14 settembre 2010

Le 10 Strategie della Manipolazione Mediatica

Viene qui proposto uno schema che si rifà al linguista Noam Chomsky, dalle cui riflessioni si estrapola un decalogo, una lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo Armi silenziose per guerre tranquille).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.  
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.  
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti….

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.  
  • “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza. 
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano. 
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.visionesalternativas.com.

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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9 commenti:

  1. Ciao
    veramente un ottimo blog.

    Noi abbiamo aperto un laboratorio tecnico di politica sociale di nuova concezione,
    open mind e trasversale.

    www.giovinezza.eu

    abbiamo linkato il tuo blog al nostro sito
    sotto la voce "robusta informazione"

    se avessi voglia di collaborare puoi
    contattarci a
    laboratorio@giovinezza.eu

    buon proseguimento
    CH

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  2. ottimo post.. bel lavoro, complimenti, vi condivido davvero volentieri.
    Dodo Reale

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  3. @cassandro: si hai ragione che non si e' scoperto niente, il problema e' che questa conoscenza e' ristretta a poche persone. il resto ha la mente offuscata dalla maledetta scatolatv

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  4. Ottimo promemoria per i fruitori
    dell'informazione in generale.
    Un' invito alla prudenza, che non e' mai troppa.
    Toni Morelli.

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  5. le 10 strategie che descrivi vengono attribuite a chomsky, qui come su altri blog, ma vorrei sapere da dove sono state prese perchè non trovo riscontri a riguardo
    Perchè anche se condivisibili dovrebbero avere secondo me il giusto accreditamento, sperando in un eventuale risposta esaustiva vi saluto e ringrazio ciao

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Gentile anonimo,
    tutti gli altri blog e siti hanno preso da "qui" il testo, quindi è ovvio che tutti lo attribuiscano a lui.
    Non ho ben capito se come accreditamento intendi il riferimento a Chomsky (e su questo non saprei, perchè ho trovato solo Cubadebate, come fonte, ma credo che se l'hanno attribuito a Chomsky, avranno avuto le loro fonti...), se invece intendi un riscontro dei contenuti e teorie, l'articolo fa riferimento, spesso, ad un testo: "Armi silenziose per guerre tranquille" che sarebbe un documento, datato maggio 1979, ritrovato il 7 Luglio 1986 in una fotocopiatrice della IBM acquisita ad un'asta di attrezzature militari, e diversi particolari del documento catalogato come top secret lascia pensare che sia stato "redatto" dal Gruppo Bildenberg.

    E' un documento lunghissimo...non prometto nulla agli affezionati lettori, ma...può darsi che presto ne sarà pubblicata la traduzione...

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  8. Dato che non si può tradurre tutto quello che esce su tutti i siti, riporto solo a mò di conferma che su un recente articolo, Visiones Alternativas,ha ribadito il concetto che questa era stata un'intervista realizzata a Chomsky.

    Vanesa

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