30 marzo 2011

I PROGETTI SEGRETI PER LO YEMEN

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DOPO L'INSURREZIONE
di F.William Engdhal
Réseau Voltaire
 
Il 25 dicembre 2009 le autorità statunitensi, arrestarono un nigeriano, Abdulmutallab a bordo del volo della Northwest Airlines che collega Amsterdam a Detroit; fu accusato di aver tentato di far esplodere l’aereo con una bomba che aveva nascosto all’imbarco. I giorni seguenti molti servizi apparirono sulla CNN, nel NewYork Times e negli altri media secondo i quali il nigeriano era sospettato di aver seguito un addestramento nello Yemen dedicato a questa missione suicida.
E’ stato cosi che il mondo a visto nascere un nuovo obiettivo della Guerra contro il terrorismo statunitense, uno stato isolato e indigente della penisola Arabica: lo Yemen. Osservando più da vicino il contesto dell’apparizione di questa presunta minaccia, l’agenda segreta del pentagono e dei servizi segreti statunitensi per lo Yemen, apparivano più chiari.

Dopo qualche mese tutti assistono all’intensificazione delle operazioni militari statunitensi nello Yemen, un paese disperatamente povero, vicino dell’Arabia Saudita alla sua frontiera settentrionale, che si affaccia sul mar rosso ad ovest e sul Golfo d‘Aden a sud il suo accesso al mare d’Arabia, su cui si affaccia un altro paese desolato, recentemente all’attenzione dei media: la Somalia.

29 marzo 2011

LE CREPE DELL'EUROPA

Patto dell’Euro, Libia, Fukushima, Portogallo, proteste sindacali a Bruxelles, Londra e Budapest.
Nel Consiglio Europeo di Bruxelles del 25 marzo è stato adottato “un insieme globale di misure che rafforzerà la governance economica dell’UE e garantirà la stabilità duratura della zone dell’euro nel suo insieme”. Si tratta del “Patto dell’Euro”, che in un primo momento si chiamava “Patto di Stabilità” e che, secondo l’osservatorio Corporate Europe significa “il più grande passo verso un modello corporativo di governance economico che si tradurrà in un attacco massivo ai diritti sociali e agli standard di vita.
Di Gorka Larrabeiti
Rebelión 
Il Presidente della Commissione Europea, Barroso, aveva definito le nuove misure sulla governance economica europea come una “rivoluzione silenziosa”. Grandi gruppi di pressione come il BusinessEurope o la Tavola Rotonda Europea degli Industriali, un “forum informale che riunisce i 45 manager e presidenti delle più grandi multinazionali europee” vedono compiersi le rivendicazione che avevano già chiesto nel documento Europa in cammino. Una visione per un’Europa competitiva nel 2025.

28 marzo 2011

PIAZZA TAHIR, CON I MILITANTI DELLA LIBERA REPUBBLICA D'EGITTO

Di Rabha Attaf رابحة عطاف  
Un vento di libertà soffia in Egitto dal quel giorno storico dell'11 febbraio 2011, data della destituzione del generale-presidente Hosni Mubarak da parte dei suoi colleghi e della sua fuga senza gloria verso Sharm El Sheikh, stazione balneare particolarmente apprezzata dai sub di tutto il mondo per le sue acque limpide e la compagnia di delfini.
Un vento così eccitante che il gruppo irriducibile di attivisti per la pace - al quale si sono aggiunte più di 500 persone - ha deciso di assediare la piazza di Tahrir. Diverse classi della società egiziana - imprenditori, guide turistiche, ingegneri, avvocati, medici, giornalisti, studenti, o semplicemente uomini e donne del popolo - hanno deciso di occupare, come una sfida democratica, il centro di questo luogo simbolico della rivoluzione egiziana.  Obiettivo: la promulgazione di una nuova costituzione e indire elezioni libere dopo un anno - e non quattro mesi, come annunciato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate a capo del paese - per consentire alla società civile egiziana di organizzare la sua rappresentazione. La posta in gioco è alta: evitare che le aspirazioni democratiche della maggioranza finora silenziosa non si ritrovino incagliate tra la potente Fratellanza Musulmana (prima soggetta a divieto di scrutinio elettorale come un partito) e il Partito Nazionale Democratico, lo stesso sul quale si è basato il sistema clientelare di Mubarak.

26 marzo 2011

IL "TOP TEN" DELL' "ALBA DELL'ODISSEA"

IL LINGUAGGIO DELLA DEMOCRAZIA DEI CACCIABOMBARDIERI NATO!
La guerra è pace. Adesso i manifestanti sono fuori dalle video camere, adesso si filma la diplomazia dei missili. Avvolti dalla rettitudine morale, i Tomahawks, Typhoons, Tornado, Rafale, Mirages, B-2 e F-18, per non nominare i “sexy” missili cruise europei Storm Shadow e possibilmente la guest star, il jet stealth (quasi invisibile) F-22 Raptor che evita i radar, parlano adesso il linguaggio della democrazia. Questi “mezzi militari” che ostentano le loro “capacità uniche”, “proteggono adesso il popolo libico”. Mettiti al riparo o diventerai un danno collaterale.
Di Pepe Escobar 
 Asia Times Online

 E adesso, la nostra lista dei “dieci migliori”:
  • 10- Il ritorno di Ulisse: Operazione “Alba dell’Odissea”? Bisogna congratularsi con gli scrittori fantasmi del Pentagono. L’Odissea di Omero è l’archetipo della cronaca di tutti i viaggi. Quindi Odissea/Ulisse tornano a deambulare per il Mediterraneo. Il ritorno degli eroi che hanno conquistato Troia adesso diventa il ritorno degli eroi che ci hanno commosso e stupito. Bengasi è Itaca e Tripoli è in lista d’attesa. Muamar Gheddafi è Ciclope. Ma chi è Circe? Hillary Clinton?

25 marzo 2011

CRISI DI BILANCIO NEGLI STATI UNITI

IL SENATO HA APPROVATO IN TUTTA FRETTA UNA LEGGE CONTRO  I LAVORATORI
Di Tom Eley (16/03/2011)
http://www.wsws.org/
Il Senato del Wisconsin, a maggioranza Repubblicana, ha approvato mercoledì sera una legge che spoglia i lavoratori statali dei loro diritti a negoziare un contratto collettivo e li obbliga a pagare molto di più per l’assicurazione sanitaria e la pensione. La legge è stata adottata malgrado l’assenza di 14 senatori Democratici che avevano lasciato lo Stato, privando legalmente i Repubblicani del quorum e della maggioranza di due terzi necessaria per iniziare la procedura di voto.

La legge dovrebbe essere votata giovedì dall’assemblea del Wisconsin e promulgata dal Governatore Scott Walker entro la fine della settimana.
I Repubblicani hanno fatto valere un principio giuridico nel processo, ritirando temporaneamente dal cosiddetto “disegno di legge di riparazione di bilancio” i suoi elementi fiscali. Così facendo, i Repubblicani hanno dichiarato che la normativa non era più un disegno di legge finanziaria e perciò non era nemmeno soggetta al quorum. E’ stato un momento di menzogna evidente per Walker e per i dirigenti Repubblicani del Senato che, in ogni dichiarazione pubblica, avevano assicurato che l’attacco contro i diritti di contrattazione salariale era di natura fiscale.

24 marzo 2011

MEDIO ORIENTE: LA CONTRORIVOLUZIONE DI OBAMA

CONTINUARE A CONTROLLARE LE RISORSE E I POPOLI 
Di Thierry Meyssan
Voltairenet.org
Dopo qualche esitazione circa le azioni da intraprendere di fronte alle rivoluzioni arabe, l’amministrazione di Obama decide l’uso della forza come mezzo per salvare i vassalli che ancora possono essere salvati. Come in passato, è l’Arabia Saudita che riceve la missione di dirigere la controrivoluzione. Riad è riuscita a far si che la comunità internazionale riconosca le sue pedine libiche in detrimento dei ribelli e adesso ha appena invaso il Bahrein, affogando in sangue la rivolta popolare.
Dopo essersi riuniti a Parigi con tre emissari della ribellione, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato, il 10 marzo 2011, che la Francia non riconosce il regime del colonnello Gheddafi come rappresentante della Libia ma al Consiglio Nazionale Libico della Transizione (CNLT).
Si tratta, in questo caso, di un atto contrario ad ogni tradizione diplomatica della Francia che, fino ad ora, non aveva mai riconosciuto governi ma Stati. In precedenza, il 4 dicembre 2010, sempre la Francia aveva riconosciuto Alassane Outtara come presidente della Costa d’Avorio e non Laurent Gbagbo.

Nel caso della Costa d’Avorio, la maggior parte della comunità internazionale ha imitato la decisione di Parigi che spera di provocare adesso una reazione simile per quanto riguarda la Libia. Ma, nessuno può non notare che le decisioni del presidente Nicolas Sarkozy non rispondono agli interessi della Francia, le cui aziende vengono espulse dalla Costa d’Avorio e che non tarderanno a fare la stessa fine dalla Libia- ma che sono state prese in risposta alle richieste espresse dalle amministrazioni del presidente statunitense Obama e del primo ministro israeliano Netanyahu.

23 marzo 2011

USA: VIOLAZIONI ESTREME DEI DIRITTI UMANI ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE NON CONSENSUALE

Un evento storico per i diritti umani negli Stati Uniti si è verificato Martedì 1 marzo, quando la Commissione Presidenziale per lo Studio sulle Questioni Bioetiche ha ascoltato le dichiarazioni scioccanti di una rappresentanza dei molti Americani che vengono torturati attraverso armi a distanza e tattiche Cointelpro simili. Ciascuna vittima sopravvissuta alla tortura ha presentato prove di violazioni estreme dei diritti umani, implorando Obama di porre termine all'orrenda sperimentazione militare umana non consensuale condotta oggi su di loro e migliaia di altri come loro. 
Di Deborah Dupre
Human Rights Examiner 

Secondo le presentazioni fatte alla Commissione di Bioetica martedì, le vittime sopravvissute necessitano di un'inchiesta del Congresso. Hanno bisogno che i loro abusi siano documentati ed ascoltati. Essi richiedono una maggiore declassificazione dei documenti governativi che nascondono la sperimentazione umana non consensuale e le operazioni di controspionaggio che hanno come obiettivo cittadini americani. Tale declassificazione si è verificata durante l'amministrazione Clinton, rivelando violazioni dei diritti umani che hanno scosso la nazione.

22 marzo 2011

Intelligence USA: Il programma nucleare iraniano è pacifico

Il Rapporto annuale del servizio d’intelligence statunitense ha confermato la natura pacifica del programma nucleare iraniano.
Una recente relazione annuale dei servizi d'intelligence statunitensi ha modificato le considerazioni precedenti sulla possibilità che l’Iran costruisca armi nucleari ed ha affermato la natura pacifica del programma atomico del paese persiano, secondo quanto informa la Press Tv, citando il rapporto pubblicato sul Washington Post.
Nel documento consegnato al Congresso statunitense non si fa riferimento alle accuse secondo le quali l’Iran mantenga l’opzione di costruire armi nucleari.
Il Centro per il Controllo delle Armi, l’Intelligence e la Non Proliferazione delle Armi della CIA, hanno realizzato questo rapporto in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Intelligence statunitense.
Il Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA), Yukiya Amano, ha riconosciuto anche, lo scorso lunedì, che da quando ha assunto l’incarico a dicembre del 2009, non vi era alcun segnale che l’Iran sviluppasse un programma nucleare militare.
L’Iran come membro dell’AIEA e del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) sviluppa il suo programma nucleare con scopi puramente pacifici e sotto la supervisione continua di ispettori internazionali.


Traduzione per Voci Dalla Strada di VANESA

Il 15 marzo a Gaza...

Riceviamo e pubblichiamo. 
Vi scrivo questo in forma anonima, perché trovo necessario che queste informazioni escano dalla striscia. Vi chiedo di diffondere queste informazioni ma di mantenerle in forma anonima, e di mantenere alta l'attenzione su cosa sta succedendo qui. Grazie.
Anonimo
Il 15 di Marzo, il popolo palestinese è sceso in piazza. È sceso in piazza sia a Gaza che in Cisgiordania, sono scese in piazza donne, bambini, uomini, famiglie intere. Vi racconterò quello che è successo e che sta succedendo a Gaza, dove mi trovo, e non parlerò della Cisgiordania solo perché non ne ero testimone oculare. Qui hanno manifestato, secondo le stime, 300.000 persone, soprattutto giovani, su un'idea lanciata da un gruppo “15 di marzo”, gruppo che non fa riferimento a nessun partito, gruppo di ragazzi e ragazze per lo più giovani e giovanissim*, gruppo nato circa un mese prima e che è rimbalzato in facebook e che è riuscito a raccogliere persone di tutti i tipi e facenti parte di tutte (o quasi) le fazioni politiche.
Il popolo palestinese è sceso in piazza perché vuole l'unità.

21 marzo 2011

Le forze del Male contro i popoli della terra

Quasi tutto è incomprensibile nella guerra che Francia, Inghilterra, Stati Uniti e il folcloristico codazzo italiano hanno dichiarato contro la Libia. 
di Stefano D’Andrea
http://www.appelloalpopolo.it/

Le notizie sulle fosse comuni, sui bombardamenti aerei contro "folle di manifestanti", sulle stesse folle di manifestanti e sul numero dei morti erano false. Ormai tutti sanno che erano false, anche se, per convenienza o viltà, alcuni fingono di crederle vere. La cosa incomprensibile, tuttavia, è che sebbene quelle notizie fossero assurde, inverosimili e sfornite di ogni prova, molti le hanno reputate vere. L'unica plausibile spiegazione è che i cittadini occidentali siano stati stupiditi. Non parlo soltanto della massa. Mi riferisco anche alla classe dirigente, ai giornalisti, ai politici, ai docenti universitari. Spiegazioni più plausibili non so ipotizzarne. Fornitemele se siete in grado.

Russia, Cina e Germania si sono limitate ad astenersi nella deliberazione del consiglio di sicurezza dell'ONU. Perché? Perché Cina e Russia non hanno posto il veto?

20 marzo 2011

La NATO, la guerra, la falsità e gli affari

Come alcuni sanno, nel settembre del 1969, Muammar al-Gaddafi, un militare arabo beduino di peculiare carattere, ispirato dalle idee del leader egiziano Gamal Abdel Nasser, promosse nel seno delle Forze Armate un movimento che sconifisse il Re Idris I della Libia, un paese desertico nella sua quasi totalità e con una scarsa popolazione, situato al nord dell’Africa, tra Tunisi e l’Egitto.
Le importanti e preziose risorse energetiche della Libia si scopersero progressivamente.
Fidel Castro Ruz
Cubadebate
Nato nel seno di una famiglia di una tribù beduina di pastori nomadi del deserto, nella regione di Trípoli, Gheddafi era profondamente anticolonialista. Si assicura che un suo nonno paterno morì lottando contro gli invasori italiani, quando la Libia fu invasa da costoro nel 1911. Il regime coloniale e il fascismo cambiarono la vita di tutti. Si dice, ugualmente, che suo padre sofferse la reclusione prima di guadagnarsi il pane come operaio industriale.

19 marzo 2011

LA VEGGENZA DELLA LLOYD'S

Stringiamoci a coorte, l’Italia s’è desta, ci han fatto la festa. 

La Libia alla BP, Total e Chevron, l'ENI è fuori. A Roma tutti contenti. Pappata la Fiat, ora vanno per Finmeccanica e Fincantieri. Westerwelle: "Nessun soldato tedesco combatterà in Libia" (vedi qui). La veggenza della Lloyd's
Di
Tito Pulsinelli e Attilio Folliero
Attiliofolliero/Selvasorg

Nel giorno del suo compleanno 150 l’Italia viene amputata del potere di avere una politica esterna autonoma nel Mediterraneo, non nella sua ampiezza totale, persino sul pianerottolo con l’inquilino dirimpetto. La ciliegina sulla torta è amara. L’ENI perde le concessioni a favore della British Petroleum (BP), Total , Chevron e Shell. Scacciati da una delle tre aree in cui si continuano a scoprire risorse energetiche o nuovi giacimenti. Congiuntamente all’Iran ed il Venezuela. All’Italia viene negata la funzione storica di ponte europeo verso l’Africa ed il Medioriente, e pure lo spazio di manovra per un’autonoma politica energetica, volta a garantire l’autosufficienza attraverso una propria impresa multinazionale, parzialmente statale.

Quel che un mese fa era un putch militare interno per assicurarsi il controllo dei giacimenti della Libia, divenuto poi un golpe fallito, ha preso finalmente le sembianze di una manovra separatista infruttuosa. Per andare a buon fine, gli sponsor “occulti” di Francia, Inghilterra e Stati Uniti devono sporcarsi le mani- con un intervento diretto. Opportuno riflettere sul perchè la Germania si defila e dice nein. Siamo tornati ai tempi dell’invasione anglo-francese dell’Egitto, dopo la nazionalizzazione del canale di Suez.

18 marzo 2011

Terremoto, tsunami e allarme nucleare in Giappone, un cocktail esplosivo in piena crisi energetica. Coincidenza?

Non bisogna dimenticare che il controllo del clima e, specificamente, il controllo dei fenomeni climatici come terremoti o tsunami sono possibili da molto tempo, la stessa ONU ha elaborato, nel 1977, una risoluzione per vietare lo sviluppo di tecniche di modificazione del clima, per il rischio del suo uso con scopi bellici o ostili.
Antimperialista
Dopo uno dei più grandi terremoti che abbia mai scosso la terra, che casualmente si è verificato in una delle coste del Giappone dove ci sono un gran numero di centrali nucleari, le informazioni che stiamo ricevendo da parte dei media occidentali si concentrano quasi esclusivamente, sul pericolo di possibili fughe radioattive dalle centrali colpite dal terremoto, lasciando in secondo piano il fatto che vi sono ancora migliaia di dispersi e che i danni subiti stanno mettendo in grosse difficoltà la vita di decine di migliaia di giapponesi.
L’attenzione che le corporazioni mediatiche occidentali danno al pericolo nucleare in Giappone, ed il modo di affrontarlo, ci può dare qualche indizio sul fatto che esistono interessi nascosti dietro questa tragedia, dato  che queste multinazionali della (dis)informazione non sono altro che strumenti creati e finanziati per difendere gli interessi dei grandi oligarchi del capitalismo,

ISLANDA: Una rivoluzione messa a tacere...

Gli islandesi si sono ribellati contro il proprio governo, chiedendo di non pagare il debito delle banche
Di Juan Manuel Aragüés 
Ciò che non appare nei media, non accade. Questa è la massima che si deve applicare allo strano caso dell'Islanda. Sì, l'Islanda. L’Islanda dovrebbe essere notizia, titolo principale dei giornali. Perché? Bene, perché in Islanda, la gente è scesa per le strade, pentola in mano, per mostrare la sua radicale opposizione al suo governo. E la mobilitazione dei  cittadini non solo ha provocato due crisi di governo, ma ha imposto un processo costituzionale, la stesura di una nuova Costituzione per evitare il ripetersi di situazioni simili come quelle che si sono verificate nel corso di questa crisi globale. Quali sono queste situazioni?
Le tre principali banche islandesi si lanciarono, protette dal neoliberismo rampante, in una politica di acquisto di attivi e prodotti al di fuori dei loro confini. Come è successo con molte banche, quei prodotti sono risultati spazzatura, di quella che a Rodrigo Rato sembrava una stupenda scommessa finanziaria quando era direttore del FMI, che ha portato queste istituzioni alla bancarotta  per i loro debiti in Olanda e Gran Bretagna. Il governo islandese ha provveduto a nazionalizzare le banche e ad assumersi i loro debiti.

16 marzo 2011

Indiani d'America e Briganti meridionali

Non c’è dubbio che nel campo delle interpretazioni storiografiche è opportuno evitare atteggiamenti troppo faziosi, dogmatici o apologetici per adottare un approccio possibilmente problematico verso le questioni e i processi storici. Francamente questo spirito libero non c’è nel clima di esaltazione retorica dei 150 anni dell’unità d’Italia.

Con questo articolo so di andare controcorrente per tentare di recuperare la memoria di due esperienze storiche che sono state letteralmente cancellate dalla storiografia ufficiale. Mi riferisco al destino parallelo degli Indiani d’America e di coloro che sono definiti i “Pellerossa” del Sud Italia: i briganti e i contadini del Regno delle Due Sicilie.

IN MAROCCO, IL MAKHZEN UCCIDE IN SILENZIO

Mentre gli occhi del Mondo sono sulla Libia, lo Stato marocchino continua tranquillamente con la sua repressione contro il Movimento del 20 Febbraio.
Di Zineb El Rhazoui
Due nomi, due facce, Fadoua e Karim, due vittime dell’arbitrarietà, certamente non gli unici, ma il loro triste destino ha emozionato il Marocco. Karim Chaib di 21 anni ha perso la vita nei violenti disordini che hanno scosso la città di Sefrou, dopo le manifestazioni del 20 febbraio. Un video mostra numerosi poliziotti che si scagliano contro di lui in una strada della città mentre si sentono le urla indignate di alcune donne. Anche se la scena si è verificata davanti a testimoni, questo non ha impedito alle autorità di “mascherare” il suo crimine. Karim è stato sepolto di prima mattina in presenza di un numero molto limitato di membri della famiglia, senza che i risultati dell’autopsia siano stati resi pubblici.

15 marzo 2011

Bruxelles controllerà i bilanci nazionali

Il patto per la competitività adottato dalla zona euro questo fine settimana non resterà in nessun cassetto per un anno, termine dato ai paesi per attuare le loro misure. L’accordo tornerà sul tavolo nella riunione dei ministri dell’euro questo pomeriggio e domani tra i 27 paesi dell’UE. 
Di Daniel Basteiro
Pùblico.es
L'attuazione delle proposte del cancelliere tedesco Angela Merkel, comprese le riforme sui limiti dei salari e del deficit, saranno controllate dalla Commissione, che prevede un documento redatto da ciascun partner, entro aprile, per sapere quali sono le proposte per portare a termine queste riforme.
Il patto per la competitività, chiamato ora Patto per l’Euro, sarà il pilastro di un Governo Economico rafforzato, che include anche il controllo europeo degli aspetti dell’economia nazionale, che fino ad ora erano fatti solo successivamente. Nello stesso documento, chiamato Programma Nazionale della Riforma, i paesi dell’UE rimetteranno a Bruxelles le linee generali dei loro conti nazionali per il prossimo anno, un esercizio di prevenzione che mira ad evitare spese irresponsabili. 
Questo controllo europeo fisserà il margine per i parlamenti nella redazione delle finanziarie.

14 marzo 2011

Gli USA verso la fame e la rivoluzione

Nel mese di febbraio, il debito pubblico USA è continuato a crescere; dall’inizio dell’anno è aumentato complessivamente di 169,55 miliardi. Nell’ultimo anno, a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, in molti paesi del nord Africa e del Medio Oriente sono scoppiate rivolte popolari. La fame è, dunque, alla base di queste rivolte, che solo negli ultimi mesi sono arrivate all’attenzione dei media mondiali; basta citare la rivolta in Egitto, di cui noi abbiamo parlato già un anno fa circa e che i media ufficiali hanno scoperto solo all’inizio di quest’anno!
Di Attilio Folliero e Cecilia Laya
http://attiliofolliero.blogspot.com/

Oggi, nessuno ne parla, ma presto vedremo queste rivolte anche negli Stati Uniti. Molto presto gli statunitensi, che fino ad ora sono i più ricchi del pianeta, avranno problemi di fame ed inevitabilmente i rimorsi della fame conducono alle rivolte, alle esplosioni sociali.

Top ten armi del futuro: sofisticando la distruzione.

Come se non fosse sufficientemente irresponsabile la nostra interazione in questo pianeta, si sta già preparando la nuova generazione di armi futuriste: super potenti, ipereffettive e più distruttive che mai.
Di Jeff Hecht
Newscientist.com

Lo sviluppo delle armi è stato, tristemente, uno dei più grandi detonanti innovativi a livello tecnologico di tutta la storia. Basta ricordare i molteplici vantaggi tecnologici di cui godiamo da un paio di decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale, e lo stesso fenomeno che si è verificato dopo la guerra fredda. Ma ovviamente, perché la società goda dei benefici di questi strumenti innovativi devono trascorrere diversi anni dopo che sono stati sfruttati a livello militare. A conferma di ciò, basta verificare che l’antecedente guidato dalla World Wide Web, la ARPANET (Advances Research Projects Agency Network)è stata lanciata a metà anni Sessanta dal governo Usa e solo 20 anni il suo miele è cominciato ad arrivare alla società civile. 

13 marzo 2011

Il 17 aprile: è il giorno dei prigionieri palestinesi

L'International Solidarity Movement (ISM) Gaza chiede una giornata di azione globale per attirare l'attenzione sui prigionieri politici palestinesi che si trovano illegalmente detenuti in Israele. Il 17 aprile è il giorno dei prigionieri palestinesi, una giornata in commemorazione delle 5.834 palestinesi che sono attualmente (al 1 Febbraio 2011), detenuti nelle carceri israeliane. Non meno di 221 di loro sono bambini e 798 sono condannati all'ergastolo.

Vi chiediamo di organizzare eventi il ​17 aprile o nel corso di quella settimana nei vostri paesi per contrastare le numerose violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele in materia prigionieri palestinesi.

Aumentate la consapevolezza, incentivate la pressione dell'opinione pubblica i vostri rappresentanti locali e nazionali per far rendere conto ad Israele dei suoi crimini, domandando che vengano rispettati come minimo i seguenti punti:

12 marzo 2011

Il Pentagono interviene nei social network

Il segretario della Difesa degli USA, Robert Gates, ha proceduto a gennaio ad una ristrutturazione delle funzioni degli interventi militari nel web.
D'ora in avanti sarà lo Strategic Command (che controlla la forza d’attacco nucleare) ad essere il responsabile dell'hacking (pirateria informatica) e della cyber-difesa. Questo Comando Congiunto è il responsabile delle operazioni di contaminazione (propaganda, manipolazione dell’informazione), mentre lo Special Operation Command è responsabile del recupero di informazioni utili e necessarie per le operazioni segrete.

11 marzo 2011

I Balcani delusi dall'Unione Europea

I sentimenti contro l'Unione Europea (UE) crescono in tutti i paesi balcanici, che negli ultimi dieci anni avevano proclamato l'entrata nel blocco come il principale obiettivo politico.
Di Vesna Peric Zimonjic
La delusione aumenta nelle prolungate difficoltà economiche, il fallimento nella lotta alla corruzione e gli stagnamenti politici al momento di creare governi stabili.
“La promessa di adesione all’UE non è più attraente”, ha detto a IPS l’economista serbo Misa Brkic. Recenti inchieste indicano che l’appoggio in Serbia al blocco è caduta del 60% per la prima volta dal 2000.
“La gente è molto nervosa, ed il governo è indifferente”, ha detto Brkic. “La gente vuole lavoro, sicurezza sociale e miglioramento in tutte le aree”.
Il 12 febbraio, la Serbia è stata uno scenario della più grande manifestazione politica dalla caduta del regime di Slobodan Milosevic nel 2000. Più di 55.000 persone, con la leadership del Partito Progressista Serbo, si sono riunite per chiedere un cambiamento sociale.

10 marzo 2011

Libia:L'interventismo militare, gioco a perdere per l'Italia

L'estrazione di petrolio è calata a 400mila barili, ed oggi le esportazioni sono state sospese. La Casa Bianca annuncia che il blocco dei conti della “famiglia Gheddafi” ha raggiunto quota 60 miliardi di dollari, sui 200 miliardi della riserva monetaria della Libia. 
Di Tito Pulsinelli
http://selvasorg.blogspot.com/

Il “congelamento”, in realtà, è il primo atto per mettere le mani sull'intero bottino presente nelle banche occidentali. Una somma ragguardevole per una nazione di soli 6 milioni di abitanti. Il secondo passo è il controllo diretto dei giacimenti, via separatismo o per interposto governo provvisorio riconosciuto dai “civilizzati”.
Nel frattempo, però, con la ribellione del Bahrein ignorata dai media e diplomazie occidentali, la borsa dell’Arabia Saudita perde il 6% al giorno. Rischio di contagio fulminante per il Qatar e gli Emirati. Obama e il resto dei “civilizzati” non hanno nulla da eccepire, riguardo a queste autentiche stazioni di benzina anglosassoni.

LA SCACCHIERA ISLAMICA

Egitto: l’irruzione della Turchia (e dell’Iran dalla porta posteriore)
Per non soccombere ai manicheismi lineari della propaganda occidentale di taglio hollywoondiano propongo di dividere brevemente il mondo arabo, di 22 membri, in cinque sub regioni con lo scopo di facilitare concetti ed analisi:
Di Alfredo Jalife-Rahme - La Jornada
1- Il Maghreb (“occidente” arabo), principalmente di maggioranza sunnita, dove prevale un’importante minoranza berbera: Mauritana, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, ai quali bisogna aggiungere la RADS (Repubblica Araba Democratica Saharaui), riconosciuta dall’Unione Africana, ma non dalla Lega Araba.
2- La Mezzaluna Fertile, nel significato “amministrativo” del primo ministro iracheno e filo britannico, Nuri Al-Said: Transgiordania, Iraq, Libano, Palestina e Siria (Libano e Iraq hanno potenti comunità sciite, mentre la Siria si caratterizza dal regno “alawita” (10 % della popolazione), una setta discendente dal sciita, oltre al 16% dei cristiani.
3- Le sei petromonarchie arabe del golfo Persico che formano il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG): Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Oman (nelle prime tre ci sono importanti popolazioni sciite).

La rete di Soros che finanzia il crimine invisibile

Con una risoluzione del Parlamento Europeo, l'Unione Europea chiede al Montenegro di pubblicare tutti gli allegati e i documenti collegati all'accordo raggiunto con l'Italia in merito alla realizzazione dell'elettrodotto Tivat-Pescara di Terna. Sembra che sia stata così ascoltata la battaglia portata avanti dalle ONG e i comitati di consumatori per fermare uno tra i più importanti progetti energetici italiani nei Balcani, sollevando il problema della tutela ambientale. 
Etleboro

Un esito anticipato dalle analisi dell'Osservatorio Italiano, e che prende oggi delle sfumature molto particolari, in relazione al timore dell'insicurezza energetica creatasi dopo le rivoluzioni del Nord Africa, e al nuovo ruolo che i Balcani stanno assumendo nella cosiddetta 'nuova cortina di ferro' dell'energia. Da mesi, infatti, le varie organizzazioni ed associazioni erano in fibrillazione per preparare la campagna di dossieraggio e dissenso contro gli investimenti in Montenegro ed in tutti Balcani delle società italiane e russe, in antagonismo con le grandi multinazionali energetiche e le lobbies angloamericane. In prima fila la Rete per l'affermazione delle ONG, MANS, che ha aperto una dura campagna di anti-corruzione con la complicità di giornali cosidetti indipendenti, nei confronti del Governo Djukanovic, e soprattutto di A2A e Terna, sparando a zero su ogni tipo di programma di investimento.

09 marzo 2011

LOPPSI 2: il Patriot Act francese

Il Parlamento francese ha appena adottato una nuova legge-guazzabuglio che riporta nel diritto francese varie misure del Patriot Act degli USA. Per il sociologo Jean-Claude Paye, l’inefficacia del vasto sistema di sorveglianza progressivamente messo in atto attesta che la sua finalità reale è diversa da quanto annunciato. Le società occidentali evolvono verso un modello “infantile”, dove il solo fatto di porsi sotto lo sguardo avvolgente del potere, genera un senso di sicurezza.
Di Jean-Claude Paye
http://www.voltairenet.org/

La legge francese “LOPPSI 2”, Legge di Orientamento e di Programmazione per la Sicurezza Interna, è stata definitivamente adottata l’8 febbraio scorso [1]. Il testo presenta delle forti somiglianze con il Patrioct Act statunitense, votato immediatamente dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Entrambe le leggi si presentano come un “calderone” sulla sicurezza, un insieme di misure diverse volte a ridurre le libertà fondamentali e contenenti riforme importanti destinate ad assicurare il controllo della Rete.
Il Patrioct Act anticipa le leggi francesi.  Esso instaura, dal 2001, tutta una serie di disposizioni che saranno presenti in Francia per un decennio, come l’installazione legale di trojan horses nei computers, la criminalizzazione del cybercrime o l’infiltrazione delle forze di polizia nel commercio elettronico.

L’attenzione è sulla Libia, l’importanza geostrategica in Bahrein

Ancora una volta facendo il gioco della borghesia: se Gheddafi è buono, se è cattivo, se ormai non controlla il paese, se bisogna occupare il paese, se lo si appoggia dall’America Latina, se bisogna criticarlo…
Di Alberto Cruz
CEPRID
Con un’abilità sorprendente, ha offuscato le rivolte che stanno avvenendo nel mondo arabo: in Egitto e in Tunisia la classe media che ha spinto alle rivolte, con l’appoggio dell’Esercito, non esita ad attaccare chi vuole andare oltre le mere riforme cosmetiche perché tutto continui come prima e loro abbiano la loro parte di potere per evitare il loro progressivo impoverimento; in Marocco e in Giordania continuano le mobilitazioni, con critiche alle rispettive monarchie (qualcosa di nuovo) ma sono diventate inesistenti. Solo alcune nel groviglio di cronache dalle “zone liberate” degli “inviati speciali” in Libia. Ma non è qui che si sta giocando il futuro del mondo arabo così come oggi lo conosciamo, ma in Barhein, la miccia che può infiammare sommosse in tutto il Golfo Persico.

08 marzo 2011

Europa 2020: Un orizzonte neoliberale

La Strategia di Lisbona, un progetto originariamente social-democratico, non ha incoraggiato né l'innovazione né la coesione sociale nell'Unione Europea. Al contrario, la Commissione Europea si è trasformata in un programma neoliberale. E, secondo un economista francese, la Strategia 2020, il progetto che succede ad esso, accentuerà questa tendenza.
Di Bruno Amable
Presseurop

Bisogna riconoscere che i (contro-) riformatori neoliberali hanno una serie di qualità che non sempre si trovano tra i loro avversari, sanno quello che vogliono e ciò che è necessario per ottenerlo, sono pazienti e non si scoraggiano. Ancora una volta, parte dell'azione si svolge all'interno dell'Unione europea.

Ricordiamo che la "Strategia di Lisbona" lanciata nel 2000, era volta a fare dell'Unione "l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo entro il 2010". Stabiliva obiettivi in materia di innovazione, di "coesione sociale" e di occupazione. Quasi nessuno è stato conseguito, sebbene i tassi di occupazione sono circa al 70% delle attese (tra la popolazione dai 20 ai 64 anni). Ma le spese in ricerca e sviluppo sono appena aumentate e sono lontane dall'obiettivo del 3% del PIL. Per quanto riguarda la coesione sociale, è sufficiente rilevare che il rischio di povertà (dopo i trasferimenti sociali) è aumentato.

07 marzo 2011

I NOMI DEGLI INNOCENTI CHE VENGONO UCCISI

Questo articolo è per Omar Maruf. Cosa lo rende così importante, quando ogni giorno decine di persone innocenti muoiono in tutto il mondo? Perché un articolo su di lui?
Omar Maruf è stato ucciso da un soldato armato fino ai denti e ben equipaggiato con tutto ciò che oggi l'industria militare occidentale può offrire. Omar indossava vecchi vestiti sporchi e stava raccogliendo pietre con il suo asino. Omar non fa neppure parte dei cosiddetti "danni collaterali" in quanto purtroppo colpito dal proiettile sbagliato o da una bomba durante un attacco militare. Nelle nostre guerre moderne, dove tutto è calcolato con precisione, a volte qualcuno si trova proprio nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Ma non è stato così. No, un giovane soldato, armato fino ai denti e ben equipaggiato, ha mirato Omar, che era lì in piedi, con i vestiti logori e le pietre in mano, e ha deciso di sparargli. Un giovane soldato in una mattina invernale di sole ha sentito il bisogno di uccidere un uomo della sua stessa età che probabilmente ha considerato non tanto importante. Sapeva che questo atto non gli avrebbe mai procurato alcuna conseguenza. Che non avrebbe dovuto giustificarsi con nessuno. Perché si trattava di un palestinese che non ha diritti e la cui vita non conta.

06 marzo 2011

Ronald Reagan e il suo gabinetto di Massoni

Un mese fa, il 6 febbraio 2011, negli Stati Uniti e in altre succursali dell’Impero, devote come questi alla religione neoliberista, è stato festeggiato il centenario della nascita di Ronald Reagan, 40° presidente americano. In un articolo intitolato The Tax That Turned Ronald Reagan Right, Sam Pizzigati, pone alcune domande e riflessioni. "Ronald Reagan ha cambiato la storia? La risposta è semplice. Tutti in qualche modo cambiamo la storia. La domanda più interessante è un’altra. “Cosa, ha trasformato Reagan da sindacalista difensore dei lavoratori nel loro peggior nemico?”
Che avesse ragione il suo collega attore Henry Fonda quando disse: "Un cattivo attore non potrà mai essere un buon presidente"?

Ronald Reagan fu presidente degli USA tra il 1981-1989. Come tanti altri politici statunitensi, fece diede una notevole spinta alla politica dal mondo imprenditoriale, concretamente, dalla gigantesca multinazionale General Eletric. Durante il suo mandato si è messo in mostra, a livello nazionale, per le sue politiche antioperaie e antisociali (la riduzione delle tasse in favore delle grandi fortune è storia) e a livello internazionale, per la sua aggressiva politica anticomunista: invasione di Granada, sostegno alla guerriglia di desta dei Contras del Nicaragua, finanziamento ai mujaidines di Bin Laden in Afghanistan, bombardamento della Libia di Gheddafi, rottura della politica di distensione con l'URSS mantenuta dai suoi predecessori.

04 marzo 2011

L'inflazione sta tornando?

LA POLITICA MONETARIA DELLE BANCHE CENTRALI E' SOSPETTA
Di Werner Wüthrich  
Per troppo tempo i cittadini si sono disinteressati di questioni monetarie e del sistema bancario. Questa è una delle molte cause della crisi finanziaria che gradualmente hanno demistificato prima i direttori delle grandi banche, poi i governi, e ora i funzionari delle banche centrali. Ma le cose sono cambiate. Non solo i politici e le associazioni, ma anche molti cittadini si riuniscono, riflettono e discutono del sistema monetario, ufficialmente o in circoli privati, come conviene una società civile responsabile. Ed è giusto così. L'articolo che segue si propone di contribuire al dibattito. 

La più grande organizzazione economica della Svizzera, Economiesuisse, ha recentemente pubblicato un documento intitolato «Kehrt die Inflation zurück?» ("L'inflazione sta tornando?") I suoi due autori dell'Università di Saint-Gall, criticano l'attuale politica delle banche centrali. Riassumiamo qui le tesi principali di questo studio illustrandole con esempi di avvenimenti recenti. Gli autori presentano il loro studio sotto forma di tesi perché la complessità dei problemi non consente di fare previsioni affidabili. 

«Quantitative easing» 1 e 2  
Prima si parlava di « iniettare liquidità », strategia che i politici decidevano di attuare, in collaborazione con le banche centrali, quando non sapevano più cosa fare o quando era in corso una guerra o ne preparavano di nuove. Per nascondere la realtà si parla oggi di «quantitative easing», vale a dire di "alleggerimento quantitativo”. Il capo della FED Ben Bernanke è stato il primo a farlo.

03 marzo 2011

Gheddafi, Neoliberismo, FMI e i governi presunti difensori dei diritti umani

Di Vicenç Navarro
http://www.vnavarro.org/
Gheddafi non è sempre stato ciò che è (ed è stato) da alcuni anni: un dittatore corrotto ed estremamente repressivo. In realtà, nel 1969, il colonnello Gheddafi, allora aveva 27 anni, capeggiò un colpo di stato ad immagine e somiglianza del suo idolo il colonnello Nasser in Egitto, rovesciando il monarca Idris (che era sotto cure mediche in Turchia).

Nei suoi primi anni fece riforme sostanziali, tra le quali c'è stata una riforma agraria e la nazionalizzazione del petrolio (maggiore risorsa del paese), destinando gran parte dei proventi derivanti dallo sfruttamento del petrolio per migliorare sostanzialmente il benessere delle classi sociali popolari e, in particolare i servizi sanitari e l'istruzione. Stabilì anche forme di partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro nelle imprese (più di duecento) che furono nazionalizzate. I suoi primi anni sono stati caratterizzati anche da un interventismo statale nell'economia di quel paese, compresa la nazionalizzazione del credito attraverso la Banca Centrale dello Stato. Gheddafi presentò quell'esperienza come la terza via tra capitalismo e socialismo, associato all’epoca all’Unione Sovietica.