare questo popolo timorato di Dio, qui nella sua Heimat, nella sua cara patria che sono gli Stati Uniti.Niente paura, coloro che detengono il potere possiedono formule magiche, a cui hanno conferito entusiasticamente il titolo di Civil Disturbances: Emergency Employment of Army and Other Resources, (Disordini civili: impiego dell’esercito e di altre risorse in situazioni emergenziali), diversamente note come Disposizioni per l’Esercito 500-50, riguardanti alle “politiche, responsabilità, e direttive per il Ministero della difesa relative alla pianificazione di operazioni che vedono l’uso delle strutture dell’esercito in funzione del controllo di disordini civili in atto, o per la loro prevenzione.”

12 settembre 2011

LA GRECIA PAGHERA' STIPENDI PUBBLICI E PENSIONI SOLO FINO AD OTTOBRE....E LE BORSE EUROPEE CROLLANO!

Il Segretario di Stato delle finanze greco dice che è "essenziale" per paese, il prestito di 110.000 milioni approvato a maggio 2010. L'Ibex 35 perde all'inizio della sessione 2,25% e 7.800 punti.

(EFE) .- Le borse europee hanno aperto oggi con forti cadute, così come l'euro, colpito dalle nuove notizie sulla crisi greca. I timori circa una possibile sospensione dei pagamenti del paese ellenico si sono sommati alle dichiarazioni del suo Segretario di Stato per le Finanze, Sajinidis Filippi, che ha detto che la Grecia ha i soldi per pagare gli stipendi e le pensioni del governo solo fino a ottobre, per cui è "essenziale" il prestito di 110.000 milioni di euro approvati nel maggio 2010.

Questo è stato un duro colpo per le borse europee. Alle 11.30 (09.30 GMT), tutte le piazze finanziarie europee registravano significative battute d'arresto, con Parigi in testa dopo aver saputo che Moody sta prendendo in considerazione, secondo il Wall Street Journal, il declassamento delle banche francesi per la loro esposizione al debito greco.

10 settembre 2011

Stati Uniti d'Europa

La crisi sta funzionando come volano per accelerare la creazione di un'unione federale europea che sottragga sovranità economica ai governi nazionali per centralizzarla nelle mani di un apparato sovranazionale.
Di Enrico Piovesana

Più la crisi economica si aggrava, più il rafforzamento dell'Unione europea viene presentato come unica soluzione in grado di scongiurare il collasso dell'euro. Lo scenario auspicato ormai in maniera esplicita da più parti è quello di un'unione federale sul modello di quello nordamericano, che sottragga sovranità economica ai governi nazionali per centralizzarla nelle mani di un apparato sovranazionale.
Oltre ai sempre più insistenti appelli per la creazione di "un'autorità centrale europea capace di gestire la crisi" (l'ultimo in ordine di tempo, George Soros, sul New York Times di martedì), un'autorità con potere di emettere titoli di Stato e imporre sanzioni economiche ai Paesi che sgarrano, si sente sempre più spesso parlare di 'Stati Uniti d'Europa': negli ultimi giorni lo hanno fatto il premier britannico David Cameron, auspicando questo sbocco per l'Ue, e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, candidandosi addirittura a diventarne futuro presidente.

09 settembre 2011

L’ORO BLU SOTTO LA SABBIA LIBICA CHE FA GOLA ALLE MULTINAZIONALI

Il Cnt, il Consiglio nazionale transitorio libico si appresta a trasferirsi a Tripoli. Nella capitale tutto scarseggia. Moltissimi non hanno cibo e nemmeno più un tetto, l’acqua è diventata più preziosa del petrolio tanto che ormai costa più della benzina. Ed è la sete in un paese dove la temperatura raggiunge i 40 gradi, l’emblema dell’emergenza umanitaria che tormenta la Libia dopo sette mesi di guerra. Ma parra strano in un paese ricoperto di sabbia, l’acqua non scarseggia, anzi sotto le dune del Sahara si trova la riserva più grande del mondo tanto da spingere qualcuno a suggerire che non solo petrolio, uranio e gas sono il “premio” che gli alleati occidentali cercano in Libia.
Di Simonetta Cossu

E’ passata quasi in secondo piano, ma il mare di acqua dolce esteso quanto la Germania a soli 100 metri di profondità in terra libica, equivale ad un tesoro, non solo materiale ma anche politico in una regione dove l’acqua significa vita e sviluppo sia per la produzione agricola locale sia per l’esportazione in altre nazioni africane.

Si tratta del progetto GMMR (Great Man made River) mirato a portare l’acqua fossile dalla profondità del Sahara alla costa del Mediterraneo. Gheddafi aveva cominciato a costruirlo con ingegneri cinesi finanziandolo di tasca propria, senza cioè servirsi degli onerosi prestiti della Banca Mondiale ma anzi investendo generosamente nella Banca Africana e dando così un pessimo esempio per l’intero globo.

08 settembre 2011

Il metodo"libico" grave minaccia per l' America Latina

Con la formula utilizzata nell'aggressione contro la Libia dalla Nato si cerca di configurare un nuovo modello, applicabile ad altri paesi con alcune varianti. La questione fondamentale è ora la grave minaccia di ripetizione di questo ingannevole ed ambiguo schema in altri paesi con risorse d'interesse strategico per Washington e i suoi alleati o intollerabili posizioni politiche indipendenti, come quelle di alcuni in America Latina e nei Caraibi.          Di Ángel Guerra Cabrera 
(foto) Nei primi di gennaio del 1961 si evidenziava un'imminente intervento militare degli Stati Uniti contro Cuba. Fu annunciato, dal 31 dicembre 1960, lo "Stato di Allerta Combattiva in tutta la Nazione".

Con la formula utilizzata nell'aggressione contro la Libia dalla Nato si cerca di configurare un nuovo modello, applicabile ad altri paesi con alcune varianti. Come affermato da Ben Rhodes, vice presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti in un'intervista a Foreign Affairs, il  "metodo" utilizzato dall'amministrazione Obama nel paese nordafricano è "più efficace" rispetto al dispiegamento di truppe attuato da Bush in Iraq e in Afghanistan. Bisognerebbe aggiungere che è seguito dall'attuale inquilino della Casa Bianca, e superato nel secondo paese, ma non ci dobbiamo distrarre.  La questione fondamentale è ora la grave minaccia di ripetizione di questo ingannevole ed ambiguo schema in altri paesi con risorse d'interesse strategico per Washington e i suoi alleati o intollerabili posizioni politiche indipendente, come quelle di alcuni in America Latina e nei Caraibi.

SOMALIA: migliaia di morti per fame.

Una sesta regione in Somalia è ormai colpita dalla carestia. Centinaia di persone muoiono ogni giorno, almeno metà, sono bambini.

Il centro di analisi per la sicurezza alimentare (FSNAU) delle Nazioni Unite si è preoccupato questo lunedi dell'evoluzione della siccità che colpisce il Corno d'Africa, in particolare la Somalia. L'area della carestia reale (più di 2 morti per fame al giorno per ogni 10.000 persone) si estende ad una sesta regione. Decine di migliaia di persone sono già morte e 750.000 erano in pericolo nel breve termine.

07 settembre 2011

AUSTERITA’: CONTESTAZIONI IN SPAGNA E IN ITALIA

Alla chiamata dei sindacati, migliaia di italiani sono scesi in strada per denunciare le misure di austerità sempre più opprimenti di cui sono vittime. Gli spagnoli hanno iniziato a sfilare da 18 ore.

Sono decine di migliaia, uniti, con lo stesso slogan, con la stessa rabbia: no all’austerità, no alla regola d’oro. E i loro rispettivi governi, non contenti di annegare i loro cittadini in misure di rigore sempre più soffocanti, si accusano l’un l’altro. A Madrid, Grecia e Italia vengono incolpate di essere la nuova causa del “panico dei mercati”.
Berlusconi aveva promesso quest’estate un taglio di almeno 95 miliardi di Euro per cercare di raggiungere il pareggio nel 2013. Misure che il Senato italiano esamina questo martedì. Peggio ancora, Berlusconi e il suo governo si sono barricati nelle stanze di Roma per discutere su come aggravare la situazione:

DOPO I BOMBARDAMENTI UMANITARI ANCHE LE PRIVATIZZAZIONI UMANITARIE

Il mobbing internazionale contro la Siria ha compiuto un salto di qualità con la pubblicazione alla fine di agosto del rapporto di Amnesty International curato dall'operatore Neil Sammonds. Il rapporto non si limita a denunciare casi di torture ed omicidi, ma si caratterizza per un tono eminentemente politico, con tanto di appelli al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e di proposta di deferire il governo siriano alla Corte dell'Aja che si occupa di crimini contro l'umanità.(1)
Comidad

Il rapporto dunque sposa in tutto e per tutto la tesi "occidentale" della guerra di Assad contro il proprio popolo e non prende minimamente in considerazione l'eventualità che la Siria possa essere fatta oggetto di attacchi dall'esterno. Questa è proprio la base ideologica del mobbing internazionale: la Siria non ha altri nemici che sé stessa, perciò non esistono colonialismi, o conflitti tra Stati o tra Stati e multinazionali, oppure intrecci affaristico-militari, ecc. Esiste solo una "comunità internazionale" che giudica e, se è il caso, "interviene" (eufemismo per "bombarda") attraverso il suo braccio militare: la NATO.

05 settembre 2011

IL MERCATO HA BISOGNO DI MOLTA TERRA

Gorka Larrabeiti (Rebelion) intervista Stefano Liberti, autore del libro "Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo"

Di quanta terra ha bisogno l'uomo? è il titolo di uno dei migliori racconti della letteratura mondiale. Lo scrisse Tolstoj nel 1886 ed è una parabola sulla cupidigia umana. "Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo" (Minimum Fax, 2011) è una relazione sulla land grabbing fatta sotto una prospettiva globale allo scopo di allertare sull'accumulazione di terra per fini speculativi. E' stato scritto dopo diversi anni di viaggi attraverso quattro continenti. Stefano Liberti (1974), giornalista de Il Manifesto esperto per l'Africa, autore dell’ eccellente  "A Sud di Lampedusa" (Minimum Fax, 2008), un altro viaggio letterario-giornalistico  di cinque anni sulle strade degli immigrati africani.
Il land grabbing si compone a mosaico. Il lettore va ad unire le tessere e ricompone un puzzle passando dall’ Etiopia, El Dorado degli investitori, all’ Arabia Saudita, dove gli sceicchi del Golfo intervengono  nelle  aste per abbassare il prezzo della terra africana.

03 settembre 2011

IL GOVERNO MONDIALE INVISIBILE

COMITATO INDIPENDENZA E SOVRANITA PER L'AMERICA LATINA (CISPAL)

L'umanità è sottomessa a un Governo Mondiale Invisibile composto di banchieri, petrolieri, finanzieri, proprietari d’immense fortune e proprietari della Banca privata della Federal Reserve USA. E' il governo onnipotente che impone e ordina agli stati nazionali. Lo statista inglese Benjamin Disraeli che sapeva di cosa parlava ha detto: "Il mondo è governato da personaggi molto diversi da quelli che immaginano coloro che non si trovano dietro le scene".
Il Senato degli Stati Uniti nel 1913 ha approvato un progetto con il quale la celebre e potente famiglia Rothschild fu autorizzata a unire le sue ricchezze e obiettivi economico-finanziari alla famiglia Morgan, proprietaria della banca e immensamente influente e ai famosi Rockefeller che possiedono incalcolabili fortune. Fino ad allora, era proibito che capitali esteri fossero coinvolti in banche statunitensi, come nel caso dei Rothschild, proprietari di capitale tedesco.

Il 23 dicembre 1913, la Banca privata della Federal Reserve acquistata da queste tre famiglie, si è impossessata degli Stati Uniti. Per volontà di costoro si dichiareranno guerre, attentati terroristici con conseguenze disastrose come quelle delle Torri Gemelle,

02 settembre 2011

L'UE STA DIVENTANDO UN "QUARTO REICH"?

Coloro che ripiombano nei libri degli anni ’30 e ’40 che hanno sui loro scaffali ma che non avevano più considerato come fondamentali dopo aver finito di studiare, trattengono il fiato leggendo certi passaggi e pensano che ciò che dicono, fanno e preparano i dittatori e le “dittatrici” di oggi è esattamente come a quell’epoca, con una sola eccezione: hanno un aspetto un poco differente da Hitler. 
Horizons et débats

Sì, ci sono anche donne. Non per nulla l’”International Herald Tribune” filosofeggia da oltre un anno sul “fattore donna” e mostra fotografie di donne islamiche (con look americano), in modo che possiamo ancora, per mesi, “spacciare” le “ribellioni arabe” sottolineando “l’aiuto allo sviluppo delle donne” fino a che i Nordafricani saranno euro-compatibili. Il fatto che la Tunisia e l’Egitto non si stiano muovendo in avanti nello sviluppo di una costituzione malgrado una così grande protezione della NATO potrebbe riflettere il fatto, citato da Schachtschneider, che non si vuole più l’instaurazione di stati democratici. L’UE lo avrebbe dovuto dire già dall’inizio. Questo avrebbe permesso di fare a meno di un sacco di propaganda, di trasmissioni radio e televisive al riguardo e di bombe. E noi Svizzeri ci distoglieremmo meno spesso dal parlare del nostro giogo tedesco. De Weck diventerà il capo della propaganda del IV Reich?

01 settembre 2011

ABUSI DEI SOLDATI ISRAELIANI SUI CIVILI PALESTINESI



Il 18 giugno 2011, un reparto dell’esercito faceva irruzione in una stazione di servizio carburanti all’ingresso della cittadina di Beit ‘Ummar, nella West Bank, situata a nord di Hebron, ed arrestava un giovane del villaggio che lavorava alla stazione, con l’accusa di avere scagliato pietre.  Un suo cugino, Rami Abu Mariah, che si trovava sul posto, interveniva e si rivolgeva al comandante del reparto in armi per tentare di impedire l’arresto. Il comandante, un tenente, lo respingeva brutalmente, caricava la sua arma e sparava direttamente in faccia ad Abu Mariah.  Muhammad 'Awwad, un volontario di B'Tselem, che vive nel paese, ha documentato l’incidente attraverso video. 

Fonte: B'TSelem

Traduzione per Voci Dalla Strada di Curzio Bettio

L'ONU PARLA DI UNA MONETA UNICA MONDIALE

Si confermano i sospetti dei teorici della “cospirazione”: l’ONU sta dando impulso alla “richiesta” da parte dei paesi emergenti all’instaurazione di una moneta unica globale, primo passo per stabilire un governo mondiale. Il collasso apparentemente orchestrato dell’economia statunitense permette ai paesi emergenti di mettere in discussione la funzione del dollaro come moneta di riferimento e le Nazioni Unite si preparano per lanciare il loro piano.

Buenos Aires (Urgente 24). Dall’inizio della crisi nel 2009, differenti teorici avevano parlato della possibilità che la situazione di crisi economica  era stata cercata deliberatamente per ristrutturare completamente il sistema finanziario mondiale ed imporre una moneta unica a livello globale e che fosse il primo passo verso una governance a livello planetario.