29 novembre 2010

IL MASSACRO DELLA CATTEDRALE DI BAGDAD: IMPRONTE SIONISTE OVUNQUE

Prima che USA, Israele e Gran Bretagna scatenassero l’occupazione genocida, distruttiva e fascista in Iraq, sunniti e sciiti, mussulmani e cristiani, arabi e curdi vivevano insieme in un’armoniosa atmosfera di fraternità e unità parallela a quella dell’occupata Palestina prima dell’occupazione sionista del 1948. E’ atroce. Ripugnante. Disprezzabile. Ignorante. Assurdo. Ed erroneo in ogni fondamento di fatto, affermare che i gruppi etnici e religiosi menzionati ora si stiano massacrando a vicenda, quando in realtà sono i criminali dell’esercito dell’occupazione che stanno sterminando tutti.
di Jonathan Azaziah

Dividere l’Iraq lacerandolo e condannandolo ad un inferno di pulizia etnica fu un complotto sionista che è stato originariamente progettato nel 1982 dal consiglire di politica estera israeliana Oded Yinon (1). Le politiche per destabilizzare l'Iraq furono recuperate più tardi e sono apparse riflesse nei documenti chiamati “Clean Break”, scritti dall’assassino di massa Benjamin Netanyahu dalla spia Richard Perle e diversi criminali di guerra sionisti tra cui Douglas Feith, David Wurmser, Meyrav Wurmser e Robert Loewenberg.(2) Agenti del gruppo terroristico internazionale conosciuto come il Mossad hanno operato in Iraq fin dal 1950, quando l'entità sionista ha lanciato una falsa campagna terroristica contro la comunità ebraico-irachena (3). L’obiettivo assoluto dell' illegittima e usurpatrice entità è stata sempre quello di distruggere l’Iraq come nazione, per poter portare avanti il suo sogno del “Grande Israele” e relegare i suoi estremisti coloniali sulle rive dei vecchi fiumi Tigri e Eufrate.

L’Intelligence Usa non è intelligente?

La Stangata dei Talebani
di Stefano D'Andrea

Mercoledì 24 novembre, la lettura di un trafiletto "In breve" a cura della redazione esteri del quotidiano Il manifesto mi ha dapprima suscitato riso, poi mi ha reso felice e infine mi ha fatto sorgere un dubbio. Ecco la notizia in breve:
  • "Il mediatore dei Taleban per i colloqui con i leader afghani era in realtà un impostore. Non un membro di spicco degli studenti coranici, ma un finto Mullah Akhtar Muhammad Mansour che fa ora svanire nel nulla i presunti progressi che Usa e Afghanistan pensavano di aver raggiunto negli ultimi quattro mesi. "Non è lui – dice un diplomatico occidentale a Kabul citato dal quotidiano New York Times – E noi gli abbiamo pure dato un sacco di soldi". 
  • Funzionari americani hanno confermato di aver avuto fiducia in Mansour, in quanto presunto membro della leadership taleban. Uomini della Nato e del governo afghano hanno avuto tre incontri con il millantatore, che proveniva dal Pakistan, dove i taleban hanno la loro roccaforte. Il falso leader ha incontrato anche il presidente afghano Karzai, è stato trasportato a Kabul su un aereo della Nato e ricevuto nel palazzo presidenziale…."

28 novembre 2010

“GUERRA SENZA CONFINI”

Summit di Lisbona: la NATO si autoproclama Forza Militare Globale 
di Rick Rozoff
Dal summit della NATO, l’Organizzazione del Trattato Nord  Atlantico, conclusosi da pochi giorni in Portogallo, Washington ha ottenuto tutto ciò che pretendeva dall’Unione Europea, dalla Russia e dai suoi 27 alleati nella NATO, che aumenteranno i loro contingenti di truppa per la guerra in Afghanistan.

L’Alleanza Nord Atlantica controllata dagli Stati Uniti ha confermato, senza riserve e perfino senza dibattito e alcun deliberato, i piani usamericani di ingabbiare l’Europa intera nel sistema di intercettazione missilistica su scala mondiale del Pentagono e della sua Agenzia di Difesa Missilistica.
La dichiarazione finale del summit afferma: “La NATO conserverà un appropriato mix di forze di difesa convenzionali, nucleari e missilistiche. La difesa missilistica diverrà parte integrante della nostra posizione difensiva globale.” [1]

27 novembre 2010

G-20: IL DECLINO DELL'OCCIDENTE

L’ultimo G20 ha dimostrato che siamo lontani da una governance mondiale. E’ evidente che gli interessi nazionali, anche se interdipendenti, hanno priorità differenti e che è già passata l’era nella quale l’Occidente poteva imporre la sua volontà ai paesi emergenti. Piuttosto bisognerebbe riflettere su un paradosso che sorge: la globalizzazione può ridurre il peso dell’Occidente più del previsto.
di Roberto Savio

Come ha espresso il direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, oggi è più costoso inviare un container da Marsiglia ad Avignon che da Bangok a Marsiglia. E ad ogni modo, in Occidente ormai non sono i governi gli attori principali, ma le finanze, che ogni giorno insegnano interessi totalmente diversi a quelli dell’economia reale.

I governi hanno un certo controllo sull’economia reale. Invece le finanze, sia a livello locale che globale, nessuno le controlla. Il simbolo di questa situazione potrebbe essere il presidente statunitense Barak Obama.
Obama ha avuto un momento difficile a Seul. Non è riuscito a raggiungere un accordo di libero commercio con la Corea del Sud, perché non può fare nessuna concessione sapendo che il nuovo Congresso non accetterà nulla che non rappresenti un trionfo per gli USA, condizione che non aiuta ad ottenere accordi internazionali.

26 novembre 2010

ISRAELE HA INIZIATO LA COSTRUZIONE DI UN ALTRO MURO

Israele costruisce un altro muro: Quelli che alzavano la voce contro il “muro di Berlino” oggi sono in silenzio….
Attualmente esistono muri in vari paesi: Israele ne ha due, gli Stati Uniti nel loro confine con il Messico ne hanno un altro, ci sono muri in Argentina tra ricchi e poveri….

Israele ha cominciato a costruire un nuovo muro oggi, di 240 km, lungo la frontiera con l’Egitto, adducendo il bisogno di evitare l’entrata nel paese di cittadini africani in cerca di lavoro.
“La crescente infiltrazione” in Israele di africani provenienti dal Sinai in cerca di lavoro rappresenta un “pericolo demografico esistenziale” per lo stato ebraico, ha affermato oggi il ministro degli Interni, Ely Yishai (Shas), durante un dibattito in parlamento, precisamente il giorno in cui gli scavatori hanno cominciato i lavori di costruzione nella frontiera con l’Egitto di un’imponente barriera.

25 novembre 2010

Studenti in rivolta in tutta Italia

Ancora una volta gli studenti si ribellano allo strapotere dei padroni. Con la loro “innocenza” e la loro verginità di convinzioni dotte e indotte, essi sono rimasti gli unici capaci di azioni rivoltose. Ieri è stato preso d’assalto il Senata della Repubblica, roba mai vista. Una sassaiola di uova ha investito l’entrata di Palazzo Madama, accompagnato da un coro innegiante le dimissioni della Gelmini, di Berlusconi, del Governo e in generale di questa classe politica capace solo di servire i poteri forti.
di Italo Romano
Oltre la Coltre

Un mix perfetto di coraggio e incoscienza è riuscito a dar vita a qualcosa di più delle solite parole dei teorici della sommossa popolare. Violenza mai gridano in molti, coperti dalla solita cappa di putrida moralità. Ma se stai crepando schiacciato sotto lo stivale del regime democratico, dovrai pur far qualcosa prima di esalare l’ultimo respiro.

Con il ddl Gelmini le elite di potere, per mano dei burattini politici, stanno sferrando l’attacco finale per l’irreggimentazione totale del paese. Non più regime democratico, ma regime oligarichico-totalitario. Controllare dalla base la crescita della massa, veicolarla e incanalarla secondo gli interessi di mercato, quindi delle loro tasche.

24 novembre 2010

NATO: L'ONU...CON LA FORZA

L'UE e il FMI non salvano solo le banche, ma "salvano" anche i paesi. Così si chiama ora l'espropriazione definitiva della sovranità di un paese, in questo caso l'Irlanda. Ancora una volta il vecchio Orwell: "La libertà è schiavitù".
La NATO ha approvato la sua strategia per agire in qualsiasi parte del mondo. Si sta solo formalizzando qualcosa che già era una realtà. Se non altro, si aggiunge l'ormai sicuro piegamento della Russia alla strategia imperiale-globalista (al di là dell’”atlantismo”). La NATO, trasformata di fatto in un’autentica ONU (o “ONUF”, come “Unità di Forza”)

“Il possibile riscatto dell’Irlanda non è nell’agenda formale ma è probabile che i leader trattino anche questa questione”, possiamo leggere in una notizia di Europa Press. Sembra che i summit della NATO “ormai” sia molto più che un forum militare.
Certamente, all’evento arriva il povero Zapatero accompagnato dalle sue due ministre trilateriste: *Chacon, della Difesa, e Jimenez degli Esteri.  Non che questo buon uomo avesse qualche tentazione antisistemica…

23 novembre 2010

Pakistan: un territorio strategico per le guerre dell’Occidente in Asia Centrale

"La morte di Baitullah Meshud, leader dei talebani pakistani, è un grande successo per Washington e Islamabad”. Questo comunicato, che, ancora una volta, annuncia la morte di un essere umano a causa della guerra, naturalmente rallegra gli strateghi nei paesi occidentali che occupano illegalmente un Paese sovrano in Asia centrale dal 2001. Questa notizia permette a coloro che svolgono questa guerra di conquista di manifestare, per alcuni istanti, la loro gioia e dimostrare l'efficacia delle loro azioni letali sul terreno. Ma si dovrebbe aggiungere un'altra interpretazione di questo evento.
di Jules Dufour
Global Research

La sparizione del leader dei talebani pakistani si somma agli elementi che giustificano l’estensione della guerra d’occupazione che si trascina dall’Afghanistan al vicino Pakistan.  E contribuirebbe a legittimare ancora una volta, di fronte all’opinione pubblica mondiale, gli atti di guerra perpetrati da Washington e dall’esercito nazionale del Pakistan sul territorio pakistano propriamente detto, anche convincere dell’utilità della guerra contro i talebani si è trasformato in un compito molto facile per Washington dopo tanti anni di costruzione del “nemico” incarnato attualmente dai talebani agli occhi della popolazione mondiale.

22 novembre 2010

Irlanda: Shock o Morte!

"Abbiamo alzato bandiera bianca, gettato la spugna, e arrivano per vederci giovedì. E non vengono a dirci "ben fatto, ragazzi, buon lavoro"
Enda Kenny, leader dell'opposizione in Irlanda

Anche se "salvataggio" suona bene, come un salvagente che si lancia ai naufraghi, non dovrebbe esserlo tanto quando il governo irlandese esita ad accettarlo. Se, come si suol dire, l'Irlanda è sul punto di affogare, non si capisce la sua insistenza nel rifiutare il galleggiante che le offre l'Europa.  A meno che il piano di salvataggio è peggio dell' annegamento, e che si tratta di scegliere il tipo di soffocamento, ingerendo acqua, o strangolato da un galleggiante che si stringe il collo.

21 novembre 2010

CIA = Agenzia Importazione Cocaina

L’aumento della droga negli USA e nell' UE, il narcotraffico a livello mondiale, vanno di pari passo con l'espansione imperiale militari in tutto il mondo. La "lotta alla droga" è una farsa ...
Kaos en la Red
Il giornale Mercury News di San Josè California, ha rivelato che agenti della CIA hanno venduto centinaia di tonnellate di cocaina negli USA durante gli anni in cui si è tenuto il conflitto in Nicaragua, al fine di ottenere fondi, per i Contras (paramilitari creati dagli USA per impedire la rivoluzione sandinista). Il dossier spiega che i leader del Contras si sono incontrati con un agente della CIA per pianificare l’operazione. La droga era trasportata in aerei militari, verso aeroporti nel Texas.
La droga dapprima fu distribuita nei ghetti neri di Los Angeles California e da qui si diffuse in tutto il paese, all’inizio degli 80, il crack e la cocaina hanno devastato interi quartieri degli USA, distruggendo cervelli e la volontà di lottare, di protestare, la CIA allora fu chiamata agenzia d’importazione della cocaina.

20 novembre 2010

HAITI: RIVOLTA POPOLARE

L’emittente televisiva Al Jazeera informa su scontri tra la popolazione haitiana e le forze dell’ordine delle Nazioni Unite (Minustah), che qualifica come “rivolta popolare”. Le proteste sono sorte a causa dell’indignazione popolare di fronte al sospetto che l' epidemia, che ha già causato più di 1000 morti nel paese caraibico, abbia avuto la sua origine nella filtrazione delle acque reflue dal campo dei soldati delle Nazioni Unite nepalesi. 
Kaos En La Red

Gli scontri hanno causato già due morti tra la popolazione civile e più di 30 feriti mentre, secondo informazioni non confermate, si parla di soldati della Minustah morti per spari di armi da fuoco.
L’ONU ha negato che l' epidemia sia sorta nella base dei soldati nepalesi. Dall’altra parte, secondo la giornalista di Al Jazeera in Haiti, Cath Turner, la situazione “stava fermentando da tempo” a causa delle estreme tensioni tra i soldati della Minustah e la popolazione, e che erano peggiorate da quando ad agosto fu trovato impiccato ad un albero un sedicenne. Anche se l' ONU ha dichiarato che si trattava di un suicidio, nel sentimento popolare giaceva l’idea che si trattava di un omicidio per mano dei soldati delle Nazioni Unite. Nessuna indagine ufficiale è stata portata a termine.

19 novembre 2010

Haiti: E gli "aiuti" internazionali? Manco l'acqua!

Dopo le promesse e gli aiuti -esibite e gridati urbi et orbi- è arrivato il colera. Dopo il via vai di star, preminobel, ong, ministri, celebrità, autorità, bellimbusti, filibusta internazionale e rockstar, nell'incantevole e tragica isola è scoppiata con virulenza la peggiore delle epidemie. Censurato il numero delle vittime. 
di Tito Pulsinelli
Erano promesse di marinaio, lunghe liste di impegni subito dimenticati, cinico protagonismo della buona coscienza internazionale, abilissima a sfruttare mediaticamente tutte le disgrazie, però notoriamente incapace di sborsare mediamente più dell'1% di quel che promette.
Haiti è la tragica riprova della criminale condotta "occidentale" e degli organismi internazionali che domina e rivolta come calzettini, come e quando vuole: non hanno garantito nemmeno l'acqua potabile.

Elezioni in USA: Atroci e Sbagliate

Le elezioni americane di medio termine registrano un livello di rabbia, paura e disillusione nel paese come nulla che io possa ricordare nella mia vita. Poiché che i democratici sono al potere, sono loro che ottengono l'effetto di rigetto in relazione alla nostra attuale situazione politica e socioeconomica.
di Noam Chomsky
La Jornada

Più della metà degli “statunitensi della corrente principale”, secondo una inchiesta Rasmussen dello scorso mese, si sono detti favorevoli al movimento del Tea Party, una chiara dimostrazione dello spirito di disincanto. Le lamentele sono legittime. Per oltre 30 anni, i redditi reali della maggior parte della popolazione sono rimasti stazionari o diminuiti mentre le ore di lavoro e l' insicurezza sono aumentate, insieme al debito. La ricchezza è stata accumulata, ma nelle tasche di pochi, generando disuguaglianze senza precedenti.

18 novembre 2010

Cos’ha la Norvegia che l’Italia non ha?

La Norvegia sarebbe un caso da studiare e da emulare: un surplus del 10%, un profitto netto dei titoli di stato di Oslo del 6,197%, di più del 4,747% del bund e del 2,931% dei bond svizzeri, il piu’ basso tasso di disoccupazione (Wall Street Italia). 
di Nicoletta Forcheri

Quello che l’articolo non dice lo si può trovare facilmente su wikipedia, e cioé che l’economia norvegese è caratterizzata dalla proprietà statale di grossi comparti industriali cruciali come il petrolio (Statoil), l’energia idroelettrica (Statkraft), l’alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor), e che ben il 30% del valore della borsa di Oslo è in mano allo Stato. Se si comprendono anche le partecipazioni in società non quotate, la quota pubblica aumenta drasticamente con i titoli petroliferi diretti. Insomma, la Norvegia ha la sua IRI intatta, prima del golpe bianco del Britannia.
Inoltre il petrolio del paese è controllato dal governo tramite i maggiori operatori come il 62% in Statoil nel 2007, la controllata statale al 100% Petoro, e SDFI, oltre al controllo delle licenze di esplorazione e produzione.  Una sorta di ENI alla Mattei, prima del fatale “incidente”.

IL COMPLOTTO DEI PACCHI BOMBA

L’ULTIMO REGALO DI  AL-QUAEDA A ISRAELE
Anche se Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP) può aver rivendicato la responsabilità del complotto dei pacchi bomba, vale la pena considerare come quest’ultimo allarme terrorismo legato allo Yemen è stato un regalo per i suoi nemici dichiarati.
di Maidhc Ó Cathail

Solo due settimane prima della scoperta delle bombe inviate per posta a “due siti di culto ebraici a Chicago”, Rupert Murdoch suonò profetico quando ricevette un premio della Lega contro la Diffamazione (ADL) per il suo appoggio ad Israele. “I terroristi continuano ad attaccare gli ebrei in tutto il mondo”, dichiarò il magnate mediatico nel suo discorso cerimoniale. “Ma non hanno avuto successo nel far cadere il governo israeliano- e non hanno indebolito la determinazione israeliana”. Equiparando la critica a Israele con l’antisemitismo, il proprietario di Fox News ha calunniato la crescente condanna mondiale alla condotta criminale di Israele come “guerra continua contro gli ebrei”.

17 novembre 2010

Un sistema di difesa europeo per il Superstato Ue

I 27 Stati membri dell’Unione europea devono crescere e sviluppare un coordinamento delle loro politiche di difesa nazionale, se vogliono far fronte al ritiro delle forze statunitensi dal suolo del Vecchio Continente. Ad avanzare questa proposta è stato il ministro degli Esteri finlandese, Alexander Stubb (nella foto), in un’intervista al quotidiano della City londinese, Financial Times. Paese, la Finlandia, non aderente alla Nato, ma membro dell’Unione europea. 

di Andrea Perrone
Rinascita.info

Per il titolare della diplomazia di Helsinki questa soluzione rappresenta una sfida importante per l’Europa, che però non sarà affrontata al vertice dei capi di Stato e di governo della Nato di Lisbona, il 19 e 20 novembre prossimi. Nella sua intervista Stubb ha più volte ribadito che essenziale per i governi dell’Unione europea è migliorare il coordinamento tra loro della politica di difesa, in un momento in cui i bilanci militari delle singole nazioni vengono progressivamente tagliati e gli Stati Uniti stanno concentrando la loro attenzione verso altre sfide, come quella cinese. “Non credo che la presenza americana in Europa sia permanente”, ha osservato Stubb.

16 novembre 2010

FAREMONDO: Lettera di riflessione per un fare più concreto

A chi ha partecipato all'incontro bolognese del 24 ottobre e a quanti hanno mostrato interesse per l'iniziativa

Avere umane misure non potete
alla vostra versatile misera follia non crediamo più
solo paura inganni e imposture costruire sapete
da adesso non vi temiamo più


Discorso di fra’ Tremante Moltitudo a don Bévotìro Tuttonelglobale
(meglio conosciuto come dottor Faccioillavorodidio).
Parole stralciate dall’apocrifo di Alinbarca Saltacorna intitolato
I promessi fatti concreti, in uscita (chissà quando) presso Faremondo edizioni

1. Avete visto: prima di scrivervi questa lettera abbiamo atteso diversi giorni, riflettuto non poco e rimuginato ancora. Questi giorni sono forse serviti a chiarirci un po’ meglio le idee e a farci crescere dentro l’intenzione di rivolgerci a voi con ogni possibile riguardo e con un coraggio intellettuale almeno pari a quello da voi variamente mostrato durante l’incontro del 24 ottobre.

2. Vale senz'altro la pena salire ancora sulla croce più difficile allo scopo di chiarire le cose e provare a intendersi sempre meglio. Prima di qualsivoglia “azione concreta” e, a maggior ragione, dopo un incontro alquanto rivelatore come quello del 24, ciò che a nostro parere serve per illuminare tutto quanto è un ragionamento di questo genere: chi, come accade a noi e a voi, ha intenzione di uscire dalla rete e di provare a costruire un pensiero comune non subalterno a quello dominante

OBAM E LA NUOVA MINACCIA MILITARE IN INDONESIA

Quando un vulcano uccide i cittadini civili in Indonesia, è una notizia internazionale. Ma quando è il governo quello che realizza l’uccisione, purtroppo non crea molta notizia, soprattutto se un presidente americano sostiene tacitamente le uccisioni, come ha appena fatto Barack Obama con la sua visita in Indonesia.
di Amy Goodman

Mentre le persone che vivono intorno al Monte Merapi cercano di uscire dalle ceneri dopo una serie di eruzioni che hanno lasciato più di 150 morti, una nube più nera incombe sull’Indonesia sotto forma di un rinnovato sostegno degli Stati Uniti per il famigerato Kopassus, il comando delle forze speciali del paese. Mentre Obama atterrava a Jakarta questa settimana, il giornalista Allan Nairn (www.allannairn.com) ha pubblicato vari documenti segreti del Kopassus, che mostrano il livello di repressione violenta esercitata da questo comando speciale delle forze armate, adesso, per la prima volta in più di un decennio, con il sostegno degli Stati Uniti.

15 novembre 2010

LO ZIO SAM E LE SPIE...

Mentre moltiplicano le loro operazioni di ingerenza in ogni paese dove non riescono ad imporsi, gli Stati Uniti mantengono nel proprio territorio un complesso e  inesorabile meccanismo di registro obbligatorio di agenti d’influenza estera che, se fosse applicato da altri paesi, ridurrebbe in polvere le attività aperte o segrete dei servizi d’intelligence statunitense.
di Jean-Guy Allard

Il Foreign Agents Registration Act (FARA) o Legge di Registro degli Agenti Stranieri obbliga ogni persona che agisce come agente al servizio di un paese estero di identificarsi di fronte al Dipartimento federale della Giustizia oltre a dichiarare periodicamente le sue entrate e le spese in relazione a questa attività.
Non sottomettersi a questo obbligo implica una pena di 10 anni di carcere e multe di diverse migliaia di dollari.
La definizione di “agente straniero”, secondo la FARA, è molto ampia e include le "persone legate a governi stranieri, partiti di opposizione, compagnie statali, uffici del turismo, compagnie aeree” e molti altri secondo la percezione politica di chi applica la legge.

14 novembre 2010

I PERICOLI DI UNA GUERRA NUCLEARE

MICHEL CHOSSUDOVSKY CONVERSA CON FIDEL CASTRO
NOTA INTRODUTTIVA
A partire dal  12 ottobre 2010 fino al 15 dello stesso mese, ho sostenuto lunghe e dettagliate conversazioni con Fidel Castro all’Avana sui pericoli di una guerra nucleare, la crisi economica mondiale e il carattere del Nuovo Ordine Mondiale. Questi incontri portarono  ad una proficua intervista su argomenti diversi.
La prima parte dell’intervista pubblicata da GlobalResearch e CubaDebate parla dei pericoli di una guerra nucleare. 
Il mondo si trova di fronte a un pericoloso dilemma . 
Siamo arrivati ad un punto critico cruciale nella nostra storia. 

L’intervista con Fidel Castro dà un’interpretazione della natura della guerra moderna: Se iniziasse un’ operazione militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran, Gli Stati Uniti e i suoi alleati non potrebbero vincere una guerra convenzionale, e ci sarebbe la possibilità che questa guerra diventasse una guerra nucleare.
I dettagli degli attuali preparativi di guerra nei confronti dell’Iran sono stati nascosti dall’opinione pubblica.
Come affrontare la proposta diabolica e assurda formulata dal governo degli Stati Uniti che l’uso delle armi nucleari tattiche contro l’Iran faranno del Mondo un luogo più sicuro?
Un concetto basilare formulato da Fidel Castro nell’intervista è la ”Battaglia delle idee”. Il leader della Rivoluzione cubana  pensa che basterebbe una sola grande ”Battaglia delle idee” per cambiare il corso della storia mondiale. L’obbietivo è quello di impedire l’impensabile, una guerra nucleare che minaccia con la distruzione della vita sul pianeta.

13 novembre 2010

UNA NUOVA MAPPA DEL MONDO


Sette anni fa, quando si parlava della necessità di cambiamenti nella geografia economica globale e si diceva che il Brasile ed altri paesi dovrebbero svolgere un ruolo maggiore nell' Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) o di integrarsi in modo permanente al Consiglio di Sicurezza del Commercio, molti hanno reagito con scetticismo.
di Celso Amorim
http://www.amersur.org.ar/ 
Da allora, il mondo e il Brasile sono cambiati ad un ritmo accelerato, ed alcune presunte "verità" del passato stanno cedendo di fronte all'evidenza dei fatti. Le differenze nel ritmo di crescita economica rispetto ai paesi sviluppati hanno trasformato i paesi in via di sviluppo in attori centrali dell'economia globale.
La maggior capacità d’articolazione Sud-Sud nell’OMC, nel FMI nell’ONU e in nuove coalizioni, come il BRIC, alza la voce dei paesi che prima erano relegati ad una posizione secondaria. Quanto più parlano e cooperano tra di essi i paesi in via di sviluppo, più vengono ascoltati dai ricchi. La recente crisi finanziaria ha rivelato ancor più chiaramente il fatto che il mondo non può più essere governato da un consorzio di pochi.

12 novembre 2010

Miti, Mezze Verità e Menzogne Del Sistema Capitalista

Capitalismo in ribasso? Chi direbbe che è stato quello più colpito dalla crisi? Quelli che hanno perso il loro lavoro, quelli che hanno visto i loro stipendi tagliati, gli imprenditori che hanno dovuto chiudere, gli investitori che hanno visto sfumare i loro risparmi….La lista è infinita, ma c’è una parte lesa che, forse per essere più astratta, risulta meno ovvia: lo stesso Capitalismo.
Qui ci sono alcuni miti di un sistema che attraversa ore buie.

L’economista sudcoreano Han-Joon Chang, dell’università di Cambridge, autore di due libri tradotti in decine di lingue (il recente : 23 cose che non vi hanno detto sul Capitalismo e Cattivi Samaritani, Il mito del libero commercio e la storia segreta del capitalismo) è uno dei critici più feroci del neoliberalismo contemporaneo, secondo la BBC, che chiarisce come nonostante questo non si tratta di un anticapitalista.

“Il capitalismo può piacere o no, ma tutto il mondo sa di cosa si tratta. Quello che cerco di dimostrare è che molte delle premesse utilizzate per il capitalismo sono mezze verità o direttamente miti”, osserva il professore in un’intervista concessa alla catena britannica….

LE ELITES DISEGNANO L'EUROPA NEOLIBERALE DEL FUTURO

Dalla crisi dell'euro e del debito pubblico europeo di maggio 2010, la classe dirigente europea ha notevolmente accelerato il progetto per ridisegnare il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) e l'intero sistema di governo economico europeo.
di Álvaro Rein

La motivazione è ovvia, mantenere il sistema di nuovo sull'orlo del precipizio, se emergono nuovi episodi di instabilità come quelli sollevati dalla crisi greca di maggio.
Questo è stato l'impegno principale della riunione dei leaders dell'UE il 28-29 ottobre a Bruxelles, ha approvato le proposte della "task force sulla governance economica".
I contenuti delle proposte possono essere suddivise in due aree principali: 1) indurire notevolmente la disciplina di bilancio imposta dal PSC sui governi della zona euro, 2) creare un meccanismo permanente per la risoluzione delle crisi di sostituire il Fondo di Stabilità Finanziaria Europea (EFSF) e il Meccanismo di Stabilità Finanziaria Europeo (EFSM) che furono creati nel maggio 2010, ma che scadono a metà del 2013. Oltre a questo si comincia a discutere la proposta tedesca di creare un meccanismo di ristrutturazione e di insolvenza del debito pubblico.
Come al solito nell' Europa delle élite,

10 novembre 2010

Intervista Esclusiva a Eduardo Galeano

El Puente ha viaggiato verso Montevideo, Uruguay per realizzare un’intervista con Eduardo Galeano, noto scrittore premiato in tutto il mondo. E’ stata una chiacchierata di grande valore a pochi metri dallo storico Teatro Solis nella Ciudad Vieja della capitale uruguaiana. A volte sembrava di leggere un libro o guardare una trasmissione tv nella quale parlava Eduardo ma in realtà stavamo parlando tra pari. Abbiamo approfittato di questo spazio per ringraziarlo nuovamente per l’opportunità di condividere un caffè e una conversazione indimenticabile.

El Puente: Che visione ha del mondo attuale?

Eduardo Galeano: Cerco di vederlo…è difficile vederlo perché è molto ben mascherato, molto complicato, ma si fa il possibile per capire questo mondo inspiegabile dove ogni minuto muoiono 15 bambini di una malattia curabile. Ogni minuto questo stesso mondo spende tre milioni di dollari in armi. L’industria della morte divora la maggior parte delle risorse in questo mondo che dice di essere pacifico, che sostiene anche di essere democratico, ma è gestita dai cinque paesi con diritto di veto in seno alle Nazioni Unite e sono quelli che contano - Gli altri svolgono una funzione simbolica.

GLI USA PREVEDOVO DI APPROPRIARSI DELL'ARSENALE NUCLEARE DEL PAKISTAN

“Mentre la guerra in Afghanistan, la maggiore e più lunga del mondo, continua con un numero record di vittime tra i civili e combattenti su entrambe le frontiere afgano-pakistane, ci sono piani in atto per espandere ancora di più la guerra verso il Pakistan e minacciare anche l’Iran….Si fanno comparazioni con la guerra di Washington in Indocina. Ma il Pakistan, con i suoi 180 milioni di abitanti ed armi nucleari, non è la Cambogia, e l’Iran, con la sua popolazione di più di 70 milioni non è il Laos”.

© 2010 Rick Rozoff 

Due notizie recenti provenienti dagli USA hanno cominciato a risuonare nel Pakistan e causano speculazioni sul fatto che l’aumento degli attacchi dei droni statunitensi e gli attacchi degli elicotteri della NATO in questo paese potrebbero essere il presagio di azioni molto più grandi: Niente meno che l’espansione della guerra dell’Occidente in Afghanistan verso il Pakistan con l’obiettivo finale di appropriarsi delle armi nucleari di questa nazione.

09 novembre 2010

La Follia dell'Antiberlusconismo

O il partito alternativo al partito unico delle due coalizioni o un colpo di stato o la dissoluzione della Repubblica Italiana
di Stefano D'andrea 
http://www.appelloalpopolo.it/ 

E’ ancora frequente ascoltare persone, anche intelligenti, che attribuiscono le colpe del decadimento civile e sociale della nazione “in primo luogo” o “principalmente” o “soprattutto” a Berlusconi. Nelle persone intelligenti, soltanto l’odio per il presidente del consiglio può giustificare asserzioni che sono palesemente prive di fondamento. Le persone non intelligenti, invece, per principio non ragionano; o meglio non ragionano bene; i loro discorsi sono lo specchio fedele  dei “ragionamenti” che i tifosi delle squadre di calcio svolgono al bar dello sport: discorsi da tifosi, sragionamenti, sfoghi, sopravvalutazioni e sottovalutazioni alle quali si finisce per credere.

ELEZIONI IN BIRMANIA: UN PASSO AVANTI, MA NON VERSO LA DEMOCRAZIA

Il popolo birmano tornerà alle urne per la prima volta dopo vent'anni, ma l'esito del voto appare già deciso. L'assenza di Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari, toglie ogni credibilità alla consultazione. Ma la giunta militare ha bisogno di garantirsi una parvenza di legittimità. E intanto si rafforza l'alleanza con la Cina, che rischia di spaccare l'Asean.
di Luca Troiano

1. A tre anni dalle proteste di piazza capeggiate da monaci buddhisti e sfociate in gravi incidenti con vittime, i riflettori internazionali si accendono di nuovo sul Myanmar, l'ex Birmania. Il paese (che dal 21 ottobre adottato il nome ufficiale di Repubblica dell'Unione di Myanmar) torna alle urne per la prima volta dal 1990 e molti cittadini sembrano finalmente nutrire nuove speranze per il futuro. Sottoposti a decenni di repressione, il ritorno al voto è percepito come il primo passo verso un'era meno rigida e autoritaria.
Per comprendere quanto questa speranza sia fallace basta dare un'occhiata alle modalità di svolgimento di queste elezioni. Con il 25% dei seggi in parlamento riservati ai militari, i due terzi dei candidati presentati dai partiti del regime (il Partito per lo Sviluppo e l’Unione Solidale e il Partito per l’Unità Nazionale), l'esclusione del principale partito di opposizione (la Lega Nazionale per la Democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi) e il rifiuto della giunta militare di accogliere osservatori stranieri, la dicono lunga sulla regolarità delle odierne elezioni.

08 novembre 2010

COME E' CAMBIATA LA GENTE IN RUSSIA...

Durante un incontro con i partecipanti della Conferenza di Monaco, Medvedev ha sottolineato che la gente in Russia “era cambiata molto”.
“Mi ricordo 25 anni fa. Ero un’altra persona, anche se pensavo che ormai ero maturato, in procinto di finire la tesi di laurea, vedevo le cose in un altro modo, in modo più idealista, credo, ero più inesperto”.
Tuttavia Medvedev non ha chiarito in cosa la gente era cambiata in Russia.
di A.K. Trubitsyn
http://kprf.ru/crisis/edros/83959.html
Proviamo dunque a precisare e visto che ci siamo, a chiarire perché questi cambiamenti sono avvenuti: cambiamenti che ricordano quelli che scriveva nel suo roimanzo “Riforma generale”, il meraviglioso scrittore Leonid Sobolev.
  • “La puzza dall’esterno penetra nella macchina. Rovina l’aria, danneggiando gli aromi caldi, e il conducente accelera bruscamente, lasciando dietro di sé le cisterne rosse oscure del convoglio di igiene ambientale:  Helsingfors approfitta dell’accoglienza della notte e delle vie secondarie per la pulizia della città...
  • ...qualche cisterna di rosso oscuro, avvelenando con la sua puzza la notte di luna, circola accanto alla macchina,mescolando all'interno succulente bistecche, delicate, rosate aragoste, fragole, cioccolato, caviale, vini costosi, i nomi che avevano tutti loro, e che non molto tempo fa adornavano il tavolo di qualche ristorante, trasformati ora in un mix di impasto velenosa e ripugnante”.
In cosa si differenzia la gente sovietica dai “cari russi”, come chiamava l’indimenticabile Yeltsin al suo elettorato-che ricevette da Putin l’ordine “Per i suoi meriti di fronte alla Patria”: per aver saccheggiato il paese, distrutto la sua potenza industriale e scientifica, colpito il Parlamento, provocato la vergognosa guerra in Cecenia ed altre affascinanti buffonate. Cosa è cambiato nei 25 anni di "democrazia" a cui Medvedev si riferiva?

Il Tappeto Volante Non Vola Più: L'Effetto Delle Sanzioni ONU Sull'Economia Iraniana

Le sanzioni Onu emanate in giugno stanno seriamente mettendo a rischio l'economia di Teheran. A dispetto dei segnali di ripresa, cresce il malcontento della gente per un'inflazione ormai fuori controllo. Il governo ribadisce che l'economia iraniana è forte e che proseguirà il programma nucleare. Intanto anche la Cina decide di raffreddare i rapporti economici con Teheran. A Vienna, tra meno di un mese, la prossima partita dei negoziati.
di Luca Troiano

1. A cinque mesi dalla risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza, che ha inasprito le sanzioni contro l'Iran, e a due settimane dal nuovo round di colloqui tra Stati Uniti ed Ue da una parte e Repubblica Islamica dall'altra, in programma a Vienna, appare opportuno chiedersi quale sia stato finora l'impatto di provvedimenti sull'economia della Repubblica Islamica.
L'effetto complessivo non è ancora chiaro; i numeri, di per sé, non offrono indicazioni univoche sul reale andamento delle cose. Se da un lato il sistema produttivo iraniano presenta dati incoraggianti, dall'altro la qualità della vita nel paese sembra peggiorare di giorno in giorno. Trovare una risposta certa non è facile.

06 novembre 2010

NUOVE TECNOLOGIE: I COOKIES CHE CI CONTROLLANO

Spiare gli utenti di Internet è un business lucrativo che mette al tappeto il tema della privacy. Uno studio rivela che il famoso cookie o pezzo di codice oltre ad archiviare lo storico delle nostre visite, è in grado di fornire a centinaia di aziende dati degli utenti.
di Yuri Guevara 
Juventud Rebelde

Nascosti nelle viscere del vostro pc, indecifrabile gli suoi occhi potrebbe essere conservato un pezzo apparentemente insignificante di codice, ma che potrebbe fornire a centinaia di aziende di tutto il mondo i segreti più intimi.
La scioccante rivelazione ricorre in questi giorni gli angoli di internet dopo uno studio realizzato dal Wall Street Journal sulla violazione delle politiche della privacy che con tanti tamburi promuovono quasi tutti i siti web.
Secondo il giornale, molte delle applicazioni ludiche che siti come Facebook offrono, inseriscono il codice richiedendo all’utente la sua approvazione per accedere al proprio profilo.
In questo momento, l’utente resta alla mercè del codice e comincia ad essere “osservato” dalla compagnia che lo ha creato, che prepara un profilo per lo stesso e lo vende ad altre aziende che cercano di aumentare il numero dei loro clienti. Tutta una storia degna del famoso libro 1984, scritto da George Orwell. 

05 novembre 2010

Blackwa(te)r: la guerra sporca dei Contractors in Afghanistan

In seguito all'annuncio di Hillary Clinton di rinnovare i contratti con le security agencies presenti in Afghanistan, il governo Karzai si è visto costretto a rimandarne la messa al bando dal paese. La Blackwater cambia il nome (ora Xe Services) ma non i metodi. In Afghanistan la guerra è una cosa “privata”.

di Luca Troiano

1. Mentre a Kabul prosegue la trattativa diretta tra il presidente Karzai e alcuni capi talebani per porre fine ad una guerra giunta al nono giro di boa, in Occidente è passata sotto silenzio la decisione del governo afghano, prima annunciata e poi ritirata, di mettere al bando le varie agenzie private di sicurezza  che operano nel paese.
Già in estate Karzai aveva disposto con decreto l'allontanamento di tutte le compagnie mercenarie dal paese (definite “ladri di giorno, terroristi di notte”), perché responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan.

La FED annuncia la stampa di 500/600 miliardi di dollari

di Attilio Folliero
http://www.folliero.eu/
La Federal Reserve, in una riunione odierna, ha preso la decisione di stampare fra 500 e 600 miliardi di dollari. Tali soldi servono a comprare buoni del debito pubblico USA, emessi dal Tesoro, con i quali il governo finanzia i disavanzi di bilancio, dovuti soprattutto all’incremento delle spese militari ed agli aiuti di stato alle grandi imprese  in crisi.
Fino a quando il mercato mondiale poteva acquistare tali buoni, non c’era di che preoccuparsi, ma ora che tali somme necessarie a ripianare il disavanzo sono sempre piu alte, diventa sempre piu difficile trovare istituzioni, stati e privati disposti ad acquistarli. Di qui il ricorso a tale pratica: il banco centrale (privato) degli USA, la Federal Reserve, stampa i soldi per acquistare buoni del Tesoro Usa a lungo termine

04 novembre 2010

Militarizzare le Frontiere dell'UE

Il numero degli immigrati che cercano di varcare la porosa frontiera turco-greca si è quadruplicato durante l’anno scorso. Di fronte all’incapacità del governo ellenico di far fronte alla situazione, la Frontex, l’agenzia destinata a controllare le frontiere estere dell’UE, intende dispiegare nelle prossime ore guardie armate nella regione.
di Ian Traynor - Helena Smith

Il nuovo contingente di guardie armate europee arriverà presto in Grecia con l’obiettivo di pattugliare la sua frontiera con la Turchia, nel tentativo di fermare l’incessante flusso di immigrazione clandestina in Europa. Questo dispiegamento a carico delle Squadre d’Intervento Veloce nelle Frontiere, formato da vigilanti delle frontiere armati provenienti da vari paesi europei, sarà la prima azione di dispiegamento multinazionale di unità armate che porta avanti Bruxelles nei territori limitrofi esterni dell’UE.

01 novembre 2010

L'UE SOSTIENE LE MULTINAZIONALI CHE VIOLANO I DIRITTI NEI PAESI POVERI


Il giudice del Tribunale Supremo spagnolo, Perfecto Andrès Ibañez, ha presieduto il TPP, dove sono state denunciate, per violazione dei diritti sociali e ambientali, più di 40 multinazionali.

Diagonal: Che validità ha la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli?
PERFECTO ANDRÉS IBÁÑEZ: Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) raccoglie un’esperienza storica dei tribunali organizzati da Bertrand Russell, uno sul Vietnam ed un altro sull' America Latina, 40 anni fa. Quello che il Tribunale si prefigge è di farsi eco di situazioni di ingiustizia che si verificano in qualsiasi parte del mondo che non sono ben accolti in istituzioni ufficiali. Il TPP tratta le denuncie dei procedimenti simili al giudiziale ma non è ufficiale. Le denuncie acquistano visibilità perché si dà voce alle vittime e si fanno conoscere all’opinione pubblica. E’ un tribunale di coscienza.