30 giugno 2011

SVIZZERA: Una marcia silenziosa verso Bruxelles?

Di Reinhard Koradi
Intorno alla politica europea, c'è fatto uno strano silenzio in Svizzera. I temi principali discussi in modo polemico in pubblico, come gli accordi bilaterali, l’accordo quadro, i negoziati sul libero scambio agricolo con l’UE non occupano più la maggior parte dei titoli. Tale impressione potrebbe venire corretta dal 9 giugno 2011 a causa della sessione straordinaria “Politica europea e bilaterale III” dell’Assemblea Federale. Resta il fatto che la ricerca di informazioni fresche e di dossier su internet dà pochi risultati nei siti della DFAE (Dipartimento Federale Affari Esteri), del SECO (Segreteria di Stato per gli Affari Economici) e dell’Ufficio dell’Integrazione.

Sembra quasi che gli Euro-turbo di Berna abbiano tolto volontariamente il piede dall’acceleratore. Potrebbe essere che, durante l’anno delle elezioni, le discussioni forti debbano essere evitate e le tempeste placate, come scatenate dai paesi vicini con i loro sforzi fuori luogo verso la Svizzera. Ma ciò potrebbe anche essere una risposta politica statale svizzera alle voci poco felici di Bruxelles, voci che segnalano un rifiuto della discussione e che devono essere interpretate come una minaccia verso il nostro paese. Qualunque sia l’interpretazione, la calma attorno all’adesione all'UE deve renderci attenti, risvegliare la nostra attenzione e affinare la nostra percezione politica.

29 giugno 2011

TAV in Val di Susa, facciamo chiarezza

Intervista di Fabio Polese a Marco Cedolin per il quotidiano Rinascita. I recenti avvisi di garanzia che in questo periodo sono stati recapitati ad una sessantina di persone che si battono contro il Treno ad Alta Velocità in Val di Susa, unitamente agli annunci concernenti la prossima apertura del cantiere di Chiomonte, hanno riacceso i riflettori sulla questione. Per discutere su una battaglia che stanno portando avanti - ormai da quasi 20 anni - molti abitanti della zona, abbiamo incontrato Marco Cedolin, autore di “T.A.V. in Val di Susa – Un buio tunnel nella democrazia”, edito da Arianna Editrice e parte integrante del movimento denominato “No T.A.V.”.

Cedolin, ci spieghi le motivazioni che vi spingono quotidianamente a scendere nei boschi e a bloccare fisicamente i lavori per la costruzione del Treno ad Alta Velocità con il rischio dell’incolumità fisica e penale…

La Val di Susa è una valle alpina larga mediamente 1,5 km, all’interno della quale corrono una ferrovia internazionale a doppio binario, il cui ammodernamento è terminato un anno fa, un’autostrada, la cui costruzione è stata completata nel 2000, due statali, alcune strade provinciali e un fiume. Il fondovalle è già oggi simile ad una colata di cemento

NO TAV: In Val di Susa c'è una guerra, ma nessuno lo dice...

Ho ricevuto questa mail pochi minuti fa con preghiera di inoltrarla a tutti i miei contatti. Ho deciso di pubblicarla sul blog perché sono in linea con il pensiero  dei No TAV. Mi auguro che anche voi la facciate girare per una informazione corretta e non di regime. I am
Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l'associazione Materya, e il suo impegno per l'ambiente.
In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.
Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.
Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'Enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo:

28 giugno 2011

EUROPA: Colpo di Stato silenzioso a Bruxelles

Il 19 giugno 2010, un giorno dopo che il Consiglio europeo aveva adottato il pacchetto sulla Governance Economica Europea, il presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, durante una conferenza presso l’Università Europea di Firenze, ha assegnato la qualifica di “rivoluzione silenziosa e graduale” alle misure di controllo e di disciplina economica e finanziaria imposte agli Stati membri. Barroso affermava: “A volte in Europa sono i piccoli passi ad essere i più importanti. 

Per favore, leggete con attenzione le conclusioni del Consiglio europeo di ieri. Quella che è in atto è una rivoluzione silenziosa, una rivoluzione silenziosa in termini di una governance economica più forte, comunque da applicarsi con gradualità. Gli Stati membri hanno accettato, e spero che abbiano compreso con correttezza, di delegare importanti poteri alle istituzioni europee relativi al monitoraggio [economico] e ad un controllo molto più severo delle finanze pubbliche. Questo è successo ieri. Naturalmente, hanno accettato il principio. Ora tocca a noi legiferare!”

CENSURA IN RETE!

I tre principali provider internet in Australia, Telstra, Optus e Primus, cominceranno a censurare l’accesso alla rete dal prossimo mese, “filtrando” più di 500 pagine tra le quali si trovano principalmente quelle che secondo l’Autorità Australiana di Media e Comunicazione (ACMA sigla in inglese) contengOno pornografia infantile. 
Nacion Red

Tuttavia, il contenuto di questa lista nera di siti web sarà completamente segreto, cosa che da una parte lascia all’ACMA totale libertà di includere qualunque pagina che consideri inappropriata, e, dall’altra d'impedire ai suoi utenti internet di conoscere quali sono i siti web a cui viene impedito l’accesso in modo unilaterale e irrevocabile. Secondo il portavoce di Stephen Conroy, ministro delle comunicazioni australiano, in questa lista saranno incluse anche “organizzazioni reputate internazionali” anche se non chiarisce la natura delle stesse.

27 giugno 2011

Gunnar Sigurdsson: "Noi cittadini dobbiamo prendere le redini"

Rivoluzione esemplare
La crisi finanziaria islandese ha portato il paese alla bancarotta. Alla fine del 2008 il suo indebitamento bancario equivaleva a diverse volte il suo PIL. Il Parlamento propone che siano le famiglie a pagarlo con una quota mensile per i prossimi 15 anni, al 5,5% d'interesse. Ma il popolo ha detto no e ha deciso di processare i responsabili della crisi: molti banchieri e dirigenti sono stati arrestati ed è appena iniziato il processo dell'ex Primo Ministro Geir H. Haarde. 
Il popolo si è organizzato attraverso assemblee e sta cambiando la Costituzione. "E 'stata una rivoluzione contro il potere politico-finanziario neoliberista che ci ha condotto alla crisi", dice Gunnar. Il suo documentario "Maybe I should have" ("Forse avrei dovuto", N.d.T.) racconta i fatti. 
Un giorno ero seduto a guardare la TV ad ascoltare come i politici negavano la crisi, mi è venuta voglia di prendere a frecciate lo schermo,

26 giugno 2011

G20 Agricoltura: No all "accaparramento degli alimenti" da parte delle nazioni più ricche del mondo!

Comunicato stampa – La Vía Campesina (Giacarta, 16 giugno 2011). L'alimentazione e l'agricoltura saranno nell’agenda della riunione dei ministri dell'Agricoltura del G20 che si terrà a Parigi il 22 e 23 giugno, come appuntamento preparatorio della conferenza del G20 di novembre a Cannes, Francia. Il movimento contadino internazionale Vía Campesina condanna il tentativo costante dei governi delle nazioni più ricche del mondo di appropriarsi delle politiche alimentari, e di controllarle, cosa che colpisce non solo gli agricoltori ma anche ogni essere umano. 
Il G20 non ha l'autorità per dettare le politiche al resto del mondo. Comprende solo le 20 economie più ricche ed esclude le più povere. Ad esempio, in Africa, un continente colpito dalla fame, è presente solo nel club Sudafrica.
Il G20 non solo è illegittimo, ma è anche incompetente. Con la sua intenzione di costruire un nuovo ordine economico mondiale, il G20 ha cercato, sin dalla sua creazione nel 1999, di controllare la speculazione e i paradisi fiscali, di smantellare le banche "troppo grandi" e di imporre tasse sulle transazioni finanziarie...

25 giugno 2011

COME BARARE CON IL TEMPO...

Dal Lazarillo de Tormes (1) nel XVI secolo all’accattivante bambina Tatum O ‘Neil in "Paper Moon" (2), film del 1973, la letteratura e il cinema hanno sempre simpatizzato con il ladro che fa i trucchi nel contare i soldi per ricavarne alla fine qualche extra ... sempre che il truffato sia ricco, il truffatore povero e le cifre in questione insignificanti.  
Di Roberto Bissio 
Red del Tercer Mundo 
Quando si tratta del cambiamento climatico, i paesi più potenti del pianeta si comportano come quei ladri, ma le somme in gioco sono enormi, e gli ingannati sono i poveri.
Nei corridoi dell'Hotel Maritim a Bonn, dove i diplomatici ed esperti di tutto il mondo sono riuniti questa settimana per preparare la prossima grande conferenza sul cambiamento climatico a Durban, attivisti e gruppi di cittadini, stanno distribuendo un opuscolo che elenca i "consigli" per convincere i negoziatori del Sud del mondo.

22 giugno 2011

DANIEL ESTULIN: "La CIA ha creato Wikileaks per chiudere l'accesso libero a internet"

L'autore di 'Il Club Bilderberg' nel suo ultimo libro scredita l'organizzazione di Julian Assange 
Intervista su El Periódico
L'ex agente del KGB Daniel Estulin parcheggia il Club Bilderberg e il suo governo mondiale all'ombra per concentrarsi su un nuovo libro sull'organizzazione Wikileaks. Secondo quanto afferma Estulin in Desmontando a Wikileaks (Planeta), l'organizzazione non è una creazione di Julian Assange, ma della CIA. Niente di meno.

- Lei non si fida di nulla?
- Vengo dal mondo dello spionaggio e, in effetti, non mi fido di nulla in questo mondo. Per un semplice motivo: io so che tutto è una bugia. Guarda, io sono stato un agente per tre anni e mezzo in Africa. Il nostro lavoro consisteva nel pulire i villaggi dalle bande che trafficavano con diamanti di sangue. Un giorno, nel 1995 eravano in mezzo al nulla, in un bar di merda che aveva la TV satellitare. C'erano uomini della CIA e di Hezbollah a cena insieme, e Bill Clinton è apparso in televisione, l'allora Presidente degli Stati Uniti, e disse: "Perseguiremo i terroristi fino alla fine del mondo" E tutti a ridere. E ho pensato: questa è l'essenza di questo mondo assolutamente caotico.

21 giugno 2011

FLOTILLA 2 CHIEDE ALL’ITALIA MOBILITAZIONE IMMEDIATA

La Marina israeliana annuncia che bloccherà le navi in partenza per Gaza. Il Coordinamento italiano invita la società civile a scendere in piazza se le violenze dello scorso anno dovessero ripetersi. A Roma un info point per aggiornamenti in tempo reale.
Di Emma Mancini

Un info point terrà costantemente aggiornata la capitale sugli sviluppi del viaggio che la Freedom Flotilla 2 sta per intraprendere alla volta di Gaza. Un viaggio rischioso, dopo le minacce della Marina Militare israeliana, ma che nessuno ha intenzione di sospendere.
Le otto-dieci navi della seconda Flotilla, dedicata all’attivista italiano Vittorio Arrigoni e diretta a Gaza con a bordo aiuti umanitari, giocattoli, materiale scolastico e medicinali, salperanno nei prossimi giorni. L’obiettivo è accendere l’attenzione del mondo sull’assedio israeliano alla popolazione palestinese della Striscia. E per mantenere alta l’attenzione, la Freedom Flotilla Italia metterà in funzione un info point con l’obiettivo è diffondere in tempo reale le notizie sulle navi e sul viaggio verso Gaza.

18 giugno 2011

Il quotidiano Rinascita sostiene la banda del TAV?

Non senza un certo stupore, leggendo come faccio spesso l'home page del quotidiano Rinascita, mi sono imbattuto in un articolo, a firma Giuspe, dal titolo "I NO TAV nel tunnel della giustizia", all'interno del quale l'autore disserta a vario titolo sulla questione dell'alta velocità in Val di Susa, oltre a documentare la notizia dei recenti avvisi di garanzia, recapitati in questo periodo ad oltre una sessantina di persone che si battono contro il TAV.
Di Marco Cedolin
Il Corrosivo

La ragione del mio stupore è da imputarsi al fatto che apprezzando in linea di massima l'onestà intellettuale con la quale il quotidiano in oggetto viene generalmente costruito e conoscendo l'avversione della linea editoriale nei confonti della manipolazione mediatica, ben interpretata da una mia intervista sul tema, che Rinascita pubblicò lo scorso dicembre, ho faticato non poco a comprendere per quale ragione nell'articolo in questione venissero dispensate menzogne a profusione, nell'evidente tentativo di distorcere la realtà.....

L'autore scrive:

Martin Varsavsky: la connessione 15-M con la fondazione Rockefeller.

Martin Varsavsky è la prima prova tangibile (e sicuramente non sarà l’ultima) che collega molto strettamente il movimento 15-M con la famiglia più potente e criminale che il mondo abbia conosciuto: il clan Rockefeller (ci stavano impiegando un po’ ad apparire!)

Questo miliardario argentino di origine ebraica e formato accademicamente nelle università più prestigiose degli USA, chiamato Martin Varsavksy, recentemente, e facendo sfoggio di uno spirito filantropico improprio ad una persona che ha accumulato tutta una fortuna colossale lasciandosi guidare dalla più abietta avarizia, ha facilitato agli “accampati” del 15-M in Spagna la possibilità di connettersi gratuitamente a internet, via wifi, ordinando l’installazione dei suoi famosi router (della compagnia Fon, di sua proprietà), in tutti gli accampamenti più importanti del 15-M. (1)

17 giugno 2011

Lettera di sostegno e solidarietà al Movimento Nazionale Contadino Indigeno dell'Argentina

Come Coordinatrice Latino-americana di organizzazioni rurali, CLOC-Via Campesina, referente storica per la lotta e la resistenza del Continente, denuncia la repressione e la criminalizzazione della lotta sociale, che attualmente si sta accentuando in Argentina e nel resto del continente.
 
Di fronte all'ordine di arresto e perquisizione di 12 compagne e compagni del Movimento Nazionale Contadino Indigeno dell' Argentina, MNCI, la CLOC-Via Campesina esprime la propria solidarietà, mentre manifesta il suo ripudio verso questi atti di criminalizzazione della protesta sociale. Crediamo nel diritto legittimo dei popoli a resistere, a lottare per il diritto alla terra, all'acqua, i diritti di sovranità alimentare, diritti che sono stati condizionati dagli interessi del capitale transnazionale correlato al settore agroalimentare.

16 giugno 2011

REPORT BILDERBERG 2011

Nel mondo della finanza internazionale ci sono persone che guidano gli eventi ed altre che reagiscono di fronte a tali eventi. Mentre questi ultimi sono ben noti, maggiori in numero e apparentemente più potenti, il vero potere risiede nei primi. Nel centro del sistema finanziario globale, c’è l’oligarchia finanziaria che oggi viene rappresentata dal Gruppo Bilderberg.
Di Daniel Estulin

L’organizzazione Bilderberg è dinamica, cambia con il tempo, assorbendo e creando nuovi talenti mentre espelle quelle che decadono. I membri del club, vengono e vanno, ma il sistema in se stesso rimane senza mutare. E’ un auto-perpetuazione del sistema. Una ragnatela virtuale dove s'intrecciano interessi finanziari, politici, economici e industriali, con il modello di fondo veneziano ultramontano al suo centro.
Oggi, il Club Bilderberg non è più una società segreta. Non è l’occhio cattivo che vede tutto o una cospirazione giudaico-massonica. Non è una cospirazione, nonostante ci sia gente che lo crede così, nelle sue fantasie infantili. Non c'è nessun gruppo di persone, per quanto potenti possano essere, che si siedono intorno a un tavolo in una stanza scura tenendosi le mani, con gli occhi fissi sulla sfera di cristallo, che pianificano il futuro del mondo.

Il Club Bilderberg non è una fantasia del mondo cartesiano, dove hanno luogo azioni d’individui isolati ma un insieme di processi dinamico-sociali che modellano il corso della storia con la manipolazione o controllo delle idee che avvolgono le generazioni successive.

15 giugno 2011

GAZA, DUE MESI “CON” VITTORIO

Il quotidiano Il Manifesto ha appreso da fonti di Hamas che entro la fine di giugno sarà resa nota la relazione ufficiale delle autorità della Striscia sulle responsabilità dell’assassinio di Vik. Subito dopo comincerà il processo 
Di Michele Giorgio
Il Manifesto


«I bambini giocheranno in questi spazi, abbiamo ristrutturato il bagno e qui c’è la cucina». Saber Zanin si sposta rapido da una stanza all’altra del “Forsan al Ghad for Youth Association” di Beit Hanun. Poco prima aveva guidato una manifestazione di una trentina di palestinesi e volontari occidentali dell’International Solidarity Movement  (Ism) ai margini della «zona cuscinetto», le terre agricole più fertili di Gaza dove per «motivi di sicurezza» l’esercito israeliano non permette l’accesso ai palestinesi, neppure ai proprietari dei terreni. Una misura accompagnata dal fuoco di armi automatiche contro chi si azzarda a violare il divieto che ha ridotto alla fame diverse centinaia di famiglie contadine. «Vittorio Arrigoni lottava con noi. Abbiamo fatto assieme tante manifestazioni lungo la zona cuscinetto, per me era un fratello»

13 giugno 2011

I RISCHI DELLA MONETA SENZA COPERTURA

Movimento americano in favore dell’abolizione della Federal Reserve (Parte 1)
Di Werner Wüthrich
Recentemente, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) è stata oggetto di critiche, da una parte a causa dei suoi eccessivi acquisti di euro, e dall'altra in ragione delle sue massicce vendite di "eccedenze" d'oro degli ultimi anni. Da notare che nel 1951 un emendamento costituzionale votato dal popolo l'ha obbligata a conservare riserve auree sufficienti per far fronte a situazioni di crisi o di calamità (art. 99). Nonostante queste critiche, gli Svizzeri non comprendono che qualcuno possa chiedere l'abolizione della BNS. Negli Stati Uniti è diverso.

Nel 2007, all'inizio della crisi finanziaria, il deputato al Congresso Ron Paul, come parte della sua campagna per la presidenza, aveva fatto una conferenza presso l'Università di Ann Arbour (Michigan) davanti a 4000 studenti e aveva criticato la politica della Federal Reserve Bank (FED). Improvvisamente, uno dei giovani spettatori ha gridato: "End the Fed!". Questo grido ha impressionato tutta la stanza e ha dato il titolo all'ultimo libro di Ron Paul ("End the Fed", Grand Central Publishing, 2009). Membro del Partito Repubblicano, Paul è considerato un "libertario". La sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti nel 2012 è considerata sicura.

12 giugno 2011

GLI ISRAELIANI SI PREPARANO AD EMIGRARE E I PALESTINESI A RITORNARE


Forse gli storici o antropologi culturali che sondano il corso degli avvenimenti umani possono identificare per noi una terra, oltre la Palestina, dove una percentuale di popolazione colona appena arrivata si prepara per esercitare il loro diritto di andarsene, mentre molte altre persone, con reali radici millenarie ma vittime di pulizie etniche, si preparano a esercitare il loro diritto al ritorno.
Di Franklin Lamb
Al Manar

Uno dei numerosi paradossi inerenti l'impresa coloniale sionista del XIX secolo in Palestina, è che questo progetto, sempre più logorato, annunciato durante la maggior parte del XX secolo come un rifugio in Medio Oriente per il “ritorno” degli ebrei europei perseguitati. Tuttavia, oggi, nel XXI secolo, buona parte degli occupanti illegali della terra della Palestina considerano sempre più frequentemente che l’Europa è il rifugio più desiderato per il ritorno degli ebrei del Medio Oriente.
Parafrassando al giornalista ebraico Gideon Levy, “Se i nostri antenati sognavano con un passaporto israeliano per scappare dall’Europa, oggi molti di loro sognano con un secondo passaporto per scappare in Europa”.

Potrebbe finire così il progetto sionista?

10 giugno 2011

COSTA D’AVORIO: SARKOZY DEVE ESSERE GIUDICATO PER CRIMINI CONTRO L’UMANITA’?

Hitler disse: “Uomo, non sei che un numero e questo numero è zero”. 
Ouattara disse: “Gbagbo non è nulla”. Stessa visione del mondo, stesso sguardo sugli uomini. Visione d’altra parte condivisa, in una certa misura, da Napoleone bis, patrigno di Ouattara. Che cosa ha detto Sarkozy in effetti, perché è di lui che si tratta, che cosa ha detto attaccando la Costa d’Avorio con tutta la brutalità e la bestialità dei suoi elicotteri e carri armati? Ha detto che l’Africa è nulla, che l’Africa è in definitiva un suo oggetto, un oggetto modellabile e alla sua mercè, un oggetto senza volontà propria, chiamato a sottomettersi ai desideri finali della Francia! La democrazia come la intendo io o il sangue scorrerà!”, ha detto in breve.
E il sangue è scorso, scorre abbondantemente e continuerà a scorrere a fiumi in Costa d’Avorio.
Di  David Gakunzi

Tremila? Cinquemila? Settemila? Diecimila morti? Nessuno lo sa. Una sola certezza: la Costa d’Avorio è oggi carne aperta, lacerata, ferita, mutilata, fessurata, strappata a lungo. Una sola certezza: gli Ivoriani sono stati attaccati, uccisi, bruciati, schiacciati, schiacciati come si schiacciano bestie selvagge, schiacciati dalle forze dell’esercito francese e alleate di Ouattara; schiacciati, attaccati perché di nascita non Dioula, attaccati perché sostenitori di Gbagbo; attaccati nella loro identità etnica e politica. Crimine di Stato, crimine contro l’umanità.

09 giugno 2011

“SCORIE” DI ORDINARIA FOLLIA...

BALLE NUCLEARI”!
10 BUONE RAGIONI PER AMBIRE AD UN FUTURO "SENZA SCORIE"...
Il 12/13 giugno saremo nuovamente chiamati al voto sul nucleare, a 24 anni di distanza dal primo plebiscitario referendum popolare sull'atomo. Per chi si è già espresso nel 1987 sarà probabilmente facile (per non dire scontata!) la scelta a cui è richiamato oggi, riconfermando il proprio orientamento di voto. Così, invece, non è per le nuove generazioni “de-ideologizzate” che nel frattempo sono cresciute, chiamate per la prima volta a “formarsi un'opinione” su un tema così complesso e delicato.

Di Gaspare Serra
Panta Rei

Il principale ostacolo per chiunque voglia informarsi in maniera obiettiva sul nucleare è costituito dalla cronica “rozzezza” e superficialità dell'informazione italiana (specie televisiva), il più delle volte qualificabile:
- “insufficiente” (quanti telespettatori conoscono con esattezza i quesiti referendari?);

08 giugno 2011

La Federal Reserve USA ammette di non possedere oro

di Attilio Folliero
http://attiliofolliero.blogspot.com/
La notizia è di quelle importanti, anche se nei media ufficiali non troveremo traccia. Alvarez Scott (nella foto, N.d.E.), avvocato della Federal Reserve, il banco centrale degli Stati Uniti, lo scroso primo giugno, in un dibattito con il congressista republicano Ron Paul, ha ammesso che la Federal Reserve non possiede oro ed ha spiegato che l’oro ascritto al bilancio del Banco Centrale USA si riferisce a certificati in oro del 1934. Vedasi il video del dibattito in cui l'avvocato Alvarez Scott afferma che la FED non possiede oro dal 1934.
Nel 1934, la legge sulle riserve in oro, obbligò la Federal Reserve, il banco centrale USA a consegnare tutto il suo oro al Ministero del Tesoro, ottenendo in cambio certificati in oro, equivalenti al valore dell’oro consegnato a prezzo del 1934; tale valore è stato rivalutato negli anni successivi, ma attualmente è fermo dal 1973 a 42,22 dollari l’oncia.

06 giugno 2011

DIO BENEDICA L'AMERICA E LE BOMBE!

Di William Blum 
http://killinghope.org/
Quando hanno bombardato la Corea, il Vietnam, il Laos, la Cambogia, El Salvador e il Nicaragua, non ho detto niente, perché non ero un comunista.
Quando hanno bombardato la Cina, il Guatemala, l'Indonesia, Cuba e il Congo, non ho detto niente, perché non né sapevo nulla.
Quando hanno bombardato il Libano e Grenada, non ho detto niente, perché non riuscivo a capire.
Quando hanno bombardato il Panama, non ho detto niente, perché non ero un trafficante di droga.
Quando hanno bombardato l'Iraq, l'Afghanistan, il Pakistan, la Somalia e lo Yemen, non ho detto niente, perché non ero un terrorista.
Quando hanno bombardato la Jugoslavia e la Libia per ragioni "umanitarie" non ho detto nulla, perché mi sembrava così nobile.
Poi vennero a bombardare la mia casa, e non c'era più nessuno a difendermi. Ma non importa. Ero morto. (1)

CHI E' IL SOSTITUTO PROVVISORIO DI DOMINIQUE STRAUSS-KAHN AL FMI?

Quando il vicepresidente del FMI annunciò le sue dimissioni per la fine del prossimo mese di agosto, praticamente nessuno lo conosceva al di là dei muri della sede del FMI a Washington. E adesso, giorni dopo aver annunciato le sue dimissioni, John Lipsky, è improvvisamente diventato presidente, anche se in forma provvisoria. Dominique Strauss-Kahn, ha dovuto abbandonare l’incarico in penose circostanze. Fino alla nomina del nuovo presidente Lipsky non farà molto. Ma con lui può succedere che la Spagna e l’Italia si ritrovino nella lista dei prossimi obiettivi del FMI riguardanti l’Eurozona, come è stato il caso di Grecia, Irlanda e Portogallo.
Di Elmar Altvater
Freitag 

John Lipsky, 64 anni, ha ottenuto i suoi meriti nel suo lavoro quotidiano come capo di una banca di Wall Street, come economista della Chase Manhattan Bank e al Salomon Brothers. Alla fine degli anni '70 è stato a favore dell’intervento del FMI in Cile, senza mostrarsi critico verso la dittatura di Pinochet  e apparentemente senza preoccuparsi della presenza del gruppo di influenti economisti neoliberali conosciuto come la "Chicago Boys".

05 giugno 2011

"LUNGA VITA ALLE FARFALLE"

Bogotà, 4-5 giugno 2011: Incontro Nazionale per la libertà dei prigionieri politici in Colombia

Nei giorni 4 e 5 giugno 2011, nella città di Bogotà, si terrà l'Incontro per la Libertà dei Prigionieri Politici in Colombia "LUNGA VITA ALLE FARFALLE", così chiamato in memoria del movimento per la libertà dei prigionieri politici nato nella Repubblica Dominicana nel 1959, a seguito della detenzione arbitraria di centinaia di membri del movimento politico contro Trujillo, fra i quali c'erano le sorelle Mirabal, difenditrici dei diritti umani delle persone scomparse e private ​​della libertà per ragioni politiche, che furono poi massacrate il 25 novembre 1960.

03 giugno 2011

YEMEN, FERITO IL PRESIDENTE SALEH

Missili hanno colpito il palazzo presidenziale. Inizialmente si era parlato della morte del presidente al potere da 33 anni. Poi la notizia è stata smentita. Ma il Paese ormai è in piena guerra civile. 50 morti nell’ultima settimana.
Nena News 

 Il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, da 33 anni al potere ed uno storico alleato degli Stati Uniti, è scampato per miracolo alla morte quando oggi missili o colpi di cannone sparati dai clan tribali legati all’opposizione hanno colpito il palazzo presidenziale nella capitale Sanaa. Una fonte della sicurezza ha riferito  che sono stati feriti il primo ministro Ali Mujawar, il vice premier Rashid al-Alami e il portavoce del Parlamento Yahya al-Raiee. Quattro guardie presidenziali sono rimaste uccise. Saleh, che rifiuta di farsi da parte, come prevede l’accordo raggiunto nelle scorse settimane per la soluzione della crisi interna che si trascina da settimane, dovrebbe tenere una conferenza stampa questo pomeriggio.

Referendum, ora l'obiettivo è superare il 'quorum'

A pochi giorni dal referendum e dopo il sì della Cassazione sul quesito nucleare l'obiettivo resta quello di raggiungere e superare il quorum. Aumentano le iniziative a sostegno dei '4 sì' promosse da comitati e associazioni, ma anche da artisti e cittadini. Resta da chiarire, per quanto riguarda il quesito sul nucleare, la questione degli italiani all'estero, che stanno già votando, ma sulle vecchie schede, che chiedono di abrogare una legge che non esiste più.

02 giugno 2011

L'ECCESSIVA INDIPENDENZA DELLE BANCHE CENTRALI, INCLUSA LA BCE

Di Vicenç Navarro 
http://www.vnavarro.org/
L'opinione pubblica in generale dovrebbe sapere e capire il pericolo per la democrazia, il benessere sociale e per la qualità della vita della popolazione dell'eccessivo potere che la banca (il termine generico usato per definire le istituzioni finanziarie che gestiscono la maggior parte del credito in un paese) esercita sugli Stati e sulle istituzioni europee, ivi comprese le istituzioni che dovrebbero regolare, come ad esempio la Banca Centrale Europea (BCE) e le Banche Centrali. E' importante informare l'opinione pubblica del fatto che gli interessi dei banchieri (non sempre coincidono con gli interessi dei risparmiatori che hanno messo i loro soldi in banca), non sono gli stessi interessi della popolazione. La popolazione è divisa in classi sociali e gli interessi di ogni classe sono influenzati in modo diverso dal comportamento delle banche. Ma le classi popolari sono quelle che, in generale, sono più colpite da tale comportamento.

01 giugno 2011

L'IMPERIALISMO IN MESSICO: BANCHIERI, GUERRA CONTRO LA DROGA E GENOCIDIO

Nel maggio del 2011, alcuni investigatori messicani hanno scoperto un'altra fossa clandestina con decine di corpi mutilati; il numero di morti arriva così a 40.000 dal 2006, quando il governo Calderon annunciò la sua guerra contro il narcotraffico. Con il sostegno di consiglieri, agenti ed armi, la Casa Bianca è stata il promotore principale di una guerra che ha decimato completamente la società e l'economia del Messico.
Se Washington è stata la forza trainante della guerra di regime, le banche di Wall Street sono state il principale strumento di garanzia dei profitti ricavati dai cartelli della droga. Tutte le principali banche degli Stati Uniti sono state profondamente coinvolte nel riciclaggio di centinaia di miliardi di dollari di profitti della droga per la maggior parte del decennio scorso.

La discesa del Messico in questo inferno è stata progettata dalle principali istituzioni finanziarie e politiche degli Stati Uniti, ognuna delle quali supporta "da una parte o dall'altra" una sanguinosa guerra che non risparmia nessuno, nessun luogo e nessun momento. Mentre il Pentagono, arma il governo messicano e la Drug Enforcement Agency (DEA) promuove la "soluzione militare"