03 maggio 2011

IL RICICLAGGIO DELLA "GUERRA CONTRO IL TERRORISMO"

“Terrorismo” aggiornato: Gli USA hanno “ucciso”  Bin Laden affinché “Al Qaeda” continui a vivere.
Washington si è scrollato di dosso un catorcio usato e ormai inutile (Bin Laden) e ha posto le basi strategiche e dottrinali di un riciclaggio e ammodernamento della “guerra contro il terrorismo” su scala globale: “Abbiamo ucciso Bin Laden ma Al-Qaeda continua ad essere viva e si moltiplica molto più pericolosamente di prima”, è il messaggio implicito della Casa Bianca guidata da Obama. In sintesi, gli USA “hanno ucciso” Bin Laden, ma il “terrorismo islamico” sopravive e genera nuove creature (e “minacce terroristiche”) come l’uovo del serpente. Come direbbe George W. Bush: Questo è il piano.
Di Manuel Freytas
IAR Noticias

Riassumiamo: Domenica, e con un'impressionante copertura mediatica dal vivo e su scala globale, gli USA “hanno ucciso” Bin Laden, ma hanno avvertito il mondo che Al- Qaeda ed il “terrorismo islamico” continuano a essere attivi e con la sloro capacità di “attacchi terroristici” moltiplicata.
In sintesi, con la “morte” di Bin Laden la “guerra contro il terrorismo” viene riciclata e riattivata mondialmente sulla “paura” moltiplicata degli attentati di Al-Qaeda senza limiti territoriali né continentali.
Questa è la chiave del  surreale ( e opportunistico) annuncio di Obama sulla morte del mitologico “leader” di Al-Qaeda costruito dalla CIA durante gli anni 80. (Vedi Bin Laden: un soldado de la CIA).
Non c’è cadavere, non ci sono prove della morte, ci sono solo due argomenti convergenti che giustificano l’annuncio:
1- Gli USA hanno bisogno di nuove basi strategiche per continuare a sviluppare la “guerra contro il terrorismo”.
2- Obama ha bisogno di seppellire Bin Laden per vincere le elezioni del 2012.
In ogni caso, il "terrorismo" (arma strategica di Quarta Generazione Warfare) fungerà da innesco e fusione dei prossimi eventi nel teatro dei conflitti internazionali per la conservazione del reggente Ordine Imperiale.Dall'11 settembre, nel 2001, il "terrorismo" è diventato uno strumento chiave dello Stato imperiale USA, per gestire e controllare la macchina globale del "nuovo ordine" emergente dopo il crollo delle Torri Gemelle di New York. 

Ci sono tre ragioni strategiche per giustificano la continua "guerra contro il terrorismo" come la principale ipotesi di conflitto globale:
1) l'espansione dell'industria degli armamenti (corporations del complesso Militare-industriale). 
2) Giustificazione dottrinale delle guerre preventive per le conquiste del mercato (occupazioni militari). 
3) Argomento chiave per la posizione egemonica degli Stati Uniti nel nuovo sistema globale geopolitico e militare.  

Bush è stato in grado di rimanere per due mandati alla Casa Bianca, con il pretesto dell’11 settembre e la leggenda di Bin Laden “minaccioso” dal suo nascondiglio inespugnabile, e Obama va per la sua rielezione “uccidendo” Bin Laden e creando la leggenda di un' Al-Qaeda potenziata a mille teste che estende le sue “minacce terroristiche” in tutto il pianeta.
Nell'agenda dell'intelligence militare statunitense, Bin Laden obbedisce a due tipi di costruzioni. Una vera, associata con le reti segrete del terrorismo e un'altra fabbricata per il consumo mediatico. 

Nella prima, si indica che la sua formazione di soldato terrorista proviene dai sotterranei storici dell'addestramento della CIA. E nel secondo, le evidenze lo segnalano come uno spettro spettrale su cui montato innumerevoli campagne dei media internazionali per generare paura con il "terrorismo".
Il leader di Al Qaeda è stato fabbricato secondo le esigenze del "nuovo nemico" di cui l'Impero aveva bisogno per mostrare la società dopo l'11 sttembre, e che l'intelligence statunitense ha utilizzato per raggiu8ngere un consenso locale e internazionale per le loro nuove politiche di invasione militare.


Il nuovo slogan lanciato da Obama, domenica: Muore Bin Laden ma Al Qaeda si potenzia e comincia a generare creature come l’uovo del serpente.
Mentre annuncia la “morte” di Bin Laden, Washington, in coro con le potenze imperiali, avverte ai quattro venti che Al Qaeda è pronta ad una scalata di “attentati terroristici” per vendicare il suo capo.

Il Dipartimento di Stato ha avvertito i cittadini statunitensi questo lunedi che dopo la morte del leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, sono diventati potenziali obiettivi di "violenza anti-americana" in tutto il mondo.
“Data l’incertezza e la volatilità dell’attuale situazione,  chiediamo con urgenza ai cittadini statunitensi in zone dove questi avvenimenti (il “terrorismo”) possono causare violenza anti-statunitense, di limitare i viaggi fuori dalle loro case e hotel per evitare concentrazioni e manifestazioni in massa” puntualizza il comunicato.

Dall’altra parte, il numero uno iniziale della “guerra contro il terrorismo” l’ex presidente George. W. Bush ha avvertito che la “lotta contro il terrore continua, ma questa notte gli USA hanno inviato un chiaro messaggio: non importa quanto ci vuole, ma si farà giustizia”.
E’ una vittoria totale per la giustizia, la libertà e i valori condivisi da tutte le nazioni democratiche che lottano fianco a fianco con determinazione contro il terrorismo”, ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha descritto come un “significativo successo” la morte del leader di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, in un’operazione delle forze speciali statunitensi in Pakistan e ha riaffermato l'impegno degli alleati per “impedire che l’Afghanistan si trasformi di nuovo in un santuario del terrorismo”.
Nonostante l’”euforia” regnante tra i leader imperiali, un dubbio generalizzato sull’autenticità dell’annuncio si estende in tutto il mondo a partire della mancanza di prove sulla morte di Bin Laden.

Riciclando la “guerra contro il terrorismo”
Il grottesco annuncio senza prove né cadaveri della “morte” di Bin Laden (reso possibile per la complicità dei governi e dei mass media, per l’assenza di controinformazione e di un analisi totalizzante delle basi dell' usi strategico della “guerra contro il terrorismo”) è solo il rovescio di una strategia che continua dall’11 settembre fino a qui.

Gli USA, con l’amministrazione Bush dopo l’11 settembre, non soltanto hanno installato un nuovo sistema di controllo politico e sociale per mezzo della manipolazione mediatica con il “terrorismo”, ma hanno anche inaugurato un “nuovo ordine internazionale” (in sostituzione della guerra fredda contro l’ex URSS) basato sulla “guerra contro il terrorismo” che è servita da giustificazione alle nuove strategie espansionistiche dell’Impero nordamericano e delle multinazionali capitaliste. 
Obama, con questo annuncio, continua questa strategia per altre vie.

Dal punto di vista geopolitico e strategico, il “terrorismo” non è un oggetto diabolico del fondamentalismo islamico, ma uno strumento della Guerra di Quarta Generazione che l’intelligence statunitense ed europea utilizza da tempo (in Asia e Europa) per mantenere e consolidare l’alleanza USA-UE nel campo delle operazioni, per sconfiggere i talebani in Afghanistan, giustificare le azioni militari contro l’Iran prima che diventi una potenza nucleare, e creare un possibile nuovo 11 settembre per distrarre l’attenzione dalla crisi recessiva mondiale. 

A livello geo-economico si registra un’altra lettura: Se si fermasse l’industria e l’affare delle armiincentrato sulla lotta contro il "terrorismo" (oggi alimentato da un bilancio militare mondiale di 1.460 mila miliardi di dollari) finirebbe per collassare l’economia nordamericana che oggi si trova in una crisi finanziaria- recessiva  di caratteristiche senza precedenti. 

Questa è la migliore spiegazione del perché Obama, oggi seduto sul trono della Casa Bianca, è diventato l’”ereditario forzato” della “guerra contro il terrorismo” di Bush su scala globale.
La stessa interpretazione si può dedurre dalle potenze dell’UE che aderiscono ai piani globali della “guerra contro il terrorissmo” così come per la Cina, la Russia e le potenze asiatiche i cui complessi militari fatturano migliaia di milioni in armi e tecnologie destinate alla lotta contro il “terrorismo”.

Come è noto, i "piani anti-terrorismo" sono la componente principale dei bilanci della vendita di armi a livello mondiale e costituiscono il più alto tasso di profitto delle corporazioni della guerra che ruotano intorno ai complessi militari industriali di USA, Europa e Asia.
Nel 2004, l'Unione Europea ha aderito alla strategia degli Stati Uniti di progettazione e realizzazione di un piano "antiterrorismo" che spostava al territorio europeo la crociata  militare contro l '"asse del male" che l'amministrazione Bush ha iniziato dopo gli attacchi dell'11 settembre.
Dopo l'imposizione planetaria della lotta contro il terrorismo (soprattutto islamica) la "psicosi del terrorismo" ha invaso le prime pagine dei quotidiani internazionali e si è estesa ad aeroporti, metropolitane, stazioni ferroviarie, e qualsiasi luogo in cui si verificano concentrazioni di massa di persone.

Questo scenario, con le potenze centroasiatiche (che competono per aree di influenza con l’asse USA-UE) aderendo alla “guerra contro il terrorismo” guidata dagli USA, segna con chiarezza come Al-Qaeda e oggi l’estinto Bin Laden (invenzione storica della CIA) riunisce in un solo blocco il sistema capitalista al di là delle sue differenze settoriali.
La “simbiosi” funzionale e interattiva tra Bush e Al Qaeda ha coloratootto anni chiave della politica imperiale USA. Al punto tale che gli esperti ritengono impossibile immaginare uno senza l'altro.

L’11 settembre come giustificazione di nuove invasioni
Per otto anni di amministrazione, Bin Laden e Al Qaeda sono diventati quasi “uno strumento di Stato” per Bush e i falchi neocon che hanno trasformato il terrorismo (e la loro guerra contro il terrorismo) nella loro principale strategia di sopravivenza nel potere.
Bush e la lobby sionista dei falchi neocon, edificarono il consenso e sostegno interno agitando e denunciando il pericolo del “terrorismo islamico” come minaccia permanente per la “sicurezza nazionale” degli USA. Dentro questo sacco mettevan tutti quelli che si opponevano.
In termini di geopolitica e strategia militare, con l’utilizzo della leggenda mediatica di Bin Laden e il pericolo del “terrorismo internazionale”, a partire dell’11 settembre l’Impero nordamericano (potenza locomotrice unipolare del pianeta dalla caduta dell’URSS) sostituisce gli aspetti chiave della sua sopravvivenza come Stato imperiale.

Ben impiegato, lo strumento “terrorismo” (un’arma che combina la violenza militare con la Guerra di Quarta Generazione) ha come obiettivo centrale: Generare un conflitto (o una crisi) per dopo fornire la soluzione più favorevole agli interessi di chi lo urilizza.
Ad esempio: l’11 settembre (attivato dalla CIA infiltrata nei gruppi islamici) negli USA fu il detonatore del conflitto e della guerra contro il terrorismo seguente, e le invasioni in Afghanistan e in Iraq furono parte della soluzione alternativa.

Così, tra i vari obiettivi segreti dalla campagna con la “minaccia terroristica internazionale” lanciata dalla Casa Bianca e le potenze centrali europee in infinite occasioni, dopo l’11 settembre, si evidenziava chiaramente quello di preparare il “clima” e la giustificazione per iniziare operazioni militari su vasta scala nella zona petrolifera del Medio Oriente, Eurasia e Africa, così come oggi si verifica con la “guerra petrolifera” scatenata contro la Libia.

Sia Washington che le potenze dell’UE hanno mantenuto storicamente costanti denunce di “attacchi terroristici islamici” in pianificazione ma che effettivamente non sono avvenuti, dal 7 giugno 2005 data dell’attentato terroristico a Londra.

Ci sono sufficienti prove storiche in materia: l’11 settembre è servito da giustificazione per le invasioni in Iraq e in Afghanistan, l’11 Marzo in Spagna preparò la campagna di rielezione di Bush e fu il pretesto principale perché gli USA imponessero all’ONU la tesi di “democratizzazione” dell’Iraq legittimando l’occupazione militare, il 7 luglio a Londra e le successive ondate di “minacce” e “allerta rosse” sono servite a Washington per instaurare il “terrorismo” come prima ipotesi di conflitto mondiale, e imporre all’Europa i “piani contro il terrorismo” oggi istituzionalizzati su scala globale.

Decine di rapporti e di esperti messi a tacere dalla stampa ufficiale del sistema, hanno costruito un corpo di prove inconfutabili sul fatto che Bin Laden e Al Qaeda sono strumenti autentici della CIA statunitense che li ha utilizzati per giustificare le invasioni in Iraq e in Afghanistan e per installare la “guerra contro il terrorismo” su scala globale.

La “versione ufficiale” sull’11 settembre è stata denunciata come “falsa e manipolata” da un insieme di ex funzionari politici e dell’intelligence, come da ricercatori sia degli USA che dell’Europa, che hanno documenti  e prove presentati alla giustizia degli USA che mai ha fatto ricerche adducendo il carattere “cospirativo” degli stessi. (Vedi: Documentos e informes del 11-S. / Al Qaeda y el terrorismo "tercerizado" de la CIA / La CIA ocultó datos y protegió a los autores del 11-S / Ex ministro alemán confirma que la CIA estuvo implicada en los atentados del 11-S / Informe del Inspector General del FBI: Más evidencias de complicidad del gobierno con el 11-S)

La struttura della stampa sionista internazionale, nonostante la sua marcata tendenza anti Bush, non si è mai fatta eco delle indagini e denunce che continuano a moltiplicarsi, mentre gli analisti prendono come valida la “versione ufficiale” installata nell’opinione pubblica su scala globale.
L’establishment del potere democratico che oggi controlla (e che esercita l’alternanza presidenziale con i repubblicani nella Casa Bianca) non ha mai menzionato l’esistenza di queste ricerche e denunce in una complicità tacita di occultamento con il governo di Bush.

Contemporaneamente, e durante gli otto anni di amministrazione Bush, i democratici non soltanto hanno sostenuto le invasioni in Iraq e in Afghanistan, hanno votato tutte le finanziarie della “guerra contro il terrorismo” e adottarono anche come propria la “versione ufficiale” dell’11 settembre.

Questo patto di silenzio e di nascondimento tra la stampa ed il potere imperiale nordamericano ha preservato le vere cause dell’azione terroristica di Bin Laden e Al Qaeda, le cui “minacce” periodiche sono pubblicate senza alcuna analisi così come il governo e gli organismi ufficiali come la CIA e l' FBI la diffondono.

E la “morte” di Bin Laden riafferma una tendenza già provata: La “guerra contro il terrorismo” non è stata una politica congiunturale di Bush e dei falchi neocon, ma una strategia globale dello Stato imperiale nordamericano disegnato ed applicato dopo l’11 settembre negli USA e che ha già una chiara linea di continuità con il governo democratico di Obama.

Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

6 commenti:

  1. September clues - italiano (video 1 - 10)

    1
    http://www.youtube.com/watch?v=e4VXNmqT1PQ

    2 (missile)
    http://www.youtube.com/watch?v=c2hJXm2Cfcg&NR=1

    ....

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  2. 9.11

    http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/index.php?storytopic=32

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  3. e sul certificato dell'obama i dubbi restano
    http://cafedehumanite.blogspot.com/2011/05/mr-obama-il-suo-certificato-di-nascita.html

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  4. Obama ha bisogno di seppellire Bin Laden per vincere le elezioni del 2012.

    Di questo passo seppelliranno lui prima del 2012! ;)

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  5. Come si inventano i nemici
    http://saigon2k.altervista.org/come-si-inventano-i-nemici/

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  6. Geab. n. 54 (April 16, 2011)

    http://www.leap2020.eu/GEAB-N-54-is-available-Global-systemic-crisis-Autumn-2011-Budget-T-Bonds-Dollar-the-three-US-crises-which-will-cause_a6340.html

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