02 settembre 2010

GUERRA SPAZIALE: LA NUOVA AVVENTURA IMPERIALE

MINI NAVETTE SEGRETE E SATELLITI SPIA
GUERRA SPAZIALE: PREPARAZIONE DEL “CAMPO DI BATTAGLIA” PER UNA NUOVA AVVENTURA IMPERIALE
di Tom Burghard

La scorsa primavera, Antifascist Calling ha riferito in merito al lancio segreto di una mini navetta spaziale X-37B, un veicolo orbitale lungo 29m senza equipaggio (OTV).
Costruito dalla Boeing Corporation, il miliardario progetto è stato il culmine di sogni decennali dei guerrieri dello spazio del Pentagono: collocare una nave spaziale riutilizzabile che combini l’agilità di un aereo con i mezzi per viaggiare ad 8 km al secondo in orbita.

Dopo il lancio della navetta il 22 aprile dalla stazione della Forza Aerea a Cape Canaveral in Florida, avvenuto con successo, il Comando Spaziale della Forza Aerea (AFSPC) ha smentto che X-37B fosse un prototipo per una piattaforma di armi vicine alla terra.
Nel 2005, però, il The New York Times ha riferito che il generale Lance W.Lord, allora comandante dell’AFSPC, disse durante una conferenza della Forza Aerea che la superiorità nello spazio non è  un nostro patrimonio, ma è il nostro destino….La superiorità spaziale è la nostra missione di tutti i giorni. La supremazia spaziale è la nostra visione del futuro”.

E senza alcun dibattito pubblico, nuovi programmi di armi concepite nelle viscere dell’universo parallelo della finanziaria occulta del Pentagono sta entrando in servizio. 

Eppure sappiamo, che l’Ufficio Nazionale di Riconoscimento (NRO) la segreta satrapia del Dipartimento della Difesa che costruisce e fa volare la flotta di satelliti spie degli USA, sta aumentando le operazioni per il “programma più aggressivo di lanci che questa organizzazione abbia iniziato negli ultimi 25 anni”; ha detto il direttore del NRO Bruce Carlson in un discorso durante il National Space Symposium, come riportato dall’Aviation Week. 

Tra le agenzie statali segrete degli USA, con più subappaltatori, l' NRO e la sua organizzazione sorella, l’Agenzia Internazionale dell’Intelligence Geospaziale (NGA) stanno preparando il “campo di battaglia” per nuove avventure imperiali. Il sito web AllGov venerdì ha riferito che la NGA ha “assegnato recentemente 7.300 milioni di dollari in contratti per i suoi programmi d’immagini commerciale Enhanced View, che si propone di produrre foto di  obiettivi terresti con una risoluzione maggiore di quelle che sono attualmente a disposizione delle forze armate”.

I giornalisti David Wallechinsky e Noel Brinckerhoff ci dicono che “DigitalGlobe gestisce tre satelliti in grado di raccogliere immagini con risoluzioni migliori di 1 metro, e GeoEye ha due satelliti in orbita che possono fotografare oggetti che hanno solo la dimensione di mezzo metro”. Perfette per puntare direttamente contro “le forze antigovernative” o forse dissidenti fastidiosi e informatori qui, negli USA.

Una breve pubblicità sul sito web dell' AFSPC saluta l’inserimento in orbita della nave spaziale contiene molte parole ma pochi dettagli sullo scopo della missione.

La Forza Aerea ci informa che “l' X-37B….fornirà un giro di tests di “laboratorio in orbita” per provare la nuove tecnologie e componenti prima che queste tecnologie siano dedicate a programmi satellitari operativi”.
Nessuno può sapere quello che potrebbe succedere intorno a quel “giro di tests” e l' Air Force non lo dice.

Prima del lancio, però, l’AFSPC si è mostrata meno chiusa ed ha proclamato: “se queste tecnologie nel veicolo risultato essere così buone come pensiamo renderanno il nostro accesso allo spazio aereo più veloce, forse meno costoso, e ci porterà ad un vettore con la capacità di reagire alle necessità del combattente in un modo più veloce”.
Come per bombardare qualsiasi punto della terra in meno di un’ora, come spera di fare il demenziale programma Global Strike, o, considerando il piccolo profilo del X-37B, per servire come un’arma antisatellite che potrebbe minacciare le risorse spaziali di altre nazioni, particolarmente della Cina e della Russia.

Mentre la speculazione su quali siano le capacità dell' X-37B ha coperto tutta la serie da un sistema di lancio orbitale per armi convenzionali o nucleari, ad un drone per distruggere satelliti, o un mezzo relativamente economico per mettere in orbita insiemi di minisatelliti, la migliore ipotesi è che tutte e tre le ipotesi sono plausibili.


Nonostante le affermazioni contrarie del governo di Obama, la “superiorità spaziale” che la F.A ambisce include piani per armare lo spazio, la “frontiera nell’alto”. O, come direbbe il generale Lord, la “libertà per attaccare, così come la libertà del contro attacco”nell’orbita terrestre. 

"COOPERAZIONE INTERNAZIONALE" ED ALTRE FIABE 

Scrivendo su The Diplomat, il giornalista David Axe lo scorso mese ha informato che durante la campagna presidenziale del 2008 del candidato Barack Obama convertì l’opposizione alle armi spaziali in “parte della sua piattaforma”.

Secondo il materiale evolutivo della campagna: “Lui (Obama) crede che gli USA devono mostrare la loro leadership coinvolgendo altre nazioni nelle discussioni sul modo migliore per fermare il lento scivolare verso un nuovo campo di battaglia".

“Ma solo nel secondo anno della presidenza di Obama”, ha scritto Axe, “è ovvio che quei nobili sentimenti non corrispondono alle azioni degli USA”.

Brian Weeden, autore di un documento informativo per il Pentagono e la Security World Foundation (SWF), collegata all’industria, afferma che il mini aereo spaziale “ha fattibilità zero per l’attacco su obiettivi terrestri”.

Weeden sostiene che di carico dello X-37B è troppo piccolo per il trasporto un'arma di lancio efficace, e che si muove troppo lentamente per realizzare bombardamenti al rientro nell’atmosfera, a differenze del veicolo di volo ipersonico che è sviluppato dall’Agenzia di Progetti di Investigazione Avanzata (DARPA), come parte del programma di "Prompt Global Strike" del Pentagono.

Conoscitori della politica come Eric Sterner, analista del Marshall Institute, basato in Washington DC, un think tank di destra zeppo di ex bellicisti della Guerra Fredda, burocrati in ritiro dal Pentagono e corporativi, hanno detto ad Axe che “in teoria” l’ X-37-B potrebbe essere un’arma o potrebbe essere  l'ideale per avvicinarsi segretamente ed esaminare a fondo, catturare o anche distruggere i satelliti del nemico.
  • “Si apre il compartimento del carico ed uno può avere da esso ciò che vuole, come un hardpoint in un aereo”, ha detto Sterner a The Diplomat. “Si possono mettere sensori, o satelliti. Si possono mettere munizioni, sempre che esistano”.
Sterner deve sapere di cosa sta parlando. Dopotutto il Marshall Institute fa pressione per lo sviluppo veloce di un sistema “robusto” di difesa di missili degli USA.

L’Istituto, insieme ad furbi uomini di destra dell' American Foreign Policy Council, il Claremont Institute, la Free Congress Research and Education Foundation, l’ Heritage Foundation, High Frontier, l’ Institute of the North ed un branco di corpi della difesa, costituiscono il cuore occulto dell’Indipendence Working Group rumsfeldiano (IWG).

L’anno scorso, l’IGW pubblicò parte di una serie di lettere allarmistiche sollecitando la distribuzione di questo sistema di armi di primo attacco squisitamente destabilizzante.

Il documento del gruppo per l’anno 2009: Missile Defense, the Space Relationship & the Twenty-First Century (Difesa di Missili, la Relazione Spaziale, ed il Ventunesimo Secolo), ci ha informato che “la difesa missilistica è entrata in una nuova era. Con i primi dispiegamenti della difesa missilistica, si risolve il dibattito durato decenni sul se proteggere il popolo statunitense dalla minaccia di un attacco con missili balistici  e si stabilì inequivocabilmente a favore della difesa missilistica". 

Anche gli Stati Uniti sono membro fondatore del Comitato dell’ONU sugli Usi Pacifici dello Spazio Esterno ed è firmatario del Trattato dello Spazio Esterno del 1967 che vieta le armi nucleari orbitali, come la precedente amministrazione ha ampiamente dimostrato i trattati e gli accordi internazionali non sono altro che pezzi di carta che si buttano quando danno fastidio all’Impero.

Gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal Trattato di Missili Antiballistici (ABM) con la Russia che proclamò che avrebbe prodotto- e dispiegato- un sistema di difesa missilistica, grazie all’insistenza del segretario della difesa Rumsfeld, mentre la famiglia criminale Bush tramava in segreto piani per invadere l’Iraq.

Usando l’alibi che il sistema avrebbe avuto base nell’Europa Centrale per “proteggere” gli alleati della NATO contro un inesistente “minaccia iraniana”, Washington crede che ha il diritto di di minacciare e blandire le altre nazioni a causa del suo status nel mondo di "unica superpotenza". 

Mikhail Barabanov, editore del giornale Arms Export, crede che il “vero motivo per la miliardaria impresa è il desiderio di espandere le capacità militari e strategiche degli USA e di limitare quella degli altri Stati che hanno missili nucleari, soprattutto la Russia e la Cina”, informò UPI.

Barabanov argomentò che “anche un sistema di difesa missilistica limitata inietta un alto grado di indeterminazione nei piani strategici di altri paesi e mina il principio della mutua deterrenza nucleare.
  • “Come la Russia continua a ridurre significativamente il suo arsenale nucleare e la Cina mantiene un basso potenziale di missili”, Barabanov dice che “la capacità strategica degli statunitensi di sconfiggere anche poche testate nucleari potrebbero privare l’altro di una capacità garantita di causare negli USA un danno inaccettabile in una guerra nucleare”
Come reazione alle minacce statunitensi, Barabanov ha scritto che “l’unico modo di impedire una lenta crescita del vantaggio strategico statunitense è un aumento significativo nell’acquisto di nuovi missili balistici da parte della Russia”.

L’impulso degli Stati Uniti di ottenere una superiorità nucleare e spaziale include qualsiasi tentativo di limitare il dispiegamento di nuovi sistemi di armi ovunque, incluso lo spazio. Mentre Bush ed i suoi seguaci sono spariti dai titoli dei giornali, i militaristi a Washington sono tornati ai loro vecchi trucchi- giochi di società e semantica - rimarchiati come "cambiamento".

A giugno, il New York Times ha informato che il governo “considererà proposte e concetti per le misure di controllo delle armi se sono eque, effettivamente verificabile, e per aumentare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ei loro alleati". 

Come in tutto ciò che riguarda Obama, però, il mantra della “nuova politica spaziale” del governo ha più a che vedere con rumore di relazioni pubbliche che sostanza.
Peter Marquez, direttore della politica spaziale nel National Security Council (NSC) ha detto al Times che Washington si “opporrà allo sviluppo di nuovi regimi legali o altre restrizioni che cerchino di vietare o limitare l’accesso o l’uso dello spazio agli USA”.

Questo, è chiaro, è un intento di distrarre dato che nessun' altra nazione ha cercato di “vietare” l’ ”accesso o l’uso dello spazio” agli USA con scopi pacifici. Come mezzo per ovviare la prospettiva di negoziare un nuovo trattato di controllo di armi per lo spazio, nonostante l’appoggio internazionale della Cina, Russa e dei suoi alleati della NATO, gli ammonimenti e distorsioni del NSC distruggono la possibilità di giungere a degli accordi.

“Queste sono le porte” ha detto Marquez al Time, “che le proposte di controllo delle armi devono attraversare prima che le consideriamo”. In altre parole, il padrino globale ha parlato, quindi dimenticatelo.

Se gli USA, come ha dichiarato il candidato Obama, è veramente interessato a fermare “il lento dispiegamento verso un nuovo campo di battaglia”, perché il Pentagono ha lanciato un programma accelerato per presentare una nuova generazione di armi orbitali?”.

La mancanza di trasparenza di Washington quando si tratta del potenziale del X-37B per compromettere i sistemi satellitari delle altre nazioni rivela che la promessa di Obama di rafforzare la “cooperazione internazionale” per diminuire conflitti nello spazio, come la sua promessa di chiudere il gulag di Guantanamo, finire con la tortura e frenare lo spionaggio segreto dello Stato all'interno del paese, non è altro che un mucchio di bugie cicliche.

PERCEZIONE SITUAZIONALE DELLO SPAZIO: PREPARARE IL CAMPO DI BATTAGLIA ORBITALE 

Con l’imminente lancio del primo di una serie di satelliti spie chiamato Space Based Surveillance System (SBSS) dall’AESPC, possiamo aspettarci di più da parte del dipartimento sui trucchi sporchi orbitali.

Creato da soliti sospetti Boeing e Northrop Grumman per l'Air Force, il SBSS, The Register ci dice che lo SBSS “ha lo scopo di facilitare considerevolmente le cose per l’Ala della Superiorità Spaziale della Forza Aerea, che cerca di monitorare le “attività spaziali” militari di tutte le altre nazioni”.

Ad aprile, il Defense Systems aveva informato che l’AFSPC aveva “identificato quattro pilastri” della percezione situazionale dello spazio: “caratterizzazione dell’intelligence, integrazione e sfruttamento di dati, avvertimento di minaccia ed informazione di attacco”.
Per affrontare questi “pilastri” stanno preparando 3 nuovi programmi di hardware: “il veicolo spaziale Space Based Space Surveillance (SBSS), e il veicolo spaziale Space Fence and Space Surveillance Telescope (SST).

SBSS è visto dai guerrieri stellari del Pentagono come una piattaforma spia ideale perché “offre una capacità resistente basata nello spazio che non può essere colpita dal clima. Non ha problemi legati alle basi all’estero. E fornisce i tassi di rivisitazione più tempestivi per gli oggetti di grande interesse in orbita geostazionaria". 

O, più realisticamente, considerando le tendenze del Pentagono di sparare prima e analizzare dopo, prevede di imitatori economici di una polizia spaziale con obiettivi in tempo reale per abbatterli in modo efficiente. 

Anche l’interferenza deliberata con i satelliti di altre nazioni è strettamente vietata dai trattati internazionali, The Register ci informa che “è possibile che gli stessi USA siano capaci di una certa cattiva condotta orbitale non imputabile a nessun punto nel futuro”.

Infatti, “cattiva condotta orbitale non imputabile” è il nome del gioco. La scorsa settimana The Register ha informato che i nuovi alveari “frazionati” di satelliti del Pentagono- nei quali gruppi di piccoli moduli in orbita vincolati via radio sostituiranno le attuali grandi navi spaziali- saranno capaci di disperdersi per evitare attacchi nemici per poi ritornare a trasformarsi in gruppi operativi”.

Secondo un comunicato stampa del DARPA: “Il programma di dimostrazione System G6; (Future Navi Spaziali, Rapide, Flessibili, Frazionate, in Volo Libero) metterà l’accento sullo sviluppo di un’architettura spaziale aperta e onnipresente, e di un insieme associato di standard aperti. Il concetto di navi spaziali frazionate sostituisce grandi dimensioni spaziali monolitiche con gruppi di moduli più piccoli, in modalità wireless interconnesse che condividono le risorse per creare, in effetti, un 'satellite virtuale' ". 

In altre parole, alveari di satelliti in continua comunicazione con i loro padroni del Pentagono a terra.
Con l'accento sullo “scomparto in tempo reale di risorse tolleranti da errori di collegamento wireless, algoritmi per un volo sicuro e agile di molti-corpi in gruppo; comunicazioni persistenti attraverso bande larghe tra la navi spaziali in orbita a bassa quota (LEO) e la terra; e un’architettura che garantisce informazione solida  e espandibile a più livelli”, DARPA considera che il programma F6 “renderà possibile molteplici carichi utili forniti da differente agenzie, servizi ed anche paesi per condividere un' infrastruttura comune a molteplici livelli di sicurezza”.

I DARPocrotici dicono che il progetto “sfrutterebbe benefici di democratizzazione dell’innovazione” e troverà migliori modi di uccidere le persone in questo modo. Che sensazionale innovazione!

Tom Burghard è ricercatore ed attivista residente nella Bahia di San Francisco. Oltre a pubblicare su Covert Action Quartely e Global Research, un gruppo indipendente di ricerca e di scrittori, esperti, giornalisti e attivisti con base a Montreal, i suoi articoli appaiono su Dissident Voice, The Intelligence Daily, Pacif Free Press, Uncommon Thought Journal e sul sito di Wikileaks. E’ editore di “Police State America: U.S Military “Civil Disturbance”Planning”, distribuito dalla AK Press.


Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA 

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