30 dicembre 2009

«L'IMPERO E' IN CONFLITTO CON I POPOLI DEL MONDO»


di Alberto Müller Rojas
Il generale Alberto Müller Rojas cha chiarito che non parla come portavoce del Partito Socialista Unito del Venezuela o del Presidente Chávez. Lo fa come referente nazionale. Per anni ha studiato le nuove dottrine di guerra. Ha scritto un documento che ha inviato a Miraflores ed il prossimo 10 dicembre darà, come ospite d’onore, una conferenza nella Forza Aerea.
Müller afferma che il conflitto in Colombia non ha un carattere binazionale. Si tratta di una crisi tra l’impero, inteso come entità che si basa sul complesso militare industriale, che non è nordamericano ma transazionale, ed il potere costituente organizzato in tutti i paesi che si oppongono a questa forma di dominazione globale.

28 dicembre 2009

GLI USA HANNO TRASFORMATO LA GIUSTIZIA IN UN AFFARE

Di Nils Christie, Direttore dell'Istituto di Criminologia dell'Universita' di Oslo. Tra i suoi libri e saggi tradotti in Italia ricordiamo "Abolire le pene" (Gruppo Abele ed.) e "Il business penitenziario - la via occidentale al gulag" (Eleuthera ed.)
intervista di Roberto Valencia
Nils Christie ha trascorso tutta la sua vita denunciando le varie politiche carcerarie che "ormai nessuno crede servano per rieducare i prigionieri". Autore di vari libri, e' diventato insieme al Prof. Louk Hulsman e a pochi altri, un referente mondiale del movimento abolizionista.


Gli Stati Uniti sono il modello da evitare. Il paese "delle liberta'" ha allo stesso tempo la percentuale piu' alta di prigionieri giacche', secondo Christie, "la Giustizia e' diventata un business".
L'Europa dovra' adesso decidere se seguire il modello nordamericano oppure optare per sistemi nei quali la prigione non abbia cosi' tanto peso.

In poche parole, cosa e' e cosa chiede l'abolizionismo?

27 dicembre 2009

WALL STREET, LA CIA E I COLPI DI STATO

di Marcelo Perez Suarez
Granma

“La bandiera segue il dollaro, i soldati la bandiera”, ha dichiarato l’ex maggior generale statunitense, Smedley D. Butler, nel suo libro “War is a Racket”. Nasceva la filosofia con la quale l’impero statunitense interveniva con la sua marina di guerra in quasi tutto il continente. Assicurava così l’incipiente espansione delle sue transnazionali in America Latina durante la prima metà del XX secolo.

E mentre applicava la “diplomazia dei cannoni”, ha investito fatto prestiti, comprato debiti, dettato leggi, controllato le dogane senza riconoscere nessun governo che non rispondesse alle sue pretese imperiali. Nel 1913, l’ambasciata nordamericana approvò il primo colpo di stato in Messico. Il motivo: una riforma agraria.

Contro i nemici di Wall Street

Finisce la seconda guerra mondiale. Fioriscono sentimenti antifascisti e antimperialisti in America Latina. Wall Street e le transazionali si allarmano. La CIA comincia a ricevere incarichi maggiori. Prima di invadere, si cominciò a considerare definitivamente il colpo di Stato all'interno di governi e l'assassinio attraverso azioni segrete.

In Guatemala si scopre che il “buon vicino” è facciata. Quando Jacobo Arbenz ha applicato la riforma agraria, dirigenti della CIA e rappresentanti dell’establishment vincolati alla United Fruit Company, ristabilirono l’ “ordine”. Nixon esclama che per la prima volta “un governo comunista” era stato sostituito. Non importava se lo era, ma colpì il capitale. Cominciava così la “guerra fredda” e il nuovo argomento: la crociata contro i comunisti.

Nel 1952 c’erano seri “problemi” a Cuba e in Bolivia. Nel paese andino il Movimento Nazionalista Rivoluzionario prese il potere e nazionalizzò l’industria dello stagno. Colpì il potente gruppo nordamericano Guggenheim. Eisenhower dà istruzioni alla CIA per ripristinare il regime in suo favore.

L’Agenzia penetrò nelle strutture politiche, militari ed nei servizi segreti boliviani. Scelse come futuro presidente René Barrientos, che fu reclutato dal Capo della Stazione CIA in Bolivia. Dopo è arrivato il colpo di Stato con l’appoggio anche della transnazionale petrolifera Gulf Oil Company. Barrientos ha aperto subito le porte ai monopoli nordamericani. Nel caso di Cuba esisteva la più importante penetrazione del capitale nordamericano in America. Ma al governante Carlos Prio, è venuta la “cattiva” idea di avere una partecipazione come azionista nel affare del nichel, attraverso la ditta olandese Billinton. Colpì gli interessi nordamericani dei gruppi Rockefeller, Guggenheim, Sullivan & Cromwell e quelli della famiglia Dulles. Sommato ad altri fattori, è stato avviato il colpo di Stato nel 1952 da Fulgencio Batista, uomo della CIA, che velocemente moltiplicò gli investimenti nordamericani.

Con questi “cattivi” esempi, in agosto del 1954 il Consiglio Nazionale di Sicurezza degli Stati Uniti emise il documento NSC- 5432. “La politica degli Stati Uniti verso l’America Latina”, che definì come pericolo i “regimi nazionalisti”, “troppo sensibili” alle “richieste popolari” dato che “non favoriscono un buon clima per gli investimenti”. In questo documento si propone di penetrare e di avere sotto controllo i militari latinoamericani per avere influenza sui governi del continente.

A settembre del 1955, gli Stati Uniti fecero da padrino ad un golpe in Argentina. Fanno cadere Juan Domingo Peròn. Il suo “errore”: aumentare stipendi, nazionalizzare interessi statunitensi nella telefonia ed una Costituzione che diede allo Stato i diritti di sfruttamento delle fonti di energia e minerali.

Nel 1959 vince il movimento rivoluzionario cubano. Si applica una Riforma Agraria ed un processo progressivo di nazionalizzazione. Le transnazionali colpite e la CIA cercarono ed usarono qualsiasi tipo di blocco, sabotaggi e sovversione interna, fino a che nel 1961 arrivano all’invasione militare. È finora il più grande “espediente inconcluso”.

Di fronte all’effervescenza rivoluzionaria del continente, Kennedy comincia la sua strategia: “Alleanza per il Progresso”. Ma sono stati inefficaci nel riuscire ad esercitare il dominio reale. Si impose la dottrina “Johnson”,che comprendeva più compiti per la CIA e di nuovo l' opzione dell’invasione diretta.

Ci fu poi Juan Bosch nella Repubblica Dominicana. Nel 1963 iniziò una riforma agraria. Prima agì la CIA e dopo sbarcarono 40 mila soldati. In Brasile, Joao Goulart, ha chiesto la riforma agraria e la nazionalizzazione del Consorzio per la International Telephone and Telegraph (ITT), più altre industrie primarie. La CIA comprò generali, politici e oligarchi brasiliani. Ha dato il colpo di stato nel 1964.

È stato raggiunto attraverso la coercizione, che nel decennio di 60 e 70 gli investimenti degli Stati Uniti nel continente siano cresciuti a un tasso annuo del 5%. Ma l' America Latina continuò a cercare di nazionalizzare le sue risorse.

In Bolivia, c' è la nazionalizzazione della Gulf Oil company nel 1969 e le miniere di zinco in mano al monopolio International Mining Processing Corporation. La CIA prima ha cercato di compromettere il generale Juan José Torres perché abbandonasse la sua politica di nazionalizzazioni. Ma non lo fece. Allora consigliò Hugo Banzer di dargli il colpo di Stato nel 1971. Il cadavere di Torres apparve in Argentina nel 1976.

In Cile, il capitale nordamericano era molto calato durante gli anni 50 e 60. Insieme alla CIA, queste transnazionali dirette da J. Rockefeller finanziarono i candidati affinchè Salvador Allende non assumesse la presidenza. Sapevano che si sarebbero pregiudicati, e così fu. Allende decise di nazionalizzare la gran miniera di rame, carbone e banche private.

Nixon diede indicazioni di toglierlo dal potere. Secondo la stessa CIA, Nixon aveva un rapporto personale con il presidente della Pepsi-Cola, con affari in Cile, e influì sulle sue decisioni. Le transnazionali ITT, Anaconda, Kennecott Copper, Grace Corporation, Dow Chemical, e la Ford Motor, erano colpite, ed intervennero nell’attività sovversiva contro Allende. Si applicarono tattiche di blocco, sabotaggio, guerra psicologica, coniare denaro falso, ecc, finchè arrivò il golpe militare di Pinochet. Il governo nordamericano, la CIA e la ITT hanno dovuto ammettere dopo la loro cospirazione per far cadere Allende e il Governo dell’Unità Popolare.

La CIA, in coalizione con i servizi segreti e candidati del governo, rafforzò il suo macchinario. Bisognava evitare che arrivassero altri uomini al potere come Fidel e Allende. Gli squadroni della morte e operazioni come “Condor”, assassinarono, fecero sparire e torturarono centinaia di migliaia di leader e forze progressiste della regione. In base a quali argomenti? Un documento della CIA del 1980 diceva: “¼ da 1968 a 1980 si registrarono 6 714 manifestazioni, ¼ del terrorismo internazionale. Oggi, in 63 paesi operano 370 gruppi terroristici, soprattutto marxisti”. Come disse il suo autore, questo fu “terrorismo alla nordamericana”.

Nei primi anni 80, ci sono due "incidenti" aerei in cui due presidenti latino-americani muoiono: Omar Torrijos, del Panama e Jaime Roldos, dell’Ecuador. In comune: applicarono riforme e difesero la nazionalizzazione delle risorse naturali, tra di esse quelle energetiche.

Entrambi hanno sofferto le conseguenze del lavoro di uno stesso agente segreto dell’Intelligence nordamericana. L'agente ha sostenuto nel suo libro “Confessioni di un sicario economico”, che agì sotto copertura di consulente privato ed usò metodi ingannevoli per stimolare crediti ed investimenti. L’obiettivo: indebitare questi paesi. Nonostante tutto riuscire, non fu sufficiente, e per questo i due furono assassinati dalla CIA. Così hanno raccontato anche altri due agenti della CIA.

Con la vittoria sandista, in Nicaragua nel 1979, vennero nazionalizzate le miniere e le risorse non rinnovabili. Reagan diede istruzioni alla CIA di attaccare con tutti i mezzi possibili. In quel contesto, invase Granada nel 1983 Maurice Bishop aveva rotto con 25 anni di dominio di un governo fantoccio degli Stati Uniti ed avviato riforme che hanno colpirono gli interessi nordamericani. La CIA e l’oligarchia applicarono il piano “Piramide” per la sua caduta.

L’ALBA non si quota in borsa.

Gli USA garantivano che le loro transnazionali mantenessero il loro predominio nella “Grande Area”, mediante la formula: CIA + militari burattini + oligarchie corrotte. E’ per questo che Wall Street adorò governanti come Leonidas Trujillo, Banzer, Pinochet ed altri nel continente che riempirono di sangue il loro popolo e vendettero la sovranità ai capitali nordamericani.

Le trombe di Wall Street suonarono allegre negli anni '90. Un documento della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e Sviluppo, arrivò a dire nel 1993: “Al di fuori delle transnazionali non c’è salvezza!”. Il neoliberismo, le ricette “salvatrici” dell’FMI, la libera stampa del dollaro, il NAFTA e l’ALCA, erano le corazzate degli ultimi 20 anni in America Latina. Un po’ fiduciosi in questo scenario, se ne andarono alla conquista del petrolio in Medio Oriente e di altri interessi strategici in Asia Centrale e del Sud.

L' America Latina si alzò dal suo letto di miseria e di morte. Il sorgere lento e costante di leader e movimenti progressisti, dai propri strati sociali ereditati, hanno ridato luce alla vita. I processi più radicali- quelli che nazionalizzano le risorse naturali e danneggiano Wall Street e la sua corporatocrazia- risultano logicamente i bersagli principali.

Prima il doppio colpo a Chavez. Uno classico- il primo- ed uno moderno: lo sciopero del petrolio del 2003. La CIA ha cercato di fare a modo suo, ma la Direzione d’Intelligence e dei Servizi di Prevenzione (DISIP), non è la stessa che dava uffici e incarichi all’agente Posadas Carriles. In Bolivia, la stessa cosa con Evo. Si è rivelato un golpe "costituzionale". In Honduras, all’evidenza della partecipazione della transnazionale Chiquita Brads (succeditrice della United Fruit Company) nel colpo di Stato, si aggiunge ora la decisione degli USA di riconoscere il risultato delle “elezioni”. Con questo “legittima” il tipo di golpe che era “fuori moda”, adesso truccato nella pseudo versione del “golpe dolce”.

Il sistema nordamericano di ritornare ai colpi di stato, è più che un segnale. L’elite nordamericana deve essere alla ricerca di una nuova dottrina per continuare a mascherare la sua ideologia reale: collocare i suoi capitali e i suoi guadagni, che a loro volta, servano per giustificare i razzi che vorrà lanciare dalle sue basi militari. Sembra che Obama era parte della formula, ma la realtà in America Latina non è estetica, è profonda. La Wall Street costruita dai “padri fondatori” non si è mai conformata con una fetta ma con tutta la torta. Ma l’ALBA non si quota in borsa, rappresenta il capitale umano dei popoli.

Fonte: http://www.granma.cubaweb.cu/2009/12/11/interna/artic04.html

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA

24 dicembre 2009

PRIMA DI ESSERE CONSUMATORI SIAMO ESSERI UMANI

di Tu Wenwen
Focus on the Global South/Ceprid


"Perché il Primo Ministro Wen ci tiene a dire che il lavoro si relaziona con la dignità della persona?" Mi diceva un professore universitario dalla sua poltrona.
“Questo non è un momento per parlare di dignità. Il diritto alla sopravvivenza è fondamentale. E la dignità è qualcosa che verrà naturalmente, quando sarà il momento”. Ma come si può parlare di diritto alla sopravvivenza senza dignità, mi chiedo. Stringere la cintura non è qualcosa di nuovo per i cinesi. Hanno rispondendo all' appello di consumare meno alimenti durante il “disastro naturale” del 1958-1961. I contadini, in particolare, hanno stretto la cintura in vista dell' industrializzazione socialista, per permettere il trasferimento della ricchezza verso le città attraverso ciò che è stato chiamato forbice dei prezzi. Ma, questa volta succede qualcosa di insolito. Economizzarono e risparmiarono per prestare denaro al paese più ricco del mondo, ed ottenere lavori mal pagati, stimolando i consumatori di quel paese. Grazie al fallimento finanziario, c’è un fatto che comincia a farsi chiaro nella testa di molti cinesi: La Cina è il maggiore creditore degli USA, e nonostante questo i cinesi continuano ad essere poveri.

L’esportazione, l’investimento e il consumo sono stati proclamati come i tre cavalli che portano il carro della crescita cinese. I cavalli erano già malati ed il carro consumato anche prima della crisi economica. Nonostante che le importazioni hanno fatto della Cina “la fabbrica del mondo”, si tratta di una fabbrica con
stipendi magri, a scapito dei lavoratori e dell'ambiente. L’investimento ha creato strade, ferrovie e città brillanti, così come la gigantesca bolla immobiliare. Il prezzo medio delle case in relazione al reddito in Cina era di 1 a 15 nel 2007. La cifra è arrivata 1 a 23 in Beijing (Libro di Statistiche Annuali della Cina, 2008)- La maggior parte della popolazione sono osservatori che non possono condividere la prosperità delle città. Il contributo dei consumi rispetto al PIL non ha mai superato il 40%, mentre quello di India è al 60%. Le fabbriche stanno chiudendo. I migranti si muovono da e verso i popoli. Milioni di universitari sono preoccupati per i loro posti di lavoro, anche se questa non è una novità dato che i segni di problemi economici erano evidenti negli ultimi anni. Di fronte alla crisi finanziaria, quando le ombre si chiudono sull’economia cinese orientata all’estero, la domanda interna diventa fondamentale. Molti si affrettano a segnalare con orrore che il tasso di risparmio del paese è di circa il 50% più alto del mondo.

Ma non dicono che i conti di risparmio delle famiglie rappresentano appena un 30 o 40 % del totale,
mentre il resto appartiene al governo e alle aziende di proprietà dello Stato. In altre parole, la domanda di consumo insufficiente ha la sua origine dalla caduta persistente della percentuale delle entrate nazionali disponibili in mano delle famiglie (He& Cao, 2007). La ricchezza si concentra nello Stato, non nelle persone, e lo Stato usa i suoi risparmi per reinvestirli. E’ cosi che si arriva ad un PIL di due cifre. Questo mostra inoltre che la domanda interna è stata sempre spinta dall’investimento più che dal consumo. E’ vero che i cinesi tendono al risparmio e non al consumo, ma quello che succede non si può spiegare semplicemente per la “virtù tradizionale” del popolo cinese. In un paese dove lo Stato non trasferisce i benefici della crescita e non c’è una rete di sicurezza sociale, stringere la cintura sembra essere una misura ragionevole nonostante i tassi d’interesse “di fatto” negativi.

Per questo la maggior parte dei cinesi stianno semplicemente sopravvivendo, come lavoratori che producono “Made in Cina”, come osservatori che vedono le loro case dare spazio a strade e a condomini irraggiungibili, e come creditori che sono obbligati a risparmiare a nome proprio e
pagare per conto di altri. E adesso gli si chiede di essere consumatori. Forse la formula di 4 bilioni di RBM più il tasso di crescita dell’8% più i 10 settori industriali, di mano d’opera a basso costo trasformerà i cinesi in orgogliosi consumatori? La composizione dei 4 bilioni è la seguente: 38 % infrastruttura, 25% ricostruzione post-disastro, 10% costruzione per la vita urbana (cioè case popolari e riforme delle case) 9% progetti di costruzione per gli insediamenti rurali (acqua potabile, elettricità, strade) 9% miglioramento tecnologico, 4% educazione, salute e cultura e 5% protezione dell' ambiente. Ovviamente si continua col vecchio schema: convertire tutte le città in cantieri edili. Forse la differenza è che i villaggi possono avere l'aspettativa di avere le loro opere di costruzione. Oltre al rischio di esacerbare le contraddizioni esistenti strutturali dell'economia, anche se la formula funziona per stimolare l’economia, quale utilità avrebbe un tasso di crescita dell’8% senza che si risolva adeguatamente lo squilibrio tra l’investimento ed il consumo, senza che si abbandoni il PIL come l’unico grande indicatore di sviluppo, e senza che la popolazione sia considerata come esseri umani che godono di salute e di educazione di qualità? Come si può sperare che le persone consumino senza sentirsi sicure nello spendere?

In tempi di crisi è comprensibile a mantenere i tassi di investimento elevati per attutire gli effetti e stabilizzare la società
. Ma cosa si fa dopo due anni quando si sono spesi i 4 bilioni? Incoraggiare la domanda interna non è un nuovo slogan. Era stata presentata nel decimo Orientamento Quinquennale prima nel 2005. Ma semplicemente è stata la domanda d’investimento e non la domanda delle famiglie quella che è cresciuta. Se percaso, questa crisi offre una possibilità, è che lo sviluppo con tassi di crescita elevati e gli investimenti e costi elevati, non può e non deve continuare. A lungo termine si deve scommettere sul ridare ricchezza alla gente e così si potrebbe stimolare il consumo delle famiglie.

La Cina è un paese dove la metà della popolazione rurale non può accedere a servizi sanitari e quasi il 70% delle persone non hanno la pensione
. E’ la terza economia del mondo, ma la spesa in educazione non raggiunge ancora il 4% del PIL- il livello medio dei paesi in via di sviluppo. La spesa pubblica sanitaria è intorno al 4% del PIL, senza assistenza sanitaria universale. Il sistema di sicurezza sociale (cioè, pensioni, assicurazione contro la disoccupazione, assicurazione contro gli infortuni del lavoro, ecc.) è quasi inesistente. La Cina ha sorpreso il mondo con la sua efficienza, ma è la giustizia quello che il paese dovrebbe cercare. Se la Cina ha il coraggio di dire alla sua gente che il paese è riuscito a venire fuori velocemente dalle ombre della crisi, deve avere anche il coraggio di ridistribuire la ricchezza, aumentare la spesa pubblica in salute ed educazione, sviluppare sistemi di welfare e dare facoltà al suo popolo perché siano cittadini attivi e non lavoratori, osservatori, consumatori o creditori passivi.

Quando parlavo con il professore che distingueva tra il diritto alla sopravvivenza e la dignità, tre persone mi sono venute in mente. Le ho conosciute nella zona rurale di Sicuani, nella regione sud occidentale della Cina. La prima, un uomo che era un lavoratore migrante dalla città. E’ tornato a casa sua per aiutare i suoi genitori con un’iniziativa di fattoria organica iniziata tre anni fa con la speranza di cambiare per una vita “sana, verde e armoniosa”. Non sa quanto altro tempo potranno restare lì, poichè
ci sono voci che il suo paese si trasformerà in una zona di “sviluppo”, e nessuno sa esattamente cosa significa. Il secondo, un lavoratore in una fabbrica di cemento, che fa turni diversi ogni giorno, e negli intervalli aiuta sua moglie con un banchetto di alimentari nel centro. La sua fabbrica non è solo inquinante, ma si è anche appropriata delle terre dei suoi compagni contadini per ampliarsi, che ha sollevato le proteste degli abitanti del villaggio. “Io non ho partecipato in nessuna protesta”, mi disse sorridendo. Il terzo, l’ho conosciuto in un cantiere. Quando gli ho chiesto cosa stava facendo mi rispose: “faccio crescere la domanda interna”. Guadagna 40 RMB (circa 6 $) al giorno. Più tardi ho imparato che il lavoro in questione era stato previsto nel 2007, prima del pacchetto stimolo, ma in quei giorni tutta la costruzione era vista come uno “stimolo alla domanda”, nonostante che questo sia stato il settore principale di investimento dper anni. Riconoscere il diritto alla “sopravvivenza” non deve essere la scusa per spremere fino all’ultima goccia di sudore dei lavoratori cinesi. Siamo esseri umani. Se mi dessero il privilegio di aggiungere note a piè delle risposte del Primo Ministro Wen, direi che il lavoro si relaziona con la dignità dell’essere umano,la dignità che consente alle persone di scegliere il lavoro autonomo e consumare i prodotti delle loro terre, la dignità di rifiutarsi di lavorare come mano d’opera a basso costo in una fabbrica che inquina l’aria che respiriamo, e la dignità di sapere per cosa lavoriamo. Questo dipende da quale tipo di economia la Cina stimola e a quale tipo di sviluppo sta andando il paese.

Tu Wenwen è ricercatrice di Focus on the Global South. Ha realizzato questa ricerca di campo in Cina durante gli ultimi due mesi.


Fonte:
http://www.nodo50.org/ceprid/spip.php?article561

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA

23 dicembre 2009

L'EREDITA' DEL 1989 NEI DUE EMISFERI


di Noam Chomsky
In These Times
A novembre c’è stato l’anniversario di due grandi avvenimenti del 1989: “il più importante anno nella storia mondiale dal 1945”, come lo storico britannico Timothy Garton Ash lo ha descritto.


Quell' anno “tutto cambiò”, scrive Garton Ash. Le riforme in Russia di Mikhail Gorbaciov e la sua “ impressionante rinuncia all’uso della violenza”, hanno condotto alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre e alla liberazione dell’Europa dell’Est della tirannia russa.


Gli elogi sono meritati, i successi memorabili. Ma le prospettive alternative possono essere rivelatrici.


Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dato tale prospettiva- non intenzionalmente-
quando ci ha esortato tutti ad “usare l’inestimabile dono della libertà per finire coi muri dei nostri tempi”.

Un modo per seguire i suoi buoni consigli
sarebbe quello di smantellare l’enorme muro di Berlino, che ridimensionato in scala e lunghezza di Berlino, adesso serpeggia in territorio palestinese violando la legge internazionale.

22 dicembre 2009

LA PACE CON I MISSILI

http://www.wired.com/images/article/full/2008/01/obama_mail_500px.jpg

ATTENZIONE: L’ “UOMO E LA BESTIA” GIRANO LIBERI PER IL PIANETA.

Primo presupposto logico: Si può prendere sul serio un presidente imperiale (comandante del maggior arsenale nucleare e della più potente forza di occupazione militare del mondo) che accetta un Premio Nobel della Pace? Secondo presupposto logico: A partire dall’accettazione e di legittimare Obama “Nobel per la Pace” Si può avere fiducia della salute mentale di presidenti, leader mondiali e autorità del sistema capitalista eretto come “civiltà unica?
Terzo presupposto logico: Se Obama, “l’Uomo e la Bestia” imperiale (metà democratico pacifista e metà imperialista genocida), riceve il massimo premio del pacifismo, quale categoria psichiatrica si può applicare alla stampa internazionale che diffonde la notizia senza nessuna analisi e alle masse planetarie che la consumano come un “fatto naturale”?
Quarto presupposto logico: A partire dall’accettazione mondiale passiva della “schizofrenia Obama” Si può inferire che il sistema capitalista ha toccato una fase (decadente) di Apocalisse mentale?


di Manuel Freytas.


Il generale Juan Domingo Peròn, tre volte presidente costituzionale dell’Argentina, soleva dire che
gli imperi, come i pesci, “marciscono dalla testa”.

I segnali sono molteplici: Elezioni “libere e democratiche” in paesi occupati militarmente, i supermilionari organizzano fondazioni per “combattere la povertà”, le corporazioni e banche capitaliste capeggiano campagne mondiali per la “solidarietà”, le superpotenze (con gli USA in testa) alzano le bandiere della “democrazia e dei diritti umani”, presidenti di “sinistra” che guidano Stati capitalisti, potenze criminali (come gli USA e Israele) che massacrano militarmente popolazioni civili in nome della “pace”, sono solo esempi di una tendenza di sdoppiamento (tra il dire e il fare) livellata ed accettata da tutto il pianeta.


E la ciliegina sulla torta: “Il presidente statunitense Barack Obama, ha accettato il Premio Nobel della Pace in una cerimonia ad Oslo, capitale della Norvegia, quando ancora riecheggiano nel mondo i tamburi della guerra in Afghanistan che solo nove giorni fa ha fatto suonare”, segnala la catena BBC.


“Ma l’atto di difendere la pace e giustificare la guerra si presenta come delicato per Obama quando diversi sondaggi d’opinione riflettono dubbi crescenti sui suoi meriti per ricevere lo stesso premio che prima hanno ricevuto persone come Nelson Mandela o la Madre Teresa di Calcutta”, sottolinea la catena.


Lo stile “soave e misurato” della BBC (una catena televisiva imperiale) omette di dire apertamente ciò che è ovvio: Il sistema capitalista e le sue istituzioni non hanno limiti per l’esercizio dell’assurdo e del doppio senso.


Se
l' ONU e la Banca Mondiale (istituzioni sotto lo storico controllo imperiale) sono i leader della “guerra contro la povertà” Perché ad Obama non può essere assegnato il Premio Nobel per la Pace?

Non a caso i grandi inventori e propulsori del modello del “doppio discorso” su scala globale sono gli USA, la prima potenza del sistema capitalista dominante, che parla come paladino mondiale della “democrazia” e dei “diritti umani”,
ma in realtà gestisce il potere imperiale con l'esercito e il più potente arsenale nucleare del pianeta, cinque flotte con capacità nucleare solcano le acque di tutto il mondo e quasi mille basi militari distribuite in tutti i punti strategici del mondo.

Sotto questo ombrello di dominio egemonico geo-politico-militare-nucleare, i capi di turno dello Stato USA edificano i loro discorsi pubblici sulla base dell’imposizione dei “regimi democratici” e la “governance in pace” monitorati da Washington, come è chiaramente
indicato nei Documenti di Stato.

Gli USA, che dopo l’11 settembre 2001 conquistarono a ferro e fuoco l’Iraq e l’Afghanistan (dove le forze occupanti hanno già assassinato centinaia di migliaia di persone, principalmente civili) imposero simultaneamente in entrambi i paesi, occupati dalle loro forze militari il “regime democratico” con
elezioni periodiche dove i conquistati votano governi controllati dagli invasori.

Sotto l’ombrello dello Stato USA, la “realtà internazionale” si costruisce sui parametri stabiliti dal “doppio discorso” capitalista, orientato a
nascondere la realtà del dominio imperiale e la depredazione planetaria realizzata dalle banche e dalle aziende del sistema capitalista transazionale.

Nazioni imperiali,
come le principali potenze europee (che hanno fondato i loro imperi in base all’occupazione militare, la sottomissione dei popoli e la schiavitù) si ergono come icone universali della “democrazia” e dei “diritti umani” ed impongono le regole della virtù “civilizzante” al resto dei paesi della periferia sottosviluppata.

Allo stesso modo, le banche e transnazionali capitaliste
(che hanno accumulato i loro attivi aziendali sulla base dello sfruttamento storico di paesi e dalla depredazione sistematica delle risorse naturali e dell' ambiente) finanziano ONG e diverse organizzazioni mondiali per “lottare contro la distruzione dell' ambiente”.

Organizzazioni internazionali del sistema capitalista, come la Banca Mondiale o l’ FMI (
ricorrentemente usate come gendarmi e supervisori del macro-furto finanziario attraverso il debito dei paesi più deboli) sono disegnate a loro volta come portattrici internazionali dell’“etica solidale” e della lotta strutturale alla povertà nel mondo.

C’è da sorprendersi del Premio Nobel a Obama?


Per nulla: Obama esegue solo quello che il suo creatore, l’Impero USA, ha imposto come norma di dominio accettata da tutto il sistema:
Parlare con la pace, agire con i missili.

In questa linea, Obama è arrivato ad Oslo per ricevere il “Nobel per la Pace”
sorvegliato da un imponente macchina militare che comprende forze militari convenzionali e unità di dispiegamento nucleare.

Pazzia, strategia o doppio senso?


Tutto insieme: Il Sistema Capitalista è una sintesi (come Obama).
Di giorno democrazia e diritti umani, di notte sterminio massivo del surplus di popolazione. In un momento le identità si confondono: Il Sistema compra la sua stessa alienazione, ed il “doppio discorso” (l’”Uomo e la Bestia”) acquistano l’identità di “normalità accettata” dalle maggioranze mondiali.

Fate attenzione: L’”Uomo e la Bestia” girano liberi per il pianeta, ma nessuno li vede.


L’umanità, programmata dallo stesso sistema, non sa più neanche chi è.


Fonte:
http://www.iarnoticias.com/2009/secciones/contrainformacion/0091_democracia_con_misiles_10dic09.html

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

21 dicembre 2009

IL BIGLIETTO VERDE RINASCE DALLE SUE CENERI

La paura di un collasso finanziario europeo
rafforza
il dollaro e sgonfia l’euro




Questo giovedì l’euro continuava a perdere posizioni rispetto al dollaro di fronte al timore generale che alcuni paesi dell’eurozona possano cadere in un’insolvenza dei pagamenti prodotta dal deficit della caduta delle entrate. Ma l’incertezza sulla cancellazione degli impegni sul debito non è l’unico fattore che dà un impulso al dollaro: La moneta statunitense beneficia anche del timore che il riscatto statale delle banche e aziende crei una ricaduta della crisi finanziaria.

Come è stato già dimostrato dalla storia e dalla realtà, il dollaro USA è il rifugio “sicuro” del capitalismo finanziario speculativo transnazionale (statale e privato) in epoca di cataclismi.


Dopo il collasso di Dubai, gli speculatori internazionali su vasta scala si sono rifugiati nei mercati europei, nel dollaro in mezzo a timori che questa condotta possa trasformarsi in una tendenza generalizzata a livello mondiale, secondo il
Wall Street Journal.

L’euro, che fino a qualche settimana fa faceva la sua una scalata spiazzando il dollaro, è sceso negli ultimi 15 giorni e potrebbe continuare a cadere con forza di fronte ad una fuga in massa degli speculatori verso l’acquisto di attivi più “sicuri” in moneta statunitense.


La situazione torna a ripetersi con il debito regionale che cresce e si propaga per tutta l’eurozona, con epicentro in Grecia, mentre crescono i timori degli speculatori ad un’insolvenza di pagamento generalizzata e ad un crollo a catena delle economie più deboli che vede in testa alla Spagna.


In generale, l’ombra di una insolvenza dei pagamenti generalizzata (a causa del deficit e delle basse entrate fiscali)
fa temere una rinascita della crisi finanziaria, e continua a favorire il sorpasso del dollaro sull’euro, nonostante che la Federal Reserve degli USA ha deciso questo martedì di mantenere i tassi d’interesse, vicino allo zero, ribadendo che rimarranno a questo livello per qualche tempo.

Il dollaro è salito giovedì ai suoi massimi livelli in tre mesi di fronte ad un paniere di monete, favorito da un tono più “ottimista” della Riserva Federale statunitense, mentre l’euro cadeva colpito da
nuove preoccupazioni sui problemi fiscali della Grecia e l’incertezza finanziaria nell’eurozona.

L'euro è sceso a Giovedi per la quarta sessione consecutiva
ieri, dopo l'adesione S & P e Fitch che hanno deciso di tagliare il rating del debito della Grecia, il paese dell'Unione europea con il più alto deficit di bilancio.

In un mercato con poco volume prima delle feste di fine anno, l’euro è affondato al suo livello minore contro il dollaro dall' inizio di settembre,
dopo aver superato la forte barriera di 1,4500 dollari e generando ordini di vendita per sospenderne le perdite ben al di sotto 1,4400.

Le preoccupazioni degli speculatori sull’insolvenza di alcuni paesi della zona euro hanno preso forza dopo che mercoledì la Grecia
ha subito il suo secondo declassamento creditizio in una settimana.

Gli esperti e le pubblicazioni specializzate considerano che
il declassamento delle economie più deboli dell’eurozona imbarazza e guida il crollo dell'euro.

“L’euro sta soffrendo come risultato dei problemi del debito vincolato ai
paesi della periferia della zona euro, che potrebbero rappresentare una gravissima tensione regionale, mentre la sterlina è sotto pressione a causa di un’economia povera” ha commentato Steve Barrow, stratega del cambio della Standard Bank. Barrow ha pronosticato che l’euro potrebbe scendere ai 1,42 o 1,41 dollari.

L’euro sarebbe sceso di due centesimi rispetto al dollaro alla chiusura di New York, mercoledì, a 1,4330 dollari, secondo i dati della Reuters, il suo livello minore da settembre.


Il dollaro forte, a sua volta, porta ad ulteriore debolezza del petrolio e materie prime sul mercato,
la cui quotazione è pesata anche mercoledì sul calo delle scorte negli USA.
“Se il dollaro si mantiene forte, il petrolio potrebbe continuare a scendere”, segnala l’agenzia Bloomberg.

L’indice del dollaro,
che misura le sue prestazioni di fronte ad altre sei valute di riferimento, è salito fino ai 77,823, la sua quotazione più alta da settembre, dando agli investitori la fiducia che il dollaro ha già rotto il trend al ribasso che ha avuto inizio nel mese di marzo.

Secondo le stime degli esperti, l’economia greca, il centro (insieme alla Spagna) del caos finanziario che minaccia la zona dell’euro e fa si che gli speculatori cerchino rifugio nel dollaro,
è sull'orlo del precipizio.

Si calcola che la scalata del dollaro di fronte all’euro continuerà ad intensificarsi
guidata da nuovi ribassi della quotazione delle agenzie di rating per la Grecia ed il Portogallo, e di fronte al timore di una caduta a catena delle economie più deboli dell’eurozona, tra le quali si trova quella spagnola.

Martedì l’agenzia
Fitch ha ribassato ancora di più il rating della Grecia ad un livello di “BBB+” per i suoi dubbi su come far fronte ai propri obblighi finanziari, essendo il primo paese dell' eurozona che si avvicina al livello di “buono spazzatura”. Allo stesso modo, il Portogallo ha recentemente subito un taglio che Standard & Poor’s annota questo paese ad un “A+”.

Standard &Poor’s
ha anche ribassato il rating della Grecia da un grado di “BBB+” a “A-”, dato che è poco probabile che le misure di austerità annunciate dal primo ministro George Papandreou , questa settimana, producano una riduzione “sostenibile” del debito pubblico.

Secondo alcuni analisti europei, la Spagna e l'Italia potrebbero essere i prossimi a sperimentare tagli
ai loro livelli di qualifica del debito dato che continuano con un outlook negativo. Mercoledì, Standard &Poor’s ha pubblicato un documento nel quale prevede un nuovo ribasso della qualifica del debito spagnolo “se non ci sono misure più aggressive per far fronte allo squilibrio fiscale”.

La Spagna è la quarta maggiore economia dell’eurozona, e
quasi una quinta parte della popolazione è senza lavoro. La sua economia sta sfiorando la deflazione e, contro ciò che succede nell’eurozona, potrebbe restringersi ancora di più.

Sebbene altri paesi della periferia dell’Europa, come l’Irlanda e la Grecia, appaiano al centro dei timori per l’insolvenza dei pagamenti, l’economia spagnola è cinque volte superiore a quella di questi paesi e, quindi, i suoi problemi sono anche molto maggiori.


Per molti esperti,
tra cui il Financial Times, la Spagna segna il centro dell’ “incertezza” e nuove cadute di rating della sua economia potrebbero innescare un collasso finanziario incatenato dei paesi che si mantengono nella “linea rossa” per affrontare l' insolvenza dei loro debiti pubblici.

Fonte:
http://www.iarnoticias.com/2009/secciones/europa/0019_dolar_arriba_euro_se_desinfla_17dic09.html

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA

20 dicembre 2009

LA MONETA VIRTUALE "ALBA" ENTRERA' IN VIGORE A GENNAIO


Il Sistema Unico di Compensazione Regionale dei Pagamenti, la valuta virtuale SUCRE, entra in vigore il prossimo gennaio per le transazioni commerciali nei paesi membri dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA).

Nata a novembre del 2008, durante il Summit dell’ALBA realizzata a Caracas, il progetto della nuova moneta virtuale, proposta dal presidente ecuadoriano Rafael Correa, è promossa dal Venezuela, Bolivia, Ecuador e Cuba.

Secondo quanto annunciato, la prima operazione attraverso l’utilizzo del SUCRE si realizzerà a gennaio prossimo, quando un’azienda cubano-venezuelana esporterà all’isola riso per una cifra non ancora stabilita.

Il coordinatore e rappresentante della Banca Centrale di Cuba, Benigno Regueira, ha spiegato che la nuova divisa, non ha un disegno fisico predeterminato, ma ha una struttura “molto ben definita informaticamente e tecnicamente, da attuare come una comune unità di conto”.

Questo significa che in un primo momento si attuerà solo come mezzo di pagamento tra le banche centrali dei paesi membri del Sistema Sucre, ancora non può essere una riserva di valore o mezzo di pagamento.

Questa moneta è valutata sulla base di un paniere di valute locali di ogni paese membro e anche di un paniere di valute”, dice Regueiro.

Secondo l’esperto, sarà usata dalla Camera Centrale di Compensazione, Banche Centrali e il Fondo di Riserve e Convergenza Commerciale, cercando di rimanere il più stabile possibile "per generare il più alto livello di fiducia".

Ha osservato che all’inizio il SUCRE avrà un valore simile al dollaro, anche se la volontà espressa dai paesi membri sarebbe quello di “allontanarsi progressivamente dalla moneta statunitense, riuscendo a realizzare le operazioni commerciali senza doverlo usare”.

Approfondisce dicendo che che per un lungo periodo di tempo, “nessuno vedrà fisicamente il SUCRE” che esiste solo per scopi commerciali, come successe con l’ ECU nell’UE.

Spiega che non sostituirà la moneta locale nazionale, dato che “ogni stato continuerà con la sua moneta locale, ognuna con un tipo di cambio di fronte al SUCRE e, a sua volta, di fronte al dollaro”.

“Qualsiasi moneta di conto è qualcosa che un gruppo di paesi accordano per sviluppare il commercio con lo scopo di scambiare beni e servizi”, ha detto l' esperto chiarendo che si tratta di un’operazione amministrativa che parte da una selezione di prodotti, in base a quello che le nazioni decidono tra di loro”.

Regueira ha spiegato che il Consiglio Monetario Nazionale è il massimo organo del sistema, con un comitato esecutivo in cui i paesi membri sono rappresentati, con un solo voto ciascuno, e in cui le decisioni sono prese a maggioranza o all'unanimità.

I pari diritti sono garantiti dalla possibilità che ciascun membro ha un voto, indipendentemente dal volume di scambi che può avere", ha sottolineato.

L'esperto ha osservato che un altro elemento è la Camera di Compensazione dei pagamenti, per la quale tutte le operazioni in SUCRE ordinate dalle Banche Centrali, passeranno.

“Cioè attraverso essa si realizzeranno tutti i pagamenti a partire dal Consiglio Monetario, tenendo conto del volume degli scambi di ogni paese, effettuare una distribuzione della moneta ed assegnare ad ognun un' importo specifico, ”, ha puntualizzato il funzionario bancario cubano.

Fonte:
http://www.argenpress.info/2009/12/la-moneda-virtual-de-alba-entrara-en.html

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di
VANESA

19 dicembre 2009

LA CIA UTILIZZA L'USAID COME FACCIATA

di Eva Golinger

Un alto funzionario dell’Agenzia Internazionale di Sviluppo degli Stati Uniti (United States Agency for International Development-USAID) questo lunedì ha confermato che la CIA usa il nome dell’USAID per dare fondi e appalti a terzi che promuovono le loro operazioni. Secondo il funzionario, un veterano dell’agenzia che
detiene la carica di responsabile regionale, la CIA sta dando appalti sotto il nome dell’USAID senza che questa ne sia coinvolta. Tre mesi fa, sono stati scoperti due agenti della CIA che affermavano di essere dipendenti dell’USAID in un paese africano in cui l'agenzia dello sviluppo sostiene investimenti miliardari. Gli agenti sono stati rimossi dal paese.

Giorni fa, secondo un reportage del
New York Times, un funzionario del Development Alternatives, Inc (DAI), un’azienda contrattista dell’USAID, il Dipartimento di Stato ed il Pentagono, è stato arrestato a Cuba, mentre distribuiva materiale di comunicazioni a settori della controrivoluzione.

La relazione tra l’USAID, un’agenzia del Dipartimento di Stato e la CIA non è nuova. Nel 1974, il Congresso statunitense aveva chiuso una divisione dell’USAID che era stata usata dalla CIA per allenare, finanziare, armare più di un milione di poliziotti in America Latina, Asia e Medio Oriente. L’Ufficio della Sicurezza Pubblica (Office of Public Safety “OPS”)
è stato istituito nel 1957 dal Presidente Eisenhower con la missione di allenare e formare forze di polizia in altri paesi. Documenti declassificati della CIA confermano che i fondi della OPS sono stati inclusi nei milioni dati annualmente all’USAID, ma le sue operazioni sono state coordinate dall’agenzia clandestina.

Durante la guerra in Vietnam, l’USAID è stata responsabile della distribuzione di “materiale di sostegno” insieme alla CIA nell’operazione Fenice, che è stata responsabile dell’assassinio di milioni di vietnamiti. Ad Haiti, l' USAID è stata accusata di
finanziare organizzazioni coinvolte nel colpo di Stato contro il Presidente Jean Bertrand Aristide nel 2004. Da giugno 2002, l’USAID mantiene un Ufficio per le Iniziative verso una Transizione (OTI) nel Venezuela, attraverso la quale ha canalizzato milioni di dollari all’opposizione contro il Presidente Hugo Chavez. Più di due mila pagine parzialmente declassificate dell’USAI sulle sue attività in Venezuela dimostrano un modello di finanziamento e supporto strategico volto esclusivamente settori dell'opposizione, con programmi che cercano di “rafforzare” i suoi partiti politici, disegnare le loro campagne politiche e aiutarli a consolidare un movimento contro il governo venezuelano.

In Bolivia, l’USAID è stata espulsa quest’anno dagli abitanti di due comuni,
Chapare e El Alto, con l’accusa di interventismo. A settembre, il presidente Evo Morales, ha annunciato la cessazione di un accordo formale con l’USAID a causa di fondi miliardari deviati verso gruppi separatisti che cercavano di destabilizzare il paese.

Nel 2005, l’ USAID è stata espulsa anche dall’Eritrea e accusata di essere un’agenzia “neocoloniale”. Etiopia, Russa e Bielorussia, ordinarono l’uscita dell’USAID e dei suoi contrattisti
nel corso degli ultimi cinque anni.

Un documento dell’Ufficio di Contabilità Generale degli USA (
General Accounting Office-GAO) del 2006 ha rilevato che ci sono stati problemi con la gestione delle sovvenzioni” del Programma Cuba dell’USAID. Milioni di dollari destinati per “promuovere la democrazia” a Cuba sono finiti in mano di organizzazioni a Miami, senza contabilità nè controllo.

Per il giornalista Jean-Guy Allard, uno dei casi più espliciti del lavoro sporco dell’USAID è stato in Uruguay, “
Dan Anthony Mitrione, istruttore statunitense in tecniche di tortura, apparso in Uruguay con credenziali dell'USAID alla fine degli anni '70, per addestrare la polizia in un programma segreto di distruzione della sinistra in America Latina.".

L’Agenzia dello Sviluppo degli Stati Uniti è stata creata ufficialmente nel 1961 come un’entità dedita all’aiuto umanitario nel mondo. Nel 2009, l’USAID è stata formalmente incorporata all’Iniziativa Interagenzia di Controinsurrezione degli Stati Uniti, insieme al Dipartimento di Stato e al Pentagono. Nel 2007, è stato pubblicato il documento: “La controinsurrezione per i politici del governo degli USA: un lavoro in progresso”, che mostrava l’USAID come fondamentale per assicurare il successo delle operazioni di
controinsurrezione. “L’USAID può aiutare con gli sforzi di controinsurrezione del governo degli USA…L’ USAID ha uffici in 100 paesi in via di sviluppo, lavora accanto ad organizzazioni private, gruppi indigeni, associazioni professionali, organizzazioni di fede ed altre agenzie governative….L’USAID ha buoni rapporti, attraverso convegni e contratti, con più di 3.500 aziende e 300 organizzazioni private degli USA…”

La Controinsurrezione è un' operazione militare contro gruppi considerati “ribelli” o insorti. Movimenti di sinistra che sono stati considerati dagli USA come “insorti dagli anni 50”.
Tattiche di controinsurrezione includono l’uso di un conflitto armato per fomentare la sovversione, operazioni psicologiche e sabotaggio economico per riuscire a neutralizzare l’avversario.

Se prima la CIA aveva usato l’USAID come facciata, senza che i lavoratori lo sapessero, oggi c’è il pieno riconoscimento che
l’USAID si incorpora alle iniziative di controinsurrezione contro movimenti e stati considerati “avversari” per Washington. Questa innovazione la trasforma il suo mandato originale di dare aiuto umanitario al mondo e diventa ufficialmente un organismo di guerra.

Fonte:
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=16564

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di
VANESA