27 febbraio 2011

Cinque voci, otto assassinii e una bomba

Di Silvia Todeschini - Libera Palestina
Il luogo esatto dove è morto Yasser Qudaih
Khuza'a è un villaggio nella parte sud della striscia di Gaza, sotto il governatorato di Khan Younis. Ci sono circa 12mila abitanti, il centro è a poco più di un chilometro dal confine israeliano e le limitazioni di movimento create dalle forze di occupazione sono notevoli. Il fatto che sto per raccontare si svolge a Khuza'a, il 13 gennaio 2009, durante l'attacco genocida e terrorista di Israele detto “piombo fuso”. Non è l'unico episodio riferito a questo villaggio, e certamente non è nemmeno il più tremendo di quel periodo, ma vale la pena raccontarlo.

I personaggi narranti sono cinque diversi abitanti, tre donne e due uomini, che direttamente o indirettamente hanno vissuto quel momento.el

26 febbraio 2011

Le cause dell'aumento dei prezzi e della crisi alimentare mondiale

di Egidio Bruneto e Joao Pedro Stedile
Militanti del MST e della Via Campesina
Nelle ultime settimane, sono circolati diversi articoli e commenti sulla crisi dei prezzi alimentari. La maggior parte delle analisi sono buone. Anche se alcuni sono intrappolati nella visione economicistica della domanda e dell'offerta. O di qualche problema di siccità o inondazioni in alcuni paesi, che in realtà non sono la causa dell'aumento dei prezzi alimentari.
All'interno del MST e della Via Campesina abbiamo formulato buone analisi, che rafforzeremo. Per questo stiamo condividendo con voi il nostro punto di vista come una sorta di riassunto delle cause del rincaro dei generi alimentari e della crisi alimentare che colpisce milioni di esseri umani, al di là dei miliardi di affamati che soffrono la fame ogni giorno, secondo la FAO.

25 febbraio 2011

Il Sud America nella geopolitica mondiale

“L’economia nordamericana ha bisogno dei minerali dell'America Latina come i polmoni hanno bisogno dell’aria”. Eduardo Galeano - Le Vene Aperte dell'America Latina.
Il modello civilizzatore nel quale viviamo (capitalismo), con le sue intrinseche caratteristiche di sviluppo, consumismo e spreco, imposto a quasi tutta l’umanità negli ultimi 150 anni, è dipeso per la sua esistenza dalla disponibilità di fonti di energia che sono state allo stesso tempo abbondanti ed economiche.
Di Joel Sangronis Padrón
http://alainet.org/

Le quattro principali fonti di energia per questo XXI secolo che è appena iniziato sono:
A-Combustibili fossili
B-Biocombustibili
C-Energia nucleare
D-Minerali strategici con grande capacità di conservazione e conduzione d’energia (Litio, Coltan).
Il formidabile sviluppo delle forze produttive durante il XX secolo è stato legato alla permanente disponibilità da parte dei centri del capitalismo mondiale, dell’energia che il petrolio, ottenuto per la maggior parte delle volte sotto forma di puro saccheggio

24 febbraio 2011

Libia: L'irresistibile propaganda degli "atlantisti" italiani

...nega all'ENI (qui), quel che inglesi e francesi garantiscono alla BP e Total - Sergio Romano ricorda l'invariabilità della politica italiana verso la Libia - I secessionisti sventolano la bandiera di re Idriss - Cimitero "Sidi Hamed" tramutato in "gigantesca fossa comune" (qui) 
Di Tito Pulsinelli
http://selvasorg.blogspot.com/
Sulla Libia, aumenta d'intensità il fuoco incrociato di notizie simultanee ma incontrollabili, cresce lo sforzo di trasformare lo stupore in orrore, e a tal fine è obbligatorio giocare alla lotteria del macabro, sempre al rialzo. E trasformare il cimitero Sidi Hamed in "fossa comune" (qui la verifica col satellite Google Maps). Sin da domenica scorsa scrissero d'un Gheddafi già in Venezuela. E poi aerei che bombarderebbero la pacifica folla, stragi. Parole, nessuna immagine, a parte piccoli rassembramenti e pareti affumicate, ma non sventrate o edifici rasi al suolo. Non si usano bombe di aereo per sgombrare una piazza, ma per radere al suolo interi quartieri. Gli effetti sarebbero stati simili alle distruzioni subite dalle città libanesi bombardate dall’aviazione israeliana, ma se fosse stato così, non avrebbero esitato a mostrarle per istigare la platea.

NWO-OBAMA: "Regime legale e arresti preventivi"

"La mia amministrazione lavorerà per sviluppare un 'regime legale' appropriato, che sia in linea con i nostri valori e la nostra Costituzione".
Queste sono solo alcune delle inquietanti parole pronunciate da Obama nei suoi ultimi discorsi, dove dietro l'apparente elogio della Costituzione si nasconde l'intento, non tanto celato, di cambiarla e adattarla a qualcosa che non ha nulla a che vedere con i diritti dell'Uomo.
Qualche settimana fa avevamo pubblicato l'articolo STATI UNITI: LO STATO DI EMERGENZA SOPPIANTA LA COSTITUZIONE?, i seguenti video sono un'ulteriore prova di ciò che sta avvenendo attraverso la dittatura invisibile che stiamo vivendo, e potrebbe essere la risposta ad una domanda che in molti ci siamo posti:  
"A cosa servono i campi FEMA?"



23 febbraio 2011

ANONYMOUS: Un altro strumento al servizio degli interessi imperialisti.

L’attacco della presunta piattaforma di hackers Anonymous, alla pagina web del governo del Venezuela ha finito per chiarire quello che per molti è già qualcosa di evidente, cioè, l’utilizzo di una presunta piattaforma di hacker indipendenti, come schermo per coprire azioni cibernetiche in favore degli interessi dell’Impero.
Antimperialista
La maggior prova che Anonymous è un altro progetto di dissidenza prefabbricato dall’Impero capitalista, è la sproporzionata pubblicità sproporzionata e il trattamento di notizia privilegiata che i mass media capitalisti le hanno concesso. Se realmente Anonymous avesse rappresentato una minaccia per il capitalismo transnazionale, i mass media occidentali (tutti sotto il controllo dei più importanti gruppi finanziari capitalisti), non gli avrebbero dato mai neanche un solo secondo di pubblicità, né avrebbero speso una sola goccia di inchiostro per esso, visto che sarebbe stato come buttare sassi contro i loro stessi conti bancari, qualcosa che mai faranno (potete starne certi).

21 febbraio 2011

GEOINGEGNERIA: Giocare ad essere Dio

Piogge anticipate, controllo degli uragani, neve per mitigare la siccità, riduzione della dimensione della grandine, tutto questo è tecnicamente possibile, grazie alla geoingegneria. Intervento tecnologico e scientifico su scala globale per cercare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un gioco pericoloso con conseguenze imprevedibili. 
Di Mariló Hidalgo

Primavera tutto l'anno
In un primo momento un gruppo di scienziati autorevoli, sostenuti dagli Stati Uniti, nega categoricamente gli effetti del cambiamento climatico. In seguito non solo lo accetta, ma propone misure tecnologiche per salvare il pianeta dalla crisi climatica. Lo stesso percorso seguono la maggior parte degli stati del nord del pianeta, responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2. Il settore privato, in cui rientrano le multinazionali chimiche, silvicole, petrolifere e agro-alimentari, lo stesso che aveva contribuito e beneficiato di questo caos, dà il benvenuto a questa specie di piano B provvidenziale che pretende di   ignorare il cambiamento climatico.
Che cosa provoca questo cambio di opinione? Ammettere fin dall'inizio i fatti avrebbe significato riconoscere il fallimento del modello economico attuale, cosa che non interessa in alcun modo, perché continua a produrre benefici. D'altra parte, parlare di un cambiamento di paradigma sarebbe una misura molto impopolare tra la popolazione. Soluzione? Lasciare le cose come stanno e cercare altre "vie d'uscita" per mitigare gli effetti di questo ormai inarrestabile cambiamento climatico. Qualcosa che consenta di proseguire con le emissioni di CO2, il livello attuale di produzione e ovviamente di consumo  e che garantisca la continuità del sistema attuale.

La nuova strategia degli USA ha altre priorità

Gli USA hanno presentato la nuova strategia militare. Il documento che sostituisce la strategia approvata nel 2004 ha subito dei cambiamenti importanti. Prima di tutto, è stato cambiato l’obiettivo della strategia. Il documento del 2004 si basava sulla difesa del territorio USA nel caso di un’ipotetica aggressione e stabiliva che l’Esercito statunitense non potesse trovarsi in condizioni di inferiorità rispetto ad un altro esercito del mondo.
Di Iliá Krámnik 

Secondo la nuova dottrina, il compito principale degli Stati Uniti è di rafforzare la cooperazione con i suoi alleati esteri. Oggi si ritiene che la partecipazione in coalizioni internazionali nel mondo è garanzia di sicurezza. 
Nonostante l’annunciato impegno a formare coalizioni, gli USA si riservano il diritto ad agire in forma indipendente se necessario.
Tra gli altri obiettivi menzionati nel documento, si pone la questione sul rafforzamento della sicurezza internazionale e regionale, contrastare l’estremismo, dissuadere una potenziale aggressione e formare le “Forze Armate del Futuro”.
Inoltre, il documento pone l’accento sul fatto che gli Stati Uniti cercano di muoversi verso un mondo libero da armi nucleari.

20 febbraio 2011

Lo sfacelo della scuola tra PON e progetti vari

La scuola pubblica è ormai privata dei beni più preziosi: risorse umane, intellettuali e finanziarie. I fondi economici sono reperibili, ma sono sottratti alle scuole statali e dirottati per sovvenzionare gli istituti privati, depauperando le strutture pubbliche.  
Di Lucio Garofalo

La scuola è un ambiente esanime, senza vita né cultura, un luogo alienante in cui il piacere della lettura, la passione per l’arte, l’amore per il sapere e il libero pensiero, per la convivenza e la partecipazione democratica, sono diritti negati.  La scuola, sostiene qualcuno, sarebbe un covo di “fannulloni”, “pelandroni”, “assenteisti” e “disertori”.
La scuola è un’istituzione abbandonata a se stessa, in cui si recita una desolante commedia corale, un teatro permanente in cui si segue un tirocinio che prepara i giovani alla futura commedia sociale della vita piccolo-borghese di cui scriveva Sartre. Ma senza la scuola il destino dei giovani potrebbe essere anche peggiore. Si pensi al sistema statunitense, dove decenni di neoliberismo hanno scardinato ogni elementare diritto, compreso il diritto all’istruzione.

19 febbraio 2011

Pierre Hillard: “La Torre di Babele crollerà perché è fatta di sostanza infernale”

Le persone che più parlano di globalismo e di reti sono raramente le più qualificate per farlo. Pierre Hillard parla poco – ma scrive meglio e seriamente. Siamo andati da lui a porgli alcune domande per saperne di più.
PRIMA PARTE: L’IDEOLOGIA GLOBALISTA, LA SUA ESSENZA E LA SUA FORZA

E&R Breizh: Sul Web è cosa comune criticare ardentemente il globalismo; ma tale ideologia è un’idea nuova? L’immagine del mondo-Impero non è anch’essa collegata all’ideologia globalista? Si può anche pensare alla società cristiana degli uomini prima del Concilio Vaticano II.

Pierre Hillard: Il globalismo esiste da quando esiste l’umanità. Si potrebbe anche affermare che tale principio si trova nella Genesi. In effetti, la Bibbia rivela che il peccato di Adamo ed Eva consiste – sotto l’influenza dell’“afferrare” (per riprendere l’espressione del Santo Curato d’Ars)- nell' “essere simile a dei” (“qui ut deus?”). E’ la storia incessante della superbia umana che vuole essere al centro di tutto rifiutando qualsiasi autorità superiore. Questo principio umanista è stato cancellato con l’instaurarsi del Cristianesimo, più esattamente del Cattolicesimo. Tuttavia il Rinascimento, accompagnato dalla nascita del Protestantesimo (Lutero, Calvino, Cranmer,…), dal XVI secolo concede all’uomo una posizione centrale. L’uomo è sempre più deificato. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789, preceduta dalla creazione del primo Stato ad ispirazione massonica, gli Stati Uniti,

17 febbraio 2011

EGITTO: luoghi comuni e slogan vuoti per il sogno di un popolo

La dinamica della disintegrazione economica mondiale ha scatenato una serie di avvenimenti che hanno lasciato perplessi molti osservatori politici. O, almeno, questo è quanto vogliono far credere i principali mass media. Ma, la realtà è piuttosto diversa.
Di Daniel Estulin
http://www.danielestulin.com/

Una reazione popolare contro le dittature e i dittatori sostenuti dagli Stati Uniti è stata prevista dall’11 settembre, ha dichiarato Zbigniew Brzezinski, fondatore della Commissione Trilaterale e membro del Bilderberg Club, durante una conferenza alla MIT University (Massachusetts Institute of Technology, N.d.E.) qualche mese fa. Si tratta di un “risveglio politico globale, nel quale le masse del mondo (principalmente i giovani educati, sfruttati e impoveriti del Terzo Mondo) si sono accorte della loro sottomissione, disuguaglianza, sfruttamento e oppressione”. Questo “risveglio” è in gran parte determinato dalla rivoluzione dell’informazione, la tecnologia e la comunicazione, ma principalmente dall’influenza di internet e le reti sociali. Brzezinski aveva individuato proprio questo "risveglio" come la più grande minaccia per gli interessi delle élite globali.

16 febbraio 2011

Essere contadini a Gaza

“Chi semina buon grano, ha poi buon pane”, recita il proverbio. Ma per avere un buon pane, cioè un buon raccolto, è necessario prima di tutto poter accedere alla propria terra, è necessario che le forze di occupazione non lo impediscano sparandoti contro. È necessario poter irrigare, è necessario che l'esercito israeliano non bombardi il pozzo che usi per raccogliere l'acqua. È necessario, inoltre, che non arrivino bulldozer, scortati da carri armati, a distruggere quanto è stato seminato.

Jaber è magro e non molto alto, ha la carnagione abbronzata, zigomi sporgenti e mani callose. Parla poco, è paziente Jaber, ma anche molto deciso. Viene da una famiglia di agricoltori, ha 45 anni, e da quando ne aveva sei aiutava suo padre a prendersi cura dei mandorli. Il terreno che coltiva si trova tra i 300 e i 500 metri dal confine, e lavora nell'incertezza di poter vedere i frutti della sua terra. Cinque anni fa le forze di occupazione hanno dato fuoco al suo campo di grano al momento del raccolto, mandando in fumo il lavoro e gli investimenti di un anno.

15 febbraio 2011

USA: Stato di polizia (II - III)

La guerra che gli USA hanno portato avanti in diversi paesi del Medio Oriente ha permesso che sviluppassero tutta una serie di nuove tecniche, proprie di uno stato di polizia dove i diritti umani e il rispetto delle libertà della popolazione passano in secondo piano.
Di Néstor García Iturbe
La pupila insomne
Quando queste tecniche sono applicate in Iraq o Afghanistan hanno la caratteristica di essere usate in paesi occupati, dove l’esercito statunitense non deve rendere conto di quel che fa. Quando vengono usate sul territorio statunitense si calpesta la Costituzione e tutto ciò che è stato dichiarato come sacro per la vita di questa nazione.
In alcuni stati, le pattuglie della polizia sono equipaggiate con una video camera televisiva tipo militare con lenti ad infrarossi, che vengono collocate sopra il tetto delle macchine. Questa camera ha un movimento continuo, da una parte e dall’altra, dove capta le targhe delle macchine, inviano il segnale ad una centrale, che analizza l’immagine e informa se la macchina è stata coinvolta in qualche violazione. 
L'informazione arriva alla schermata delle auto di pattuglia, che riferisce se deve essere fermato e le ragioni per farlo. Se la vettura rappresenta un ulteriore pericolo, si è informati sullo schermo. Questo tipo di attrezzatura è stata utilizzata inizialmente per le strade di Kabul, prima della distribuzione negli Stati Uniti.Un altro macchinario inizialmente usato nel Medio Oriente è uno scanner portatile wireless per captare e trasmettere le impronte digitali.

Radiografia del disagio sociale

Dal sisma del 1980 sono trascorsi 30 anni che hanno stravolto la realtà della nostra terra, che ha smarrito la fisionomia statica e chiusa mantenuta nei secoli passati non solo sul piano economico, territoriale e paesaggistico, ma anche sul versante etico e spirituale, senza assumere una nuova identità socio-culturale, se non quella del consumismo e dell’edonismo di massa che, nei suoi aspetti più alienanti e regressivi, di appiattimento e omologazione intellettuale, impedisce un’effettiva liberazione dei corpi e delle menti.
Di Lucio Garofalo

Alle antiche lacerazioni si sovrappongono le nuove. La disoccupazione e la conseguente emigrazione giovanile, è drammaticamente dannosa per la nostra gente, che, abbandonata dai suoi migliori cervelli, perde ciò su cui ha investito in termini di affetto, educazione, sostegno economico, ciò su cui ha riposto le proprie speranze per un avvenire migliore. Le piccole comunità “a misura d’uomo” che esistevano 30 anni fa non sono più le stesse e sembra siano trascorsi secoli e non pochi decenni. Tuttavia, la rapidità con cui si sono consumate le tappe di uno sviluppo economico irrazionale e selvaggio,

14 febbraio 2011

RISCHI GLOBALI 2011, VI EDIZIONE (Sintesi)

Il mondo non è in grado di fronteggiare gravi perturbazioni. La crisi finanziaria ha indebolito la resistenza dell’economia mondiale; allo stesso modo, l’aumento della tensione geopolitica e la crescente preoccupazione sul piano sociale ha fatto si che tanto i governi quanto le società abbiano meno possibilità che mai di fare fronte alle difficoltà su scala globale. Tuttavia, come mostra questo rapporto, vi è una maggiore preoccupazione per i rischi globali, le possibilità di una rapida diffusione attraverso sistemi sempre più interconnessi e la minaccia di effetti catastrofici.

In questo contesto, Rischi Globali 2011, Sesta Edizione mostra informazioni provenienti dal World Economic Forum e analizza il quadro generale riguardante i rischi nei prossimi dieci anni (1).

Due rischi globali trasversali
Esistono due rischi due rischi di particolare importanza per il loro alto grado di influenza e di interazione. La disuguaglianza economica (2) e le carenze in materia di governance (3) si ripercuotono sull’evoluzione di molti altri rischi globali e limitano la nostra capacità di rispondere a questi rischi in modo efficace.

12 febbraio 2011

LA STRATEGIA DEL DOMINIO CON IL CONSENSO

Né “rivoluzione islamica” né “ribellione popolare”: L’Egitto marcia verso la “democratizzazione” imperiale USA.
L’obiettivo è finire con il burattino e preservare la continuità del burattinaio. L’uscita democratica” non è un’opzione islamica come predicano il “progressismo e la sinistra, ma un’opzione concertata tra la Casa Bianca di Obama, i falchi del Complesso Militare Industriale e la loggia bancaria di Wall Street. I padroni dell’Egitto.
Di Manuel Freytas

Né “rivoluzione musulmana” né “ribellione popolare”, dopo quasi tre settimane di proteste nelle strade, l’Egitto comincia a sparire dagli schermi e dai titoli dei grandi mass media.
Nessuno, né gli USA né le potenze imperiali “alleate” vogliono Mubarak (un burattino consumato e in disuso da Washington) nel governo visto che ha già compiuto il suo ciclo e dovrà ritirarsi per godersi la sua pensione.
In uno scenario montato dal Pentagono e dal Dipartimento di Stato (le linee principali che controllano l’Egitto e il resto degli Stati Arabi “alleati”), Washington sta negoziando dietro le quinte la “democratizzazione” dell’Egitto con un ampio ventaglio di “forze oppositrici “ tra le quali è inclusa la Fratellanza Musulmana, il bastione storico della resistenza contro Mubarak.

11 febbraio 2011

RESA TOTALE

Le “carte palestinesi” pubblicate questa settimana (24.01.2011, N.d.e.) da Al-Jazeera, confermano fino al più piccolo dettaglio quello che molti palestinesi sospettavano da molto tempo: i loro leader stavano collaborando nel modo più vergognoso con Israele e gli Stati Uniti.

Il loro servilismo è descritto con grandi dettagli. Il processo, anche se pochi lo accettano in questo momento, è cominciato con i tanto decantanti Accordi di Oslo, descritti da Edward Said a LRB come una “Versailles palestinese”. Anche lui stesso si era sorpreso della grandiosità con la quale i leader dell' OLP erano disposti a consegnare virtualmente tutto, tranne i loro stipendi. La loro debolezza, incompetenza e vigliaccheria sono adesso di dominio pubblico.
Adesso sappiamo che la resa fu totale, ma anche così i signori di Israele si sono rifiutati di firmare un accordo ed i loro amici della stampa hanno incolpato i palestinesi di essere troppo difficili.

10 febbraio 2011

USA: STATO DI POLIZIA (I)

Chiunque ascolti la retorica dei principali governanti statunitensi potrebbe pensare che in quel paese si rispettano i diritti umani e che questa questione sarebbe una preoccupazione del sistema, così grave che si abrogano il diritto di stigmatizzare quelli che secondo loro sono diventati violentatori di tanto sacri diritti.
Tutto questo è relativo e se qualcosa le autorità statunitensi possono dire è il vecchio proverbio “Fai quello che dico ma non quello che faccio”.  
di Néstor García Iturbe

I parametri che gli USA pretendono di applicare ad una serie di paesi, in linea di massima quelli che si oppongono ai loro piani, non li applicano ad altre nazioni, né tantomeno mettendoli in atto internamente per garantire i diritti dei propri cittadini.
L’apparato repressivo statunitense sta lavorando alla creazione di un sofisticato programma di intelligence interna che consente di raccogliere e analizzare informazioni su tutti i cittadini e residenti negli Stati Uniti. Le fonti di informazione utilizzate, oltre alle tradizionali FBI, CIA, la polizia locale, il Department of Homeland Security, uffici di polizia giudiziaria a tutti i livelli, incluse le agenzie che formano parte della United States Intelligence Community.

La sovranità monetaria

Uno dei cavalli di battaglia di coloro che cercano soluzioni facili a difficili problemi , è quello legato alla sovranità monetaria. Con questa dicitura si intende la possibilità, anzi, il diritto di battere moneta. 

di Mensa Andrea
http://www.appelloalpopolo.it/

Per noi italiani, questo rappresenta un problema a due facce in quanto prima dell’entrata in uso dell’euro, la prerogativa di battere moneta era della Banca d’Italia, che non è mai stata d’Italia se non di nome, ma i cui proprietari o “partecipanti” erano varie banche pubbliche o private, assicurazioni, ed altre entità finanziarie.
Quindi non dello stato, quindi del popolo italiano, ma di private o pubbliche (poche) istituzioni.
Con l’entrata in uso dell’euro, tale prerogativa è stata affidata alla BCE (Banca Centrale Europea ) e quindi ad una struttura economico/giuridica solo partecipata per una percentuale, dalla Banca d’Italia.
Così oggi la sovranità monetaria non è più degli italiani, come d’altronde non lo è stato più da molti anni, ma nemmeno più di un’entità del nostro paese come la Banca d’Italia.

09 febbraio 2011

ECONOMIA ISRAELIANA PER PRINCIPIANTI

Apprendiamo sia dalla stampa che da analisti politici che, contro ogni previsione e nonostante le gravi turbolenze finanziarie globali, l'economia israeliana risulta essere in piena espansione. Alcuni suggeriscono addirittura che quella di Israele sia una delle economie più forti al mondo.
di Gilad Atzmon
“Come mai?”, ci si potrebbe chiedere, oltre avocado, arance e forse qualche prodotto di bellezza del Mar Morto, in realtà nessuno di noi ha mai visto un prodotto israeliano sugli scaffali dei negozi. Non fanno automobili, né prodotti di elettronica o elettrodomestici e praticamente non producono alcun bene di consumo. Israele afferma di possedere avanzate tecnologie hi-tech ma, comunque, l'unico software avanzato di Israele che si sia mai impiantato nei nostri computer è stato il suo Troian Sabra (4). Nelle terre che hanno espropriato con la forza agli indigeni palestinesi, devono ancora trovare minerali redditizi o petrolio.

Ma, allora di cosa si tratta? Come è possibile che Israele sia impermeabile al disastro finanziario globale?
Come fa Israele ad essere così ricco?

08 febbraio 2011

AFRICA: La nuova scalata nella militarizzazione delle relazioni internazionali

Dall’inizio di questo decennio, osserviamo avvenimenti che indicano che il sistema di relazioni internazionali si presenta di fronte a un gradino più alto. Le cause che potrebbero essere il motivo delle azioni intraprese dagli USA, sarebbero i  dubbi sulla loro egemonia mondiale, le debolezze presentate dalla loro economia dopo quasi un decennio di crescita abbastanza favorevole negli anni 90, la lotta per il controllo delle fonti di risorse naturali strategiche, così come la pretesa di tornare ad imporre al mondo i loro diktat in materia di economia e politica, tra gli altri motivi (1).
di Silvio Baró

In questa direzione si iscrivono le guerre d’aggressione degli USA contro l’Afghanistan e l'Iraq, ma negli ultimi mesi il numero di azioni belliche sono in aumento cosa che ci permette di sostenere che esiste una nuova scalata nel processo di militarizzazione delle relazioni internazionali.
La rivitalizzazione della IV flotta in America del Sud,  l'istituzione di sette basi militari statunitensi in Colombia, il tacito appoggio alla corrente principale del colpo di stato in Honduras ed la segnalazione del governo venezuelano “come leader” anti-statunitense nel Quadrennial Defense Review Report (Rapporto Quadriennale della Difesa, N.d.E.), elaborato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, sono alcune delle manifestazioni in America Latina (2).

La Globalizzazione? Peggio di un esercito di occupazione

Vorrei con questa mia  rispondere all’amico Anonimo Veneto padre di famiglia, di qualche giorno fa. Sono poche argomentazioni, frutto di pensieri rimuginati per anni che hanno trovato spazio degno e sono emersi nella mia mente solo dopo aver portato il televisore in soffitta; ne tratterò schematicamente e in modo semplice alcune di basilari. Ritengo, partendo apparentemente  da lontano, che il problema dei problemi sia la cosidetta globalizzazione.
di Lino Bottaro

Il mondo stava benissimo in piedi con dei governi autonomi, sovrani, con una cultura altrettanto sovrana, locale. Questi compartimenti stagni che dovevano proteggere popoli ed etnie e permettevano livelli diversi e appropriati di sviluppo, sono caduti con l’avvento della globalizzazione.
Le famiglie dei potenti della terra a cui si assoggettano i governi indebitati e quindi non più liberi, sono così riuscite a scardinare le nostre società nel profondo. Siamo stati condotti al mercato globale, dove miliardi di schiavi sono privati dei piaceri della vita per sottostare a vincoli e desideri degli sfruttatori, cioè di quanti vogliono e cercano il potere per il potere; cioè il dominio sugli altri esseri umani.

07 febbraio 2011

“Com’è umano, lei!”

“Com’è umano, lei!” è una battuta tormentone pronunciata da Giandomenico Fracchia, la maschera buffa e surreale inventata da Paolo Villaggio, che lo interpretò per la prima volta nel 1968 nel programma televisivo Quelli della Domenica. Il timido Fracchia è imparentato con il personaggio tragicomico più famoso ideato da Villaggio, il rag. Ugo Fantozzi, protagonista di una fortunata serie cinematografica e letteraria. 
Di Lucio Garofalo

(Nella foto Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave) 
Fracchia è l’antesignano involontario di una situazione che, attraverso la finzione letteraria e cinematografica, anticipa e precorre una vicenda reale e paradossale insieme, impietosa e drammatica, per la serie “la realtà supera la fantasia”. Fracchia è l’espressione patetica e grottesca dell’Italia di oggi, una società che diventa sempre più assurda e mostruosa, crudele e disumana oltre ogni limite accettabile.

Nella fattispecie, la “belva umana” è un sindaco leghista che ha minacciato di far licenziare le maestre della Scuola dell'Infanzia di Fossalta di Piave, un piccolo comune in provincia di Venezia. Le insegnanti sono “colpevoli” di un gesto di elementare solidarietà umana nei confronti di una bimba africana di quattro anni, i cui genitori, a causa delle ristrettezze economiche, non potevano permettersi di pagare il servizio della refezione scolastica. Per risolvere il problema le maestre avevano deciso di rinunciare a turno al pasto a cui ciascun insegnante ha diritto durante la pausa mensa, per cederlo all’alunna. Ma l’intervento del sindaco, infuriato per l’atto di generosità (indubbiamente lodevole) compiuto dalle maestre, ha indotto la direttrice ad emanare un ordine di servizio nei loro confronti in base ad una lettera stilata dal primo cittadino in cui, fra le altre cose, si legge: “Si sottolinea che il personale non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave”.

EGITTO: Un esercito addestrato ed equipaggiato dal Pentagono

La visuale della situazione attuale in Egitto da parte dei media occidentali ritrae l'insurrezione popolare come una guerra civile ed erige l'esercito ad arbitro. Questo è ovviamente falso. Il regime del presidente Hosni Mubarak e il suo esercito sono il prodotto della politica americana nella regione e del loro sostegno incondizionato ad Israele.
di Manlio Dinucci
Réseau Voltaire
L'immagine dei carri armati che controllano i centri nevralgici del Cairo, circondati dalla marea di manifestanti, è emblematica. Si tratta di M1A1 Abrams, i terribili carri armati americani di ultima generazione, che sono fabbricati in Egitto sulla base di un accordo di co-produzione. Essi simboleggiano come gli Stati Uniti si sono impegnati nella costruzione delle forze armate egiziane e il grado di fiducia nel regime di Mubarak. In trent' anni, Washington ha fornito aiuti militari per un valore di circa 60 miliardi di dollari, stando alle cifre ufficiali, a cui sono stati aggiunti altri finanziamenti segreti.

05 febbraio 2011

IL "GRANDE GIOCO" DI BARAK OBAMA

Il grande gioco proposto dal governo Obama per il mondo post Iraq e Afghanistan, punta nella stessa direzione di quello avvenuto negli anni 70, ma con la segnaletica cambiata. Adesso si tratta di una proposta di alleanza strategica con la Russia, che bloccherebbe l’espansione cinese in Asia, anche se coinvolge anche qualche tipo di appoggio o “invito” allo sviluppo del capitalismo russo, bloccato dalla sua eccessiva inclinazione al “primario- esportatore”. 
di José Luis Fiori
Sinpermiso.info
Il progetto di Obama può rivoluzionare la geopolitica mondiale, ma può essere anche infelice- tra le altre cose- a causa delle elezioni presidenziali che si terranno negli USA e in Russia nel 2012.
Negli ultimi mesi del 2010, il presidente Barack Obama ha preso decisioni e ottenuto vittorie internazionali che potrebbero radicalmente cambiare la geopolitica mondiale del XXI secolo. Grazie all’intervento diretto del presidente nordamericano nella riunione della NATO, a Lisbona, nello scorso novembre, è riuscito a far approvare un “Nuovo Concetto Strategico” che definisce le linee guida nell’organizzazione dei prossimi 10 anni, che prevede con possibilità di ritirare l’esercito dall’Afghanistan nel 2014, e con la decisione di installare un nuovo sistema di difesa anti missili dell’Europa e degli USA, con il possibile coinvolgimento della Russia e della Turchia, nonostante la resistenza del governo turco a cooperare con i paesi che stanno ostacolando l’entrata nell’UE.

04 febbraio 2011

L'ORIGINE DEL CLASSISMO

Non è facile spiegare l'origine della divisione in classi della società umana. Tutti quelli che hanno cercato di indagare questo processo non hanno potuto basarsi altro che su ipotesi e hanno fornito solo risposte parziali, relativi a singoli aspetti della società umana. Il fatto è che tutte le società primitive che sono state scoperte erano comuniste, mentre tutte le società più sviluppate esistenti sul pianeta erano già rigidamente divise in classi all'epoca in cui si riferiscono i più antichi documenti storici. 
Non abbiamo speranza di avere notizie dirette sul cosiddetto "periodo di transizione" tra il comunismo primitivo e la comparsa della schiavitù e della proprietà privata. Quest'ultima istituzione è ancora più difficile da spiegare della prima. Infatti, molti studiosi attribuiscono la comparsa della schiavitù alla guerra fra tribù dopo la nascita dell'agricoltura, quando far lavorare, il nemico prigioniero fu ritenuto più utile che adottarlo o ucciderlo. Tuttavia non si capisce quando e come gli stessi schiavi e le terre su cui lavoravano divennero proprietà dei singoli individui, cessando di essere patrimonio comune della comunità di villaggio. E' espressiva la frase con la quale Engels, nel suo libro dedicato all'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, afferma che: "Non sappiamo ancora come e quando gli armenti, da proprietà comune della tribù o della gens, entrarono in possesso dei singoli capifamiglia."
L'origine del classismo è ancor più misteriosa se si tiene conto che il comunismo era molto radicato nella coscienza degli uomini primitivi.

Destabilizzare per stabilizzare

La storia dell’umanità non segue un percorso uniforme e lineare, cioè un andamento progressivo caratterizzato da corsi e ricorsi, come asseriva il filosofo napoletano Giambattista Vico. Al contrario, lo sviluppo storico si svolge attraverso una dialettica tra tendenze e forze contrastanti, che innescano cicli violenti e balzi rivoluzionari che non sempre procedono verso un miglioramento e un progresso del genere umano.

Gli esempi non mancano, ma per rendersene conto basterebbe riflettere sul funzionamento del potere e sui meccanismi di riproduzione dei rapporti di forza, a cominciare dai rapporti di comando e subordinazione tra le classi sociali, che sono il vero motore della storia.
Nel 1800 la reazione antigiacobina dell’assolutismo monarchico fu crudele e sanguinaria, incarnata dallo spirito codino e sanfedista dei regimi dispotici che ripresero a regnare dopo la Restaurazione sancita dal Congresso di Vienna nel 1815: i Borbone, lo Stato Pontificio, gli Asburgo, i Savoia (che erano tra le dinastie più retrive ed oscurantiste dell’epoca).

03 febbraio 2011

SUDAN: La cruda realtà dietro la promessa di un futuro

Le foto che accompagnano questo articolo
sono dei campi di rifugiati in Chad
a pochi km dal confine con il Darfur, Sudan.
Gli ultimi avvenimenti nel Sudan, invitano ad una profonda riflessione sulla storia della violazione dei popoli africani ad opera dell’uomo bianco. Nei miei anni di servizio, ho trascorso due dei quasi 3 anni e mezzo in Africa nel Sudan e in Zaire, due paesi che conosco meglio del cortile di casa mia.
Daniel Estulin
http://www.danielestulin.com/

L’Africa è la frontiera finale di questa battaglia per la sopravvivenza. Gli USA, la Cina, e la Francia sono dentro totalmente nelle operazioni segrete nel Sahara Occidentale, il Sudan, Ruanda, il Congo, Burundi, Angola, Chad, Etiopia, Somalia ed Eritrea. Se sovrapponiamo le cartine dei conflitti bellici con le cartine delle riserve naturali strategiche del continente africano, verifichiamo che s' incastrano perfettamente. Coincidenza forse? Per niente. Tra i tanti paesi africani ricchi in risorse, il Sudan dispone delle maggiori riserve naturali ancora da sfruttare. Non c’è da meravigliarsi che il Sudan si sia trasformato nell’epicentro della guerra senza quartiere nel continente nero.

02 febbraio 2011

STATI UNITI: LO STATO DI EMERGENZA SOPPIANTA LA COSTITUZIONE?

Lo Stato di Emergenza soppianta la Costituzione? Discorso davanti al Commonwealth Club, San Francisco, 23 novembre 2010.
di  Di Peter Dale Scott

Nel luglio 1987, durante l’intenso interrogatorio di Olivier North nel corso delle audizioni dell’affare Iran-Contra, il pubblico degli Stati Uniti ha avuto un assaggio del piano di emergenza “di natura estremamente delicata” nel quale North era stato coinvolto. North aveva apparentemente gestito dei piani per interventi di emergenza in caso di attacco nucleare (una preoccupazione legittima). La stampa sosteneva tuttavia che la pianificazione mirava a una sospensione più generalizzata della Costituzione, secondo le decisioni del presidente.
Nel quadro della sua abituale copertura dell’affare Iran-Contra, il New York Times ha pubblicato il seguente dialogo, senza tuttavia commenti né seguito:

[Membro del Congresso Jack] Brooks: Colonnello North, nell’ambito del vostro lavoro al N.S.C.(National Security Council), non vi hanno assegnato ad un certo momento alla pianificazione per la continuità di governo in caso di grave calamità?
Il modo in cui l’avvocato di North ed il senatore Daniel Inouye, presidente della commissione, hanno entrambi risposto dimostra che erano al corrente della questione:

Save the "ass" and scapp from process!

01 febbraio 2011

Consigliere ONU: "Bisogna porre fine alla democrazia per salvare il pianeta!"

Un importante professore e membro del Panel on Climate Change (IPCC) suggerisce chiaramente che le nazioni devono porre fine alla democrazia per risolvere il problema del cambiamento climatico.
DictaduraGlobal.es
David Shearman, un emerito professore dell’Università di Medicina ad Adelaida e ricercatore aggiunto del Dipartimento dell’Università di Geografia e Scienze Ambientali e della Facoltà di Diritto, è stato l’autore di vari libri sul cambiamento climatico, uno di questi intitolati La sfida del Cambiamento Climatico ed il Fallimento della Democrazia. In questo dichiara che “...l’autoritarismo è lo stato naturale dell’umanità”.
Il Prof. Shearman è stato consigliere delle relazioni di valutazione dell’IPCC delle Nazioni Unite.
Spesso ci dicono che le Nazioni Unite non sono un’istituzione autoritaria e che cerca solo di risolvere i problemi del mondo, e non quello di creare un sistema di potere mondiale; ma è abbastanza evidente che molti degli allarmisti del cambiamento climatico delle Nazioni Unite hanno ideologie fasciste che potrebbero usare l’influenza delle Nazioni Unite per infiltrarsi nelle democrazie.

L'IRAN DISPONE DI ARMI NUCLEARI GRAZIE AL GOVERNO DEGLI STATI UNITI

Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere questo articolo inviatoci da Daniel Estulin che ringraziamo per l'attenzione e la disponibilità.

Il 7 giugno 2009, il quotidiano australiano Herald Sun, ha pubblicato il seguente articolo: "Fino a 20 missili X-55 con capacità nucleare e quattro testate nucleari da 200 kilotoni sono stati rubati da un gruppo di ex ufficiali ombra dei servizi di intelligence in Russia e in Ucraina. Sei di questi missili e due testate nucleari sarebbero stati poi portati in Iran con il consenso dei servizi segreti di questo paese. Sei missili e due testate nucleari sono stati inviati in Cina. Tali accordi sono stati valutati in oltre 126 milioni di dollari".

La storia inizia negli anni '80 quando il governo sovietico ha ripreso la sua collaborazione tecnico-militare con l'Iran.

Nel 1986 Mikhail Gorbachev ha firmato un ordine esecutivo segreto del Politburo: "Circa il trasporto di attrezzature speciali in Iran nel 1986-1987, l'invio di esperti militari di Iran e la formazione di esperti iraniani nella gestione delle operazioni, e la riparazione di attrezzature speciali ". Quelli che effettuarono questa operazione furono un gruppo di ex burocrati sovietici di alto livello del complesso militare-industriale che ha lavorato in stretto coordinamento con il GRU-l'intelligence militare in seguito collegata a Dick Cheney: Yuri Masliukov, Leonard Vid e Alexander Fain.