09 agosto 2011

Dall’incendio del Reichstag alla carneficina di Oslo, il terrorismo al servizio dell’oligarchia.

26 luglio 2011 (Nouvelle Solidarité) – Più di 80 anni fa, il 30 gennaio 1933, Hitler, con il sostegno della City e di Wall Street, fu nominato Cancelliere di Germania e pretese delle nuove elezioni per rafforzare il Partito Nazista che, fino ad allora, non disponeva che di due Ministri all’interno del Governo. Poi arrivò un incendio doloso che distrusse, tra il 27 e il 28 febbraio, la sede del Parlamento tedesco (Reichstag) a Berlino. I comunisti furono immediatamente ritenuti responsabili e accusati di fomentare un complotto contro la democrazia.
Di Karel Vereycken
Per “salvarla” fu emanato un decreto da parte del presidente Hindenburg, il “decreto dell’incendio del Reichstag” che, dal 28 febbraio, annullava le libertà civili e politiche stabilite dalla Costituzione e preparava il terreno alla creazione di un potere totalitario.

Negli anni ’70, l’Italia ha vissuto un simile scenario conosciuto con il nome di strategia della tensione”. Diverse indagini hanno dimostrato in seguito che gli attentati indiscriminati, come quello di Bologna del 1980, attribuito alla sinistra ma commesso dai neofascisti, o gli omicidi sanguinari commessi dalle “Brigate Rosse” contro i simboli e i rappresentanti del capitalismo, erano guidati segretamente da forze internazionali che cercavano di instaurare deliberatamente un clima di violenza politica, al fine di favorire l’emergere di uno Stato autoritario. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, il principe Valerio Borghese, neofascista, tentò un colpo di stato, fallito.

Oggi, come negli anni ’30, il sistema finanziario mondiale è disperatamente in bancarotta e le élites lo sanno. Tenere in piedi, come all’epoca, avvenimenti spiacevoli, soprattutto se essi cancellano vite umane e minacciano di far precipitare il mondo nel caos, porta le popolazioni a reclamare esse stesse dei regimi forti e delle leggi di emergenza. Ciò che è accaduto in Norvegia sembra essere l’inizio di questo processo.

Gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno reso popolare la finzione di una crociata islamica organizzata da un gruppo organizzato contro l’Occidente e attuata da dei kamikaze jihadisti. L’attentato di Oslo e la carneficina compiuta dal giovane norvegese Anders Behring Brevik contro dei giovani socialisti riuniti per la scuola estiva sull’isola di Utoya, mettono in scena un’altra caricatura uscita direttamente dai laboratori geopolitici responsabili della tesi dello “scontro di civiltà”.

Questa volta si tratta di kamikaze “cristiano conservatori”, in crociata “contro l’Islam” e contro coloro che vengono accusati di facilitarne eccessivamente la penetrazione nel paese, soprattutto la sinistra rammollita da un relativismo culturale moribondo promosso dal 1945 dalla Scuola di Francoforte e diventato paradigma culturale trionfante dopo il maggio ’68.

Opponendo falsamente un multiculturalismo politicamente corretto, chiamato “marxismo culturale “, da un lato e un monoculturalismo che si è sostituito al culto del sangue, della razza e del territorio, dall’altro, negano l’universalità dell’uomo e l’unicità dell’umanità. Pur difendendo con forza il libero scambio e la libera concorrenza, criticano un’Europa sovranazionale con frontiere aperte all’immigrazione.

In Breivik questa angoscia identitaria ha marinato per circa 9 anni in un brodo massone ed è stata condita con un utilizzo oltre misura di videogiochi violenti come World of Warcraft e Modern Warfare 2, facilitando il passaggio all’azione.

Quello che fa paura è che esistono senza ombra di dubbio decine di kamikaze potenziali di questo tipo. Disarmarli prima che facciano esplodere le loro cinture e tagliare i fili che li collegano ai loro padroni è un compito importante. Tuttavia mettere fuori gioco l’oligarchia che li manipola viene prima.

Per quello, bisogna semplicemente cambiare il sistema finanziario globale e ritornare ai principi della legge Glass- Steagall. Nessun’altra cosa permetterà veramente di invertire la marcia attuale.

Anders Behring Breivik, un frutto marcio caduto dal cesto di Geert Wilders

Se il giovane norvegese Anders Behring Breivik ha freddamente assassinato 76 suoi concittadini senza sentirsi colpevole o ritenersi un criminale, è stato per “difendere l’Europa e i suoi paesi”. Il motivo della carneficina? Per questo ex capo delle comunicazioni si tratta di provocare una presa di coscienza e far conoscere al mondo intero il suo manifesto. “Le persone devono sapere ciò che le meravigliose dottrine multiculturaliste hanno fatto all’Europa: la distruzione sistematica della cristianità europea, delle tradizioni, della cultura, dell’identità nazionale e della sovranità. Questi meccanismi politici non possono che condurre all’islamizzazione dell’Europa”, ha scritto.

2083, Una dichiarazione europea di indipendenza, il manifesto di 1518 pagine di Breivik che adorna la croce di San Giorgio, simbolo dell’Ordine templare e della City, descrive la sua strategia per mandare via i musulmani dall’Europa entro il 2083, 400esimo anniversario della battaglia di Vienna, in cui l’esercito ottomano sconfisse le truppe cristiane.

Inutile analizzare il nuovo discorso usando una griglia di lettura del passato perché si tratta di un capolavoro di neolingua orwelliana. Dichiarandosi giudeo-cristiana, questa tendenza non vuole significare amore per l’umanità, ma rifiuto del musulmano. Nel nome di una presunta lotta contro il fascismo combatte, citando Churchill, questo Islam che essa stessa identifica in modo caricaturale come un’ideologia totalitaria e attacca il Corano, che vuole bandire allo stesso modo del Mein Kampf di Hitler.

Constatiamo dapprima che il profilo di questo vecchio figlio di un diplomatico, analista finanziario e trader, è il frutto marcio di un’ideologia sintetica promossa da ciò che può essere chiamato – secondo colui che avrebbe tanto voluto incontrare – un’ “internazionale Geert Wilders”, spesso chiamata “destra popolare”.

Riconosciamo poi che anche se Breivik ha potuto agire da solo, è lungi dall’essere solo. Tale movimento, come abbiamo già ampiamente documentato su questo sito, dispone di supporti considerevoli all’estero, in particolare a Londra (la baronessa Cox), negli Usa (i neoconservatori Daniel Pipes e David Horowitz), in certe file del Vaticano (Legionari di Cristo), senza dimenticare un manipolo di coloni ebrei estremisti che vivono nei territori occupati.

Dopo il massacro in Norvegia, sul sito pro-Wilders nei Paesi Bassi, in particolare nel Forum voor de vrijheid, alcuni simpatizzanti di Wilders erano completamente soddisfatti del massacro compiuto dal novello crociato Breivik: “in questo caso gli attentati sono la sola risposta giusta ad uno Stato totalitario della sinistra o le persone di destra verranno imbavagliate. Se non possiamo condurre un dibattito con le parole, facciamolo con le bombe. Onore a colui che ha commesso questi atti”. Il dibattito è stato così intenso che Wilders, tramite Twitter, si è presto visto obbligato a condannare la carneficina di Oslo e a chiarire ai media che glielo avevano chiesto ciò che lo differenzia da Breivik.

Ciò non ha impedito che colui che recentemente è diventato capo di gabinetto di Geert Wilders sia il belga Paul Belien, ospite della rivista on line Brussels Journal in cui, dopo il giornale Spiegel ondine, in questi ultimi anni sono state pubblicate lunghe parti del manifesto di Breivik. Precisiamo che Belien è un dipendente dei neoconservatori anglo-americani in Europa e lavora direttamente con Daniel Pipes che ha preso finanziariamente in carico la difesa legale di Wilders. Belien è specialmente il corrispondente del Wall Street Journal e del quotidiano della setta Moon, il Washington Times. Il suo attivismo per la dissoluzione del Belgio si spiega facilmente dal momento che sua moglie è Alexandra Colen, deputata federale belga del partito separatista Vlaams Belang.

Altre parti del manifesto di Breivik sono lunghe citazioni di Fjordman che sono state pubblicate sul sito Gates of Vienna (Porte di Vienna, in riferimento alla vittoria ottomana del 1683), un altro forum pro Wilders e il suo movimento.

Il sito internet libertiesalliance, vicino all’International Freedom Alliance, l’organizzazione lanciata da Wilders nel luglio 2010 per globalizzare il suo movimento, propone d’altra parte di linkare sia Gates of Vienna che la English Defense League (EDL) britannica, a cui Breivik si considera vicino.

In Francia, Tommy Robinson, portavoce dell’English Defense League ha partecipato nel dicembre 2010 a Parigi alle Assise dell’Islamizzazione, organizzate congiuntamente da Risposte laique e Bloc identitaire


Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di Ale Baldelli

2 commenti:

  1. http://usdebt.kleptocracy.us/

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  2. Notevole!
    Non è che totti gemelle le hanno buttate giù per non far vedere che il debito usa le aveva superate?
    :D

    Sarebbe interessante farlo vedere ai gringos-yankees...almeno le "figure" dovrebbero capirle!
    ;)

    RispondiElimina

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