29 maggio 2011

LE FRONTIERE INDIFENDIBILI D'ISRAELE E IL REGALO DEL GENERALE AMIDROR


Yaakov Amidror è un generale israeliano in pensione che attualmente è capo del Consiglio Nazionale della Sicurezza di Binyamin Netanyahu. E’ piuttosto sorprendente, anche se non per il punto di vista politico di Amidror: si è opposto, ad esempio, all’evacuazione da Gaza  facendo appello a riconquistarla. No, non è sorprendente perché Amidror non è particolarmente intelligente. In quale altro modo si possono spiegare la sua eccellente argomentazione sulla difesa delle frontiere d’Israele del 1967, in un articolo che sostiene che questi confini sono indifendibili?
Di Michael Neumann
 
L’argomentazione di Amidror si basa sull’idea che bisogna garantire le frontiere attraverso la “difesa in profondità”. Quale profondità è abbastanza profonda?
Cii offre solo una cifra:
  • “Nell’Europa della Guerra Fredda, i pianificatori militari occidentali davano per certo che quello che era decisivo non era il “confine” ma piuttosto la “profondità difensiva”. In Europa, questo includeva tutta l’estensione della Germania fino al Reno (più di 200 km)”.
Ah,si! E ci dice che con le nuove tecnologie militari i calcoli “si sono quasi duplicati negli ultimi anni”. E aggiunge che nel 1967, lo Stato Maggiore Congiunto degli USA raccomanda ad Israele di conservare un pezzo dei territori occupati per scopi difensivi al fine di "controllare le alture che corrono da nord a sud."

Difficile capire cosa si intende. Controllare una certa posizione elevata non garantisce ad Israele nulla che assomigli a 200 km, ma questo calcolo della Guerra Fredda dovrebbe essere raddoppiato adesso. In qualche modo Israele è meno vulnerabile dell’Europa? Si sarebbe potuto pensare il contrario. E “controllare la posizione elevata” suona da medioevo considerando i missili di Hezbollah, per non parlare del materiale superiore in mano a tutti gli altri paesi “arabi” della regione. Si potrebbe arrivare alla conclusione che il possesso totale dei territori occupati non servirebbe a nulla perché, è ovvio, non assicurerebbe nulla di simile alla profondità difensiva prescritta dalle autorità militari di Amidror.

C'è di peggio, perché se si presta attenzione alle autorità militari, i vicini di Israele hanno bisogno anche loro di profondità difensiva, che secondo qualsiasi misura comparabile includerebbe, bene, tutto Israele. La storia recente non suggerisce esattamente che i vicini di Israele devono essere meno preoccupati di avere frontiere difendibili dello stesso Israele.

Ma tutto questo non è nulla comparato alla terribile chicca che ci offre Amidror, tanto bella che la sottolinea: “Mentre una politica preventiva potrebbe creare una teoria della profondità necessaria per la difesa, se la minaccia a Israele provenisse da Stati formalmente firmanti dai trattati di pace, le probabilità che un governo israeliano li violasse con un attacco preventivo sarebbero nulle”.

Come dicono gli scocchi: ROTFL Amidror non ha nessuna competenza professionale in politica e la sua dichiarazione mostra che non è neanche un dilettante con talento. Temo che stia insultando l’intelligenza del lettore chiarendo quello che succede ma non vi spazientite con me.

Israele è il paese dell’”Opzione Sansone”, un nome attribuito a vari primi ministri israeliani. Nella sua forma moderata, prevede rappresaglie nucleari in massa contro qualunque attacco che minacci l’esistenza d’Israele. La versione meno moderna è articolata da Martin van Creveld, professore di storia militare dell’Università Ebraica di Gerusalemme e occasionalmente professore dell’Accademia Navale di Guerra degli USA. Van Creveld dice che
“Abbiamo la capacità di distruggere il mondo. E posso assicurarvi che è quello che succederà prima che Israele affondi”.
Ora il mondo, mi sembra di capire, contiene abbastanza civili disarmati (per non parlare dei minorenni) le cui nazioni sono grandi amici di Israele, per non dire tutte le persone degli “Stati che ufficialmente hanno firmato trattati di pace”. Israele ha affermato quasi gioiosamente affermato, ancora e ancora, la sua ferrea determinazione di non fermarsi minimamente nell’esercizio del suo diritto di autodifesa generosamente concesso. La probabilità che lasci bruciare le città e che i suoi cittadini muoiano per le strade per scrupoli verso firmatari di un trattato di pace sono ... pari a zero. Inoltre, tutta la strategia di dissuasione d’Israele dipende dal suggerimento che, come dichiarò brillantemente Moshe Dayan: “Israele deve essere come un cane rabbioso, troppo pericoloso per importunarlo”
La dichiarazione di Amidror è esattamente il genere di cose in cui Israele non s'impegna, e, nella sua visione strategica, non deve impegnarsi.
In sintesi, Amidror ci ha dato una ragione per pensare che le frontiere del 1967 sono certamente difendibili. E dopo ha fatto una pesante battuta. Il risultato è un argomento per la difesa delle frontiere d’Israele del 1967, provenienti niente meno che dall’attuale capo del Consiglio Nazionale della Sicurezza d’Israele.

Micheal Neumann è insegnante di filosofia all’Università Trent ad Ontario, Canada. I punti di vista del professor Neumann non devono essere considerati equivalenti a quelli dell’Università. Il suo libro: What’s Left:Radical Politics and The Radical Psyche è pubblicato dalla Broadview Press. Ha contribuito al saggio “What is Anti-Semitism”, al libro di CounterPunch The Politics of Anti-Semitism. Il suo ultimo libro è : The Case Against Israel.


Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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